Diabete sconfitto da una dieta liquida

Scritto da: Andrea Piccoli
Fonte: http://www.italiasalute.it/3064/Diabete-sconfitto-da-dieta-liquida.html

Uno studio britannico ha dimostrato la validità di una dieta a base di liquidi per il trattamento del diabete di tipo 2. La sperimentazione dei ricercatori delle università di Newcastle e di Glasgow ha coinvolto 298 soggetti affetti da diabete, sottoponendoli per 5 mesi a un regime alimentare a base di frullati ipocalorici e minestre.
I dati apparsi su Lancet dimostrano che quasi la metà dei volontari ha ottenuto una riduzione del peso corporeo di 15 chili e una normalizzazione dei livelli di glicemia.
Durante la giornata, i soggetti dovevano consumare 4 pasti liquidi, basati su bustine da sciogliere in acqua che si trasformavano in minestre o frullati con un introito di circa 200 calorie e una corretta composizione dei nutrienti. Una volta perso peso, i dietologi britannici hanno reintrodotto i cibi solidi.
I dati indicano che il 46% dei pazienti è guarito dal diabete una percentuale che nel caso si fossero persi almeno 15 chili arrivava all’86%. I medici segnalano però il fatto che se si riprende peso, il diabete torna a colpire l’organismo.
Il grasso che si accumula attorno al pancreas, infatti, provoca stress cellulare e conseguente difficoltà nel controllo dei livelli di zucchero e nella produzione di insulina. Se si libera del grasso in eccesso, il pancreas ritorna a funzionare correttamente.

Source: il pannello solare che estrae acqua potabile dall’aria

Scritto da: Nicoletta
Fonte: http://www.soloecologia.it/04122017/source-pannello-solare-estrae-acqua-potabile-dallaria/11139

Potrebbero essere una straordinaria risposta ai problemi di carenza idrica così diffusi, specie nei paesi in via di sviluppo – ma non solo! Sono dei pannelli solari capaci di trasformare in acqua potabile il vapore acqueo sospeso nell’aria. Si chiama Source (che infatti significa “Fonte”) si e sono nati dalle ricerche della start-up statunitense Zero Mass Water, con sede presso la Arizona State University. Ciascun pannello solare può estrarre fino a 10 litri di acqua al giorno, che potrebbero essere sufficienti per coprire il fabbisogno di 4 persone. Tutto ciò grazie a uno speciale materiale messo a punto dall’azienda che riesce ad assorbire l’umidità dell’aria in maniera molto efficiente. In pratica l’energia prodotta dal pannello quando è colpito dalla luce solare viene utilizzata per far evaporare nuovamente l’acqua, eliminare le sostanze inquinanti e riportarla allo stato liquido. Se ne ricava una sorta di acqua distillata che viene ulteriormente filtrata attraverso vari strati di minerali (soprattutto calcio e magnesio) per diventare potabile e gradevole al palato. Si può prelevarla da un rubinetto.

I pannelli sono già disponibili per l’acquisto negli USA. Per ribattere ai dubbi di molti esperti l’azienda ha sottolineato in un recente comunicato ufficiale che i pannelli Source “funzionano in quasi ogni tipo di clima (anche quelli più secchi, come quello dell’Arizona, del resto) e quasi ogni giorno dell’anno”. L’investimento non è economico: un impianto standard con due pannelli costa circa 4000 dollari + 500 dollari per l’installazione – ed è concepito per durare almeno 10 anni. Questo si traduce in un costo di circa 1,23 dollari al giorno e tra i 12 e i 30 centesimi di dollaro per ogni litro di acqua prodotto.

L’incredibile foresta antartica

Fonte:http://www.salvaleforeste.it/it/biodiversity/4337-l-incredibile-foresta-antartica.html

Un team di geologi ha scoperto i resti di una foresta antica 260 milioni di anni nel cuore dell’Antartide. Questo continente infatti non è sempre stato un deserto di ghiaccio: 260 milioni di anni fa, era ricoperto da lussureggianti e rigogliose foreste, una delle quali è stata appunto rinvenuta dagli scienziati.

I paleoecologi dell’università del Wisconsin-Milwaukee hanno trascorso la scorsa estate scalando le montagne transantartiche dell’Antartide, alla ricerca di fossili dell passato verde e boscoso del continente.

“Conoccevamo già i fossili rinvenuti in Antartide dalla spedizione di Robert Falcon Scott del 1910-12″, spiega Erik Gulbranson, capo squadra del team ricerca paleoecologico. “Ma, la maggior parte dell’Antartide è ancora inesplorata, si ha spesso l’impressione di essere la prima persona a scalare una certa montagna.”
I ricercatori hanno scoperto che gli alberi erano proliferati in Antartide alla fine del periodo Permiano, quando il continente era più caldo e umido di oggi.

All’epoca l’Antartide faceva parte del Gondwana, un supercontinente che attraversava l’emisfero australe e comprendeva l’Australia, il Sud America, l’Africa e l’India.

Ma circa 251 milioni di anni fa, il periodo Permiano finì quando il pianeta passò rapidamente da un clima freddo al caldo umido, provocando un’estinzione di massa che uccise più del 90% delle specie sulla Terra, tra cui le foreste polari. Molti scienziati ora credono che questa estinzione di massa sia stata causata da un massiccio aumento dei gas serra, come il biossido di carbonio e il metano, causate da un’ondata di eruzioni vulcaniche in Siberia.

“Questa foresta è uno spaccato della vita prima dell’estinzione, che può aiutarci a capire cosa ha causato l’evento”, spiega Gulbranson. “Le rilevazioni geologiche ci mostrano l’inizio, la metà e la fine dell’evento del cambiamento climatico”. Con ulteriori studi, possiamo capire meglio come i gas serra e i cambiamenti climatici abbiano influenzato la vita sulla Terra. ”

I geologi sperano anche di avere un’idea di come le specie di piante siano sopravvissute a mesi di luce solare seguiti da mesi di completa oscurità nella regione polare. “Non esiste qualcosa di simile oggi”, ha aggiunto Gulbranson. “Questi alberi dovevano essere in grado di accendere e spegnere i loro cicli di crescita come un interruttore della luce. “Sappiamo che l’interruzione invernale è avvenuta subito, ma non sapevamo quanto fossero attivi durante l’estate e come riuscissero ad andare in letargo”.

Romania. Nulla è cambiato. Le foto shock!

Scritto da: Massimiliano Frassi
Fonte: http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/abusi-nei-collegi-e-negli-orfanotrofi

I bambini poveri finiscono ancora oggi negli orfanotrofi….i genitori sono “contenti”, convinti che lì possano mangiare, sopravvivere…invece…Invece sono luoghi deputati all’abusi, alle sevizie, alla incompetenza di chi li dovrebbe crescere, alla morte…
Queste foto non sono mie. Non le feci più di 10 anni fa col mio reportage sui bimbi di Bucarest. Queste foto sono state scattate oggi, aprile 2015 d.C. In Romania ancora si muore negli orfanotrofi. Per la colpa di essere bambini. Peggio se poi con più o meno gravi disabilità.

bambini della romania

Massimiliano Frassi i bambini delle fogne di Bucarest 2015

Accumulare energia senza perdite, grazie alle nanospugne

Scritto da: Nicoletta
Fonte: http://www.soloecologia.it/28112017/accumulare-energia-senza-perdite-grazie-alle-nanospugne/11135

Esistono molti sistemi per accumulare energia elettrica, ma hanno sempre l’inconveniente di essere affette da successive perdite. Le cose potrebbero cambiare grazie a una nuova scoperta nell’ambito delle nanotecnologie. Le nanospugne o materiali nanoporosi hanno l’aspetto di una pietra pomice, anche se su scala infinitamente più piccola. Sono fornite di minuscoli e numerosissimi pori, ovviamente invisibili a occhio nudo, in condizioni normali sono repellenti all’acqua. Se tuttavia viene applicata una pressione in un contenitore chiuso, mediante una sorta di pistone, l’acqua riesce a penetrare nei pori. Riducendo a zero la pressione, si formano delle bolle di vapore all’interno dei pori, che fanno espandere il contenitore e spingono fuori il pistone, in modo assai simile a quanto con la pompa che si utilizza per gonfiare le ruote della bicicletta. In pratica, i pori funzionano come delle ‘molle’ a livello molecolare. Il sistema cede così tutta l’energia ricevuta per spingere dentro l’acqua, senza alcuna perdita. Inoltre, la densità di energia immagazzinabile è molto alta.

La scoperta è tutta italiana: queste importanti caratteristiche sono infatti state dimostrate mediante simulazioni numeriche con supercomputer da un team di ricercatori dell’università la Sapienza di Roma, i cui resoconti sono stati pubblicati sulla rivista dell’Accademia americana di scienze (Pnas).

L’impiego delle nanospugne come accumulatori di energia può spaziare dall’ambito delle fonti rinnovabili di energia all’ingegneria aerospaziale, nella quale questo tipo di materiali potrebbero anche isolare ottimamente i materiali da trasportare.

GERMANY’S ZOMBIE SAVINGS BANKS!

Fonte: http://icebergfinanza.finanza.com/2017/11/28/germanys-zombie-savings-banks/

 

 

Le ultime notizie in arrivo dalla Germania ci dicono che in nome della stabilità e dell’Europa anche i politici tedeschi si adeguano al monito del capo dello Stato e si rimangiano tutte le loro dichiarazioni in nome della nuova Grande coalizione…

BERLINO – Ieri sera, mentre i vertici della Spd dibattevano animatamente se accettare una nuova Grande coalizione con Angela Merkel, il ministro della Giustizia uscente, Heiko Maas, è andato in tv e ha anticipato l’esito delle otto ore di autocoscienza del suo partito. “Non possiamo comportarci come bambini capricciosi”. E nella notte, al termine della riunione-fiume, il segretario Spd, Hubertus Heil, ha confermato: “La Spd è fermamente convinta che il dialogo sia importante. La Spd non chiude al negoziato”.(…)

Dopo il naufragio dell’ipotesi Giamaica, domenica scorsa, quando i colloqui tra la cancelliera, i liberali e i verdi sono falliti, Schulz si è affrettato a sottolineare che la Spd non avrebbe più accettato di aprire un negoziato per una Grande coalizione, sostenendo che gli elettori avessero già espresso con  il 14% di voti in meno alla Cdu/Csu e alla Spd, il desiderio di un cambiamento. E ha ripetuto a ogni piè sospinto di “preferire nuove elezioni”. Un errore. Tanto che da ieri si sono anche rafforzate le voci su un possibile passo indietro dell’ex presidente del Parlamento europeo.

(…)  Suona anche debole l’argomento che si coglie in molti ragionamenti della Spd , cioè che l’Afd rischia di restare il partito più forte all’opposizione, con la Grande coalizione.

Ma se si rivotasse, la destra populista rischierebbe solo di crescere ancora, secondo molti sondaggisti.

Qui alcune dinamiche possibili nei prossimi mesi…

Problemi chiave 1) Merkel non è in una posizione di forza. SPD richiederà concessioni che la Merkel difficilmente accetta. La sua festa sorella, CSU, potrebbe uscire se lo fa. 2) AfD sarà il più grande partito di opposizione, con diritti parlamentari. Nessuno vuole quel risultato diverso da AfD. Ci saranno discorsi. Non aspettarti nulla da questo. Eurointelligence vede queste possibilità: 1) SPD e CDU / CSU non riescono a concordare un ordine del giorno comune. Nessun governo di minoranza, nessuna grande coalizione. Nuove elezioni. 2) La leadership SPD e CDU / CSU fanno progressi nei colloqui, ma la leadership SPD rifiuta la grande coalizione, accettando solo un sostegno limitato per un governo di minoranza limitato nel tempo. Merkel vede la trappola (che viene spinta nelle mani dell’AFD), rifiuta e dice al presidente che non è in grado di formare un governo. Nuove elezioni. 3) SPD e CDU / CSU progrediscono, la dirigenza SPD decide di entrare in colloqui di coalizione formale, ma scende a compromessi su questioni chiave. I membri SPD votano contro la grande coalizione in un referendum dei membri del partito. 4) Merkel è così disperata da mantenere il potere che dà a SPD tutto ciò che desidera. La grande coalizione procede. Schulz è ministro delle finanze, gestisce in modo efficace l’agenda della zona euro. AfD e FDP salgono alle stelle nei sondaggi. La CSU perde le elezioni bavaresi nel 2018. I conservatori nel CDU, guidati da Jens Spahn, si ribellano. La Merkel lascia, la coalizione si rompe. Governo delle minoranze ( tratto dal Corriere della Sera)

Ma ora diamo un’occhiata a quello che in silenzio, senza fare tanto rumore si dice in Germania…

L’atmosfera assonnata è sintomatica della crisi che sta affrontando la rete delle casse di risparmio, che costituisce il terzo pilastro del complesso sistema bancario tedesco , insieme alle banche private e ad una vasta rete di banche cooperative. Bassi tassi di interesse e costosi requisiti normativi stanno colpendo duramente i ricavi delle Sparkassen in un momento in cui la crescita del settore banking online sta minando il pane e il burro della rete: le filiali bancarie.

Le piccole banche che compongono la rete hanno risposto a tempi molto difficili  come le altre istituzioni finanziarie: chiudendo le filiali, tagliando i posti di lavoro e fondendosi con altre banche. Ma tali misure colpiscono il cuore delle Sparkassen, che vedono il loro ruolo come univocamente locale, servendo la comunità locali che le possiedono. Se lo perdono, allora a cosa servono in realtà le casse di risparmio locali?

Il resto dell’articolo pubblicato da Handelblatt è a pagamento, ma il titolo è eloquente!

Risultati immagini per Germany's Zombie Savings Banks

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Alcuni mesi fa è apparso un bel articolo sempre sul sistema bancario tedesco, che descrive la situazione drammatica nella quale si trovano le banche pubbliche e locali tedesche che non dimentichiamocelo hanno partecipato a pieno titolo all’orgia di debito privato europeo, finanziando mezza Europa, speculando inoltre sull’immondizia subprime americana.

A capo di una rete di 400 casse di risparmio tedesche, Georg Fahrenschon si lamenta spesso che i burocrati di Bruxelles non capiscono il modello bancario tedesco

(…)  Per una volta, tuttavia, questo è ingiusto per gli eurocrati. Questo perché quasi nessuno al di fuori della Germania comprende il suo sistema bancario che è unico.

Il sistema è composto da quasi 1.800 banche in totale – circa 1.000 in più rispetto a qualsiasi altro paese in Europa. Ma quelle banche sono divise in tre livelli distinti. Il primo consiste in circa 200 banche private, guidate dalla famosa e spesso infame Deutsche Bank.

Il secondo livello contiene circa 400 casse di risparmio di proprietà pubblica.

E il terzo è composto da 1.100 cooperative di credito di proprietà degli Stati membri, che sono fieramente indipendenti, orgogliose e radicate nelle comunità locali.

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Insieme questi tre “pilastri”, come vengono chiamati, sostengono il sistema bancario tedesco.

Di questi tempi, sfortunatamente, sembrano fragili.

(…) il secondo e il terzo livello – le casse di risparmio pubbliche e le cooperative di credito – sono in realtà invenzioni tedesche, anche se sono state copiate in altri paesi. Inizia con le unioni di credito.

Qui l’articolo fa una lunga analisi che esalta il ruolo originario della banche di credito cooperativo, come spesso abbiamo cercato di fare noi in questi anni cercando di spiegare le radici della cooperazione oggi completamente stravolte ovunque.

Ma mi fermo qui perché potrei proseguire per una giornata intera!

L’articolo evidenzia quello che stiamo raccontando da anni, primi ed unici in Italia ancora dal 2011, mentre gli altri dormivano dipingendo il sistema tedesco come un modello perfetto, ovvero come in Germania in particolare …

. La creazione di un sistema finanziario altruistico faceva infatti parte della motivazione dei fondatori. Ma non si è sempre verificato nella pratica. Prendi la crisi finanziaria del 2008. Alcuni dei colpevoli erano banche private come Commerzbank e Deutsche Bank. Ma le Landesbanken, sostenute dallo stato, si erano anche allontanate dai loro presunti incarichi , investendo in ombrosi titoli garantiti da ipoteche americane e versando denaro in Grecia, Spagna e Portogallo durante il boom immobiliare. Tali esposizioni erano considerate a rischio per l’intero sistema bancario e pertanto richiedevano miliardi in salvataggi da parte dei contribuenti. Quindi essere pubbliche anziché private non le ha rese migliori .

Obesità e sindrome metabolica: mangiare velocemente aumenta il rischio

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/obesita-sindrome-metabolica-mangiare.php

Mangiare lentamente riduce le probabilità di diventare obesi o di sviluppare la sindrome metabolica: mangiare velocemente, infatti, può provocare fluttuazioni nel livello di zucchero nel sangue, che possono portare all’insulino-resistenza, nota anche come sindrome metabolica, ovvero ad una combinazione di disturbi che moltiplicano il rischio di malattie cardiache, diabete e ictus.

È quanto emerge da uno studio giapponese, condotto da ricercatori dell’Università di Hiroshima. La ricerca ha coinvolto 642 uomini e 441 donne, con un’età media di 51 anni e nessuno dei quali aveva la sindrome metabolica al momento dell’arruolamento nella ricerca nel 2008. I partecipanti sono stati seguiti per cinque anni e suddivisi in tre categorie, in base alle loro abitudini nel mangiare: veloce, normale, lento.

Dopo cinque anni, la percentuale di sindrome metabolica tra coloro che mangiano velocemente è stata dell’11,6%, contro il 6,5% di coloro che mangiano a velocità normale e il 2,3% di quelli che lo fanno lentamente.

Pubblicata dalla rivista Circulation dell’American Heart Association, la ricerca suggerisce inoltre che mangiare velocemente è legato ad aumento di peso, allargamento del girovita e aumento della glicemia. Ciò avviene perché mangiando lentamente e masticando di più, il cervello riceve segnali di sazietà e pertanto è più probabile che si smetta prima di mangiare, rispetto a chi lo fa velocemente.

 

Parigi, radical chic contro la derattizzazione: “Topi sono senzienti, è genocidio”

Scritto da: Giulianio Lebelli
Fonte: http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/parigi-radical-chic-la-derattizzazione-topi-senzienti-genocidio-76186/

Roma, 28 nov – Parigi è invasa dai topi. E non sono animaletti simpatici alla Ratatouille, ma vere pantegane di fogna. Come riportava recentemente Il Giornale, si calcola che ce ne siano tra i quattro e i sei milioni di ratti in una città che ha 2,3 milioni di abitanti. Il comune è presto corso ai ripari e l’assessore alla Salute pubblica, Georges Salines, ha lanciato una vasta operazione di derattizzazione dal costo di 14 milioni. “Da una coppia si generano 950 esemplari in due anni, se non interveniamo drasticamente sarà una catastrofe”, ha detto. Gli interventi sono stati quasi duemila, anche se con scarsi risultati: le nuove norme europee impediscono l’uso dell’arsenico e i topi hanno facilità ad adattarsi ai nuovi veleni meno potenti.

Non è l’unico problema della difficile operazione di ripulitura della città: una petizione lanciata da una psicologa infantile, Josette Benchetrit, ha infatti raccolto oltre 25 mila firme per porre fine al “genocidio” dei poveri roditori. I topi, infatti, sarebbero “esseri senzienti che per legge vanno trattati come gli esseri umani”. Anziché prendersela con i ratti e “condannarli a morte, bisognerebbe trovare un contraccettivo politico contro le fobie”. Secondo la psicologa “la fobia dei ratti è una fobia sociale ingiustificata, come la fobia dei ragni: date a un topo una bella coda cespugliosa e sarà come uno scoiattolo, un animale che invece amiamo. Questi poveri sfortunati vengono uccisi senza pietà perché designati da la società come capri espiatori da sradicare”. Il fatto che i topi portino le malattie, cosa risaputa sin dalle epidemie di peste dell’antichità, sarebbe quindi degradato a mera “fake news” specista. Anzi, le pantegane sarebbero addirittura utili: “Consumano ogni giorno 9 tonnellate d’immondizia”, secondo Pierre Falgayrac. Insomma, alla fine stai a vedere che sono una risorsa. Dove l’avevamo già sentita questa?

Sam Osmanagich: la storia umana va riscritta

Fonte: https://www.nibiru2012.it/osmanagich-piramidi-bosnia-mondo/

La storia dell’uomo è da riscrivere, sempre più ricercatori indipendenti stanno gettando nuova luce sulle origini di quelle che, in tutto il mondo, non sono mere costruzioni religiose o sepolcrali.

Uno di questi è Sam Osmanagich che con il suo nuovo libro (edito in Italia da Uno Edizioni) Piramidi Bosniache e Piramidi nel Mondo ci svela non solo lo stato delle ricerche della Valle dei Templi Bosniaca ma offre un tour dettagliato di tutte le strutture piramidali sul nostro pianeta.

Se pensate che le piramidi siano solo delle tombe per faraoni egiziani avrete materiale in abbondanza per ricredervi. I professori di storia e la cosidetta elite archeologica ci hanno sempre mostrato le piramidi come elementi religiosi o sepolcrali, gli stessi monumenti megalitici del Messico venivano dipinti come edifici cerimoniali e sacrificali.

Tale insegnamento è errato.

Non ci sono abbastanza prove per dire che le più grandi piramidi egiziane siano mai state utilizzate come tombe, inoltre lungo il Nilo ne sorgono altre centotrenta. Un numero impressionante.

In Messico ve ne sono migliaia e solo le meno antiche venivano effettivamente usate dagli Aztechi (popolo che ha ereditato le strutture stesse) come arene sacrificali. Tutte le altre, soprattutto quelle Maya, non ci hanno ancora svelato il loro ruolo.

Scrive Osmanagich: “Il fatto impressionante è che le piramidi furono costruite in Guatemala, Honduras, Salvador e Belize in America centrale; centinaia di piramidi sono state costruite in Perù e Bolivia in Sud America; decine di piramidi si trovano nelle isole Canarie e nell’isola di Mauritius; duecentoventiquattro piramidi nella Nubia (quello che ora è il nord del Sudan); e centinaia di piramidi si trovano in tutta la Cina e la Cambogia”.

“Ulteriori ricerche dovrebbero confermare l’esistenza di piramidi in Amazzonia (Brasile), Brisbane (Australia), Ecuador, Indonesia, sui fondali del mar dei Caraibi e sulla costa dell’isola di Cuba”.

“Il concetto di piramide è presente in tutto il mondo ed esiste da millenni. Ci è stato insegnato che fino all’arrivo dell’uomo bianco, europeo e superiore, non vi fu alcuna comunicazione tra i vari continenti. Errato”.

“Gli archeologi e gli storici hanno cercato di collocare la costruzione delle piramidi in un lasso di tempo per loro soddisfacente, ma è chiaro che le piramidi in Perù, Messico, Bolivia, Bosnia-Erzegovina, Egitto, Cina e isola di Mauritius sono molto più antiche di quanto l’archeologia ufficiale sia disposta ad ammettere”.

“L’azione di filtro delle informazioni da parte dell’élite dell’archeologia sta venendo meno. Ci sono troppi esploratori indipendenti, di mente aperta, in grado di utilizzare varie tecnologie, dai satelliti al georadar termico, alla geofisica e a nuovi metodi di datazione. L’inganno non può continuare”.

“È stata aperta una porta su un nuovo mondo”.

Piramidi Bosnia
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L’autore

Sam Semir Osmanagich, nato a Zenica (Bosnia- Erzegovina) il 1° giugno 1960, ha conseguito presso l’Università di Sarajevo la laurea in Scienze Politiche, in Economia, il master in Scienze Economiche Internazionali e un dottorato di ricerca in studi Maya. Ha lasciato la Bosnia nel 1993 per trasferirsi negli Stati Uniti dove, oltre ad avviare una fiorente attività nel settore metallurgico, ha iniziato a interessarsi delle antiche civiltà del Centro e Sud America.

Nel 2005 ha scoperto le prime piramidi europee nei pressi della cittadina di Visoko, Bosnia-Erzegovina, e ha dato inizio agli scavi archeologici, poi condotti dalla Archaeological park: Bosnian Pyramid of the Sun Foundation da lui istituita. Tra il 2008 e il 2014 ha organizzato le Conferenze Scientifiche Internazionali di Sarajevo sulla ricerca svolta alle piramidi bosniache, eventi che hanno alimentato le controversie sulla sua scoperta, dividendo la comunità archeologica internazionale.

Semir Osmanagich è autore di quindici libri sulle antiche civiltà e di un documentario in dodici episodi dal titolo Search for Lost Civilization per la televisione Bosniaca FTVBiH basato sul suo libro Civilizations Before the Official History.Docente universitario presso le più prestigiose università europee e americane, continua la sua importante opera di divulgazione sulle sue strabilianti scoperte.

The Broken Key:il futuro secondo il film di Louis Nero

Scritto da: Roberta De Carolis
Fonte: http://www.nextme.it/intrattenimento/video/film-e-serie-tv/9572-the-broken-key-futuro-16-novembre

La carta non esiste più, è un bene prezioso in nome della sostenibilità, stampare è reato. E la libertà dell’essere umano è in serio rischio. Futuro non troppo lontano, almeno secondo Louis Nero, regista del film ‘The Broken Key’, nella sale cinematografiche italiane dal 16 novembre.

Film di fantascienza? Certo, ma tutto sommato ambientato in una realtà che non sembra così assurda. Proprio su questo mondo si intreccia la storia (questa sì, di pura fantascienza) di Arthur J. Adamsalla ricerca del frammento mancante di un antico papiro, protetto dalla misteriosa confraternita dei seguaci di Horus, ricerca che viene ostacolata da indecifrabili omicidi legati ai sette peccati capitali.

Il protagonista dovrà addentrarsi in tutti gli angoli di una città del futuro, misteriosa quanto “spaventosa”, specchio della sua anima, per ritrovare il pezzo mancante e salvare l’umanità intera dalla “gabbia eterna”.

La pellicola affonda le sue radici nella storia, che parte dal Rinascimento. Si narra infatti che Hieronymus Bosch, pittore rinascimentale realmente esistito, facesse parte di un ordine noto come ‘La Confraternita del Libero Spirito’, gruppo filosofico riconducibile ai leggendari ‘Seguaci di Horus’, custodi di un segreto che avrebbe potuto cambiare le sorti del mondo intero.

Tra di loro sembra ci fosse la regina egizia Ankhsen-pa-aton, la cui tomba fu ritrovata nel Rinascimento insieme al grande tesoro: la chiave d’oro di Ankh, il nuovo Graal, che apre quel mistero in grado di salvare l’umanità.

Una trama simile, per certi versi, a molte altre storie scritte e portate nelle sale cinematografiche, che ricorda ‘Il Codice Da Vinci’, solo per citare un famoso esempio. Ma che si distingue proprio per lo scenario, disegnato su un futuro che ai nostri occhi non sembra veramente così “futuribile”.

“Un film concepito sulla linea orizzontale delle Sette Arti Liberali, la cui pratica ascetica, secondo la fulgida interpretazione Dantesca, può portare alla trasmutazione dei Sette Peccati Capitali nelle corrispondenti Virtù Cardinali – spiega il regista – L’intento è quello di far vivere al pubblico, come al protagonista, un percorso di purificazione spirituale dai peccati, ambientato in una visionaria Torino del futuro, dove la cultura popolare è intrisa di palpabile mistero”.

Ma chissà se l’opera sarà in grado di rispondere alla domanda chiave: “Quale futuro?”.

Il film è prodotto da ‘L’Altrofilm’, TFP, Film Commission Torino Piemonte, in collaborazione con Red Rocks Entertainment.