Scoperta la cima di un obelisco della regina egizia Ankhesenpepi II

Fonte e traduzione: https://ilfattostorico.com/2017/10/10/scoperta-la-cima-di-un-obelisco-della-regina-egizia-ankhesenpepi-ii/
Fonte: Al Ahram
Ministero delle Antichità egiziano

(Ministry of Antiquities, Egypt)

La parte superiore di un obelisco è stata scoperta in Egitto da una missione archeologica svizzera-francese, nel complesso funerario della regina Ankhesenpepi II (2332-2287 a.C.), all’interno della necropoli di Saqqara.

È il più grande frammento di obelisco dell’Antico regno mai trovato finora. La forma del pyramidion (la cuspide piramidale) indica che in origine fosse ricoperto da lastre di metallo, probabilmente rame o lamine d’oro, così da far brillare l’obelisco alla luce del Sole.

Philippe Collombert (Università di Ginevra), direttore della missione archeologica, ha spiegato che l’obelisco di granito rosso ha una lunghezza di 2,5 metri. «Stimiamo che quando era intatto, l’obelisco fosse alto circa cinque metri».

Inoltre non è stato trovato nella sua posizione originaria: «Le regine della VI dinastia di solito avevano due piccoli obelischi all’ingresso del loro tempio funerario, ma questo è stato trovato un po’ lontano», dice l’archeologo Mostafa Waziri, segretario generale del Concilio Supremo delle Antichità. L’obelisco fu dunque rimosso dall’entrata e trascinato nel luogo dove lo si è scoperto. Probabilmente venne utilizzato in un periodo successivo dagli scalpellini; la maggior parte della necropoli fu infatti utilizzata come cava durante il Nuovo Regno e il Periodo tardo.

Su uno dei lati del pyramidion, un’iscrizione sembra corrispondere all’inizio dei titoli e al nome della regina Ankhesenpepi II. Inoltre, «Probabilmente è la prima regina ad avere i Testi delle piramidi (delle formule rituali egizie) incisi nella sua piramide», spiega Waziri. Prima di Ankhesenpepi II, i cosiddetti Testi delle piramidi venivano scolpiti solo nelle piramidi dei faraoni; dopo di lei, alcune mogli di Pepi II fecero lo stesso.

L’obiettivo principale della missione archeologica, istituita nel 1963 da Jean-Philippe Lauer e Jean Leclant, è studiare i Testi delle piramidi del Vecchio Regno. Dal 1987 la missione scava anche la necropoli delle regine, e quest’anno i lavori si stanno concentrando sul complesso funerario di Ankhesenpepi II, la regina più importante della VI dinastia.

Ankhesenpepi II fu moglie del faraone Pepi I e, quando questi morì, sposò il figlio di sua sorella Anjesenpepi I, cioè suo nipote Merenra I, dal quale ebbe il futuro re Pepi II. Ma quando Merenra I morì, Pepi II aveva circa sei anni, e perciò Ankhesenpepi II divenne reggente, effettiva governatrice del paese, ma non diventò faraone come fece Hatshepsut più tardi. «Questo è probabilmente il motivo per cui la sua piramide è la più grande della necropoli dopo quella del faraone stesso», Waziri.

 

Le navi di Nemi. Rinascita di un museo dimenticato

Scritto da: Arianna Di Cori
Fonte:http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/08/06/news/le_navi_di_nemi_rinascita_di_un_museo_dimenticato-172495761/#gallery-slider=172424536

I sogni di “Europa unita” richiederebbero le relative azioni per realizzarli

Scritto da: Malachia Paperoga
Fonte: http://vocidallestero.it/2017/10/11/i-sogni-di-europa-unita-richiederebbero-le-relative-azioni-per-realizzarli/

Quando un politico tedesco fa una richiesta a un paese come la Cina a nome dell’Europa, normalmente ha secondi fini pro-Germania e pro-suo partito. Lo sa bene Cui Hongjian e lo scrive sul Global Times, evidenziando come siano ridicoli i tentativi di equiparare l’unità di uno Stato sovrano a quella di una struttura sovranazionale frammentata e con tendenze alla disgregazione quale è  l’UE. Come spesso accade, i politici tedeschi pretendono di avere il predominio nella UE senza assumersene le relative responsabilità, anzi tentando di scaricare il fallimento dell’integrazione europea su un “nemico esterno”, in questo caso la Cina. Del resto, non si ricordano precedenti in cui un’unione europea a guida tedesca sia finita particolarmente bene. 

Di Cui Hongjian, 6 settembre 2017

Recentemente, in una riunione settimanale di gabinetto in Francia, il ministro degli esteri tedesco Sigmar Gabriel ha descritto la Cina come una delle cause della declinante influenza dell’Europa e della crescente tendenza alla divisione all’interno dell’UE. Non è raro che i politici in Europa diano la colpa delle contraddizioni interne europee a fattori esterni (“Ma oggi c’è la Ciiiiiina!” NdVdE). Tuttavia, Gabriel ha affermato che Pechino “dovrebbe adottare una politica di ‘Europa unita’ e non tentare di dividerci,” e ha inspiegabilmente paragonato questa politica alla politica di “Cina unita”.

Nel dilemma attuale dell’Europa, è comprensibile che la Germania, che vuole difendere la sua posizione di predominio all’interno dell’UE, non lesini sforzi nell’appellarsi all’unità europea. Dopo tutto, una UE divisa significherebbe che gli enormi dividendi economici e l’influenza politica di cui gode la Germania al centro dell’Europa avrebbero probabilmente fine. Una volta che la divisione europea del lavoro, con la Germania nella parte superiore della catena del valore, dovesse crollare, è difficile immaginare dove finirebbe l’economia tedesca.

Perciò la Germania considera il mercato unico europeo e la sua catena del valore un territorio a suo uso esclusivo, e vigila ossessivamente sullo sviluppo della cooperazione con i paesi extraeuropei. È particolarmente preoccupata per la cooperazione tra la Cina e i 16 paesi dell’Europa centrale e orientale.

Gabriel ha chiesto alla Cina di prendere posizione per un’ “Europa unita”. Ma un’Europa unita è fattibile geograficamente, non in termini di politica ed economia. Già è discutibile che l’UE con i suoi 27 Stati membri possa rappresentare l’Europa, che ha ora quasi 50 tra paesi e regioni.

Ma seguiamo pure la logica di Gabriel nell’equiparare l’UE all’Europa. La Cina dovrebbe forse essere ritenuta responsabile della Brexit e delle tendenze disgregatrici all’interno dell’UE? La ragione principale dietro queste crescenti contraddizioni fra paesi dell’UE è che la Germania ha tentato di tenere la linea “una stessa politica per tutti” in seguito alla crisi del debito europeo, attuando con la forza politiche deflazionistiche che hanno provocato voci di malcontento nei paesi debitori e un allargamento del divario tra il Nord e il Sud Europa. Inoltre applicando unilateralmente una politica di “porte aperte”, spingendo per far approvare il sistema pro-quota  nell’assegnazione degli immigrati in tutta l’UE.

Che si voglia la costruzione di un’Unione Europea forte o perseguire una “Europa unica”, questo deve essere fatto dagli europei per conto proprio. È responsabilità della Germania, dal momento che cerca attivamente di mantenere il dominio sull’UE. Se la Germania elude le proprie responsabilità e si dibatte tra innumerevoli contraddizioni, non potrà candidersi alla leadership dell’Unione Europea, figuriamoci poi guidare l’Europa nella sua interezza.

È irragionevole il paragone di Gabriel di una politica di “Europa unica” con una politica di “Cina unica”. L’unità della Cina è basata su fatti storici e sul consenso politico e riconosciuta dalle organizzazioni internazionali e dai trattati, mentre la politica di “Europa unica” è solo un concetto ambiguo.

Da partner responsabile, la Cina ha sempre rispettato e appoggiato l’integrazione europea e ha sottolineato la coerenza dello sviluppo delle relazioni con l’UE e i suoi Stati membri, cosa che si riflette nelle sue azioni. La profondità e l’ampiezza dei successi della cooperazione della Cina con l’Unione europea è la migliore prova del suo sostegno all’”Europa unica”.

Le parole di Gabriel a proposito della Cina sono solo congetture e riflessioni e non si basano sui fatti. Riflettono l’ansia di alcuni europei e di alcune élite politiche e i loro tentativi di trasferire le contraddizioni che emergono nei problemi interni ed esterni dell’Europa. Considerando specialmente le elezioni tedesche incombenti e le prospettive desolanti (poi puntualmente confermate NdVdE) del partito socialdemocratico di Gabriel, potrebbe esserci un movente politico più complicato dietro le sue parole.

Tuttavia, visti i drammatici cambiamenti nell’attuale situazione internazionale, le relazioni interne all’UE e interne tedesche sono ad un punto critico: non avanzare significa tornare indietro.

Pertanto, le tre parti interessate dovrebbero apprezzare le loro attuali conquiste ed esperienze e fare maggiori sforzi per promuovere relazioni migliori.

L’autore è direttore del Dipartimento degli Studi Europei, dell’Istituto cinese di studi interna

Borse assopite, stanno sottovalutando rischi a volatilità

Scritto da: Daniele Chicca
Fonte:http://www.wallstreetitalia.com/trimestrali-borse-andamento-12-ottobre-2017/

Secondo gli analisti Wall Street e le Borse europee stanno prendendo sotto gamba i rischi associati a un possibile risveglio della volatilità. Gli investitori con le loro azioni dimostrano di non scontare correttamente quanto volatile potrebbe risultare la stagione delle trimestrali che prende oggi il via con i conti fiscali delle big del settore finanziario.  I profitti del terzo trimestre sono solitamente molto variabili e i trader nel mercato delle opzioni – avverte Goldman Sachs in una nota – non stanno affatto prezzando un simile scenario. Il consiglio della banca d’affari per non rischiare cattive sorprese è allora quello di coprirsi da eventuali cali di prezzo di titoli o Borse, comprando simultaneamente una opzione call e una put allo stesso prezzo di esercizio (‘strike‘).

Una simile strategia che premia eventuali sbalzi di prezzo significativi – quindi la volatilità e non quale direzione prenderanno i titoli quotati – stima Goldman Sachs, dovrebbe rivelarsi redditizia specialmente con titoli quali IBM, McDonald’s, Microsoft e Netflix. Secondo le stime a disposizione, le banche Usa dovrebbero registrare incrementi di utili e fatturato, ma si prevede che il metro di paragone difficile con l’anno prima e le attività di trading in netto calo hanno avuto un impatto negativo sui risultati societari. Le Borse sono avvisate: la stagione delle trimestrali di ottobre è tradizionalmente caratterizzata da un elevato nervosismo di mercato, che potrebbe risollevare la volatilità dai minimi record degli ultimi mesi. Questa settimana riportano i conti colossi come JP Morgan Chase, Citigroup, Bank of America e Wells Fargo, mentre prima della fine del mese almeno una decina di blue chip avrà comunicato l’andamento del business nel terzo trimestre.

 

Sesso, la prima volta dipende dai geni

Scritto da: Andrea Piccoli
Fonte: http://www.italiasalute.it/13874/pag2/Sesso-prima-volta-dipende-dai-geni.html

La scelta del momento giusto per la prima volta è influenzata anche dai geni. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Università di Cambridge, che hanno pubblicato su Nature Genetics i dettagli di un’analisi sull’argomento.
Oltre ai condizionamenti ambientali, quindi, il primo rapporto sessuale sembra deciso anche dall’attività di 38 specifiche varianti genetiche. I geni in questione influenzerebbero il comportamento sessuale e riproduttivo, soprattutto in riferimento all’inizio della pubertà, all’età del primo rapporto sessuale e a quella del primo concepimento.
Non è ancora chiaro con quali meccanismi queste varianti contribuiscano a determinare i comportamenti sessuali e riproduttivi, ma si tratta in ogni caso di geni legati all’attività del cervello e allo sviluppo neurale.
«Un esempio è una variante genetica di CADM2, un gene che controlla l’attività cerebrale», hanno spiegato i ricercatori. «Questa variante è stata associata a una personalità incline ad assumere rischi, e anche alla precocità sessuale e a un numero maggiore di bambini».
I dati indicano peraltro che l’età media di inizio della pubertà si è abbassata notevolmente nel periodo storico che va dal 1860 al 2010, passando da 16,6 anni a 10,5. Ciò sarebbe legato proprio ad alterazioni specifiche del Dna.

 

E’ IN CORSO UN PROFONDO CAMBIAMENTO GEOPOLITICO NEL MEDIO ORIENTE

Scritto da: Fabio Lugano
Fonte: https://scenarieconomici.it/e-in-corso-un-profondo-cambiamento-geopolitico-nel-medio-oriente/

Prima di tutto sia la Russia sia l’Arabia Saudita sono due grandi produttori di petrolio, quindi entrambi interessati alla stabilizzazione a medio-lungo termine dei prezzi delle materie energetiche. Consideriamo che poi l’Arabia svolge un ruolo essenziale all’interno dell’OPEC , ma che nello stesso tempo è ben cosciente che senza il gigante russo non si può regolare il mercato. Inoltre la Russia, al contrario degli occidentali, è in buoni rapporti anche con tutto il mondo sciita legato all’Iran, all’Iraq ed a Hezbollah in Siria, ma , nello stesso tempo, riesce ad essere in buone relazioni anche con l’Egitto, alleato chiave di Riad, e con la Turchia. La Russia infine è un grande fornitore di sistema d’arma in diretta concorrenza con gli USA, e la recente vendita del sistema S 400 proprio all’Arabia indica la sua volontà di espandersi proprio in quel settore.

Altro grande punto di contatto è la tecnologia del Gas Naturale Liquefatto , LNG, che la Russia possiede ed in cui vorrebbe entrare, con i propri enormi giacimenti , anche l’Arabia, per non parlare della possibilità di Riad e di Mosca di regolare i prezzi sul mercato energetico indipendentemente dagli altri produttori, perfino OPEC.

Insomma una cooperazione con molte sfaccettature che mette in secondo piano i precedenti scontri, anche sul campo, nel teatro siriano.  La monarchia saudita potrebbe anche ottenere un riequilibrio dell’attuale posizione politica nei confronti degli sciiti e magari una mediazione per uscire dall’impasse militare e politica in Yemen e con il Qatar, che stanno levando il sonno ai monarchi arabi. Una posizione di duplice vittoria.

Cosa fa l’occidente ? Semplicemente vede svanire progressivamente la sua influenza nell’area, stretto come da due contraddizioni:

  • prima di tutto il suo peso come mercato energetico sta lentamente calando. Ormai i paesi OECD sono secondari rispetto alla Cina ed ai paesi dell’estremo oriente, anche grazie alla politica energetica di affrancazione dagli idrocarburi ed allo sviluppo dello shale oil e shale gas USA;
  • quindi sia gli USA sia i paesi europei sono sbranati dalle opposizione e dai conflitti interni, con posizioni sempre più radicalizzate e dividendi negli USA, e , nello stesso tempo con un’Europa in piena crisi di identità e di capacità.

Insomma nel mondo si era creato un vuoto di potere che, come tutti i vuoti , è destinato ad  essere riempito. In questo caso dal gigante Russo-Cinese.

Il MIT mette a punto una nuova tecnologia per produrre cemento più ecologico

Scritto da: Nicoletta
Fonte: http://www.soloecologia.it/05102017/mit-mette-punto-nuova-tecnologia-produrre-cemento-piu-ecologico/11038

Sulla pagine delle News del prestigioso MIT di Boston ne hanno parlato con un bel gioco di parole come di A concrete solution, dove ‘concrete’ significa sia ‘cemento’, sia ‘concreto’. Si tratta di una scoperta sulle proprietà microscopiche dei materiali che potrebbe portare alla fabbricazione di un cemento al tempo stesso più resistente e più sostenibile.

La produzione dei materiali per la costruzione di edifici e ponti in cemento hanno un’impronta ecologica molto pesante. Si calcola che da soli contribuiscano a quasi il 6% delle emissioni globali di anidride carbonica. I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno scoperto una nuova soluzione per produrre cemento ispirata alla disposizione gerarchica dei blocchi di materiali naturali per le costruzioni. La scoperta è avvenuta analizzando una proprietà fondamentale del calcestruzzo a livello di atomi individuali, che contribuisce alla sua resistenza e durabilità generale. Hanno così creato un modello computerizzato per simulare il comportamento di tali atomi quando formano delle molecole all’interno del materiale di indurimento. Le simulazioni hanno rivelato che è possibile migliorare adesione e indurimento con additivi come ceneri vulcaniche, scorie di raffineria e altri materiali. In questo modo le strutture edili risultano più forti e al tempo stesso più sostenibili dal punto di vista ambientale. Sarà inoltre possibile implementare questo tipo di tecnologia usando materiali localmente disponibili o già precedentemente utilizzati per altri fini.

BCE: ATTACCO ALL’ITALIA!

Fonte:  http://icebergfinanza.finanza.com/2017/10/05/bce-attacco-allitalia/

 

La farò breve, non credo ci sia più nulla da aggiungere, noi possiamo solo continuare a mostrare, denunciare  come tutte le scelte che vengono portate avanti a Bruxelles e alla BCE, sono dirette ad attaccare e demolire il nostro Paese, risparmiando soprattutto la Germania, la voragine con le banche fallite intorno.

GERMANIA: BRUCIANO LE BANCHE TEDESCHE!

Il paradosso delle banche tedesche: hanno più derivati che crediti 

Ieri l’ennesima scelta a sfavore per le banche italiane, colpevoli sin che si vuole di aver depredato in parte i patrimoni dei propri clienti, guidate da manager psicopatici, incompetenti ad essere buoni, responsabili di condotte criminale, ancora a piede libero, ma con la colpa di aver prestato male i risparmi degli italiani, magari agli amici degli amici o a qualche speculatore immobiliare o industriale.

In realtà, abbiamo ancora da osservare una sola decisione da parte della Banca centrale o delle rispettive banche centrali nazionali, che vada nella direzione di costringere le banche tedesche, inglesi o francesi, a disfare i loro portafogli derivati o strutturati, coprendo interamente con capitale proprio, i miliardi di euro, nascosti nel famigerato terzo livello, dove si continua a valorizzare asset che non hanno più alcun valore, ad un prezzo di fantasia, come se voi continuasse a cercare di vendere la vostra casa abbattuta da un terremoto allo stesso prezzo di fabbricazione o al valore di mercato di qualche anno fa.

BASILEA TRE: DEUTSCHE BANK UNO DUE E …TRE!

La notizia di ieri è questa….

Npl, dalla Bce il giro di vite sulle sofferenze delle banche: «C’è da …
Bce alle banche: copertura totale nuovi Npl da gennaio

Oggi ha pubblicato un’appendice alle linee guida sulla gestione degli Npl che prevede svalutazioni automatiche sulle sofferenze che matureranno a partire dal 2018, ma intanto ha anticipato che nel primo trimestre del prossimo anno verranno diffuse ulteriori «considerazioni» sulla materia, destinate con ogni probabilità ad alzare ulteriormente l’asticella. «L’elevata quantità di Npl riduce la possibilità delle banche di effettuare nuovi prestiti», ha spiegato Sharon Donnery, responsabile della Task force Bce sugli Npl: «La qualità del credito è fondamentale e auspichiamo una vera e propria cultura degli accantonamenti tra le banche, che consenta di prevenire in futuro la creazione di un grande ammontare di sofferenze come quello che oggi grava sulle banche europee»

Io lo so bellezza che tu non capisci nulla di queste cose, figurarsi i tuoi presunti rappresentanti al Governo, gente che si occupa di tutt’altro, ma ti stanno prendendo per i fondelli.

Tenetevi pronti, ci sarà da ridere alle prossime elezioni, hanno già pronto l’ennesimo governo del presidente, non ci saranno i numeri per governare, la troika sta per arrivare!

Nel frattempo, le pasticcerie di mezzo mondo sono in subbuglio, sembra che la crema catalana si prepari a lasciare il pan di spagna, un divorzio che farà cadere nella disperazione i pasticcioni di Bruxelles… o forse chissà, in attesa che dai nostri vicini e dalla Sassonia arrivi la mazzata definitiva all’Europa.

A due settimane dal voto scoppia uno scandalo senza precedenti nelle elezioni austriache, che rischia di stravolgere il risultato delle urne. All’improvviso i cittadini-elettori scoprono che due pagine Facebook, aperte da marzo con il deliberato proposito di diffondere “fake news” e alimentare una campagna denigratoria nei confronti del leader dell’Övp (Partito popolare) erano gestite e finanziate dall’Spö (Partito socialdemocratico). Bersaglio delle falsità e delle calunnie era Sebastian Kurz, l’enfant prodige del Partito popolare, al governo da quando aveva 25 anni e ora, che ne ha compiuti da poco 31, ministro degli Esteri in carica e candidato capolista alle elezioni.

Kurz, da maggio ininterrottamente in testa in tutti i sondaggi, era considerato il probabile futuro cancelliere. Ora, dopo la scoperta della “dirty campainign” dei socialdemocratici, le sue chance di farcela sono accresciute, perché il suo principale competitore, il cancelliere uscente, Christian Kern, è considerato ormai un’”anatra zoppa”. Addio dunque a sogni di gloria. La finale elettorale si giocherà tra Kurz e il leader della destra radicale, Heinz-Christian Strache, che con tutta probabilità poi formeranno insieme un governo di centro-destra.

(…) Si mette male per i Verdi in Austria. Dopo le dimissioni improvvise di Eva Glawischnig, che era stata loro portavoce dal 2008 (da quando cioè il predecessore Alexander Van der Bellen aveva lasciato la politica attiva a livello nazionale), e dopo varie lacerazioni interne, ieri uno degli uomini di punta del movimento ambientalista, Peter Pilz, recentemente uscito dal partito, ha presentato ufficialmente una propria lista con cui si presenterà alle elezioni del 15 ottobre. Austria vicina

E meno male che Cicciobomba si è assopito… ;-)

I lobbisti Monsanto esclusi dal Parlamento europeo?

Scritto da: Andrea Barolini
Fonte: http://www.valori.it/ambiente/lobbisti-monsanto-esclusi-dal-parlamento-europeo-19356.html

I capogruppi politici al Parlamento europeo hanno chiesto di impedire l’accesso ai locali delle istituzioni comunitarie ai dirigenti e ai lobbisti del colosso dell’agrochimica Monsanto. A riferirlo sono i media internazionali, che sottolineano come la richiesta sia arrivata dopo il rifiuto, da parte della multinazionale, di partecipare ad un’audizione organizzata dall’assemblea. In una lettera indirizzata al presidente del Parlamento europeo e ai partiti politici, si parla di «dimostrazione di scarsa comprensione e scarso rispetto nei confronti di un’istituzione pubblica democraticamente eletta». Per questo, è stato raccomandato al segretariato generale dell’Europarlamento di non accettare più l’ingresso del personale dell’azienda. Occorrerà verificare, ora se la richiesta verrà accolta e adottata.

L’audizione avrebbe dovuto avere luogo il prossimo 11 ottobre: gli eurodeputati, in quell’occasione, avrebbero chiesto conto ai dirigenti della multinazionale dei cosiddetti «Monsanto papers», documenti declassificati da parte della giustizia americana che, secondo i media, dimostrano come il gruppo americano abbia esercitato pressioni al fine di modificare a proprio favore le conclusioni di alcuni studi scientifici. Da parte sua, l’azienda ha risposto al Parlamento europeo affermando di non ritenere che la discussione, nel modo in cui è stata proposta, sia «appropriata al fine di confrontarsi su tale tema».

Buchi neri “golosi”: l’evoluzione della galassie è da riscrivere

Scritto da: Veronica Nicosia
Fonte: https://oggiscienza.it/2017/10/03/buchi-neri-evoluzione-galassie/

SCOPERTE – Perché le galassie attive di tipo I e quelle di tipo II mostrano una differenza di luminosità? Più brillanti le prime, più fioche le seconde, secondo la teoria del modello unificato a causare la differenza sarebbe il loro orientamento rispetto alla Terra. Un nuovo studio, frutto di una collaborazione internazionale di astronomi guidati da Claudio Ricci della Pontificia Universidad Catolica del Chile, smentisce però la teoria seguita finora. La differenza in luminosità non dipende dal punto di osservazione, ma dalla voracità del buco nero supermassivo che entrambe le tipologie di galassie attive ospitano.

Secondo il modello unificato i due nuclei galattici attivi avrebbero una struttura fondamentale e un profilo energetico simile. La differenza in luminosità, secondo la teoria, è dovuta all’angolo con cui puntano alla Terra: le galassie di tipo II sono inclinate abbastanza da essere “oscurate” dalla polvere che si trova intorno al disco galattico, facendo così apparire le galassie di tipo I più luminose. Ma il risultato dello studio pubblicato su Nature svela che in realtà le galassie di tipo I e quelle di tipo II sono molto diverse tra loro. La ricerca si è basata sulle osservazioni di 836 nuclei galattici attivi compiute dal telescopio Burst Alert, montato sul satellite Swift della NASA.

Entrambi i tipi di galassie ospitano nuclei galattici attivi, cioè buchi neri supermassivi nel centro galattico. Nel caso delle galassie di tipo I questo oggetto è più “goloso”, cioè risucchia una quantitativo maggiore di materia ed emette più radiazioni, rendendole così più brillanti. Lo spiega in un comunicato Richard Mushotzky, professore di astronomia della UMD e co-autore dello studio: “Il modello unificato è stato il prediletto in questi anni, anche se questa teoria non spiegava del tutto le differenze osservate nelle impronte spettrali delle galassie e molti hanno cercato un parametro aggiuntivo che riempisse queste lacune. La nostra nuova analisi dei dati in raggi X osservati dal telescopio Swift Burst Alert della NASA suggerisce che le galassie di tipo I sono molto più efficienti nell’emettere energia”.

I ricercatori hanno misurato la massa e il tasso di crescita dei nuclei galattici attivi e hanno confrontato i dati di Swift con le osservazioni di 12 differenti telescopi a Terra. “Il progetto è iniziato nel 2009 come parte del mio dottorato alla UMD”, commenta Michael Moss, ricercatore a Eureka Scientific Inc. e co- autore dello studio, “ed è radicalmente cresciuto con l’aiuto di oltre 40 ricercatori da tutto il mondo. Quando ho iniziato, ho passato un mese di notti solitarie al Kitt Peak National Observatory osservando poche dozzine di galassie. Non avrei mai immaginato che avremmo raggiunto un campione così grande, che però ci ha permesso per la prima volta di rispondere a tantissimi interrogativi”.

Confrontando i dati degli spettri a raggi X raccolti per le galassie di tipo I e quelle di tipo II, i ricercatori hanno così concluso che indipendentemente dall’angolo con cui la galassia si affaccia alla Terra, la prima tipologia di nucleo galattico attivo è così vorace da consumare una quantità di polvere prossima al disco galattico maggiore e quindi di riemettere una quantità maggiore di radiazioni.

Il risultato però pone ora una questione fondamentale. Per decenni gli astronomi si sono concentrati sullo studio delle galassie di tipo II, che essendo meno luminose rendevano meno difficili le osservazioni di stelle e nubi di gas che costituiscono il resto della galassia, pensando che il risultato sarebbe stato analogo per quelle di tipo I. Questo implica che i dati raccolti negli anni per questo primo tipo di galassie sono completamente da rivedere e analizzare con un’ottica del tutto nuova. Il prossimo passo da fare per gli astronomi sarà quello di comprendere le differenze tra i due nuclei galattici attivi, un passo che porta verso una migliore comprensione di come i buchi neri supermassivi influenzano l’evoluzione delle galassie che li ospitano.

@oscillazioni

Leggi anche: Cosa mangia un buco nero? È ghiotto di temporali galattici