Tutti gli articoli di admin

Il cielo di maggio: la luna sarà la protagonista insieme alle stelle cadenti

Scritto da: Roberta De Carolis
Fonte: http://www.nextme.it/scienza/universo/sistema-solare/9547-cielo-maggio-2017-luna-eta-aquaridi

cielo di maggio 2017
Nella primavera ormai inoltrata, il cielo si tinge di Luna. Facile romanticismo, ma supportato da numerosi eventi astronomici legati al nostro satellite, che, dopo aver dominato aprile, mese in cui è noto come Luna Rosa, entrerà in congiunzione con quasi tutti i pianeti visibili del Sistema Solare.

Maggio segnerà anche il ritorno di Saturno, Nettuno e Plutone, ma soprattutto sarà particolarmente favorevole per l’osservazione delle meteore eta Aquaridi. Le altre stelle cadenti tipiche del mese saranno invece oscurate ancora dalla Luna, che in questo mese è effettivamente la “prima donna del cielo”.

Prepariamoci dunque ad ammirare il cielo di maggio.

Pianeti

Trionfa Venere, che sarà sempre  in alto rispetto all’orizzonte, quindi più visibile, circa due ore prima dell’alba. Il pianeta attraverserà gran parte della costellazione dei Pesci, con una escursione di poche ore, l’11 maggio, nella Balena.

Non sarà da meno Giove, che a Sud sarà inconfondibile, essendo l’astro più luminoso per quasi tutta la notte, e finalmente potremo rivedere (con il telescopio) Saturno, che nei primi giorni del mese sorgerà prima della mezzanotte, e a fine mese già intorno alle 22:30 sarà visibile basso sull’orizzonte orientale.

Tanto lontani ma a maggio più visibili, Nettuno e Plutone non saranno più “oscuri” e, con adeguate strumentazioni, si mostreranno agli appassionati del cielo, rispettivamente all’apparire delle prime luci dell’alba e nella seconda parte della notte.

Congiunzioni

Sempre la Luna protagonista. Il nostro satellite infatti entrerà in congiunzione il 7 maggio con Giove nella costellazione della Vergine, dove si riconosce la stella Spica, in un suggestivo “quadretto a tre”. Anche Saturno, tornato visibile, avrà il piacere di incontrare la Luna, che lo bacerà nella tarda serata del 13 del mese, nella costellazione del Sagittario, molto vicino al limite con l’Ofiuco.

Il 22 mattina, prima dell’alba, osserveremo inoltre Venere in congiunzione con la falce di Luna calante, nella costellazione dei Pesci. Più difficile da osservare a causa della scarsa visibilità di Marte, ma non impossibile, la congiunzione del nostro satellite con il Pianeta Rosso, dopo il tramonto del 27 maggio, quando la Luna si troverà nella costellazione di Orione e Marte nel Toro.

Meteore

Praticamente tutte le meteore di maggio sono concentrate nella seconda parte delle notti dei primi 15 giorni del mese. In particolare, avendo avuto il novilunio alla fine di aprile, quest’anno sarà particolarmente favorevole l’osservazione delle eta Aquaridi, che si mostrano soprattutto nella prima settimana.

Il radiante, ovvero il punto da dove sembra che le meteore vengano originate, è posto nella zona più alta dell’Acquario, e sarà attivo per quasi un mese, con un aumento evidente della frequenza dal 3 al 10 maggio e un picco intorno al 5/6 maggio, dalle 2 in poi, proprio quando la Luna volgerà al tramonto.

Correnti minori ma non meno affascinanti saranno le alfa Scorpidi (picco 3 maggio) con le loro caratteristiche stelle cadenti brillanti e colorate, particolarmente favorevoli all’osservazione dopo la mezzanotte.

Meno fortunate a causa del disturbo lunare saranno le eta Ofiuchidi (picco 12 maggio) e le eta Liridi (max 9 maggio), generate dalla cometa 1983 H1 IRAS-Araki-Alcock, che in questi ultimi anni si sono mostrate abbastanza attive.

Inventato metodo per innescare fotosintesi artificiale per pulire l’aria

Scritto da: Richard
Fonte: http://www.altrogiornale.org/inventato-metodo-innescare-fotosintesi-artificiale-pulire-laria/

L’inquinamento dell’aria, provocato in massima parte dalle attività umane, viene contrastato principalmente dalla fotosintesi clorofilliana, un processo portato avanti dalle piante che immette ossigeno nell’atmosfera privando poi quest’ultima di gas dannosi per l’uomo, in primis quelli serra.

Poter rendere artificiale un processo del genere risulterebbe ovviamente una manna dal cielo.

Fotosintesi artificiale

Un professore di chimica dell’Università della Florida Centrale sembra essere arrivato ad un punto di svolta per quanto riguarda questa sorta di “Santo Graal” dell’odierna ricerca nel comparto del contrasto all’inquinamento atmosferico.

Il professor Fernando Uribe-Romo e il suo team di studenti hanno creato un modo per innescare una reazione chimica in un materiale sintetico chiamato metal-organic frameworks (MOF).

Questi frammenti riescono a rompere letteralmente l’anidride carbonica trasformando quest’ultima in materiali organici innocui.

Questo processo, inoltre, invece di produrre sostanze utili per le piante produce combustibile solare e potrebbe dunque rivelarsi anche un metodo salvifico per la produzione di energia pulita e sostenibile. Secondo il professor Uribe-Romo si tratta davvero di una svolta in quanto ricreare materiali che assorbono un colore specifico della luce è molto difficile.

Negli anni passati numerosi ricercatori hanno provato con una varietà di materiali, ma quelli che possono assorbire la luce visibile tendono ad essere materiali rari e costosi come il platino, il rinenium e l’iridio che rendono il processo proibitivo. Uribe-Romo dichiara di aver utilizzato il titanio, un metallo comune non tossico, a cui ha aggiunto molecole organiche. Il processo ha funzionato e la reazione chimica ha trasformato il CO2 in due forme ridotte di carbonio (due tipi di combustibile solare) pulendo letteralmente l’aria,ecco il video:

I dolcificanti fanno venire fame

Fonte: http://www.italiasalute.it/8697/I-dolcificanti-fanno-venire-fame.html

Utilizzare i dolcificanti in maniera prolungata potrebbe non essere una buona idea. Lo dice uno studio apparso su Cell Metabolism e firmato da ricercatori dell’Università di Sydney.
Lo studio, realizzato su modello animale, ha fatto luce sui cambiamenti che coinvolgono la percezione del gusto oltre alla regolazione dell’appetito nei soggetti che fanno un uso prolungato dei dolcificanti al posto dello zucchero.
Gli animali esposti per più di 5 giorni a una dieta con dolcificanti mostrano un consumo di calorie superiore del 30 per cento. «Quando abbiamo investigato sul perchè gli animali mangiano di più anche quando hanno abbastanza calorie, abbiamo scoperto che il consumo cronico aumenta l’intensità della dolcezza dello zucchero ‘vero’, e questo aumenta la motivazione a mangiare più cibo», spiega uno degli autori, il dott. Greg Neely. «Il meccanismo che abbiamo trovato fa parte di una risposta al digiuno che fa in modo che il cibo più nutriente abbia un sapore migliore se si hanno i morsi della fame».
I dolcificanti potrebbero avere peraltro anche un altro effetto controproducente. Secondo una ricerca pubblicata su Applied Physiology, Nutrition and Metabolism da un team della York University, in Canada, l’aspartame e le altre sostanze sintetiche utilizzate per addolcire il caffè hanno l’effetto di determinare alterazioni significative nei batteri intestinali, portando alla lunga a sviluppare un’intolleranza al glucosio e aumentando così il rischio di insorgenza del diabete di tipo 2.
Lo studio ha preso in esame i dati di 2.856 adulti che avevano preso parte al Third National Health and Nutrition Survey, un vasto studio prospettico sull’alimentazione dei cittadini canadesi.
In base alle loro abitudini alimentari, i soggetti sono stati classificati come «consumatori di dolcificanti» o «consumatori di zuccheri naturali». I partecipanti si sono poi sottoposti a un test per la tolleranza al glucosio, allo scopo di verificare il rischio individuale di sviluppare il diabete.
«Il nostro studio mostra che le persone obese che consumano dolcificanti artificiali, in particolare l’aspartame, possono avere una gestione peggiore del glucosio rispetto alle persone che non utilizzano sostituti dello zucchero», ha detto Jennifer Kuk, autrice dello studio.
Anche una ricerca pubblicata su Nature segnala l’effetto negativo prodotto da dolcificanti a base di aspartame, saccarina e sucralosio sul metabolismo. Secondo lo studio guidato dal dott. Jotham Suez del Dipartimento di Immunologia del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, i dolcificanti causerebbero alterazioni metaboliche tali da indurre un aumento dei livelli di glicemia.
I dolcificanti sono ormai diffusissimi perché consentono di non rinunciare al sapore dolce risparmiando tuttavia decine di calorie. Un cucchiaino di zucchero equivale più o meno a 20 calorie mentre una pasticca di dolcificante che ne fa le veci si ferma a 2/3.
Il team israeliano si schiera dalla parte dei detrattori sottolineando la capacità di queste sostanze di alterare il metabolismo producendo una condizione di intolleranza glucidica che apre le porte al diabete.
I ricercatori hanno analizzato su modello animale il microbiota intestinale, individuando anche in quella sede una modifica sostanziale della flora batterica intestinale rispetto ai topi del gruppo di controllo. Dopo il trapianto del microbiota dai topi con glicemia alta a quelli sani, i ricercatori hanno registrato un innalzamento dei livelli anche in questi ultimi.
A conferma delle loro intuizioni, i ricercatori hanno poi studiato il microbiota intestinale di oltre 400 persone scoprendo che la flora batterica di chi consumava i dolcificanti era notevolmente diversa da quella di chi invece consumava zucchero.
7 volontari che non consumavano dolcificanti sono stati arruolati per una sperimentazione su piccola scala. I soggetti hanno consumato i prodotti dolcificanti per una settimana. Dopo soltanto 4 giorni, la metà di loro mostrava livelli elevati di glicemia e una composizione alterata della popolazione batterica intestinale, esattamente ciò che succedeva nei topi.
Antonio Gasbarrini, gastroenterologo del Gemelli di Roma e studioso del microbiota intestinale, ha commentato intervistato da Repubblica: «La forza di questo studio è che ha dimostrato che i dolcificanti hanno modificato il microbiota intestinale e che questa modifica ha provocato un aumento della glicemia. I dolcificanti, quindi, possono modulare il microbiota, come del resto gli alimenti. È ormai provato che il microbiota, un vero e proprio organo, scambia informazioni con il cervello, il fegato e il tessuto adiposo. È un nuovo attore, possiede tre milioni di geni, oltre mille specie di batteri diversi e ha una potentissima attività metabolica e immunologica. La maggior parte di questi batteri si trova nel colon e nell’intestino tenue ed è nutrita soltanto dalle fibre indigeribili che arrivano nel colon. La novità è che da qualche anno abbiamo la tecnologia adatta per individuare il microbiota mentre prima ne ignoravamo l’esistenza e stiamo a poco a poco scoprendo quanto sia coinvolto in molte patologie».
Anche una ricerca della Purdue University pubblicata sulla rivista Trends in Endocrinology & Metabolism si pone sullo stesso binario di quella israeliana.
In questo caso, gli scienziati hanno analizzato l’apporto dei dolcificanti in sede di dieta ipocalorica. Ebbene, secondo lo studio i dolcificanti non darebbero alcun aiuto al soggetto in cerca di dimagrimento, ma aumenterebbero anzi le probabilità di insorgenza di alcune gravi malattie come la sindrome metabolica, il diabete e le patologie cardiovascolari.
La principale autrice della ricerca, Susan Swithers, spiega: «Dati recenti sia su esseri umani che su animali hanno in realtà fornito scarso supporto, per esempio, all’idea comune che le bibite dolcificate artificialmente promuovano la perdita di peso e prevengano le conseguenze negative sulla salute tipiche delle bibite zuccherate (sindrome metabolica, diabete, obesità, malattie cardiovascolari). Anzi un certo numero di studi suggerisce il contrario e cioè che le persone che consumano regolarmente bibite dolcificate artificialmente hanno un rischio più elevato rispetto a chi non le consuma, un rischio dello stesso ordine di grandezza di quello associato al consumo di bibite normalmente zuccherate».
Il rischio sta anche nell’effetto boomerang. Il consumo di prodotti dolcificati in maniera artificiale attenua la risposta dell’organismo sia a livello metabolico che cerebrale dal momento che non si riesce a soddisfare la voglia di dolce e non si stimola la produzione di insulina come avviene invece con lo zucchero.
L’esame della risonanza magnetica funzionale ha evidenziato che i dolcificanti stimolano i centri cerebrali del gusto molto di più del comune zucchero (glucosio e saccarosio) e in maniera assai diversa. Assumendo edulcoranti al corpo non pervengono quelle calorie che richiede e, pertanto, le persone sono indotte a ingerire altri cibi dolci, superando così il giusto apporto calorico giornaliero.
Esami condotti su animali hanno riscontrato in maniera evidente che quelli tra essi a cui venivano somministrati dolcificanti tendevano a mangiare e a ingrassare molto più e molto più velocemente delle bestioline che ingerivano lo zucchero normale. Tra le due categorie di cavie era diverso anche l’innalzamento della temperatura corporea, essendo più basso del dovuto nei soggetti che assumevano gli zuccheri sintetici.
I ricercatori hanno rilevato che rispetto ai ratti che mangiavano yogurt addolcito con glucosio (uno zucchero semplice con 15 calorie per ogni cucchiaino da tè), quelli che lo mangiavano con saccarina (zero calorie) finivano per consumare più calorie nel corso della giornata, mettendo su più peso e massa grassa. Il corpo non riusciva più a regolare correttamente l’apporto calorico, perché si interrompeva la connessione tra sensazione di dolcezza e cibi ricchi di calorie.
«I dati indicano chiaramente che mangiare cibo addolcito con un dolcificante artificiale privo di calorie può portare a un maggior acquisto di peso corporeo e adiposità, rispetto a quello che accade consumando lo stesso alimento, abbinato però a uno zucchero più ricco di calorie», scrivono gli autori.
Gli esperti di tutto il mondo hanno riscontrato risultati simili con varie molecole (aspartame, saccarina, sucralosio e altri), anche in numerosi test in vitro. Tutti comunque concordano sulla necessità di proseguire gli studi sull’uomo in maniera più approfondita e per un lungo periodo di tempo.
Alcune statistiche di consumo dei dolcificanti, rapportate a dati epidemiologici, non mancano di suscitare preoccupazioni: nel 1987 poco meno di 70 milioni di americani consumavano dolcificanti, ma nel 2000 il loro numero era salito a 160 milioni. Nello stesso lasso di tempo le persone obese negli States erano passate dal 15 al 30 per cento della popolazione totale.
Dunque, mentre si attendono nuovi risultati scientifici dalla ricerca e dalle sperimentazioni, è consigliabile consumare questi prodotti dolcificanti con molta cautela, considerando che il danno potrebbe non limitarsi alla linea, ma coinvolgere anche lo stato di salute. Infatti, chi intende perdere chili consumando prodotti “light” o surrogati di zucchero ingerisce sicuramente meno calorie, ma deve poi combattere contro un aumento di appetito, probabilmente al più tardi contro gli effetti di una persistente iperinsulinemia (rischio di diabete II), oppure contro gli effetti scomodi di una ipoglicemia reattiva.
Bisogna inoltre ricordare che gli edulcoranti sono usati anche per addolcire medicinali, colluttori e gomme da masticare e che ipotesi al vaglio degli scienziati imputano ad alcuni dolcificanti capacità di cancerogenesi.

Enigmi alieni: convegno di Bacoli

Sctitto da: https://www.nibiru2012.it/enigmi-alieni-convegno-bacoli/

La redazione di Nibiru 2012, da anni interessata al tema degli enigmi alieni, consiglia un appuntamento che si terrà sabato prossimo (29/04/2017) a Bacoli.

Enigmi Alieni

La locandina dell’evento

Parteciperanno:
Ing. Ennio Piccaluga
Dott. Angelo Carannante
Dott. Berardino Ferrara
Moderatrice prof.ssa Anna Manfredi

Il dr. Angelo Carannante, Presidente del C.UFO.M. Centro Ufologico del Mediterraneo, mostrerà con ampia  documentazione fotografica tutti i particolari delle sue recentissime scoperte riguardante il pianeta Marte che è tutt’ora oggetto di studio e di grandi controversie tra la scienza ufficiale e quella cosiddetta “di confine”. Si tratta di una struttura antropomorfa detta “il Gladiatore” incredibilmente ricca  di particolari ed osservata nelle foto ufficiali delle Agenzie Spaziali, proprio nei pressi dell’ altra enorme struttura scoperta nel 1976 e denominata “Face” di Cydonia. Un argomento in cui pochissimi esperti si sono addentrati a tutt’ oggi, ma di cui certamente si discuterà moltissimo in futuro.

 

L’ing. Ennio Piccaluga, prestigioso ricercatore è l’ autore di Ossimoro Marte pubblicato nel 2006. Il libro è diventato un best-seller, cosa inusuale nel settore dei saggi scientifici-ufologici, raccogliendo critiche entusiaste e un’infinità di recensioni positive. Contiene decine di incredibili e inediti particolari fotografici in cui si vedono delle strutture artificiali create da una misteriosa civiltà forse persa nella notte dei tempi tanto che sembra inverosimile che siano sfuggiti agli esperti degli enti spaziali e a tutti gli studiosi che si occupano di questo argomento. E’ giornalista pubblicista e ha diretto la rivista Area di Confine, Ediz. Acacia, sugli UFO e materie connesse. Il suo intervento illustrerà le sue scoperte di i anomalie su Marte e nel nostro Sistema Solare contenute nel suo ultimo libro “Ritorno su Lahmu“, con richiami ad alcune tra le più antiche civiltà tra cui gli Egizi e i Sumeri, ma anche a Nibiru o Pianeta X e agli Anunnaki, suoi ipotetici abitanti. Nel corso dell’ intervento l’ ing. Piccaluga rivelerà particolari inediti riguardanti la presenza di acqua su Encelado e gli indizi di vita intelligente su, uno dei satelliti di Saturno.
In sala saranno disponibili copie di Ritorno su Lahmu, che mostra una straordinaria realtà del Pianeta Rosso: sfere sospese, animali, cupole, sospette città e tanto altro da lasciare sbalorditi anche i più disincantati.  Iwona Szymanska, Angelo Carannante ed Ennio Piccaluga sono reduci dalla partecipazione alla nota trasmissione di Rai2 “Nemo”.
Il dott. Berardino Ferrara ,grande esperto in astronomia e ufologia, relazionerà sulla possibilità del contatto con gli alieni, viste le immense distanze che ci separano dai corpi celesti. Sarà mai possibile un contatto con gli alieni, ammesso che non siano già qui? Il dott. Ferrara da diverso tempo partecipa, come relatore, ai convegni C.UFO.M. ed oramai può considerarsi, a buon diritto, un punto di riferimento del panorama ufologico italiano.

Ospite d’eccezione Iwona Szymanska, dotata di particolari capacità che le permettono di mettersi in contatto telepatico, filmare e fotografare gli ufo. Racconterà e dettaglierà con immagini le sue vicende con misteriosi esseri di altri mondi.
Moderatrice del Convegno sarà la prof.ssa Anna Manfredi .
Dal 1990 ha fondato il G.R.E.N., un Gruppo di Studi e Ricerche che indaga sui misteri della storia, dell’archeologia, dell’arte e della scienza, comparando la visione occidentale con quella orientale.

8 segnali per identificare l’invidia

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/segnali-identificare-linvidia/

Oggi parleremo degli 8 segnali per identificare l’invidia e, quindi, le persone invidiose. A tal fine, inizieremo chiarendo cosa sia l’invidia. Chiamiamo invidia quel sentimento o stato mentale nel quale esistono dolore o infelicità derivanti dal non possedere quello che altri hanno, siano questi beni, qualità superiori o altre cose. Secondo la definizione della Treccani, l’invidia è un “sentimento spiacevole che si prova per un bene o una qualità altrui che si vorrebbero per sé”.

Avendone adesso ben chiaro il significato, vi invitiamo a domandarvi: “Come posso sapere se qualcuno prova invidia nei miei confronti?“. Sicuramente ognuno di voi sarebbe capace di rispondere a questa domanda in maniera molto diversa, per il fatto che ogni persona possiede già un modello di azioni apprese e interiorizzate riguardo a tale sentimento, a seconda della propria esperienza di vita.

segnali mostrati da una persona vittima di tale emozione, inoltre, possono essere molto lievi. Il trucco è notare se si ripetono di frequente con il passare del tempo. In tal caso, vorrà dire che questa persona che conoscete è invidiosa di voi.

8 segnali per identificare l’invidia

Ecco gli 8 segnali più significativi mostrati da una persona invidiosa:

  • Vi tarpa le ali. Supponiamo che vi capiti una cosa bellissima e, pieni di speranza, la comunichiate alla persona in questione, che, però, non farà altro che evitare di riconoscerne l’importanza, addirittura svalutandolo con frasi del tipo: “Ah, bene… buff, niente di che…”. Questo succede perché il fatto di sminuire l’importanza di eventi o cose delle persone che ci circondano ci fa vedere la nostra realtà migliore di quella del nostro amico che ha appena fatto un terno al lotto.
  • Vi critica in pubblico. Uno dei tratti più significativi di una persona che prova invidia è sottovalutare o fare commenti negativi su di voi davanti ad altri. Non sapete da dove gli vengano, ma nel riceverli, vi sentite feriti nell’animo.
  • La celebrazione forzata. Raccontate a questa persona la grande notizia e questa va estremamente su di giri, arrivando a replicare le vostre espressioni di gioia, la vostra gestualità, ecc. Tuttavia, notate che il suo sorriso risulta poco naturale e forzato e, in seguito, vi rendete conto che sta fingendo. Per quale motivo? Affinché la sua invidia passi inosservata.
  • L’aiuto fantasma. Vi dice che starà sempre al vostro fianco, sia nella buona sia nella cattiva sorte. Succede, però, che, quando più ne avete bisogno, quando state per ottenere ciò che vi renderà felici, questa persona “amica” sparisce con delle scuse. Viene da domandarsi:Allora perché mi ha detto che mi avrebbe aiutato qualora ne avessi avuto bisogno?”. Nonostante ve lo abbia promesso, può darsi che non vi aiuterà. L’invidia porta con sé molta cattiveria.
  • Vi ruba il merito. Un altro classico: supponendo che vi aiuti, davanti al resto dei vostri amici se ne uscirà con un “senza di me, non ce l’avrebbe fatta”.
  • Vi scoraggiano di continuo. Un’amicizia sana gode di empatia, supporto e cura reciproca. A tal riguardo, una persona invidiosa ha sempre dei ma” o alcune frasi che vi fanno passare ogni voglia.
  • Improvvisamente sparisce dalla vostra vita. Tutto vi sta andando alla grande, sotto ogni aspetto, ma da un giorno all’altro il vostro amico o amica sparisce dalla faccia della terra, senza avvisare. Cominciate a vedervi molto meno e trova sempre delle scuse per non incontrarvi. Succede che la vostra attuale felicità gli ricorda che la sua vita è una grande frustrazione, che preferisce non cambiare in modo da non andare avanti, decidendo piuttosto di allontanarsi.
  • Critica gli altri. Quando il vostro amico, davanti a voi, critica altre persone con cui ha un legame, è sicuro che parlerà male anche di voi. Quindi domandatevi, agendo poi di conseguenza: “Perché io dovrei essere un’eccezione?”

Cosa fare se nella vostra cerchia c’è qualche vittima dell’invidia?

Il primo consiglio è quello di impiegare l’empatia. Risulta molto positivo fermarsi a riflettere su cosa abbia portato il nostro amico a provare questo sentimento tanto negativo, che gli sta arrecando un grave danno emotivo. Magari può anche darsi che con questa persona ci stiamo comportando in modo poco appropriato.

È anche bene tenere in considerazione le sue esperienze “negative” e se queste lo abbiano potuto portare ad agire così. Se sta attraversando un periodo complicato, è normale che non riceva entusiasta le nostre buone notizie.

Un’altra prova da raccomandarsi in tali circostanze è parlare con questa persona riguardo a ciò che vi causa disagio o dolore. Arrivare a capirsi è sempre la cosa migliore in un rapporto, di qualunque tipo esso sia; di gran lunga meglio che fare supposizioni, finendo per giudicare direttamente il vostro amico.

Come ultima opzione, nel caso vi trovaste sulla difensiva, è bene porre un po’ di distanza, riconsiderando tale amicizia. Può darsi che vi troviate di fronte ad un legame tossico.

La City di Londra Continua a Produrre Posti di Lavoro (a Dispetto dell’Incertezza sulla Brexit)

Scritto da: Henry Tougha
Fonte: http://vocidallestero.it/2017/04/20/la-city-di-londra-continua-a-produrre-posti-di-lavoro-a-dispetto-dellincertezza-sulla-brexit/

Sempre a dispetto di chi vorrebbe vedere la Gran Bretagna sprofondare nell’Atlantico, un articolo di Sky News commenta l’ultimo report della Morgan KcKinley, che mostra come la City – il centro finanziario di Londra – continui a creare nuovi posti di lavoro “nonostante” la decisione sulla Brexit sia già stata irrevocabilmente presa, con l’articolo 50 già invocato. A quanto pare, dunque, neppure il mondo finanziario si sta dando molta pena per l’incombente uscita della Gran Bretagna dalla UE.

di Sky News, 20 aprile 2017

Le aziende “sono stufe di cercare di interpretare il futuro che gli sta davanti” dice un analista, e un report indica una crescita dei posti di lavoro nella City [il centro economico e finanziario, NdT] di Londra.

La City di Londra continua a essere un magnete di posti di lavoro, nonostante alcune delle posizioni legate ai servizi finanziari siano state spostate verso l’Europa, suggerisce un recente report.

Il London Employment Monitor della Morgan McKinley lo scorso mese ha registrato un balzo verso l’alto a doppia cifra dei posti di lavoro vacanti nel settore finanziario.

Il numero dei posti di lavoro disponibili nel mese di marzo nel settore finanziario a Londra è cresciuto del 17 percento rispetto a febbraio e del 13 percento su base annuale, con un aumento di 8145 nuove unità.

I posti di lavoro nel settore della regolamentazione finanziaria, della tecnologia finanziaria e della gestione del rischio sono i principali responsabili di questo aumento, sostiene il report.

Hakan Enver, direttore delle operazioni per i servizi finanziari di Morgan McKinley, dice: “Le aziende sono stufe di cercare di interpretare il futuro che gli si prospetta e stanno tornando ad assumere nuovi talenti“.

Molte aziende hanno già annunciato di avere piani per spostare i loro uffici al di fuori del Regno Unito in preparazione alla sua uscita dall’Unione Europea.

Ma questi loro piani non sembrano aver causato alcun aumento della disoccupazione nella City di Londra.

Mentre Londra continua ad attrarre investitori da tutto il mondo, le istituzioni si stanno impegnando per cercare di mantenere l’accesso al mercato unico europeo e alla ricchezza degli investitori, e per mantenere la produttività economica a Londra e nei dintorni“, afferma il report.

Anziché spostarsi negli altri paesi europei, quindi, i servizi finanziari stanno cercando di mantenere le migliori posizioni in entrambi i mondi, tenendo un piede dentro la City di Londra ed espandendo le operazioni verso gli altri snodi finanziari europei“.

Ad ogni modo, il numero di persone in cerca di lavoro in questo settore è diminuito del 9 percento su base mensile, e del 25 percento su base annuale, scendendo a 9695 unità.

Enver ha detto che marzo di solito è un mese piuttosto monotono per i nuovi posti di lavoro, con la “stagione dei bonus”, cioè il primo trimestre, ancora in corso. Prevede dati ancora migliori per il mese di aprile.

 

Venti tesi sulla Strategia della Tensione

Scritto da: G.S.
Fonte: http://www.clarissa.it/editoriale_n1979/Venti-tesi-sulla-Strategia-della-Tensione

I punti di vista che vengono qui pubblicati sintetizzano i risultati di una ricerca storica oramai consolidata nel corso degli ultimi venti anni.
Tuttavia riteniamo utile proporli in modo estremamente sintetico e riassuntivo, per costituire dei riferimenti essenziali per chi è interessato ad approfondire questo tema, fondamentale per comprendere la storia italiana e molti dei fenomeni terroristici ancora in svolgimento.
Come sempre in campo storico, riteniamo che la revisione di qualunque opinione sia sempre possibile, ma consideriamo questi punti sufficientemente vicini alla verità per poter essere oggi presentati come tesi e non più come semplici ipotesi.

1. Gli eventi con cui il 25 luglio 1943 ebbe fine il fascismo italiano furono il risultato di un intervento decisivo dei poteri forti: furono quindi la manifestazione non di una volontà popolare ma di scelte strategiche della vecchia classe dirigente pre-fascista.
2. L’8 settembre ha rappresentato una catastrofe storica per l’Italia, aprendo il varco alla guerra civile ed eliminando qualsiasi riferimento condiviso all’unità italiana.
3. L’aprile del 1945 rappresenta la fine del fascismo come fenomeno storico e politico: per il numero e la qualità delle uccisioni praticate nel corso di quei mesi (oltre 40.000), non si può più parlare di neo-fascismo dopo quella data.
4. Parlare quindi di neo-fascismo è storicamente una falsificazione: esso è stato proposto come un nemico utile per ogni stagione, sia da parte del mondo comunista che di quello atlantico, per ragioni diverse ma convergenti (doppia strumentalizzazione).
5. La strategia della tensione rientra nei sistemi di provocazione e inganno (deception) utilizzati dagli anglosassoni in tempo di guerra guerreggiata e non: non è mai esistita una strategia “neofascista” di questo tipo. Chi ha pensato che essa derivi, ad esempio, dalle istruzioni per il ridotto della Valtellina dimostra di non sapere distinguere una strategia politico-militare da una ipotesi tattica.
6. Gli uomini che hanno diretto e rappresentato ai massimi livelli la strategia della tensione appartengono tutti alle aree dell’intelligence, delle operazioni speciali e di guerra psicologica degli Alleati negli ultimi anni del conflitto.
7. La penetrazione dei “neofascisti” nei gangli dello Stato è quindi un’invenzione propagandistica della quale non esistono riscontri oggettivi: al contrario, esistono numerose prove dell’utilizzazione dei cosiddetti “neofascisti” da parte degli apparati atlantici.
8. Perciò la teoria della “strage di Stato”, secondo la quale lo Stato italiano sarebbe stato infiltrato e diretto in modo occulto dagli epigoni del “neo-fascismo”, ha rappresentato una falsificazione nella falsificazione, con gravissime ripercussioni sulla possibilità di fare chiarezza.
9. L’obiettivo primario della strategia della tensione era quella di “destabilizzare per stabilizzare”, descritta per primo e in maniera tuttora insuperata da Vincenzo Vinciguerra.
10. I risultati della strategia della tensione sono stati tutti raggiunti: stabilizzazione del sistema, copertura dei veri responsabili, strumentalizzazione degli oppositori, annientamento per almeno due generazioni di forze radicali di opposizione. È la prova che non i golpe ma la conservazione del sistema era l’obiettivo di quella strategia.
11. Gli apparati italiani che si sono prestati a questa strategia non operavano in quanto “deviati” ma in quanto istituzionalmente obbligati, visto il quadro di dipendenza della classe dirigente italiana dalle strategie atlantiche e vista la limitazione della sovranità nazionale conseguente all’8 settembre 1943.
12. La mafia fa parte di questo assetto storico-politico, ed è la ragione per cui essa è stata utilizzata, in virtù della sua integrazione, a livello nazionale e internazionale, con le classi dirigenti occidentali.
13. Avendo colpito cittadini italiani innocenti ed avendo preso ordini da strutture dirette da Paesi stranieri, gli uomini che hanno collaborato a questa strategia hanno compiuto, nella logica di un Paese indipendente, quello che un tempo si chiamava alto tradimento.
14. Dalla fine degli anni Settanta, si è aggiunto al quadro complessivo l’azione dello Stato di Israele che, surrogando in gran parte il ruolo degli Stati Uniti nelle covert operations in area mediterranea, ha inserito degli elementi di novità significativi.
15. Insieme alla caduta del comunismo sovietico, questi elementi di novità permettono di spiegare talune aporie relative agli eventi quali la Strage di Bologna, gli attentati stragisti degli anni ’84, ’92 e ’93, i quali richiedono quindi specifici approfondimenti.
16. La strategia della tensione non è un fenomeno solo italiano, ma riguarda tutti i Paesi di obbedienza occidentale: lo dimostrano le reti Stay Behind diffuse in tutta Europa, le vicende della Turchia, dell’Argentina e del Giappone, solo per citare i casi più eclatanti.
17. La strategia della tensione è uno strumento che può essere applicato anche ad altri contesti e noi riteniamo che dalla fine degli anni Ottanta, e ancor prima, essa è stata utilizzata in riferimento al nuovo utile strumento-nemico, il radicalismo islamico.
18. La filosofia della strategia della tensione affonda le sue radici storiche nel modus operandi delle potenze coloniali marittime dell’Occidente.
19. Ne consegue che la strategia della tensione è storicamente comprensibile solo se inquadrata in una metodologia di analisi storica che tenga conto di queste premesse di lunga prospettiva.
20. Sottrarre un Paese alle strategie della tensione richiede quindi una conoscenza approfondita sul piano storico e tecnico-operativo: non fare i conti seriamente con queste problematiche significa contribuire a mantenere i nostri Popoli sotto un controllo indiretto che viola le regole base della democrazia e della sovranità nazionale.

 

“I veri ribelli studiano”

Scritto da: Paola Mastrocola
Fonte: http://www.nonsprecare.it/importanza-studio-cultura-giovani-paola-mastrocola

Nell’ultimo libro della scrittrice-insegnate si rovescia il paradigma. Un tempo i contestatori respingevano lo studio, adesso che siamo nell’era dell’ignoranza di massa, il vero ribelle è il giovane che studia. Con passione e con responsabilità.

L’IMPORTANZA DELLO STUDIO E DELLA CULTURA

Un tempo, per esempio durante tutti gli anni della contestazione studentesca, chi si ribellava allo status quo, chi voleva mostrare il volto del rivoluzionario, sceglieva la strada più diretta: negare la funzione dello studio alla sua radice. E magari chiedere una promozione a scuola o un voto minimo all’università, il 18, gratuito, ope legis.

LEGGI ANCHE: Serve più cultura umanistica (Fareed Zakaria)

IMPORTANZA DELLO STUDIO PER I GIOVANI –

Nell’era dell’ignoranza, e ignoranti lo siamo diventati parecchio, invece il paradigma si rovescia, e il vero, autentico ribelle, è colui o colei che studia. Con rigore, passione, responsabilità. Paola Mastrocola, scrittrice ma prima ancora insegnante liceale di lungo corso, ci racconta questo capovolgimento di fronte nel suo ultimo libro, La passione ribelle (edizioni Laterza), molto efficace nella narrazione.

IL VALORE DELLO STUDIO –

L’ignoranza, che nasce anche dal non studiare, in fondo è piuttosto celebrata dalle nuove fonti della conoscenza. La tv, il web, i social. Qui conta l’approssimazione dell’attimo fuggente, il presentismo, e conta una certa sottocultura dell’apparire che non riconosce valore all’essere. Il ribelle invece studia, si prepara e si oppone alla decadenza dell’ignoranza. Rivalutando così non solo la sua personale conoscenza, ma la stessa funzione della scuola. Laddove, questo dovrebbe essere chiaro alle nuove generazioni, senza competenza, e quindi senza conoscenza, sarà sempre più difficile trovare lavoro.

Mamme allattano sugli alberi per salvare la foresta

Fonte: http://www.salvaleforeste.it/it/deforestazione/4282-mamme-allattano-sugli-alberi-per-salvare-la-foresta.html

Una modifica alla legge ambientale polacca mette a rischio una delle ultime vaste foreste naturali d’Europa. La  “legge di Szyszko”, dal nome del ministro dell’ambiente polacco, permette ai privati di fare piazza pulita dei boschi di loro proprietà, anche in presenza di alberi centenari. La legge, entrata in vigore il primo gennaio scorso, ha già iniziato a causare una devastazione senza precedenti delle foreste polacche, anche se difficile da quantificare, dato che non è più obbligo fioriere alle autorità dei tagli.

“Prima della nuova legge, avremmo ricevuto tra i cinque ei 10 richieste al giorno,” ha riferito il titolare di una ditta di taglio al Guardian. “Ma in gennaio e febbraio le richieste di intervento sono salute a  200 al giorno.”

“Permettono che ogni albero nelle proprietà private possa essere abbattuto, anche se è vecchio 200 anni” ha detto al Guardian Joanna Mazgajska, dell’Accademia Polacca delle Scienzen. “Molti privati cittadini considerano gli alberi come un fastidio. Non riferiscono nulla e abbattono – è barbarie pura.”

A Cracovia, un gruppo di donne si sono unite e hanno iniziato ad allattare i loro neonati, per protesta, sui ceppi degli alberi abbattuti. Ovvio il richiamo al futuro che se ne va…. Il loro nome sono mamme polacche sui ceppi. “Ogni giorno, vado in giro per Cracovia con mio marito e mio figlio e trovo nuovi alberi tagliati”. spiega al Guardian Cecylia Malik, che ha fondato la campagna, che allora si è diffuso in tutto il paese. “Dall’approvazione della nuova legge, ogni giorno, un posto diverso, oramai da 50 giorni.”

Il sindaco della città di  Kielce ha perfino vietato la piantumazione di nuovi alberi perché da considerarsi “una protesta contro il governo”.

Il ministro dell’ambiente Szyszko, ha anche deciso di autorizzare il taglio di consistenti parti dell’antica foresta di Bialowieza, ultimo residuo boschivo primordiale dell’Europa. Per giustificare la decisione ha citato la Genesi, che esorterebbe gli umani a soggiogare la Terra.Il suo terzo progetto è smantellare  di monitoraggio e la protezione dell’ambiente della Polonia, come risulta da una lettera al consiglio die ministri.

Nell’Ultimo Paese che l’America ha Liberato da un “Malvagio Dittatore” Oggi si Commerciano Apertamente gli Schiavi

Scritto da: Henry Tougha
Fonte: http://vocidallestero.it/2017/04/17/nellultimo-paese-che-lamerica-ha-liberato-da-un-malvagio-dittatore-oggi-si-commerciano-apertamente-gli-schiavi/

Un articolo rilanciato da Zero Hedge ci apre una finestra sull’orrore in cui la Libia è stata gettata dal cosiddetto intervento  “umanitario”  dei paesi NATO  e dalla primavera araba. Nel paese nordafricano, privo di un controllo politico, si fa apertamente compravendita di esseri umani come schiavi, li si detiene per ottenere il riscatto e se non sono utili alla fine li si uccide. Il disordine e le atrocità che seguono la cacciata del dittatore – per quanto odioso possa essere –  dovrebbero essere tenuti ben presenti oggi che il cerchio si sta stringendo intorno alla Siria.

 

di Carey Wedler, 15 aprile 2017

È ben noto che l’intervento NATO a guida USA del 2011 in Libia, con lo scopo di rovesciare Muammar Gheddafi, ha portato ad un vuoto di potere che ha permesso a gruppi terroristici come l’ISIS di prendere piede nel paese.

Nonostante le conseguenze devastanti dell’invasione del 2011, l’Occidente è oggi lanciato sulla stessa traiettoria nei riguardi della Siria. Proprio come l’amministrazione Obama ha stroncato Gheddafi nel 2011, accusandolo di violazione dei diritti umani e insistendo che doveva essere rimosso dal potere al fine di proteggere il popolo libico, così l’amministrazione Trump sta oggi puntando il dito contro le politiche repressive di Bashar al-Assad in Siria e lanciando l’avvertimento che il suo regime è destinato a terminare presto — tutto ovviamente in nome della protezione dei civili siriani.

Ma mentre gli Stati Uniti e i loro alleati si dimostrano effettivamente incapaci di fornire una qualsiasi base legale a giustificazione dei loro recenti attacchi aerei — figurarsi poi fornire una qualsiasi evidenza concreta a dimostrazione del fatto che Assad sia effettivamente responsabile dei mortali attacchi chimici della scorsa settimana — emergono sempre più chiaramente i pericoli connessi all’invasione di un paese straniero e alla rimozione dei suoi leader politici.

Questa settimana abbiamo avuto nuove rivelazioni sugli effetti collaterali degli “interventi umanitari”: la crescita del mercato degli schiavi.

Il Guardian ha riportato che sebbene “la violenza, l’estorsione e il lavoro in schiavitù” siano stati già in passato una realtà per le persone che transitavano attraverso la Libia, recentemente il commercio degli schiavi è aumentato. Oggi la compravendita di esseri umani come schiavi viene fatta apertamente, alla luce del sole.

Gli ultimi report sul ‘mercato degli schiavi’ a cui sono sottoposti i migranti si possono aggiungere alla lunga lista di atrocità [che avvengono il Libia]” ha detto Mohammed Abdiker, capo delle operazioni di emergenza dell’International Office of Migration, un’organizzazione intergovernativa che promuove “migrazioni ordinate e più umane a beneficio di tutti“, secondo il suo stesso sito web. “La situazione è tragica. Più l’IOM si impegna in Libia, più ci rendiamo conto come questo paese sia una valle di lacrime per troppi migranti.”

Il paese nordafricano viene usato spesso come punto di uscita per i rifugiati che arrivano da altre parti del continente. Ma da quando Gheddafi è stato rovesciato nel 2011 “il paese, che è ampio e poco densamente popolato, è piombato nel caos della violenza, e i migranti, che hanno poco denaro e di solito sono privi di documenti, sono particolarmente vulnerabili“, ha spiegato il Guardian.

Un sopravvissuto del Senegal ha raccontato che stava attraversando la Libia, proveniendo dal Niger, assieme ad un gruppo di altri migranti che cercavano di scappare dai loro paesi di origine. Avevano pagato un trafficante perché li trasportasse in autobus fino alla costa, dove avrebbero corso il rischio di imbarcarsi per l’Europa. Ma anziché portarli sulla costa il trafficante li ha condotti in un’area polverosa presso la cittadina libica di Sabha. Secondo quanto riportato da Livia Manente, la funzionaria dell’IOM che intervista i sopravvissuti, “il loro autista gli ha detto all’improvviso che gli intermediari non gli avevano passato i pagamenti dovuti e ha messo i passeggeri in vendita“. La Manente ha anche dichiarato:

Molti altri migranti hanno confermato questa storia, descrivendo indipendentemente [l’uno dall’altro] i vari mercati degli schiavi e le diverse prigioni private che si trovano in tutta la Libia, aggiungendo che la OIM-Italia ha confermato di aver raccolto simili testimonianze anche dai migranti nell’Italia del sud.

Il sopravvissuto senegalese ha detto di essere stato portato in una prigione improvvisata che, come nota il Guardian, è cosa comune in Libia.

I detenuti all’interno sono costretti a lavorare senza paga, o in cambio di magre razioni di cibo, e i loro carcerieri telefonano regolarmente alle famiglie a casa chiedendo un riscatto. Il suo carceriere chiese 300.000 franchi CFA (circa 450 euro), poi lo vendette a un’altra prigione più grossa dove la richiesta di riscatto raddoppiò senza spiegazioni“.

Quando i migranti sono detenuti troppo a lungo senza che il riscatto venga pagato, vengono portati via e uccisi. “Alcuni deperiscono per la scarsità delle razioni e le condizioni igieniche miserabili, muoiono di fame o di malattie, ma il loro numero complessivo non diminuisce mai“, riporta il Guardian.

Se il numero di migranti scende perché qualcuno muore o viene riscattato, i rapitori vanno al mercato e ne comprano degli altri“, ha detto Manente.

Giuseppe Loprete, capo della missione IOM del Niger, ha confermato questi inquietanti resoconti. “È assolutamente chiaro che loro si vedono trattati come schiavi“, ha detto. Loprete ha gestito il rimpatrio di 1500 migranti nei soli primi tre mesi dell’anno, e teme che molte altre storie e incidenti del genere emergeranno man mano che altri migranti torneranno dalla Libia.

Le condizioni stanno peggiorando in Libia, penso che ci possiamo aspettare molti altri casi nei mesi a venire“, ha aggiunto.

Ora, mentre il governo degli Stati Uniti sta insistendo nell’idea che un cambio di regime in Siria sia la soluzione giusta per risolvere le molte crisi di quel paese, è sempre più evidente che la cacciata dei dittatori — per quanto detestabili possano essere — non è una soluzione efficace. Rovesciare Saddam Hussein non ha portato solo alla morte di molti civili e alla radicalizzazione della società, ma anche all’ascesa dell’ISIS.

Mentre la Libia, che un tempo era un modello di stabilità nella regione, continua a precipitare nel baratro in cui l’ha gettata “l’intervento umanitario” dell’Occidente – e gli esseri umani vengono trascinati nel nuovo mercato della schiavitù, e gli stupri e i rapimenti affliggono la popolazione – è sempre più ovvio che altre guerre non faranno altro che provocare ulteriori inimmaginabili sofferenze.