NEW AMERICAN MOMENT!

Fonte: http://icebergfinanza.finanza.com/2018/01/31/new-american-moment/

In attesa si scoprire quanto sono spaventati dai mercati, dall’andamento dei tassi sui mutui e dalla mancanza di inflazione i nuovi componenti della Federal Reserve “Made in Trump” nel discorso sulla disunione, Donald conia il nuovo moto… “New American Moment”

Dopo meno di un minuto dall’inizio del suo intervento, di fronte al Congresso a Camere riunite Trump ha ricordato la sua missione: “Rendere l’America di nuovo grandiosa per tutti gli americani”. E dopo essersi vantato del suo primo anno di presidenza, del miglioramento dell’economia e del rally dell’azionario Usa, ha detto che “non c’è mai stato un momento migliore per iniziare a vivere il sogno americano”. Perché “se si lavora sodo, se si crede in sé stessi, se si crede nell’America, allora si può sognare qualsiasi cosa, si può diventare qualunque cosa e insieme possiamo realizzare di tutto”. Lui spera di portare a casa altre vittorie legislative dopo quella – non senza intoppi – sulla riforma fiscale, la maggiore dal 1986. America 24:

Quindi il nostro eroe si è vantato del rally azionario, ma non era lo stesso eroe che in campagna elettorale giusto un paio di anni fa, con gli indici americani sotto di almeno un buon 25% da questi livelli…

Donald Trump says he ‘got out’ of stock market – Aug. 2, 2016

Donald Trump: la bolla speculativa nell’economia USA sta per scoppiare

Il magnate miliardario, ospite del programma della ABC “Good Morning America”, ha dichiarato che l’economia americana è in una bolla speculativapronta a scoppiare. Ha inoltre aggiunto di non voler affrontare un crollo finanziario se dovesse essere eletto alla Casa Bianca.

“Se la bolla scoppierà, spero succeda prima di diventare presidente, perché non voglio ereditare un problema di questa portata”

E invece caro Donald te la ritroverai in faccia la bolla, come un chewingum scoppiato e purtroppo ce la ritroveremo tutti addosso, perché gli idioti come te, o almeno secondo le ultime rivelazioni questo è quello che pensano tutti quelli che ti circondano se ne fregano della povera gente.

Quando si tratta di gloria o soldi, la gente venderebbe anche la madre, la madre di tutte le crisi che sta per arrivare, per tutti, tranne che per gli idioti che non vedono gli innumerevoli squilibri che stanno sotto l’enorme disparità di ricchezza attuale.

Diceva il buon Gomez Davila che il popolo non elegge chi lo cura, ma chi lo droga.

“… nessuno sulla Terra è così coraggioso o determinato come gli americani. Se c’è una montagna, la scaliamo. Se c’è una frontiera, la superiamo. Se c’è una sfida, la controlliamo. Se c’è un’opportunità, la sfruttiamo”.

Nell’ America dell’amica delle banche, il loro fantoccio, Hillary Clinton, oggi c’è il protezionista Trump, altro grande amico della banche con cui è indebitato fino al collo, a partire da Deutsche Bank, la deregulation è nata con Bill Clinton, la deregulation tornerà come un fantasma con Donald Trump e sarà la fine del sistema finanziario, perché la madre degli idioti è sempre incinta. Trump sa cosa succede se scoppia definitivamente una guerra commerciale…

In tema di commercio, Trump ha ammorbidito i toni. Forse per non fare deragliare una volta per tutte i negoziati per aggiornare il North American Free Trade Agreement. Dell’accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico, tanto criticato, il presidente non ha parlato. Non ha nemmeno citato la Trans-Pacific Partnership, l’accordo di libero scambio che Barack Obama raggiunse con 11 nazioni che si affacciano sul Pacifico ma da cui Trump ritirò gli Usa prima ancora della sua entrata in vigore. Quelle nazioni intendono tirare dritto anche senza l’America. Trump non ha parlano nemmeno della Cina in questo contesto, anche se la sua amministrazione prepara nuovi dazi su acciaio e proprietà intellettuale. Come fatto a Davos, la località della svizzera dove si è svolto la settimana scorsa il World Economic Forum, Trump ha ribadito che “l’era dell’arresa è finita. D’ora in poi, ci aspettiamo relazioni commerciali giuste e reciproche”. Trump ha promesso di “lavorare per aggiustare accordi commerciali cattivi e negoziarne di nuovi”.

Il problema oggi è che non sai più dove stare, a destra in centro o a sinistra abbondano gli idioti, quindi non sai più come portare avanti i tuoi valori e le tue idee.

Ieri Renzi, parlando dei dazi di Salvini, e tirando in ballo un ignorante come Calenda che propone da sempre trattati transaltlantici a favore delle multinazionali, ha ironicamente suggerito che si farà suggerire dall’economista Alberto Bagnai che lo sfiderà nel collegio blindato di Firenze, come fare per distruggere il Paese.

Peccato che Renzi abbia già dei grandi esperti in casa, un certo Davide Serra, finanziere e speculatore, oltre che grande sostenitore, che si è fatto più di un giretto con le banche popolari, esperti che consigliavano di acquistare Monte dei Pasci di Siena in quanto risanata ad un livello dal quale ha perso oltre il 90 % …

Un altro grande esperto di casa Renzi, è un certo Pierpaolo detto Padoan, uno che ha una lungimiranza incredibile in fatto di debito pubblico o di crescita economica…

Padoan: “Stime Fmi diverse dalle nostreVedremo chi ha ragione”

NEW YORK – Le stime del Fondo monetario internazionale “sono diverse dalle nostre. Vedremo chi alla fine avrà ragione.

Noi comunque sulle previsioni abbiamo un tasso di errore molto basso”.

Infatti oltre ad un tasso di errore molto basso, abbiamo pure un track record strepitoso sulla base delle indicazioni del ministro Padoan…

In sintesi ben dopo sei anni alla settima ha centrato la ripresa economica, indotta dalla ripresa economica globale, non certo dalle scelte di politica economica dei suoi consiglieri.

Non solo anche in materia di debito pubblico Padoan ha un track record mostruoso…

Padoan: debito pubblico Italia si è fermato, ora scenderà

Bruxelles, 25 mag. (askanews) – Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha ribadito oggi a Bruxelles che la mancata riduzione del debito pubblico italiano nel 2016 è dovuta al recente ulteriore rallentamento dell’inflazione nel Paese, che ha inciso sul denominatore del rapporto debito/Pil; ma, ha sottolineato il ministro, il debito si è comunque fermato e ora comincerà a “scendere rapidamente.

E giusto per avere una conferma autorevole alle sue parole, il governatore della Banca d’Italia, Visco ha confermato che il debito

… non scenderà!

In effetti il buon Padoan che correrà a Siena, si proprio a Siena dove lo Stato è proprietario dell’intera città avendo rilevato l’intera banca, covo della sinistra, dicevo ha dichiarato per ben tre anni che il debito pubblico sarebbe sceso…

Ora, per carità si può sempre sbagliare, ma se questi sono i consiglieri economici di Renzi, che prendono ordini direttamente da Bruxelles, direi che al confronto Alberto Bagnai è un gigante, una persona che conosco personalmente e alla quale affiderei ogni ultima speranza, di uscire o provare ad uscire da questo inferno, denominato euro.

Ricordo a tutti che negli ultimi anni in molti hanno dichiarato che è stato un colossale errore ma non si può tornare indietro, chiaro il concetto, siccome hai un tumore, tienitelo!

Tornando a noi, a proposito di infrastrutture, il buon Donald ha alzato l’asticella a 1,5 trilioni di dollari sino al 2020, un po di soldini che la Federal Reserve dovrà stampare, a meno che qualcuno non sia così ingenuo da credere che ce li metterà il Governo americano o che i repubblicani aumenteranno le tasse per coprire il disavanzo pubblico, i procinto di esplodere.

Peccato che i suoi consiglieri non abbiano suggerito anche che il moltiplicatore della spesa pubblica è da tempo negativo. Sulla base della ricerca accademica, le migliori prove suggeriscono che il moltiplicatore è -0,01, il che significa che per un ulteriore dollaro di spesa in deficit ridurrà il PIL privato di 1,01 dollari, determinando un calo di un centesimo del PIL reale, così suggerisce il nostro amico Lacy Hunt.

Per il resto nessuna novità, tutto procede come da copione!