UK, guerra alla plastica monouso. Tassa in vista

Scritto da: Corrado Fontana
Fonte:http://www.valori.it/ambiente/uk-guerra-alla-plastica-monouso-tassa-in-vista-19889.html

Piccoli scandali al Parlamento di Sua Maesta britannica dopo che è stato reso noto un consumo di 1400 bicchieri di plastica usa e getta al giorno nelle stanze del dipartimento per l’Ambiente (Environment Department  o Defra). Da qui alla spinta per il varo di una tassa su certi consumi è stato breve.

A lasciare impressionata l’opinione pubblica, del resto, sarebbero stati sia gli oltre 2,5 i milioni di bicchieri usa e getta acquistati per l’uso nel dipartimento negli ultimi cinque anni (quasi 1400 al giorno, appunto) che i quasi 3,9 milioni di tazze monouso del catering della Camera dei Comuni dal 2013. Un andazzo che al Defra prosegue, peraltro, visti i  516 mila bicchierini comprati solo nell’ultimo anno dagli addetti alla ristorazione e ai suoi servizi, mentre ai Comuni si è tentato di porre qualche argine introducendo tazze riutilizzabili: 500 quelle acquista nel 2013, di cui 440 vendute al personale e ai parlamentari, ma solo quattro dal 2015.

Questi dati hanno guadagnato l’interesse generale grazie alla crescente pressione degli ambientalisti britannici ad affrontare il tema dei rifiuti “usa e getta” per un ritorno a sistemi di recupero e riutilizzo dei vuoti, che contribuirebbe a ridurre il quantitativo di plastica disperso negli oceani. Gli stessi dati, precisa «The Telegraph» online, hanno offerto la sponda ad una richiesta dei liberaldemocratici di includere nella prossima legge di bilancio una tassa sulle tazzine monouso per il caffè, che non sarebbero facilmente riciclate.

Una richiesta che si fa forte del successo recente dell’introduzione di 5 pences di tassa sui sacchetti di  plastica, che ha determinato una caduta del loro impiego dell’85% .

Stop al diesel, arrivano i treni a idrogeno: un futuro migliore parte dalla Germania

Scritto da: Andrea Centini
Fonte: https://scienze.fanpage.it/stop-al-diesel-arrivano-i-treni-a-idrogeno-un-futuro-migliore-parte-dalla-germania/

A partire dal 2021 il trasporto pubblico della Bassa Sassonia, in Germania, sarà impreziosito da 14 treni alimentati a idrogeno. I Coradia iLint emettono solo vapore e acqua di condensa: sostituiranno i vecchi, rumorosi e inquinanti convogli diesel.
In Germania i pendolari viaggeranno su futuristici treni a idrogeno, che sostituiranno gli inquinanti e rumorosi convogli diesel. Per il trasporto pubblico tedesco si tratta di una vera e propria rivoluzione verde, considerando che questi treni emettono soltanto vapore e acqua di condensa. A suggellare questo cambio di rotta radicale un accordo firmato da vari enti e società per la consegna e la messa in funzione di 14 treni a idrogeno, gli azzurri Coradia iLint, che opereranno tra varie città della Bassa Sassonia a partire dal 2021. Tra i firmatari dell’accordo, oltre alle autorità competenti dello stato federato (Bundeslander) teutonico, il Gruppo Linde e la Alstom, un colosso industriale francese che opera nella costruzione di treni e infrastrutture ferroviarie.

Il primo treno a idrogeno effettuerà i viaggi sperimentali di test e collaudo a partire dalla primavera del 2018, e sarà affiancato da un secondo convoglio nel giro di pochi mesi. Per l’operatività definitiva sarà invece necessario attendere la fine del 2021, quando tutti i mezzi saranno assorbiti nei flussi quotidiani delle tratte regionali. I Coradia iLint rappresentano una sorta di evoluzione ecologica dei tradizionali Coradia Lint, in particolar modo del modello 54, uno dei convogli più venduti. La “i” posta innanzi al nome sta proprio a indicare l’idrogeno, o meglio, la cella a combustione che permetterà la futuristica trazione del treno.

Oltre a essere a impatto zero dal punto di vista delle emissioni e sensibilmente meno rumorosi dei treni con motore diesel, i Coradia iLint offrono prestazioni di tutto rispetto: la velocità massima di 140 chilometri orari, posti per 300 passeggeri e un’autonomia stimata attorno ai mille chilometri permetterà infatti di sostituire i vecchi mezzi senza alcun effetto negativo su orari o lunghezza delle tratte regionali. Tra le città servite vi saranno Buxtehude, Bremerhaven, Bremervörde e altre. Ma quello della Bassa Sassonia è soltanto l’esordio, dato che altri Land (Renania Settentrionale-Vestfalia, Assia e Baden-Württemberg) sono interessati all’acquisto dei mezzi.

Alstom fornirà i convogli, mentre l’infrastruttura necessaria per la ricarica sarà realizzata dal Gruppo Linde. L’accordo siglato dalla società francese con le autorità del trasporto locale tedesco, l’Ingv, prevede anche una manutenzione trentennale dei treni. Secondo gli esperti i Coradia iLint sono anche più sicuri dei mezzi con motori pieni di diesel, a parità di condizioni di pericolo. Insomma, i vantaggi sono molteplici e la speranza è che presto potremo vedere correre questi affascinanti mezzi anche sulle rotaie italiane.

 

Carlo Dossi

Fonte: http://biografieonline.it/biografia-carlo-dossi

Carlo Dossi

Carlo Alberto Pisani Dossi nasce a Zenevredo, in provincia di Pavia, il 27 marzo 1849. Erede di una famiglia di proprietari terrieri, si trasferisce a Milano nel 1861. Carlo Dossi è molto giovane quando partecipa al movimento della Scapigliatura milanese: scrive articoli sui periodici locali e realizza varie opere.

Collabora per le testate Cronaca bizantina, il Capitan Fracassa, il Guerrin Meschino, La Riforma e La Riforma illustrata. Ma tanto il suo talento è precoce, quanto la sua carriera di scrittore breve: La Riforma presta molta attenzione all’azione politica dello statista Francesco Crispi, grazie al quale Dossi intraprende la carriera diplomatica accantonando l’attività letteraria.

Legato quindi politicamante a Francesco Crispi (presidente del Consiglio dei ministri nei periodi 1887-1891 e 1893-1896) Dossi diviene presto, nel 1870, Console a Bogotá. Sarà poi segretario particolare di Crispi nel 1887, ministro plenipotenziario ad Atene, dove si innamora dell’archeologia, e negli ultimi anni di vita Governatore dell’Eritrea (a cui sembra lo stesso Dossi abbia dato il nome).

Dopo la caduta del governo Crispi (1896) abbandona nel 1901 la carriera diplomatica per ritirarsi con la moglie e i tre figli nella sua villa di Corbetta, ereditata dal commendatore Francesco Mussi, zio della moglie. Qui Carlo Dossi può coltivare la propria passione per l’archeologia, passione che in seguito il figlio Franco Dossi continuerà in forma di collezionismo. Carlo Dossi mette insieme numerosi reperti recuperati ad Atene e Roma, vario materiale risalente ad epoca precolombiana, e numerosi oggetti trovati in scavi eseguiti in Lombardia nelle zone di Corbetta, Albairate, Santo Stefano Ticino, Sedriano e lungo le sponde del Ticino. Progetta quindi il Museo Pisani Dossi che situa nella sua casa di Corbetta e dispone che una serie di reperti vengano inviati dopo la sua morte al museo archeologico del Castello Sforzesco di Milano.

Dal 1902 al 1910 Dossi entra a far parte del Consiglio Comunale di Corbetta.

Profonda e significativa è la sua amicizia con Tranquillo Cremona, artista che per lui dipingerà un ritratto conservato oggi nella villa di Corbetta; lo stesso Dossi avrà modo di affermare che da Cremona avrebbe imparato l’arte dello scrivere.

Anomalo ed estraneo ad ogni corrente, del Dossi scrittore è da ricordare la sua predisposizione per i giochi sintattici e lessicali, sottolineati da bruschi cambiamenti di genere che vanno dall’aulico al popolaresco, mediante l’utilizzo di rimescolamenti di vocaboli latini e lombardi, tecnici e gergali.

Carlo Dossi muore a Cardina, vicino Como, il 19 novembre 1910.

Opere:

– L’altrieri (1868)

– Vita di Alberto Pisani (1870)

– Ona famiglia de cialapponi (1873, con Gigi Pirelli)

– La colonia felice (1878)

– Gocce d’inchiostro (1880)

– Ritratti umani, dal calamajo di un medico (1874)

– Ritratti umani – Campionario (1885)

– Desinenza in A (1878 e 1884)

– Amori (1887)

– Fricassea critica di arte, storia e letteratura, 1906)

– Rovaniana (1944, postumo e incompiuto)

– Note azzurre (1964, postumo, pubblicato solo parzialmente nel 1912)

Estonia: quella bioraffineria è una minaccia

Fonte: http://www.salvaleforeste.it/it/deforestazione/4333-estonia-quella-bioraffineria-%C3%A8-una-minaccia.html

Un gruppo di associazioni ambientaliste estoni e la rete Environmental Paper Network hanno inviato una lettera all’azienda estone Est-For, riguardo il progetto di una gigantesca cartiera (ma la chiamano “bioraffineria” nel piccolo paese baltico. Se costruita, la biorefinery Est-For produrrà una produzione annua di 700.000 tonnellate di pasta e consuma da 2,5 a 4 milioni di metri cubi di legno all’anno per molti decenni.

Gli ambientalisti mettono in guardia i possibili investitori su un progetto che considerano asini controverso.

• L’impianto sorgerà sul fiume Emajõgi, minacciandone la qualità delle acque e l’intero turismo della regione.

• La cartiera richiederà 3-4 milioni di legname, una quantità che si aggira attorno a un quarto dell’intera produzione del paese: da dove verranno prelevate le fibre aggiuntive? Un ulteriore intensificazione delle sfruttamento delle foreste estoni rischia di danneggiare e ridurre gli stock di carbonio.
• Non è chiaro su quali criteri sarà basata la valutazione dell’impatto ambientale (VIA).
• C’è inoltre il rischio che la normativa ambientali che protegge le foreste sarà indebolita per consentire il rifornimento della cartiera.

BANKITALIA CONSOB: SCARICABARILE!

Fonte: http://icebergfinanza.finanza.com/2017/11/10/bankitalia-consob-scaricabarile/

Ieri all’improvviso in piena campagna elettorale, i finti tonti della politica italiana si sono all’improvviso svegliati, si sono accorti che Bankitalia e Consob, le quali si accusano a vicenda,  non hanno vigilato, non solo, hanno assecondato le dinamiche predatorie nei confronti dei risparmi degli italiani da parte di un manipolo di pericolosi e avidi banchieri, un gruppetto di psicopatici che andrebbe messo in galera, insieme a chi doveva vigilare e amministrare, consigli di amministrazione compresi, gente che dovrebbe essere espulsa dalla società civile.

C’è poi chi si dimostra preoccupato per le conseguenze della verità, della giustizia, come se toccare alcuni personaggio, metterli davanti alle loro evidenti responsabilità dovesse far crollare il mondo. Poi ci sono alcuni inutili idioti della carta stampata, che assecondano editori conniventi con la finanza e la politica, che amplificano ad arte quella o quell’altra notizia.

Non vi piacciono le espressioni forti? Signori, siamo in guerra, o eliminiamo in fretta dalla società civile, determinati personaggi o i nostri figlie e nipoti si troveranno ad essere schiavi di un sistema criminale, basato esclusivamente sul profitto e sulla manipolazione sistematica.

Il timore che l’onda arrivi a Francoforte. Il Quirinale preoccupato che Draghi possa essere tirato in ballo per l’operazione MPS-Antonveneta.

Aleggia una certa inquietudine, ai massimi vertici istituzionali, perché la vicenda sta andando proprio nella direzione che Sergio Mattarella ha sempre giudicato dannosa per la credibilità complessiva del paese. La commissione d’inchiesta sulle banche è diventata, al tempo stesso, il set perfetto di una campagna elettorale distruttiva e il luogo di processo sommario alle istituzioni di vigilanza, in un confuso rimpallo di responsabilità: Consob contro Bankitalia, Bankitalia contro Consob. E soprattutto l’ennesima irritualità, sul tema banche, come ai tempi della mozione parlamentare del Pd su Visco.(…)

Ora il timore al Quirinale è che questo sia solo l’inizio. E che, in un imprevedibile crescendo, possa essere tirato in ballo, in modo scomposto e confuso, il nome dell’attuale presidente della Bce Mario Draghi.

Ieri la signorina Nouy ha detto al Parlamento europeo di non impicciarsi, comandano loro, ha regalato qualche zuccherino, forse posticiperanno il termine per mettersi in regola sugli NPL, questi si svegliano sempre quando ormai il cadavere è stato sepolto, Padoan compreso, il quale ha detto che nell’ultimo consiglio europeo, nessuno lo ha appoggiato contro la BCE sui crediti deteriorati, e ti credo il 40 % a livello europeo sono nostri, un regalino di Mario Draghi e Angela Merkel che hanno assecondato , l’attacco speculativo al nostro Paese nel 2011, imponendoci deflazione salariale e austerità, ma si sa sono cosuccie difficili da comprendere

L’intervento della reponsabile della vigilanza Bce dopo che ieri il servizio giuridico dell’Europarlmento aveva messo i paletti all’iniziativa sui nuovi criteri per i crediti deteriorati: “È nei poteri della Bce”. Ma apre a uno slittamento: “Forse il 1 gennaio 2018 non è un buon momento per iniziare”

Npl, Nouy replica al Parlamento: “Regole sono nostra competenza”

Banche, nuovo scaricabarile tra Consob e Bankitalia. Ma per Casini, l’ uomo giusto per depotenziare la commissione di inchiesta, non serve il confronto diretto, non bisogna fare rumore, per lui è tutto chiaro .

Ma andiamo oltre il nostro povero Paese, i furbi imperversano ovunque, i fessi sono all’ordine del giorno.

Chi ci segue da tempo sa cosa pensiamo della banca voragine tedesca con la banca intorno, dead bank walking, una banca per anni amministrata da autentici criminali, gente avida ed ignorante come buona parte di chi lavora nella finanza predatrice, perfetti psicopatici creati nei laboratori, che hanno istigato per anni dei veri e propri robot umani, atti a delinquere, frodare e manipolare quotidianamente.

I BARI DI DEUTSCHE BANK!

Deutsche Bank, Der Spiegel ne decreta la fine in una lunga inchiesta

Ovvio, non tutti hanno partecipato a questa associazione a delinquere, ma la maggior parte ha fatto finta di nulla assecondando le dinamiche predatorie.

Ripeto, non uno solo di questi delinquenti che hanno imperversato ovunque, non solo nella banca tedesca sono in galera, tutti in circolazione a piede libero, imbottiti di cocaina e denaro rubato ai risparmiatori e all’economia reale.

CRISI FINANZIARIA: PSICOPATICI IN AZIONE! 

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Ma va bene così, ci meritiamo anche questi psicopatici, perché sono la fotocopia della nostra attuale società, frodano, manipolano, comprano uomini e donne, con la promessa del potere, denaro e carriere, un gruppo di inutili idioti che nulla non produce nulla di interessante e utile per la società, anzi contribuisce alla sua destabilizzazione.

Ne abbiamo parlato per anni, ma non interessa a nessuno, apatia e tolleranza sono le ultime virtù di una società morente.

In Italia, stanno facendo la commissione di inchiesta sulla crisi bancaria, l’ennesima bolla di sapone, perché l’intreccio e la connivenza tra editoria, politica e banchieri è da sempre il cancro che sta lentamente distruggendo il Paese.

Noi ci fermiamo qui, avremo tempo e modo nei prossimi anni di riassumere il tutto in un paio di libri, nel frattempo notiamo che…

Robot al posto dei bancari: Deutsche Bank prepara una maxi sforbiciata…

“La verità è che non avremo più bisogno di tutte queste persone”, aveva detto, riferendosi ai 90mila impiegati. “Nelle nostre banche abbiamo persone che si comportano come robot, che fanno cose meccaniche. Domani avremo robot che si comporteranno come esseri umani”. In quell’occasione aveva invitato i colleghi ad “abbracciare la rivoluzione” e a rendersi conto che molti lavorano “come abbecedari” e possono dunque essere rimpiazzati.

In certi casi potrebbe avere ragione, il signorino che amministra la voragine con la banca intorno, io invece suggerirei di rimpiazzare tutto il management di buona parte della finanza mondiale, con dei robot, gente inutile, psicopatica, che ha portato il mondo al disastro, con la complicità delle banche centrali e della vigilanza in genere, gente che ora si tira fuori che addirittura si arroga il merito di aver salvato il mondo, inondando di liquidità l’economia.

Ma tu pensa, davvero c’è ancora qualche ingenuo o fesso che crede che ne usciremo in fretta da questa autentica ATOMICA DEFLATTIVA, una combinazione di DEBITO ai massimi livelli storici, declino demografico e ora dopo la tecnologia anche la robotizzazione.

No signori, siamo come le rane in pentola, ci stiamo, ci stanno cucinando a fuoco lento, senza accorgercene, non c’è alternativa al progresso, eliminate valori e tradizioni, non servono a nulla, eliminate tutto ciò che è naturale, non serve più far parte di un sesso o dell’altro, non serve scriverlo sulla carta di identità, addirittura serve una Corte costituzionale di idioti che suggerisca …

La Corte costituzionale tedesca chiede di legalizzare il “terzo sesso”

C’è un’aria mistica li fuori, un manipolo di esaltati che quotidianamente piazza droga e spazzatura in mezzo ai portafogli di ignari ed avidi risparmiatori, furbi e fessi ovunque, come ai bei tempi, prima dell’inizio della Grande Recessione nel 2007, quando nessuno o quasi badava a quello che raccontavamo quotidianamente.

Dite che ci vuole coraggio per scrivere queste cose? No, non ci vuole coraggio per raccontare la VERITA’, la REALTA’, ma solo passione e tenacia, amore per la verità, figlia del tempo. Auguri Ragazzi, ne abbiamo davvero bisogno, la storia farà GIUSTIZIA!

 

GIALLO MONTE DEI PASCHI DI SIENA / UNA LUNGA SCIA DI MORTI & SUICIDI ALTAMENTE SOSPETTI

Scritto da: Andrea Cinquegrani
Fonte:http://www.lavocedellevoci.it/2017/11/09/giallo-monte-dei-paschi-di-siena-una-lunga-scia-di-morti-suicidi-altamente-sospetti/

Una lunga scia di morti misteriose, una serie di gialli senza risposta, ma un filo che corre lungo tutte le storie: in un modo o nell’altro le vittime hanno avuto a che fare con le vicende bollenti che ruotano intorno al Monte dei Paschi di Siena, e in particolare con i bubboni che hanno segnato la svolta verso il crac dell’antico istituto senese, i prodotti finanziari super tossici (per i risparmiatori) Alexandria e Santorini. Senza contare l’operazione Antoveneta che ha visto la partecipazione diretta della banca vaticana, lo IOR.

Il Libro di Elio Lannutti e Franco Fracassi. In alto David Rossi

Il Libro di Elio Lannutti e Franco Fracassi. In alto David Rossi

E’ il clou del fresco di stampa non a caso titolato “Morte dei Paschi”, scritto da Elio Lannutti, lo storico fondatore, animatore e ora presidente onorario di Adusbef, la sigla a tutela dei risparmiatori, e dal giornalista d’inchiesta Franco Fracassi, e pubblicato da Paper First, editrice collegata a il Fatto quotidiano.

Un volume di gran pregio, in un momento come l’attuale, dove la questione banche è centrale non solo a livello politico ma anche sociale ed economico, con la commissione d’inchiesta appena varata a livello parlamentare, la re-incoronazione del governatore Ignazio Visco, nel mezzo di scandali quotidiani e, ancor più, di controllori che non solo non hanno controllato – come Bankitalia e Consob – ma spesso e volentieri hanno coperto e avallato, ed erano ben a conoscenza di tutte le spericolate acrobazie messe in campo. La vicenda del Monte dei Paschi di Siena è emblematica, con il folle acquisto nel 2008 di Antoveneta – sotto la protettiva ala di Mario Draghi, poi premiato con il salto al vertice BCE – e le altrettanto folli operazioni Alexandria e Santorini.

Di tutto questo e di molto altro scrivono Lannutti e Fracassi, fornendo ai lettori un ricchissimo repertorio di elementi, dati, chiavi di lettura e documenti spesso inediti: proprio affinchè il lettore-cittadino-risparmiatore possa districarsi in quella giungla, in quel Sistema concretamente mafioso che è il Moloch bancario.

Ma passiamo ai raggi x i tanti thriller che costellano la “Morte dei Paschi” story.

QUEL DAVID ROSSI CONOSCEVA TROPPI SEGRETI: DOVEVA MORIRE

A cominciare, ovviamente, da quello di David Rossi, il capo della comunicazione Mps volato giù quattro anni e mezzo fa dal quarto piano di Palazzo Salimbeni, storica sede del Monte a Siena.

Per due volte, incredibilmente, la Procura senese ha chiesto l’archiviazione, e per altrettante volte l’avvocato Luca Goracci, che tutela la famiglia Rossi, ha presentato opposizione, per via delle decine e decine di anomalie e contraddizioni che caratterizzano non solo la scena del crimine e quel volo, ma anche tutto ciò che era successo prima e dopo, ben comprese le fallimentari indagini e l’inchiesta della magistratura. Per dar vita a un puzzle davvero ai confini della realtà.

Due le vicende che fanno capolino nel volume. I rapporti di David Rossi con la massoneria e con lo IOR. Ecco qualche passaggio dal libro: “Non si poteva non tener conto della profonda amicizia che legava Rossi con colui che sarebbe diventato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi. Ci sono molti testimoni che hanno raccontato ai magistrati che Rossi era stato visto in riunioni della massoneria tenutesi fuori Siena. (…) Insomma, Rossi di segreti ne custodiva tanti”.

Poi, la rivelazione di un anonimo monsignore a proposito dall’operazione Antonveneta: “Lo IOR venne coinvolto direttamente nell’affare. I dirigenti dello IOR organizzarono incontri qui in Vaticano. Mussari veniva agli incontri con David Rossi, il povero ragazzo scomparso tragicamente. Rossi conosceva il direttore dello IOR Paolo Cipriani. Tra loro parlavano spesso”.

Scrivono i due autori: “agli incontri, oltre a Giuseppe Mussari (l’ex numero uno dell’istituto, ora sotto processo a Milano e Firenze, ndr) e Rossi, parteciparono Cipriani, monsignor Piero Pioppo, prelato dello Ior, Andrea Orcel (Merrill Lynch), Ettore Gotti Tedeschi (Santander), oltre ai rappresentanti di Goldman Sachs, Citigroup e Merrill Lynch e Michele Briamonte, partner dello studio legale torinese Grande Stevens e, contemporaneamente, nel cda di Mps e dello Ior. Incontri confermati indirettamente dalle agende sequestrate dalla magistratura a Mussari, nelle quali risultò esserci più di un riferimento esplicito agli incontri con Gotti Tedeschi, l’emissario di Botin in Italia”.

Miscele altamente esplosive. Senza contare il fatto che proprio il giorno prima d’assere “suicidato” David Rossi aveva avuto alcuni contatti via e mail con il vertice Mps Fabrizio Viola, cui aveva comunicato la volontà di andare al più presto dai magistrati ai fini di verbalizzare. E per molti, al Monte e non solo, quel “vuotare il sacco” poteva risultare fatale. Per questo Rossi non doveva parlare. E invece doveva morire.

Passiamo – in una rapida, tragica carrellata – agli altri gialli, alle altre morti più che sospette.

DA LONDRA A NEW YORK, TUTTI GLI ALTRI MISTERI 

Londra, 26 gennaio 2014. 326 giorni dopo la tragica fine di Rossi. Scrive la Reuters: “Un banchiere è stato trovato morto impiccato in una casa nel centro di Londra. La Deutsche Bank ha annunciato che si tratta dell’ex dirigente della banca William Broeksmit”. Afferma un broker: “Se per Rossi si erano preoccupati in molti, dopo la morte di Broeksmit erano tutti spaventati. E non solo a Londra. Personalmente ricevetti alcune telefonate da colleghi di New York che chiedevano particolari, spiegazioni e addirittura rassicurazioni che non avrei mai potuto dare”.

L’unica voce, in Deutsche Bank, contraria all’operazione Santorini, che definiva “una mossa da banditi”. Lo stesso Broeksmit “era anche a conoscenza di alcune operazioni finanziarie svolte dal team di Gianluca Baldassarri (l’altro vertice sotto processo a Firenze, ndr) per Mps Finance”. Si tratta di un personaggio strategico, Broeksmit, il quale avrebbe potuto mettere in crisi l’intera impalcatura finanziaria del prodotto super tossico che invece, sia per volotà di Mps che di Deutsche, doveva andare avanti. A tutti i costi. Fino ad ammazzare anche i rispamiatori.

Laren, Olanda. 5 aprile 2014. L’agenzia di stampa locale Ad riporta: “Un ex dirigente dell’Abn Amro è stato trovato morto nella sua casa. Il cinquantasettenne Jan Peter Schmittmann si è impiccato dopo aver sparato alla moglie Nelly e alla figlia Babette”. Scrivono gli autori: “Eppure per un paio d’anni Laren era stato al centro della più grande operazione bancaria della storia”.

New York, 20 ottobre 2014. E’ stavolta l’Associated Press a diramare un comunicato: “Un avvocato, un alto funzionario delle Deutsche Bank, è stato trovato morto nella sua casa di New York. Secondo la polizia, il quarantunenne Calogero Gambino si è impiccato”. “Anche questa volta la notizia, non riportata dai giornali italiani, preoccupò enormemente la ristretta comunità finanziaria di Londra e New York. Dichiara la moglie di Gambino: ‘La sua preoccupazione cominciò quando seppe della morte di Rossi. Ma raggiunse livelli insostenibili dopo la morte di William. Forse temeva di fare la stessa fine. Di fatto, da allora, la vita in famiglia è stata un inferno’”.

Commentano Lannutti e Fracassi: “Tutti e quattro i dirigenti di banca erano stati coinvolti nelle due operazioni finanziarie che più di tutte hanno segnato il declino del Monte dei Paschi (Alexandria e Santorini, ndr). Tutti e quattro avevano segreti da nascondere. Tutti e quattro si erano suicidati. O, almeno, così sembra”.

Ma la catena di morti non è affatto finita.

Sascha Schornstein, trentaseienne broker tedesco per conto della Royal Bank of Scotland, muore in uno strano incidente aereo – aveva il brevetto di pilota – affondando nel mare di fronte al Kent. Uno dei suoi migliori amici era William Broeksmit. Tra le circostanze più strane, “vi fu l’accensione del cellulare due giorni dopo la sua morte. Per pochi secondi ma fu acceso. Poi il nulla, sparito anche il telefono”. Stessa circostanza nella morte di David Rossi: un cellulare acceso dopo il volo.

7 dicembre 2013. A Sayreville, nel New Jersey, muore un altro giovanissimo broker, il trentaquattrenne Joseph Ambrosio, che lavorava come analista finanziairo alla Jp Morgan.

COCKTAIL SUPER TOSSICI

“Arresto cardiaco” fu la diagnosi ufficiale. In realtà venne ammazzato con un cocktail letale di alcool e benzodiazepine, tale da provocare un immediato blocco respiratorio e poi cardiaco. Di cosa si occupava negli ultimi tempi? Lo rivela la madre: “Parlava spesso di uno strumento finanziario al quale aveva lavorato. Era qualcosa che aveva a che fare con una banca europea. Secondo me è quello che lo ha ucciso”. Un prodotto davvero tossico, come quel cocktail.

Eccoci al giallo ambientato ad Hong Kong, protagonista un altro broker, Li Junjie, al servizio del colosso Jp Morgan nel grattacielo Charter House con vista su Victoria Harbour. “Il 19 febbraio 2014, dopo aver pranzato, Li salì fino alla terrazza dell’edificio e si lanciò. Come aveva fatto venti giorni prima il dirigente della sua Jp Morgan, Gabriel Magee. Le successive indagini della polizia portarono a un vicolo cieco. I colleghi furono reticenti, come lo furono i dirigenti della banca. La parola d’ordine che circolava era ‘stress’. I segreti aziendali restarono tali”.

6 luglio 2014. Un tragico week end per Julian e Alita Knott. Pensano di lasciare la Grande Mela per passare alcune ore distensive a Lake Hopatcong. Un rapporto di polizia, invece, così fotografa la tragedia: “All’una e dodici del 6 luglio Julian Knott ha sparato più volte alla moglie Alice per poi spararsi a sua volta”. Nessun problema familiare, né economico. “Julian Knott era un tecnico di computer di altissimo livello per Jp Morgan dal 2006. Per quattro anni (fino al 2010) aveva lavorato presso la sede di Londra, fianco a fianco con quel Gabriel Magee trovato cadavere sei mesi prima sulla terrazza del nono piano della Tower Hamlets, senza nessuna ragione apparente che potesse giustificarne il suicidio”.

Così commentano Lannutti e Fracassi a proposito di tutte queste fini altamente sospette, e tutte in odore di ‘Morte dei Paschi‘.

“Nove suicidi uno più immotivato dell’altro. Suicidi che riguardavano banchieri per la maggior parte amici tra loro. Tutti avvenuti nell’arco di un anno e mezzo. Tutte persone che, in qualche modo, avevano avuto a che fare con le rocambolesce vicende del Monte dei Paschi: dall’insensata operazione Abn Amro-Antonveneta alle connessioni tutt’altro che religiose con l’Opus Dei e lo Ior, dai derivati truffaldini Alexandria e Santorini alle ancora più truffaldine restaurazioni dei due derivati più la sottoscrizione di Nota Italia e del Fresh, dalle tangenti della banda del cinque per cento diretta da Baldassarri alle presunte tangenti scaturite dall’operazione Antonveneta e dalla ristrutturazione di Alexandria, di Santorini e del Fresh”.

E concludono: “Una sequela drammatica che ci tocca elencare – senza adombrare allusioni o suggestioni – perchè è impossibile ometterlo: gli ultimi quindici anni di storia della più antica banca italiana, oltre che da scandali e processi, è stata purtroppo segnata anche da una lunga scia di sangue”.

 

La prima donna nello Spazio

Scritto da: Giulia Rocco
Fonte: https://oggiscienza.it/2016/06/16/prima-donna-spazio/

MULTIMEDIA – Alla fine di un segretissimo addestramento, il suo nome e il suo volto, nell’arco di poche ore, fanno il giro del pianeta, proprio come lei aveva fatto pochi giorni prima a bordo della capsula Vostok 6. Dopo il volo di Gagarin, l’Unione Sovietica consolida il suo primato in ambito spaziale con un ulteriore record. Valentina Tereškova è la prima donna a volare nello spazio ed è la perfetta immagine della propaganda del partito. La grande determinazione, la forte personalità e l’estrazione proletaria sono gli ingredienti perfetti perché questa giovane ventiseienne diventi un’eroina e rappresenti le virtù del comunismo.

Nel 1962 viene selezionata dalla Soviet Air Force insieme ad altre quattro ragazze, le prime della storia a entrare a far parte del corpo sovietico dei cosmonauti. Tra queste sarà solo Valentina a volare nello spazio. In seguito, Sergei Korolev, capo del programma spaziale sovietico, dirà a questo proposito: “le riserve erano più preparate, ma nessuna di loro poteva competere con la Terešhkova. Lei è capace di influenzare le folle, suscita simpatia e sa comparire davanti al pubblico”.

Dopo il suo volo spaziale la Terešhkova diventa ambasciatrice culturale e ricopre vari incarichi politici fino alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Nel 2013, durante il 50° anniversario dalla sua missione spaziale, l’ex cosmonauta dichiara di voler andare su Marte, con un biglietto di sola andata. Nel 2014, alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi, porta la bandiera olimpica.

Dal volo spaziale della Terešhkova si devono aspettare 19 anni per vedere un’altra donna partire per lo Spazio. È la sovietica Svetlana Savitskaya, impegnata nella missione sulla navicella Soyuz T-7 verso la stazione spaziale Salyut 7.

La gelosia abita nel cervello

Scritto da: Andrea Sperelli
Fonte: http://www.italiasalute.it/267/La-gelosia-abita-nel-cervello.html

La gelosia è anche una questione fisiologica. Uno studio del California National Primate Research ha scoperto le caratteristiche specifiche dell’attività cerebrale associata al fenomeno della gelosia.
Per farlo, i ricercatori hanno studiato le scimmie Titi, che come noi fanno parte di quegli animali caratterizzati da legami monogami e permanenti.
«Hanno atteggiamenti ed emozioni che riconosciamo come vicine a come ci sentiamo noi», afferma Karen Bales, scienziata che ha condotto lo studio insieme a Nicole Maninger.
«L’idea alla base di tutto questo è che dobbiamo capire come funziona normalmente la neurobiologia del legame sociale, prima di capire cosa succede in situazioni in cui questo è compromesso. Ad esempio, nei disordini come l’autismo o la schizofrenia».
Gli scienziati hanno simulato una condizione di gelosia nei primati maschi, separandoli dalle compagne, messe vicino a un altro maschio sconosciuto. I ricercatori hanno quindi filmato il comportamento delle scimmie per 30 minuti.
Gli animali coinvolti nella sperimentazione hanno mostrato segni endocrini di stress sociale, in particolare un aumento dei livelli di testosterone e cortisolo. Le scansioni cerebrali del cervello dei maschi “abbandonati”, inoltre, mostravano una maggiore attività della corteccia cingolata, zona del cervello legata all’esclusione sociale negli esseri umani. I medici hanno notato anche un’attività aumentata nel septum laterale, area associata al comportamento aggressivo.
Secondo Bales, tuttavia, la gelosia non è del tutto negativa, almeno fra gli animali: «Cercare di tenere il tuo partner lontano da un rivale dal punto di vista evoluzionistico è un sistema per preservare la relazione».

Zahi Hawass: «Lo spazio vuoto dentro la Grande Piramide non è una nuova scoperta»

Fonte: al-Ahram
Fonte e traduzione: https://ilfattostorico.com/2017/11/04/zahi-hawass-lo-spazio-vuoto-dentro-la-grande-piramide-non-e-una-nuova-scoperta/

La cavità che gli scienziati di ScanPyramids hanno rilevato dentro la Piramide di Cheope “non è una nuova scoperta”, ha dichiarato il famoso egittologo Zahi Hawass, ex Ministro delle Antichità.

Secondo Hawass la piramide è piena di buchi già noti, e comunque non è corretto parlare di nuovi passaggi o camere segrete, ma solo di anomalie o cavità.

«Non è chiaro cosa ci sia all’interno di quello spazio, a cosa servisse, o se si tratti di uno o di più spazi», ha dichiarato Hawass, oggi a capo proprio del comitato scientifico che supervisiona il progetto ScanPyramids per conto del Ministero egiziano delle Antichità.

La cavità sarebbe la prima grande struttura trovata all’interno della piramide dall’800, una scoperta resa possibile dai progressi della fisica delle particelle ad alta energia (Nature)

Hawass ha dichiarato al quotidiano Ahram Online che non è corretto parlare della scoperta di una nuova cavità. Dieter Arnold, autore del libro ‘Building in Egypt: Pharaonic Stone Masonry’, ha menzionato degli spazi vuoti nella piramide dovuti alle tecniche di costruzione; sono situati sopra l’ingresso fino al corridoio discendente e quindi anche sopra tutti i passaggi, inclusa la Grande Galleria. «Credo che dobbiamo stare sempre molto attenti alla parola ‘vuoto’ perché la Grande Piramide è piena di vuoti», ha detto Hawass.

Hawass ha spiegato che gli egittologi sanno come sia stata costruita la piramide. La base è un sostrato roccioso (alto circa 8 metri) su cui sono state posizionate delle grosse pietre per formare il nucleo della piramide. Le pietre, provenienti da una cava vicina, erano di dimensioni diverse, con alcune più piccole di altre. La struttura interna del nucleo presenta dunque grandi irregolarità, a differenza del rivestimento esterno e della piattaforma per cui furono utilizzate le raffinate pietre calcaree di Tura. Nessuna delle pietre del nucleo è di dimensioni o forma modulari; ci sono dei grandi buchi. Inoltre, ha detto Hawass, i costruttori potrebbero aver lasciato delle cavità più grandi per ragioni architetturali. Una cavità non significa necessariamente una stanza, ha commentato.

Molte spedizioni archeologiche hanno testato dei rilevamenti geoelettrici negli ultimi 50 anni. Queste spedizioni provenivano da Berkeley, Stanford, Giappone e Francia. Mostrano sempre dei possibili spazi vuoti all’interno della piramide perché, dice Hawass, amano la fama e la promozione per la loro nuova attrezzatura. L’attuale spedizione, all’inizio del loro lavoro nel 2015, aveva organizzato una grande conferenza stampa sul lato orientale della Grande Piramide. Avevano annunciato che su quel lato c’era una pietra con cinque gradi di temperatura in più rispetto al resto della piramide. «Quando ho esaminato questa zona, ho scoperto che la pietra a est era stata messa nel 1939 durante un restauro, ed era stata attaccata con del cemento. Ecco perché questa zona ha una temperatura più alta rispetto agli altri blocchi», ha dichiarato Hawass. «Questo progetto dovrebbe essere scientifico e non cercare camere e passaggi nascosti per attirare l’attenzione del pubblico e di coloro che amano affermare che le piramidi sono state costruite dagli alieni. Alcuni di loro li chiamavo ‘piramidioti’».

«Abbiamo visto che la squadra del progetto ScanPyramids ha pubblicato un video nell’ottobre del 2016 sul loro lavoro all’interno della piramide di Cheope (le due cavità scoperte nel 2016, ndr). Il video alla fine mostrava una ricostruzione geometrica di un passaggio sconosciuto sopra il passaggio discendente. Questa ricostruzione di un passaggio è una pura congettura per spiegare un’anomalia. Il progetto ScanPyramids non può definire la forma, la dimensione o l’esatta posizione di quel vuoto. Quindi dobbiamo stare attenti a come i risultati vengono presentati al pubblico», ha affermato Hawass. «Pensiamo che il Ministro delle Antichità Khaled El-Enany abbia nominato questo comitato scientifico (che presiede, ndr) per riesaminare questo lavoro, perché è importante che questi dati vengano rivisti da una squadra che ha trascorso la propria vita lavorando all’interno e intorno alle piramidi. Non siamo affatto contro ogni scoperta ma, come comitato scientifico, abbiamo la responsabilità di spiegare ai non-egittologi lo scopo e il metodo di costruzione della Grande Piramide. Abbiamo scritto nella nostra relazione, che abbiamo presentato a El-Enany, che il progetto ScanPyramids dovrebbe continuare il loro lavoro ma devono utilizzare l’approccio scientifico, e che siamo felici abbiano pubblicato il loro studio. Noi, d’altro canto, pubblicheremo una relazione con la nostra opinione su questo lavoro, come comitato scientifico».

 

STRAMBATA ALL’AMERICANA!

Fonte: http://icebergfinanza.finanza.com/2017/11/06/strambata-allamericana/

Iniziamo la settimana con una delle più spettacolari strambate della storia degli indicatori macroeconomici americani, il famigerato GDPNow della Fed di Atlanta partito con una incredibile previsione per il Pil dell’ultimo trimestre dell’anno a 4,5% di crescita, subito ridimensionato dopo qualche giorno a 3,3 %!

Le previsioni per la crescita reale dei consumi e la crescita reale degli investimenti fissi privati sono diminuiti rispettivamente dal 3,9 per cento al 3,2 % e dal 8,7 per cento al 6%, dopo il rapporto del BLS di venerdì.

L’atteso rimbalzo nell’occupazione non ha rispettato le aspettative, tranne il tasso di disoccupazione che è sceso sotto il 4,2% ad opera di un calo della forza lavoro, di oltre 760.000 unità, il numero delle persone occupate è diminuito complessivamente di 484.000 posti. Il tasso medio di crescita degli ultimi tre mesi rimane 162.000.

Ennesima pietra tombale sulle aspettative di inflazione, supportata da un nuovo rally dei treasuries che hanno reagito al nulla di fatto dei salari contro aspettative di aumenti inesistenti.

Thanks to Zero Hedge

Complessivamente la performance complessiva dallo scorso giovedi nel quale si è svolto il meeting della BCE è vicina al 4,5 %.

Nel breve termine, la tendenza potrebbe subire una pausa.

Lo stesso Neel Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, si è affrettato a dichiarare che non è il momento di alzare i tassi visto che dell’inflazione nessuna traccia e che la crescita dei salari resta contenuta. Kashkari  sostiene giustamente che con  Powell alla guida della Fed non ci saranno cambiamenti nella politica monetaria. I numeri della scorsa settimana non danno molta speranza ad una immediata ripresa dell’inflazione. E il report sui salari nel rapporto sull’occupazione rivela che ne quarto trimestre la tendenza non è cambiata. La crescita media dei salari è tornata negativa minando i guadagni degli ultimi mesi. La combinazione di inflazione debole e crescita salariale anemica è un problema rilevante per la Banca centrale americana.

Altre indicazioni arrivano dalla presentazione della famigerata riforma fiscale di Trump, dinamiche che non faranno altro che sostenere il dollaro nei prossimi mesi e spengono le illusioni di una reflazione mai nata.

Verrà inoltre ridimensionata la deducibilità sugli immobili di lusso con un limite fissato a mezzo milione, la metà di quello precedente per poter dedurre gli interessi sui mutui. Eliminate infine le deduzioni per spese mediche un regalino davvero niente male per la classe media. Dierei che ci sono tutti gli ingredienti per assistere ad un fine anno davvero interessante.