Nazario Sauro

Fonte: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3668&biografia=Nazario+Sauro

Nazario Sauro

Biografia

Nazario Sauro, militare e patriota italiano, nacque a Capodistria (Pola) il 20 settembre 1880.

Irredentista istriano, ancora in giovane età ebbe il comando di piccoli piroscafi con i quali percorse tutto l’Adriatico, impratichendosi particolarmente delle coste dalmate, delle rotte in stretti canali, sulle condizioni idrografiche e sulle vicissitudini meteorologiche di questo tratto di mare.

Di origine italiana, allo scoppio del 1° conflitto mondiale si portò subito a Venezia, arruolandosi volontario nella Regia Marina dove ottenne il grado di Tenente di Vascello di complemento.

Le imprese

Con l’incarico di pilota si imbarcò subito su Unità siluranti di superficie e subacquee. Nell’arco di 14 mesi di intensa attività portò a compimento 60 missioni di guerra. Alcune delle missioni di Nazario Sauro sono rimaste memorabili e leggendarie per il modo mirabile con il quale coadiuvò i comandanti delle varie unità partecipanti.

Il 30 luglio 1916 imbarcò sul sommergibile Pullino con il quale avrebbe dovuto effettuare una incursione su Fiume, ma l’unità, a causa della forte corrente e della fitta nebbia esistente nella zona, andò ad incagliarsi sullo scoglio dell’isolotto della Galiola.

Risultati vani tutti i tentativi di disincaglio, distrutti i cifrari di bordo e le apparecchiature e predisposta per l’autoaffondamento, l’unità fu abbandonata dall’equipaggio e Nazario Sauro, allontanatosi volontariamente da solo su un battellino, fu in seguito catturato dal cacciatorpediniere Satellit.

La cattura e la morte

Portato a Pola e processato, venne condannato a morte per alto tradimento, mediante impiccagione.

Alle ore 17.45 del 10 agosto 1916 Nazario Sauro salì il patibolo con sulle labbra il nome dell’Italia.

Non aveva ancora compiuto 35 anni.

Medaglia d’oro al valor militare alla memoria

Nazario Sauro è tra le più importanti figure dell’irredentismo italiano e massimo rappresentante di quello istriano. Fu insignito di una medaglia d’oro al valor militare, con questa motivazione:

«Dichiarata la guerra all’Austria, venne subito ad arruolarsi volontario sotto la nostra bandiera per dare il contributo del suo entusiasmo, della sua audacia ed abilità alla conquista della terra sulla quale era nato e che anelava a ricongiungersi all’Italia. Incurante del rischio al quale si esponeva, prese parte a numerose, ardite e difficili missioni navali di guerra, alla cui riuscita contribuì efficacemente con la conoscenza pratica dei luoghi e dimostrando sempre coraggio, animo intrepido e disprezzo del pericolo. Fatto prigioniero, conscio della sorte che ormai l’attendeva, serbò, fino all’ultimo, contegno meravigliosamente sereno, e col grido forte e ripetuto più volte dinnanzi al carnefice di «Viva l’Italia!» esalò l’anima nobilissima, dando impareggiabile esempio del più puro amor di Patria.»

(Alto Adriatico, 23 maggio 1915 – 10 agosto 1916)

Frasi di Nazario Sauro

ITALIA: LA GRANDE RAPINA DELL’EURO!

Fonte: http://icebergfinanza.finanza.com/files/2016/08/image16.jpg

imagePrima di incominciare facciamo felici i sostenitori dell’euro, gli esterofili e la carta straccia dei paesi anglosassoni e soprattutto della Germania, fuoriclasse mondiale della corruzione e manipolazione!

Si lo sappiamo il nostro è un Paese corrotto, mafioso, poco produttivo, illiberale e demograficamente morto e sepolto.

A si dimenticavo, abbiamo vissuto sopra le nostre reali possibità! È solo un caso che abbiamo la più alta percentuale di risparmio privato al mondo, oggi ambita dalla speculazione.

Contenti ora?

Lasciamo da parte il gossip e passiamo alle cose serie.

Il mese scorso è uscita un’analisi da parte di McKinsey dal titolo…

imageLa sintesi è che dal 2005 al 2014 il 97 % degli italiani ha subito un’erosione del suo potere di acquisto del suo reddito reale.

imageSecondo l’analisi il reddito reale in calo riguarda 540 milioni di esseri umani rispetto ai soli 10 milioni del periodo 1993/2005
Nello specifico in Italia circa il 97 % si ritrova con reddito invariato o in calo. Nell’immagine la situazione di altri Paesi.
Sulle cause riportate dalla McKinsey non c’è solo la crisi finaziaria del 2008 come loro vogliono farvi credere.
Crescita economica stagnate o negativa, calo demografico e aumento vita media e soprattutto minore domanda di lavoro non specializzato e udite, udite, le politiche economiche di rigore AUSTERITA’ imposte negli ultimi anni con aumenti generalizzati della pressione fiscale per salvare banche decotte e banchieri falliti, con riduzione sistemica di welfare.
Preoccupanti sono le prospettive sulla stabilità globale e soprattutto viste le dinamiche del nostro Paese sulla COESIONE SOCIALE nel caso si realizzasse lo scenario meno favorevole.
Io sono molto preoccupato per la coesione sociale di questo Paese, quando l’effetto placebo del risparmio privato finirà.

Il bello è che in questi anni abbiamo avuto uomini che sono andati in giro per l’Europa a chiedere più RIGORE, più AUSTERITA’, più DEFLAZIONE SALARIALE, chiedendo di distruggere la domanda interna e il lavoro e i salari per riequilibrare ciò che prima facevano le svalutazioni competitive.

image

Un altro campione delle lacrime e del sangue è il solito Monti…image

Si capisco siete disorientati in fondo è quello che loro vogliono a loro serve che la crisi continui per imporre la loro shock economy per imporre i loro modelli economici per far si che la finanza prevalga sull’economia.

Buona consapevolezza!

Scoperto un canale sotto il Tempio delle Iscrizioni di Palenque

Fonte e traduzione : https://ilfattostorico.com/2016/08/04/scoperto-un-canale-sotto-il-tempio-delle-iscrizioni-di-palenque/

Associated Press

INAH

(INAH)

(INAH)

Nel sito Maya di Palenque, in Messico, gli archeologi hanno scoperto un canale d’acqua sotterraneo costruito sotto il Tempio delle Iscrizioni, il monumento funebre che ospita l’antico re maya Pacal.

Secondo l’archeologo Arnoldo Gonzalez, la tomba e la piramide sarebbero state costruite di proposito sopra una fonte d’acqua, tra il 683 e il 702 d.C. Il tunnel portava acqua da sotto la camera funeraria fino all’ampia spianata davanti al tempio, dando quindi allo spirito di Pacal un cammino verso il mondo ultraterreno.

Il tempio delle iscrizioni di Palenque (INAH)

Il tempio delle iscrizioni di Palenque (INAH)

Un tunnel d’acqua

Il tunnel, che si collega a un altro, è fatto di pietra e misura circa 60 cm di larghezza e altezza.

Il direttore di archeologia dell’Istituto nazionale di antropologia e storia (INAH), Pedro Sanchez Nava, dice che la teoria di Gonzalez ha senso, alla luce delle scoperte effettuate presso altri siti precolombiani, come a Teotihuacan, dove era stato rinvenuto un altro tunnel d’acqua.

«In entrambi i casi era presente una corrente d’acqua», dice Sanchez Nava. «C’è un significato allegorico per l’acqua… dove il ciclo della vita comincia e finisce».

Lo scavo è cominciato nel 2012, quando i ricercatori si erano interessati alle anomalie sotterranee rilevate col georadar, sotto l’area di fronte ai gradini della piramide. Scavando in un punto hanno scoperto tre strati di pietra accuratamente disposti sopra il tunnel.

Gonzalez dice che lo stesso tipo di copertura a tre strati era stato trovato nel pavimento della tomba di Pacal, dentro la piramide.

(INAH)

(INAH)

(INAH)

(INAH)

(INAH)

(INAH)

(INAH)

(INAH)

 

(INAH)

(INAH)

(INAH)

(INAH)

Non sembrano esserci condotti o collegamenti tra la tomba e il tunnel, tuttavia il condotto non è stato ancora pienamente esplorato poiché troppo piccolo per entrarci. I ricercatori hanno dunque dovuto mandare un robot con videocamera per vederne l’interno.

Francisco Estrada-Belli, assistente universitario di archeologia all’Università di Boston (non coinvolto nello scavo), ha scritto: «Ritengo che costruire una tomba sopra un canale sia perfettamente in linea con la credenza che l’acqua e gli specchi d’acqua fossero degli ingressi verso il mondo ultraterreno. Diversi casi di templi (e tombe associate) sono noti per essere stati costruiti sopra grotte naturali che potevano contenere l’acqua o non».

(INAH)

(INAH)

(INAH)

(INAH)

(INAH)

(INAH)

Astronauti Maya

La tomba di Pacal è famosa poiché c’è chi sostiene che il coperchio del suo sarcofago ritragga il sovrano Maya seduto ai comandi di un’astronave.

Tuttavia Gonzalez spiega che le incisioni parlano di un dio che “guiderà i morti nell’aldilà, immergendoli nell’acqua cosicché possano essere ricevuti là». Pacal, in altre parole, non volò nello spazio, ma andò giù nella sorgente d’acqua sotterranea. «Non c’entra niente con le navi spaziali», dice Gonzalez.

Lo scrittore Erich von Daniken suggerì nel suo libro del 1968 (Chariots of the Gods?, “Gli extraterrestri torneranno”) che la posizione di Pacal sul sarcofago assomigli a quella degli astronauti, e che sembra essere seduto ai comandi di una macchina, dietro la quale escono delle fiamme.

Gli esperti sostengono invece che le presunte fiamme siano in verità delle rappresentazioni dell’ “Albero del mondo” o “Albero della vita”, le cui radici si credeva raggiungessero l’aldilà. L’opera è inoltre da guardare in posizione verticale, non orizzontale.

Pakal che cade dall'albero della vita verso il regno dei morti

Pakal che cade dall’albero della vita verso il regno dei morti

Le banche globali? Costano troppo…

Scritto da: Matteo Cavallito
Fonte: http://www.valori.it/finanza-etica/le-banche-globali-costano-14006.html

La filiale di RBS a Jersey, Isole del Canale. Foto:  Man vyi  (Wikimedia Commons)

La filiale di RBS a Jersey, Isole del Canale. Foto: Man vyi (Wikimedia Commons)

La permanenza – ormai di lungo, lunghissimo periodo – di tassi di interesse ai minimi e la contemporanea pressione esercitata dai regolatori per l’incremento dei capitali di riserva impattano sulle banche di tutto il mondo costringendo queste ultime a perseguire consistenti tagli sui costi. Un’operazione, quest’ultima, che potrebbe tradursi in una riduzione della spesa nell’ordine del 30-40% del totale. Lo sostiene un’analisi pubblicata in questi giorni dal portale specializzato The Banker.

“Attualmente – si legge in un articolo che cita i dati dello stesso database interno thebankerdatabase.com – le 50 maggiori banche del Pianeta hanno un rapporto costi/ricavi che oscilla tra il 26 e il 107%. Ma i primi 12 istituti dell’elenco (ovvero quelle con i costi relativi più bassi, ndr) si trovano tutti in Cina dove l’elevato livello di ricavi mantiene i costi sotto controllo. La migliore delle banche europee è Santander (42%), le peggiori Credit Suisse con il 92%, Deutsche Bank con il 98% e Royal Bank of Scotland (RBS) 107%”.  La soluzione? Non concentrarsi sul taglio del personale e delle divisioni bensì ripensare al modello di business. In questo senso, scrive The Banker, “il duro lavoro è appena iniziato”.

Echelon: guardia o spia?

Fonte: http://www.misteridelmondo.it/echelon-guardia-o-spia.html

Parlando di servizi segreti subito ci viene alla mente la C.I.A. (Central Intelligence Agency) oppure il K.G.B. (Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti): cioè i servizi segreti rispettivamente di Stati Uniti d’America e Russia. Durante il periodo di maggior tensione socio-politico a livello globale degli ultimi quarant’anni, cioè il periodo in cui era in auge la Guerra Fredda, tra le due superpotenze planetarie U.S.A. ed ex U.R.S.S.

Proprio in quel periodo infatti è nato “Echelon”, questo particolare dispositivo concepito da una stretta collaborazione fra l’intelligence americana e quella inglese, aveva come scopo quello di controllare le mosse e le operazioni militari dell’ex Unione Sovietica.
Infatti Echelon, si proponeva, in origine, per scopi esclusivamente anti-sovietici.

Purtroppo però con il tempo l’operato di questo straordinario dispositivo, ha allargato le proprie finalità a numerosi altri settori.

Echelon nel corso del tempo è divenuto un potentissimo sistema di intercettazione capace di controllare, selezionare e registrare ogni forma di comunicazione terrestre.

Praticamente Echelon lo possiamo quantificare come un “Big Brother” elettronico su scala planetaria.

Con questo sistema siamo tutti sotto controllo?

Bè é sicuramente difficile affermare una cosa del genere, possiamo però credere che con Echelom siamo tutti soggetti ad essere sotto controllo.
Naturalmente il compito più difficile, a causa dell’infinita mole di dati raccolti, consiste nella selezione di messaggi “interessanti”.

Questa operazione, di selezione dei contenuti, avviene sulla base di parole chiave. Le parole chiave vengono selezionate sulla base di espressioni contenenti linguaggi convenzionali, specifici con riferimenti a determinate situazioni o a nomi di personaggi considerati sospetti.

Quindi è chiaro che il sistema può essere orientato in ogni momento verso le direzioni desiderate.

Tutto questo sempre per scopi leciti?

La principale caratteristica dello spionaggio informatico è quella di utilizzare lo spazio per “ascoltare” e osservare il nostro Pianeta. Tutto questo è possibile grazie all’ausilio di vettori (aerei, droni, satelliti) e intercettori, le cui prestazioni migliorano di giorno in giorno.

Tuttavia è sicuramente il satellite ad occupare, dall’inizio della guerra fredda, un ruolo preferenziale nell’intelligence tecnica.

L’utilizzo dello spazio a fini strategici è stato oggetto di intense discussioni e accesi dibattiti. Saranno tutti desiderosi di rispettare i limiti e le condizioni stabilite dalle Nazioni Unite per l’uso pacifico dello spazio?

Certamente lo spionaggio tecnologico ed informatico nell’era di internet ha prodotto una serie di inquietanti domande, anche se tutte le domande che ci assalgono sono ben lontane dal trovare una risposta; tutto questo perché ancora oggi Echelon è decisamente avvolto nel mistero.

 

Parigi: “i terroristi sembravano membri delle forze speciali”

Scritto da: Massimiliano Greco
Fonte: http://www.opinione-pubblica.com/parigi-i-terroristi-sembravano-membri-delle-forze-speciali/

“«Erano bianchi, erano giovani sui 25 anni». E ancora: «Sembravano soldati delle forze speciali». A poco meno di dodici ore si hanno ancora informazioni scarne sull’identità degli attentatori di Parigi. Dalle informazioni confermate, per il momento dalla polizia, è noto che 8 di loro sono morti, 6 si sono fatti esplodere dopo aver innescato le cinture esplosive, 2 sono stati uccisi dagli agenti speciali intervenuti. Non è escluso che anche altri siano fuggiti e che la polizia li stia cercando. In alcune testimonianze raccolte da Le Monde si parla di due auto nere, con alla guida 18-20enni, di cui una immatricolata in Belgio che sarebbe stata ritrovata. Ma si tratta di notizie che non hanno ancora trovato conferma. Così come non è confermata la notizia che sarebbe stato trovato un passaporto siriano sul corpo di uno dei kamikaze morti allo Stade de France. Europe 1 riferisce anche dell’identificazione di un secondo attentatore: si tratterebbe di un cittadino francese.”

Altre fonti parlano di un’auto con quattro uomini armati a bordo che pare si stia dirigendo verso Parigi, dopo aver forzato un posto di blocco. Suggeriamo di prenderla con le molle: è illogico che i terroristi si dirigano proprio verso il luogo da cui i loro compagni sono fuggiti e dove ormai l’allerta è massima.

Per il momento, infatti, si sa poco. Noi, da sempre alieni al complottismo, ci limitiamo a segnalare tali testimonianze, suggerendo una spiegazione accettabile per tutti: gli attentatori potrebbero rientrare nel novero dei terroristi addestrati da occidentali (alcuni li hanno addestrati i sauditi, invece) e quindi essere er questo efficienti a tal punto da sembrare membri dei corpi speciali. Potrebbero avere dei complici fra gli agenti o i militari francesi, oppure semplicemente si è trattata della più grande falla di sempre dei servizi segreti francesi.
In ogni caso, cambia poco: il terrorismo, esportato in Siria, Libia e Iraq, si è rivoltato contro chi l’ha foraggiato e sostenuto, come predetto da Assad: il terrorismo non è un’arma che si possa usare per poi mettere da parte come se niente fosse.

 

Le proprietà benefiche dell’ananas

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/proprieta-benefiche-ananas.php

ananas

Ricco di vitamine e sali minerali, dissetante, senza grassi saturi né colesterolo. Considerato simbolo di ospitalità e buon auspicio dalle popolazioni indigene dell’America Latina, l’ananas è un frutto dalle molteplicità proprietà salutari.

L’ananas è  un importante fonte di sali minerali (100 grammi della sua polpa contengono infatti 250 mg di potassio, 05 mg diferro, 17 mg di calcio e 8 mg di fosforo) e vitamine (17 mg di vitamina C e di 7 µg di vitamina A retinolo equivalente), contiene solo 2 mg di iodio ed è povero di calorie:  100 g di polpa di ananas apportano al nostro organismo soltanto 40 calorie.

L’ananas contiene inoltre una sostanza chiamata bromelina che è considerata utile per favorire la digestione. La bromelina è però contenuta più nel gambo dell’ananas che nel frutto vero e proprio ed è per questo che viene estratta dal gambo di questo frutto per ottenere degli integratori naturali.

L’ananas fresco è utile per aiutare l’organismo a depurarsi, per favorire l’eliminazione delle tossine e per contrastare e prevenire la ritenzione idrica e la cellulite.

 

Crimini contro la Natura, un business globale che vale 213 miliardi di dollari

Fonte: http://www.improntaecologica.it/

bracconaggio, business bracconaggio stimato 213 miliardi, rapporto ONU su bracconaggio, estinzione specie animali

Nonostante gli sforzi di animalisti, ambientalisti e governi, non accenna neppure a calare il mercato illegale di appropriazione illegale di risorse naturali e animali con un fatturato annuale di 213 miliardi di dollari che rappresenta il quarto mercato criminale del pianeta.
A stimare questa cifra l’Ufficio Drugs and Crime delle Nazioni Unite che ha recentemente presentato il rapporto annuale World Wildlife Crime Report.
L’emergenza bracconaggio, si legge, ha raggiunto un livello di attenzione talmente elevato da avere target dedicati nell’Agenda 2030 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Solo in Africa, ad esempio, ogni anno vengono cacciati illegalmente più di 30.000 elefanti e Paesi come la Tanzania e il Mozambico hanno perso in soli 5 anni tra il 50 e il 60% della loro popolazione di pachidermi, mentre in 10 anni è scomparso quasi il 70% degli elefanti di foresta del bacino del Congo.
In pochi anni, poi, in Zimbabwe è scomparso il 60% della popolazione di rinoceronti.
Ma sono moltissime le specie che rischiano l’estinzione: ogni anno viene ucciso il 10% dei gorilla di pianura, gli squali sono in drammatico declino (alcune specie in pochi anni hanno subito una riduzione del 98%), mentre in alcune regioni abbiamo perso il 90% delle popolazioni di Pangolini.
La Tigre dell’Amur è stata ridotta a non più di 540 esemplari, mentre i leoni in Africa Occidentale hanno a disposizione solo l’1% del precedente territorio di diffusione.
Secondo le Nazioni Unite il bracconaggio e il commercio illegale di natura non si ferma alle specie carismatiche: l’indagine dell’UNODC analizzando 164.000 sequestri in 164 paesi diversi ha riscontrato la presenza di ben 7.000 specie oggetto di crimini.
La cattura, l’uccisione, la trasformazione e la commercializzazione illegale di queste specie interessa molteplici prodotti e settori: dalla moda (con pelli e avorio) all’arredamento (con alberi e altre piante in via d’estinzione), dal cibo (con scimmie e pangolini) ai prodotti farmacologici tradizionali (con parti di tigre e corna di rinoceronti) e agli animali domestici (come pappagalli e rettili).
Come dire che davvero non c’è fine al peggio…

Perché a Nizza la polizia vuole cancellare le prove

Scritto da: Domenico Pellitteri
Fonte: http://www.wakeupnews.eu/perche-nizza-la-polizia-vuole-cancellare-le-prove/

Il camion usato da Mohamed Lahouaiej Bouhlel, Nizza (http://www.befan.it)

Nizza – In questa cocente estate europea, la strage di Nizza è stata finora una delle protagoniste. È bastato un camion dei gelati per permettere ad un criminale di provocare 84 morti e 50 feriti sulla Promenade des Anglais nel pieno centro della cittadina turistica francese. La ricerca della verità sulle cause, sul colpevole e sul suo legame con l’Isis è partita subito dopo la strage. Era il 14 luglio e già 9 giorni dopo la polizia, o meglio il suo corpo speciale Anti-Terrorist Sub-Directorate (SDAT) vuole far sparire le prove dell’accaduto. Bisogna quantomeno ipotizzarne le ragioni.

QUELLA TRAGICA NOTTE –  La notte in cui i francesi ricordavano quali valori li hanno portati nel corso dei secoli ad alleanze, battaglie, conquiste e guerre sanguinose; nel giorno in cui essi ricordavano l’essenza del loro contributo alla civiltà occidentale e quindi ancora una volta chi fossero, ecco in quel giorno il Paese è stato colpito ancora una volta con una Gendarmerie inerme o quasi e di conseguenza con delle istituzioni disarmate, inefficienti e fischiate dalle quali però nessuno fa un passo indietro.

I VIDEO DELLA DISCORDIA – Le indagini hanno appurato quasi tutto sul protagonista ed ideatore della strage, il trentunenne tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel che in comune con l’Islam aveva soltanto il nome del suo profeta, visti gli usi poco consoni ad un musulmano praticante. Allora lo SDAT ha pensato bene di farsi un clamoroso autogol mediatico: chiedere la cancellazione di tutte le immagini realizzate da telecamere e apparecchi elettronici pubblici e privati presenti nella zona dell’attentato dalle ore 22:30 del 14 luglio alle 18 del giorno successivo. La richiesta è stata mandata all’ufficio del sindaco di Nizza mercoledì 20 luglio, secondo il documento reso pubblico dal giornale francese Le Figaro.

LE REAZIONI – In particolare si è richiesto di cancellare 6 riprese che avrebbero filmato le scene salienti dell’atto criminoso. La ragione sarebbe la necessità di “prevenire l’incontrollata distribuzione delle immagini” secondo le dichiarazioni della Procura della Repubblica di Parigi. Le reazioni sono andate dalla sorpresa del ufficio del sindaco di Nizza allo sgomento dei comuni cittadini, già spaventati per quanto accaduto. Circa 140 telecamere avrebbero informazioni interessanti per la Procura e ormai tutte le informazioni sarebbero state estratte da questi elementi. Il Comune si è rifiutato di cancellare video e foto, in quanto questi costituiscono prove e la cancellazione potrebbe provocare eventuali denunce all’amministrazione e al centro di vigilanza CCTV center che ha registrato 30 mila ore di riprese utili alle indagini.

 

I SOSPETTI E LE TESTE CHE NON CADONO – La richiesta ha dell’incredibile ed è assolutamente inedita per un delitto. Questo tipo di comportamento da vigore a sospetti alle tesi secondo le quali qualcuno possa nascondere qualcosa relativo alla tragedia. Un’ombra sulle dichiarazioni del governo francese per esempio è stata presentata dal giornale Libération, che attraverso la sua ricostruzione dei fatti ha smentito il Primo Ministro Manuel Valls, secondo il quale la polizia statale sarebbe stata presente sulla Promenade ed il camion si sarebbe intrufolato nella zona chiusa, superando una strada sbarrata dalle auto attraverso un marciapiede. Secondo Libération all’ingresso della strada chiusa sarebbe stata presente solo una volante della municipale che non impediva fisicamente alcun accesso. La polizia nazionale sarebbe arrivata a tragedia avvenuta e il governo avrebbe mentito. La domanda è quindi questa: coprire una menzogna governativa, generata per proteggere i responsabili della sicurezza dalla polizia al Ministero dell’Interno francese, potrebbe essere un valido movente per chiedere la distruzione delle prove?

LO SCONCERTANTE SILENZIO DEI MEDIA ITALIANI – Nel frattempo in Italia poco viene detto a riguardo, nessuna seria riflessione viene fatta sulle responsabilità dell’accaduto e ci si interroga ancora una volta sulle ragioni di carattere culturale attraverso dibattiti fini a sé stessi nei quali tutti sono opinionisti, la paura lanciata a lettori e telespettatori è enorme ma nel frattempo si dice di non cambiare alcuna abitudine. Le tesi di Libération, se confermate, sarebbero scioccanti visto che in Francia si mantiene lo stato d’emergenza dal 13 novembre 2015, giornata degli attacchi al Bataclan di Parigi. Lo stato d’urgenza deroga alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo per dare la possibilità al governo di chiudere, per esempio, l’accesso a determinate zone, fare perquisizioni notturne, chiudere associazioni o locali, impedire manifestazioni e così via. Tutti poteri quest’ultimi da regime totalitario e che vengono sottolineate dai media solo se a compierle è la Turchia di Recep Tayyip Erdogan. Singolare è il fatto che proprio quando questo stava per terminare lo stato d’urgenza l’attentato sia avvenuto. Altrettanto singolare è il fatto che gli spari evidenti sul parabrezza del camion abbiano colpito tutto eccetto la parte del guidatore. Insomma i misteri sull’accaduto non sono pochi. Mantenere la guardia alta anche sulla possibile distruzione delle prove di Nizza è il minimo dovere che la società civile e i media devono compiere in nome di ciò che resta della democrazia.