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L’ultimo viaggio dell’Ouran Medang

Scritto da: Gabriele Luzzini
Fonte:http://www.sogliaoscura.org/ultimo-viaggio-dellouran-medang-di-gabriele-luzzini/

Tra i misteri del secolo scorso meno noti e tuttora insoluti c’è sicuramente quello della nave mercantile olandese Ourang Medan il cui nome in indonesiano significa ‘Uomo di Medan’ (Medan è una delle principali isole indonesiane).
Le prime informazioni al riguardo sostengono che l’imbarcazione colò a picco dopo l’eccidio dell’equipaggio in circostanze mai chiarite.
Al termine degli anni ’40, le due navi americane Silver Star e la City of Baltimore intercettarono un S.O.S. inviato da un cargo olandese, l’Ourang Medan, mentre attraversavano lo stretto di Malacca.

 Il messaggio, angosciante e disperato nel suo contenuto, diceva: “S.O.S. da Ourang Medan… stiamo ancora galleggiando. Tutti gli ufficiali, compreso il capitano, sono morti nella sala delle mappe e sul ponte.” Dopo alcuni incomprensibili segnali morse, la conclusione: “Io muoio”. Dopodiché la trasmissione si interruppe.

L’equipaggio della Silver Star riuscì ad individuare e abbordare il mercantile e, secondo quanto dichiarato nel rapporto, trovarono ‘l’equipaggio riverso sulla schiena, i volti congelati in una smorfia caricaturale di terrore, le braccia rigidamente protese verso l’alto e nessun superstite’.
Poco dopo, l’equipaggio della Silver Star fu costretto ad evacuare dall’Ourang medang, a seguito di un incendio improvviso che fece esplodere ed affondare la sfortunata imbarcazione, portando sul fondo del mare i segreti dell’accaduto.
Tra le spiegazioni legate al folklore, quali spettri vendicativi che avevano ucciso letteralmente ‘di paura’ l’equipaggio o abomini provenienti dal mare, si è fatta largo l’ipotesi più prosaica che la nave trasportasse composti chimici o gas nervino.
Pertanto, potrebbe essere credibile che una miscelazione accidentale di tali sostanze abbiano causato la dipartita dell’intero equipaggio e che magari altri composti infiammabili abbiano di fatto scatenato l’incendio.
In alcune versioni della storia, circolata con numerose varianti, c’è un sopravvissuto, trovato da un missionario presso un atollo delle Isole Marshall, che prima di spirare parlò di un carico di acido solforico non adeguatamente stivato.
Lo studioso Bainton ipotizzò alcune operazioni di contrabbando con pericolose sostanze chimiche quale il cianuro di potassio che, se messo a contatto con l’acqua marina, avrebbe potuto produrre micidiali esalazioni. E’ possibile che a bordo ci fosse anche nitroglicerina e che l’esplosione finale dell’imbarcazione sia dovuta ad essa.
Tale idea è corroborata anche dal fatto che l’Ourang Medang non fosse registrata nei registri navali olandesi, come se volesse eludere la rigida sorveglianza su trasporti di tale natura.
O forse il fatto che non risulti nell’elenco è determinato dal fatto che il cargo non sia mai esistito e che sia solo una ‘Leggenda del Mare’.

Il mistero dell’Ufo che spaventò Mussolini e sparì in America

Scritto da: Gabriele Bertocchi
Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/mistero-dell-ufo-che-spavent-mussolini-e-spar-america-1376924.html

C’è una storia misteriosa di Ufo tenuta nascosta e sepolata dal regime fascista, guidato da Benito Mussolini.

È quella di un velivolo non identificato che si schiantò nei pressi del Lago Maggiore, in Italia.

Un avvenimento che, secondo Roberto Pinotti, fondatore e segretario del Centro ufologico nazionale, potrebbe ridefinire la storia del periodo pre-bellico e l’alleanza tra Mussolini e Hitler. L’Ufo – termine che al tempo dei fatti non era stato ancora coniato – si è schiantato al suolo il il 13 giugno 1933 al confine tra Piemonte e Lombardia, più precisamente a Vergiate, in provincia di Varese, non troppo distante dall’aeroporto di Malpensa. Tra i resti di quel velivolo, non solo rottami: vengono rinvenuti anche i corpi dei piloti.

La paura di Mussolini

L’unica traccia e testimonianza del primo caso ufologico in Italia è un dispaccio dell’agenzia Stefani, di carattere “riservatissimo”. La vicenda venne immediatemente secretata, anche se un ufficio, il Gabinetto RS/33, di cui faceva parte anche Guglielmo Marconi, continuò a occuparsi. Ora a provare a fare chiarezza è Roberto Pinotti, durante il convegno “Ufologia” ad Arona. Il professore ha spiegato che “i resti dell’Ufo, che nei disegni viene descritto come un velivolo cilindrico, con una strozzatura poco prima del fondo, con oblò sulla fiancata, da cui uscivano luci bianche e rosse, furono portati nei capannoni della Siai-Marchetti a Vergiate, dove rimasero per 12 anni. Così come i corpi dei piloti, conservati in formalina, a lungo studiati. Si sa che erano alti 1,80, avevano capelli e occhi chiari“.

Dalle fattezze dei corpi rinvenuti, Pinotti, come riportato su La Stampa, avanza la sua personalissima ipotesi, fondata sulla somiglianza tra i due alieni e i piloti tedeschi. “Il Duce credette, forse, che sarebbe stato opportuno allearsi con una potenza militare come quella della Germania nazista, capace di produrre un velivolo mai visto prima, piuttosto che averla come nemica“, afferma il segretario Centro ufologico nazionale.

I resti spediti negli States

Il mistero però negli anni è rimasto tale. Infatti, a guerra finita gli Alleati hanno preso in custodia quelle case e le hanno spedite in America. Ma il giallo non si risolve, anzi, come fa notare Pinotti si infittisce: “Stranamente le tre persone che erano a conoscenza del trasporto di quelle casse negli Usa sono morte, due in incidenti di mare, una suicida“.

Come è evidente ci sono ancora tante risposte mancanti. Ciò che è certo è che gli esperti sono concordi nel sostenere come la zona tra Lago Maggiore e Ticino è tra quelle con più segnalazioni di oggetti non identificati

 

Marte: un enorme buco scoperto al suo polo

Fonte:https://www.nibiru2012.it/marte-enorme-buco-scoperto-polo/

marte

Quali sono le origini di questo grosso buco scoperto al polo sud del pianeta rosso? Marte continua a mostrarci misteri di ogni tipo e una missione umana è sempre più indispensabile.

In un nuovo video l’utente Secureteam10 (già famoso per aver mostrato al mondo le anomalie dell’antartide ed altri misteri legati ad alieni e ufo) avrebbe individuato nella regione del polo sud di Marte un enorme pozzo, circondato da biossido di carbonio congelato. Il buco misurerebbe circa 30 metri.

Gli studiosi NASA sarebbero convinti che questa enorme fossa sarebbe stata un lago per circa 700 milioni di anni, ma non saprebbero spiegare come si sia formato. La NASA avrebbe formulato alcuni ipotesi sull’origine del pozzo, spiegando che la sua origine potrebbe essere avvenuta a causa di tubi di lava che, collassando su sè stessi, avrebbero lasciato dei fori, oppure per inondazioni avvenute tantissimo tempo fa o per il meccanismo di sublimazione. Nessuna prova, però, sarebbe certa e gli stessi scienziati non sembrerebbero essere convinti delle ipotesi formulate.

Struttura artificiale?

I teorici del complotto da molto tempo sostengono che una civiltà aliena avrebbe abitato Marte molti anni fa e avrebbero dato una loro spiegazione alle immagini della NASA. Secondo le loro teorie, quando le condizioni climatiche del pianeta non sarebbero state più favorevoli, gli abitanti sarebbero emigrati nel sottosuolo, dove ancora oggi vivrebbero. Il canale Youtube SecureTeam10, avrebbe affermato che una sua conoscenza molto vicina alla NASA, gli avrebbe rivelato che il tunnel è artificiale. Questa spiegazione concorda con le teorie dei complottisti. Inoltre nel suo video, Secureteam10 affermerebbe di aver individuato nelle foto inviate da Marte anche alcuni tunnel di vetro, che servirebbero alla civiltà aliena per spostarsi senza esporsi alle radiazioni superficiali.

I Chupas, le Luci-Vampiro

Fonte: http://www.sogliaoscura.org/i-chupas-le-luci-vampiro/

I Chupas sono oggetti misteriosi individuati di notte in alcune foreste, perlopiù nella regione brasiliana di Para. Ed è proprio lì che tra l’ottobre e dicembre 1977 si concentrarono il maggior numero di avvistamenti, che si protrassero fino alla metà dell’anno successivo.

Sono stati descritti come piccoli oggetti metallici di forma quadrata che volavano radenti lungo le cime degli alberi e che facevano un rumore simile a quello di un frigorifero o di un condizionatore.

I testimoni erano prevalentemente uomini usciti di notte per cacciare cervi (le zone interessate dal fenomeno sono piuttosto povere e perciò tale attività è una fonte primaria di sostentamento).
Tali UFO emettevano una luce bianca, particolarmente brillante e quando incontravano un essere umano erano soliti attaccarlo concentrando tale luminosità, con risultati dolorosi e invalidanti che potevano durare settimane o addirittura mesi.


Le vittime riportavano dei segni simili a punture di aghi con conseguente fuoriuscita di sangue e hanno riferito come l’area di contatto bruciasse terribilmente. Inoltre, hanno segnalato una sensazione di vertigine, intorpidimento e mal di testa.
Il termine ‘Chupas’ indica proprio l’atto di suggere, succhiare e infatti sono altresì chiamate ‘Luci-Vampiro’.
Su soggetti particolarmente debilitati l’esperienza risultò addirittura letale.
Alcuni hanno provato a sparare a questi ignoti intrusi senza sortire alcun risultato, come se godessero di una straordinaria immunità o fossero immateriali.

Il governo inviò l’esercito per cercare di risolvere il mistero, attivando l’operazione denominata ‘Saucer’. I soldati furono mandati in aree colpite per condurre interviste, esaminare le lesioni e, se possibile, osservare le evoluzioni dei Chupas. Alcuni di loro hanno assistito direttamente alle inspiegabili attività di queste entità e il risultato è stato un rapporto di 2000 pagine con 500 foto e quasi 16 ore di riprese video, ancora coperto da segreto militare.

Non è comunque da considerare un fenomeno esclusivamente brasiliano, come del resto già accennato all’inizio, con testimonianze simili raccolte addirittura nello Utah (Negli USA, decisamente più a nord).

Ma cosa potrebbero essere? Sonde aliene oppure test per qualche tipo di arma sperimentale? Negli ultimi anni sembra non siano più avvenuti incontri con questi indecifrabili congegni, come se avessero concluso le loro attività.

Nibiru: a dare la notizia, in modo mediocre e impreciso, è il The Sun

Fonte: https://www.nibiru2012.it/nibiru-notizia-the-sun/

 

L’articolo, anche in italiano, a cura di leggo.it scrive di una collisione alla fine dell’agosto di questo anno. La teoria di Nibiru (Nemesis, Planet x) non prevede che il sistema planetario/ pianeta si scontri direttamente con la Terra, il Sole o qualche altro elemento del sistema solare. Se così fosse verrebbe meno tutta la teoria del suo passaggio ciclico. La Terra in un urto diretto verrebbe frantumata completamente e servirebbero a ZERO il cover-up, i bunker, o qualsiasi altra teoria cospirazionista.

La vera Teoria di Nibiru è un’altra

Quello che viene, invece, ipotizzato nella teoria di Nibiru è che tale pianeta (o sistema planetario) passi tra Marte e Giove perturbando con la sua immensa forza gravitazionale tutti i pianeti del sistema solare interno. Da qui ci si può legare ai tre giorni di buio biblici, allo slittamento polare teorizzato da Hapgood e da Einstein o a catastrofici cambiamenti climatici.

Abbiamo già scritto diffusamente di David Meade appuntamento Ottobre 2017 , la sua teoria è basata sull’apocalisse biblica con la data del 23 settembre 2017 dove vi sarà una conformazione planetaria e stellare (con la costellazione della Vergine) che richiama appunto l’apocalisse di Giovanni e fa , secondo lo studioso, riferimento a Nibiru ed al suo ritorno.

Meade spiega che nessuno ha ancora lanciato un allarme globale perché il sistema Nibiru si approccia al sistema solare da un inclinato piano dell’eclittica ed è individuabile solamente dall’estremo sud del mondo.

Nibiru
L’articolo apparso sul Sun

Un articolo solo per far clamore

Noi di Nibiru2012 non escludiamo che la teoria del passaggio ciclico del pianeta X inneschi uno sciame di comete e provochi estinzioni di massa (anche esse cicliche nelle ere terrestri) e non escludiamo che questo evento possa ripetersi nel periodo 2017-2030. Quello che escludiamo è che la Terra e men che meno il Sole impatti direttamente con il visitatore. L’editoriale apparso oggi sul Sun e su leggo.it è frutto di un approcciarsi grossolanamente alla teoria del planet X.

L’articolo su leggo.it

L’articolo su The Sun

Black Shuck, il cane malvagio che infestò l’Inghilterra

Fonte: http://fantasmitalia.it/black-shuck-cane-malvagio-infesto-linghilterra/

Trovato scheletro di un cane lungo più di 2 metri, si tratta forse del Black Shuck ?

Un enorme cane dal lungo pelo nero, probabilmente una creatura diabolica, che si aggirava per le campagne dell’Inghilterra occidentale seminando morte e panico sul suo cammino. Si palava così nell’Inghilterra del XVI secolo, una diceria popolare, di una bestia infernale, venuta in terra per diffondere la sua maledizione tra i poveri contadini della regione. Il suo nome era Black Shuck, occhi rossi fiammeggianti e artigli affilatissimi, una vera e propria macchina di morte per l’epoca.
Ora un team di archeologi, durante una serie di scavi effettuati nell’abazia di Leiston a Suffolk, ha portato alla luce un numero elevato di ossa appartenente a diversi cani sepolti tutti insieme, ma tra essi uno risalta subito per le sue dimensioni fuori dal comune.
Gli archeologi parlano di cane la cui lunghezza raggiungeva o addirittura superava i 2 metri. La scoperta è avvenuta tra due chiese in cui si dice che il Black Shuck abbia ucciso alcuni fedeli durante un temporale scatenatosi nell’agosto dell’anno 1577. La tentazione di porre subito in collegamento il cane ritrovato e la leggenda inglese a quasi 500 anni di distanza è forte, le ipotesi di scavo inducono a ritenere che il cane possa essere vissuto proprio nel periodo in questione – poca era la terra che ricopriva i resti – ma saranno le analisi al carbonio 14 sulle ossa a verificare con più esattezza la data di morte.

La leggenda ha inizio nella chiesa della Santissima Trinità di Blythburgh, quando un tuono inconsueto si schiantò sulle porte della chiesa facendo saltare i cardini: subito al suo interno imperversò una grossa bestia nera che cominciò a fare strage dei fedeli chiusi al suo interno, senza risparmio per nessuno dei presenti, nemmeno per i bambini. Alcune tracce di bruciato presenti ancora sulle pareti della chiesa sono ritenute essere le impronte degli artigli del Black Shuck. Poco dopo quel tempo un fatto strano si verificò nella chiesa di St Mary, nella vicina cittadina di Bungay, dove due uomini furono brutalmente uccisi: uno di essi venne ritrovato come raggrinzito mentre stava pregando.
In un pamphlet risalente al 1577, A Sraunge and the Terrible Wunder, il reverendo Abraham Fleming scriveva che la bestia di Satana era giunta a seminare morte e terrore.
Siamo davvero in presenza di uno di quei casi rarissimi in cui il dato archeologico riesce a dare conferma ad una leggenda popolare, o forse dobbiamo, molto più umilmente, considerare di trovarci dinnanzi ai resti di uno splendido cane da caccia appartenuto ad un abate vissuto tra il XVI ed il XVII secolo?
Come spiegare altrimenti il seppellimento di più cani nello stesso luogo?

I misteri della Ghiandola Pineale

Scritto da: Gabriele Luzzini
Fonte:http://www.sogliaoscura.org/i-misteri-della-ghiandola-pineale-di-gabriele-luzzini/

 

 

 

 

 

La Ghiandola Pineale oppure Epifisi è una ghiandola endocrina che è presente nel cervello dei vertebrati e ci sono diverse informazioni che la riguardano, sia di natura scientifica che di natura mitica.

Innanzitutto, la Ghiandola Pineale è fondamentale per la salute fisica e mentale e il suo benessere è legato alla memoria, alla creatività, all’intuizione e alle capacità di pensiero critico. È anche sensibile alla luce e svolge un ruolo importante nei cicli di sonno e di veglia. Quando la luce colpisce la retina, percorre il sistema nervoso e penetra nella ghiandola. Quando la luce si spegne, viene inviato un segnale all’Epifisi per iniziare a secernere la melatonina, attivando lo stato di sonno.
La Ghiandola Pineale si forma all’interno dell’embrione umano dopo 49 giorni, che è lo stesso tempo in cui i tibetani credono occorra a un’anima per reincarnarsi. Oltre ad essere la stessa quantità di giorni necessari all’embrione umano per diventare maschile o femminile. Nell’antico sistema di energia vedica dei chakra, tale ghiandola è chiamata chakra ‘Ajna’ o ‘Terzo Occhio’.
Studi moderni rivelano che l’interno acquoso della ghiandola contiene bacchette e coni – proprio come quelli che si trovano nella retina. Perciò, ha quindi una struttura notevolmente simile ai due occhi fisici.
Gli studi effettuati hanno dimostrato che l’Epifisi secerne una sostanza chiamata Dimethyltriptamine (DMT), che è presente come principio allucinatorio nella birra sciamanica sudamericana chiamata Ayahuasca. Non è da sottovalutare che la DMT provoca esperienze che possano portare al di là di stati comuni di consapevolezza.
Questo è forse il motivo per cui la Ghiandola Pineale è conosciuta in molte culture come la ‘Sede dell’Anima’, la ‘Porta all’Universo’, un vero e proprio occhio della mente e un ingresso verso i Reami più alti (come sostiene la letteratura al riguardo, ‘Doorway to Higher Realms’ – altre dimensioni).

Enigmi alieni: convegno di Bacoli

Sctitto da: https://www.nibiru2012.it/enigmi-alieni-convegno-bacoli/

La redazione di Nibiru 2012, da anni interessata al tema degli enigmi alieni, consiglia un appuntamento che si terrà sabato prossimo (29/04/2017) a Bacoli.

Enigmi Alieni
La locandina dell’evento

Parteciperanno:
Ing. Ennio Piccaluga
Dott. Angelo Carannante
Dott. Berardino Ferrara
Moderatrice prof.ssa Anna Manfredi

Il dr. Angelo Carannante, Presidente del C.UFO.M. Centro Ufologico del Mediterraneo, mostrerà con ampia  documentazione fotografica tutti i particolari delle sue recentissime scoperte riguardante il pianeta Marte che è tutt’ora oggetto di studio e di grandi controversie tra la scienza ufficiale e quella cosiddetta “di confine”. Si tratta di una struttura antropomorfa detta “il Gladiatore” incredibilmente ricca  di particolari ed osservata nelle foto ufficiali delle Agenzie Spaziali, proprio nei pressi dell’ altra enorme struttura scoperta nel 1976 e denominata “Face” di Cydonia. Un argomento in cui pochissimi esperti si sono addentrati a tutt’ oggi, ma di cui certamente si discuterà moltissimo in futuro.

 

L’ing. Ennio Piccaluga, prestigioso ricercatore è l’ autore di Ossimoro Marte pubblicato nel 2006. Il libro è diventato un best-seller, cosa inusuale nel settore dei saggi scientifici-ufologici, raccogliendo critiche entusiaste e un’infinità di recensioni positive. Contiene decine di incredibili e inediti particolari fotografici in cui si vedono delle strutture artificiali create da una misteriosa civiltà forse persa nella notte dei tempi tanto che sembra inverosimile che siano sfuggiti agli esperti degli enti spaziali e a tutti gli studiosi che si occupano di questo argomento. E’ giornalista pubblicista e ha diretto la rivista Area di Confine, Ediz. Acacia, sugli UFO e materie connesse. Il suo intervento illustrerà le sue scoperte di i anomalie su Marte e nel nostro Sistema Solare contenute nel suo ultimo libro “Ritorno su Lahmu“, con richiami ad alcune tra le più antiche civiltà tra cui gli Egizi e i Sumeri, ma anche a Nibiru o Pianeta X e agli Anunnaki, suoi ipotetici abitanti. Nel corso dell’ intervento l’ ing. Piccaluga rivelerà particolari inediti riguardanti la presenza di acqua su Encelado e gli indizi di vita intelligente su, uno dei satelliti di Saturno.
In sala saranno disponibili copie di Ritorno su Lahmu, che mostra una straordinaria realtà del Pianeta Rosso: sfere sospese, animali, cupole, sospette città e tanto altro da lasciare sbalorditi anche i più disincantati.  Iwona Szymanska, Angelo Carannante ed Ennio Piccaluga sono reduci dalla partecipazione alla nota trasmissione di Rai2 “Nemo”.
Il dott. Berardino Ferrara ,grande esperto in astronomia e ufologia, relazionerà sulla possibilità del contatto con gli alieni, viste le immense distanze che ci separano dai corpi celesti. Sarà mai possibile un contatto con gli alieni, ammesso che non siano già qui? Il dott. Ferrara da diverso tempo partecipa, come relatore, ai convegni C.UFO.M. ed oramai può considerarsi, a buon diritto, un punto di riferimento del panorama ufologico italiano.

Ospite d’eccezione Iwona Szymanska, dotata di particolari capacità che le permettono di mettersi in contatto telepatico, filmare e fotografare gli ufo. Racconterà e dettaglierà con immagini le sue vicende con misteriosi esseri di altri mondi.
Moderatrice del Convegno sarà la prof.ssa Anna Manfredi .
Dal 1990 ha fondato il G.R.E.N., un Gruppo di Studi e Ricerche che indaga sui misteri della storia, dell’archeologia, dell’arte e della scienza, comparando la visione occidentale con quella orientale.

Perchè in Antartide c’è una struttura sepolta lunga 22 chilometri? Tracce dello Stargate di Oswald?

Fonte: http://www.ilnavigatorecurioso.it/2017/01/05/perche-in-antartide-ce-una-struttura-sepolta-lunga-22-chilometri-tracce-dello-stargate-di-oswald/2/

Google Earth continua a regalare enigmi e stranezze agli appassionati di misteri. Una nuova scoperta mostrerebbe una struttura lunga più di 22 chilometri sotto i ghiacci dell’Antartide.

Una misteriosa struttura lunga più di 22 chilometri sarebbe sepolta sotto i ghiacci dell’Antartico.

A scoprirla è stato lo youtuber wowforreeel il software satellitare Google Earth, lasciando gli utenti di internet alquanto sconcertati.

La scoperta si riferisce ad un rettangolo bianco che si staglia sulla distesa ghiacciata del continente sterile, facendo pensare ad una sorta di stazione di ricerca segreta umana o extraterrestre.

Come spiega lo stesso wowforreeel nel suo video, l’immagine è facilemente osservabile su Google Earth alle coordinate -70.177653, 87.824707.

Secondo la sua stima, il rettangolo raggiunge dimensioni considerevoli: 23 chilometri per 7 chilometri.

«L’antartide è pieno di stranezze», scrive lo youtuber. «Ho cercato qualcosa di simile per tutta l’estensione del continente, ma non sono riusciuto a trovare nulla di simile».

A suo avviso, da alcuni segni palesemente visibili, l’immagine sarebbe stata fotoritoccata nel tentativo di nascondere qualcosa. «Potrebbe essere una stazione di ricerca segreta, oppure qualcuno sta nascondendo un gigantesco UFO sepolto ghiaccio», continua wowforreeel.

Il video ha raggiunto più di 3 milioni di visualizzazioni, con la continua aggiunta da parte degli utenti che si chiedono di cosa possa trattarsi.

Lo straordinario caso di Lily Oswald

L’enigmatica immagine scovata su Google Earth fa tornare alla mente un misterioso caso di rapimento alieno avvenuto in Brasile nel 1979.

Il 15 ottobre, la nota pianista Luli Oswald e la sua amica Fauze Mehlen stavano percorrendo di notte una strada costiera a 50 chilometri da Rio de Janeiro. Improvvisamente, a qualche centinaia di metri dalla riva, le due videro alcuni velivoli emergere dall’acqua

Luli e la sua amica raccontarono di aver visto un ufo nero, più scuro del cielo, sormontato da una sorta di cupola e largo più di trecento metri. Due velivoli più piccoli cominciarono ad inseguire l’automobile: Luli e la sua amica sono in preda al panico.

Misteriosamente, un istante dopo, le due donne si ritrovano a percorrere la strada a bordo dell’automobile in tutta normalità, a parte un dettaglio: erano passate tre ore. Secondo gli ufologi, si tratta di un classico caso di rapimento alieno con tempo mancante (missing time).

Gli investigatori scoprirono ben presto che altri incontri ravvicinati erano stati denunciati sullo stesso tratto di strada.

Tuttavia, l’incubo di Luli comincia quando la donna si sottopone ad una serie di sedute di ipnosi regressiva. Desiderosa di risposte, Luli si affida al noto ipnotista Silvio Lago.

Sotto ipnosi, la Oswald disse di vedere due ufo sopra la sua macchina e che si sentiva molto male. Secondo il suo racconto, la vettura fu portata a bordo di un ufo nero.

Luli ricorda questi strani alieni “grigio topo” e gli esami ai quali la sottoposero. Luli disse di ricordare anche la sua amica Fauze sistesa su un lettino priva di sensi, mentre un alieno la scandagliava con un misterioso fascio di luce che puzzava di zolfo.

La cosa più strana, e per certi aspetti più inquietante di questo caso di rapimento alieno, è che Luli Oswald ha detto di aver parlato con uno degli alieni, il quale avrebbe indicato l’Antartide come loro punto di provenienza.

Secondo l’alieno, ci sarebbe un sistema di tunnel che collega diversi punti degli oceani terrestri con il Polo Sud, dove ci sarebbe un portale, una sorta di Stargate. Questo spiegherebbe il motivo per cui gli ufo, in molti avvistamenti emergono o scompaiono negli specchi d’acqua.

L’immagine scoperta da wowforreel alimenta le suggestioni aperte dal caso Oswald, facendo pensare ad una sorta di cover-up su quello che realmente succede in Antartide.

Si discute molto su un sistema di tunnel alieni sotterranei che percorrerebbe tutto il pianeta. Secondo alcuni, questo potrebbe significare che gli alieni vivono in basi sotterranei, oppure che, molto probabilmente, utilizzano le parti più profonde degli oceani, lì dove l’uomo non è stato ancora in grado di arrivare.

La Carta di Piri Reis

Fonte: https://tanogabo.com/la-carta-di-piri-reis/

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La strana storia della carta è cominciata nel 1929 a Istanbul, che allora si chiamava Costantinopoli, quando venne ritrovata tracciata su pergamena.
Nel 1520 l’ammiraglio turco Muhiddin Piri Reis (1470-1554) compilava l’atlante Bahriyye, destinato ai navigatori. Le carte nautiche di questo atlante, corredate da note esplicative e redatte su pelle di capriolo, furono più tardi scoperte dallo studioso Halil Edhem, direttore dei musei nazionali, il 9 novembre del 1929 nel palazzo di Topkapi, ad Instanbul.
Grazie alle sue attente ricerche, Edhem trovò citata l’origine delle carte che componevano l’atlante Bahriyye negli stessi scritti lasciati dall’ammiraglio Piri Reis: ebbene, narra questi che nel 1501, durante una battaglia navale contro gli spagnoli, un ufficiale turco di nome Kemal catturò un prigioniero che disse di aver preso parte ai tre storici viaggi di Cristoforo Colombo, e che possedeva una serie di carte nautiche davvero eccezionali. Sarebbe stato proprio grazie all’aiuto di quelle carte nautiche così precise che il grande navigatore genovese individuò la meta finale del suo viaggio.
La carta era datata nel mese di Nuharrem nell’anno 919 dopo il profeta: nel 1513 dell’era cristiana. La carta era firmata da Piri Ibn Haji Memmed, nome completo dell’Ammiraglio Piri Reis.
Questa carta attirò l’attenzione di un primo ricercatore americano, Arlington Mallery. Egli dimostrò, per mezzo di calcoli, confermati da successivi controlli, che la carta aveva richiesto conoscenze molto progredite di trigonometria sferica, che risaliva ad un’epoca antichissima, un’epoca in cui il ghiaccio dell’Antartico non ricopriva ancora la zona della Terra Regina Maud (Antartide).
Sulla carta in questione si trovano rappresentati in particolare il Rio delle Amazzoni, il Golfo del Venezuela, l’America meridionale, da Baya Blanca al Capo Horn, ed infine, come abbiamo detto l’Antartide, informazioni che nessuno poteva possedere a quei tempi.
Il Prof.Charles H.Hapgood del Keene State College, New Hampshire, Stati Uniti assegnò alla carta di Piri Reis ed ad altre carte analoghe il nome di “carte degli antichi re del mare“.

Nella Vita dell’Ammiraglio Cristoforo Colombo, scritta da suo figlio Ferdinando si legge che ” (Colombo) Raccoglieva accuratamente tutte le indicazioni che marinai o altri potevano fornirgli. E le seppe sfruttare così bene, che in lui maturò l’incrollabile convinzione di poter scoprire nuove terre a ovest delle isole Canarie”. Inoltre, la distanza tra l’America del Sud e l’Africa vi è indicata con precisione sorprendente.
Il bottino rappresentato dalle misteriose carte disegnate da Colombo finì nelle mani di Piri Reis il quale, sulla base delle voci che correvano a quei tempi, racconta nei suoi scritti che “Cristoforo Colombo, nel corso delle sue ricerche, trovò un libro risalente all’epoca di Alessandro Magno e ne rimase così impressionato che, dopo averlo letto, partì alla scoperta delle Antille con le navi ottenute dal governo spagnolo“. Qualcuno ha tracciato questa carta in un passato molto remoto, ed a noi sono pervenute delle copie come la Piri Reis o come quella di Oriontio Fineo, del 1531. Su quest’ultima, le dimensioni del continente antartico corrispondono perfettamente a quelle riportate nelle più precise carte moderne. Segnaliamo, infine, che un’altra carta turca del 1559, quella attribuita a Hadjj Ahmed, ci mostra a sua volta una terra sconosciuta che, forma un ponte tra la Siberia e l’Alaska attraverso lo stretto di Bering. Questo passaggio terrestre svelerebbe molti misteri sulle migrazioni del Paleolitico; ma essendo scomparso certamente quasi 30.000 anni fa non si riesce a capire in che modo una civiltà terrestre, conosciuta o ignota, avesse potuto sapere della sua esistenza.