Sempre più mense scolastiche puntano su biologico, km 0 e filiera corta

Scritto da: Marta Valota
Fonte: http://www.terranuova.it/News/Alimentazione-naturale/Sempre-piu-mense-scolastiche-puntano-su-biologico-km-0-e-filiera-corta

Anche se ancora a macchia di leopardo, in Italia cominciano a essere numerose le mense scolastiche che puntano su prodotti biologici, a chilometro zero e a filiera corta. Uno dei Comuni che più di recente si è mosso in questa direzione è quello di Castelsaraceno (Potenza), dove le mense ora sono ecosostenibili, con prodotti gastronomici autoctoni e solidali con chi, sul fronte della produzione, ha deciso di puntare sul proprio territorio nel rispetto della natura.

Il Comune lucano di Castelsaraceno, in provincia di Potenza, ha riconfermato con un atto d’indirizzo per il 2017-2018 “Naturalmensa”, il servizio di refezione scolastica con prodotti bio a chilometro zero e filiera corta già sperimentato a novembre 2016 (erogando 9117 pasti) e strutturato dalla cooperativa sociale Cosmos.Un segnale che, insieme a numerosi altri analoghi, indica che qualcosa sul tema dell’alimentazione sta cambiando positivamente.Questo caso si inserisce infatti all’interno di un puzzle di esperienze che, seppur ancora parziale, riguarda diversi Comuni italiani come quello di Bologna (Emilia Romagna), Arzachena (Sardegna), Castelfidardo (Marche), Saronno, (Lombardia), Portogruaro (Veneto), Sarzana (Liguria), realtà diverse ma con il comune denominatore di dare una svolta alla refezione scolastica non solo ampliando le possibilità di scelta tra i menù, ma anche puntando sulla qualità e l’equilibrio alimentare. 

Oggi in Italia lo stimolo a ripensare i menù delle mense scolastiche viene da più fronti: dalle famiglie, ai medici, agli insegnanti fino ad arrivare alle istituzioni che, come nel caso di Castelsaraceno, vogliono creare sinergie positive tra chi riceve il servizio, chi produce le materie prime e chi si occupa della distribuzione.Alla base c’è un’idea di condivisione attraverso la promozione del consumo critico offrendo informazioni dettagliate sul cibo che finisce nelle mense scolastiche valorizzando il capitale umano, la sapienza, la provenienza degli alimenti e preoccupandosi quindi della genuinità non solo dei prodotti ma anche dell’intera filiera che di sano deve avere anche i meccanismi contrattuali di produzione, lavorazione e distribuzione.La ricerca di equilibrio nei pasti proposti a scuola diventa così il trampolino di lancio per la diffusione di una vera e propria cultura alimentare.Ne è un esempio il fatto che il Comune lucano abbia deciso di impreziosire di senso il servizio di refezione scolastica proponendo alcuni laboratori di educazione alimentare per le classi e aprendo sportelli di consulenza gratuita con la biologa nutrizionista Antonella Cirigliano a disposizione di bambini, ragazzi e delle rispettive famiglie. L’obiettivo è di educare ma soprattutto far partecipare la comunita’ ad una riflessione sull’agricoltura sociale, sugli stili di vita salutari, sulla tutela dell’ambiente fino ad arrivare al turismo responsabile e alla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali.Partire dai più giovani e dalle loro tavole e’ una scommessa sul futuro e non sempre la strada e’ in discesa. Durante la prima sperimentazione del progetto nel 2016, i più piccoli hanno avuto all’inizio qualche difficoltà ad abituarsi a certi sapori soprattutto a quelli delle verdure. Un dato reale e preoccupante secondo l’epidemiologo Franco Berrino, tra i fondatori del coordinamento nazionale Cambiamo la mensa, che in un recente incontro organizzato dall’associazione La grande via, ha ricordato che il 97% dei nostri bambini beve bevande zuccherate e assume tre volte le proteine di cui avrebbe bisogno a discapito di cereali e verdure.Riabituare il gusto dei più giovani a sapori naturali, biologici, legati alla propria terra e alla ciclicità delle stagioni e’ quindi un investimento in termini di salute e benessere psicofisico e di rispetto del territorio in cui si vive.Alimentazione, salute e ambiente sono per il comune di Castelsaraceno necessariamente collegati ed è anche per questo che Naturalmensa ha deciso di coinvolgere nel suo progetto partner autorevoli come Uisp, Conprobio e Slowfood. Un partenariato che dovrà essere rafforzato con il coinvolgimento, nei prossimi mesi, del dipartimento Politiche agricole e forestali della Regione Basilicata e dei Parchi nazionali del Pollino e dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese.  Ultimo ma non da meno, questainterconnessione di aspetti presi in considerazione dal progetto valorizza e sostiene le realtà produttive locali.L’idea è di creare una localizzazione che ambisce ad indirizzare lo sviluppo di Castelsaraceno nel solco delle sue radici e delle vocazioni agro-silvo-pastorali del suo territorio garantendo, al contempo, un servizio pubblico all’avanguardia. Perché di questo si tratta visto che alle famiglie non sono richieste spese aggiuntive e i costi del progetto sono stati inseriti nel bilancio comunale.

 

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