Mantova nella lista delle discariche nucleari

Fonte:La Gazzetta di Mantova 
scritto da Francesco Romani

Lo studio finale della Sogin ha individuato le 52 aree adatte ad accogliere le scorie. Nella lista viene indicato il Medio Mantovano come luogo adatto a ospitare l’impianto per lo smaltimento delle scorie radioattive. La costruzione è prevista nel 2017. La scelta dell’unica discarica nazionale spetterà al governo.

MANTOVA. Non solo adatta a ospitare una centrale atomica. La provincia di Mantova è stata ritenuta idonea anche a ricevere il deposito dei rifiuti radioattivi, ossia la discarica nucleare di tutta Italia. L’indicazione è contenuta del rapporto finale della Sogin, la società governativa per la gestione degli impianti nucleari, che ha consegnato al governo una lista di 52 siti adatti.


I tempi
Fra questi sarà scelto, entro il 2017, quello destinato a contenere le scorie radioattive prodotte dalle future quattro centrali, la cui costruzione è prevista dal 2013. La discarica nucleare sarà affiancata da un parco tecnologico sull’esempio della Francia, dedicato alla ricerca sull’innovazione tecnologica e la divulgazione scientifica.

Medio Mantovano
Non elenca i singoli Comuni, ma le aree. Per la nostra provincia è indicato il Medio Mantovano ad est del capoluogo. Si può presumere che le indicazioni della Sogin conducano a Gazoldo, Piubega, Ceresara e forse Marcaria, in un’area, Medio Mantovano, che va da Castellucchio a Castel Goffredo.

La discarica nucleare
Il sito sarà costituito da celle di calcestruzzo nelle quali vengono messi a dimora i rifiuti radioattivi. Lo schema prevede 180 celle su una superficie di 25 ettari (un quadrato di 500 metri di lato). L’insieme delle infrastrutture che devono essere presenti sull’area occuperanno un’area complessiva di 230 ettari (1250 metri di lato).

Verifiche e sopralluoghi
Per ciascuna delle aree selezionate, in origine erano 252, sono stati eseguiti sopralluoghi, studiate cartografie per verificare la presenza d’insediamenti e fabbricati rurali, la densità della popolazione e la rete idrologica superficiale. Il risultato finale è una lista di 33 siti adatti che, a settembre, sono stati aumentati a 52. Anche nella scrematura finale il Medio Mantovano è presente.

Le scorie

Una volta costruito, il deposito ospiterà le scorie a bassa radioattività (il 95% del totale) e provvisoriamente anche quelle ad alta radioattività, in attesa del «deposito geologico» non ancora individuato, dopo il caso di Scanzano Jonico.

Metano in Veneto: Ricerche di giacimenti, 63 Comuni interessati

Texani a caccia di gas tra Padova e Rovigo
Fonte:  Corriere del Veneto 
Scritto da:Federico Nicoletti

Da sempre si sa che il sottosuolo del basso Veneto è ricco di enormi giacimenti di metano e lo testimoniano innumerevoli impianti di estrazione abbandonati in tutto il polesine. Le perforazioni ed i prelievi furono stoppati in seguito all’effetto subsidente che producevano, e cioè l’abbassamento del terreno di vari metri e l’intromissione del mare nei terreni del delta del Po, alla foce dell’Adige, alla foce del  Brenta-Bacchiglione. La subsidenza favorisce inoltre la risalita del cuneo salino che uccide le biocenosi fluviali  rendendo inutilizzabili gli acquedotti. Già Chioggia ha dovuto soccombere agli eventi ed andare ad approvigionarsi di acqua dolce da fonti lontane sostenendo costi enormi.

L’abbassamento del terreno ha messo in grave difficoltà città costiere un tempo sicure  come Ravenna, Comacchio, Chioggia e Venezia. Oggi per riuscire a mantenere asciutte queste terre al di sotto del livello del mare si impiegano potenti impianti idrovori dai costi elevatissimi, costi ovviamente sostenuti da ogni abitante del Basso Veneto e dell’Emilia con il pagamento di cartelle esattoriali tuttaltro che leggere.

Le campagne venete ed emiliano romagnole, sono oggi in gran parte sotto il livello del mare e l’eventualità della riapertura dei pozzi è percepita come una autentica calamità.

Ma c’è qualcuno a cui frega niente dei problemi del Veneto, che dovrebbero essere problemi sentiti da tutti gli italiani penso, e sono tre aziende americane, texane per l’esattezza, che hanno degli uffici a Matera e già questo aggiunge panico all’allarme. Mi chiedo: c’è qualche politico che comprenda che sono aziende straniere che stanno mettendo le mani sull’unica cosa che abbiamo a livello energia e che dovrebbe costituire  l’elemento di sopravvivenza in caso di disatro totale dell’economia mondiale.

Quello che inquieta è il fatto che queste aziende hanno un’ esclusiva per eseguire le perforazioni rilasciata loro dallo Stato italiano che così facendo si priva e toglie ai cittadini ogni sovranità: depredati a casa nostra dai texani ca..o!

E’ pazzesco.

Se il Veneto sprofonderà nessuno pagherà! E potranno non fermarsi perchè hanno le autorizzazioni di Roma. Ora si potrà dire che stanno facendo solo delle prospezioni… prospezioni a che fini? Adesso si racconta la favola che andranno a prendersi il metano ma riempiendo i giacimenti di acqua per evitare la subsidenza!  Provate ad immaginare la cosa in concreto, al confronto la favola di Biancaneve e i sette nani appare più verosimile!

Queste aziende Sostengono che useranno quell’acqua che non c’è nemmeno più ora nelle campagne venete. L’acqua dolce è a livello di pochi centimetri nel terreno e già oggi  sta già affiorando il sale!

A poca distanza dai Colli Euganei a sud di Padova vi sono già ora terreni in cui nel periodo invernale dopo l’aratura affiora in alcuni posti il sale, e questo l’ho visto con i miei occhi.

Le favole dei texani e dei criminali italiani che ci stanno svendendo concedendo questi permessi arbitrari senza il consenso delle popolazioni locali non reggono a nessun ragionamento logico di equità, di sostenibilità ambientale e di decenza umana.

Veneto stupido, come un mulo, con la testa bassa impegnato a sgobbare per far quei pochi soldi. Ti sei tirato dentro in casa  la più grande base militare del nemico.  Armati fino ai denti, i soldati di un paese in rovina in terra straniera tuteleranno i propri interessi e le loro opere di conquista. Oggi dobbiamo subirne il totale controllo e dominio senza fiatare. Si senza protestare, o un aereo sempre pronto potrà prelevarti e spedirti a Guantanamo per una cura rieducativa  senza un  lieto fine.

Ditemi che non è vero per piacere…

LB

VENEZIA — I texani a caccia di gas metano in Veneto.

Le richieste di permesso di ricerca nelle due aree – la prima chiamata «Le Saline» tra Padova e Rovigo per 579 chilometri quadrati, la seconda, la «Tre Ponti » che alle due province aggiunge anche aree nel Veneziano, per 640: in totale oltre 1.220 chilometri quadrati – sono state avanzate al ministero dello Sviluppo economico già 4 anni fa. Ma vengono alla luce ora, con la loro pubblicazione sul Bollettino della Regione, che dovrà dire la sua con la commissione Via regionale. I progetti riguardano gli studi sismici preliminari, per verificare se nelle aree vi siano presenze di quantità di gas metano tali da giustificare l’apertura di un pozzo esplorativo. A presentare le richieste è una società di ricerca e sfruttamento di San Antonio, in Texas, la Aleanna Resources, posseduta da tre aziende di esplorazione e sfruttamento, la texano-canadese Saxon Oil, che ha dichiarato nel bilancio 2008 ricavi per 5,6 milioni di dollari, e le texane Kerns Petroleum, attiva nelle esplorazioni, ed Aleanna Energy.

L’azienda, che in Italia ha sede a Matera, ha nove permessi in Italia a vari livelli di autorizzazione, tra Nord Est e Basilicata ed ha appena concluso le ricerche sismiche in provincia di Ferrara, dove ha ottenuto la possibilità di aprire un pozzo esplorativo. E ora guarda a nord del Po, su un’area di 63 Comuni, 22 della Bassa Padovana, 38 rodigini e 3 del Veneziano. Anche se le verifiche non partiranno domani. All’ok del Ministero dovrà seguire il coinvolgimento degli enti locali nelle conferenze di servizi. «Se tutto andasse bene si può azzardare di ottenere i permessi dal Ministero nel 2011 e di iniziare le attività nel 2013», dice da Roma Emanuele Turco, uno degli avvocati che segue la Aleanna Resources. La prima attività di ricerca sismica consisterà nel far passare pesanti Tir che emetterranno onde sonore con masse battenti. Registrate da geofoni sveleranno se vi siano idrocarburi nel terreno per giustificare la richiesta di aprire un pozzo esplorativo, profondo 3.500 metri. A quel punto tutto l’iter burocratico dovrebbe ripartire da capo. Cosa ci sia sotto il Basso Veneto è presto per dire. «Ma posso dire che i programmi di lavoro legati a ricerche sismiche e apertura di un pozzo esplorativo, che produce gas per 24-56 ore, comportano investimenti di 10-15 milioni di euro», afferma Turco.

Certo è che Aleanna Resources dovrà affrontare un’opposizione che si annuncia battagliera. «L’Italia è divenuta una specie di Eldorado: le royalties sono tra le più basse al mondo. La Bassa Padovana ha già dato troppo in termini di salute e ambiente, non ha bisogno di queste trivellazioni», dice ad esempio il consigliere comunale Pd di Monselice Francesco Miazzi. Per parte sua la società non si scompone. «Trivellazioni? Siamo siamo solo ai rilievi superficiali che, nel Ferrarese, due anni fa, abbiamo completato in 3-4 mesi su un’area di 130 chilometri quadrati, con un protocollo che prevedeva anche gli indennizzi – conclude Turco -. Capisco le preoccupazioni per la subsidenza, ma le moderne tecniche sono capaci di controllarla. Sono comprensibili le preoccupazioni delle realtà locali: ora si aprirà il dialogo. Va detto che si tratta di programmi seri e fortemente vigilati».

Eredi di Guido Piovene

L’editorialista Mario Pirani vincitore per la coerenza del suo lungo ed eclettico impegno. Annalena Benini, l’arma di un’ironia che si fa beffe dei luoghi comuni

Di: Maria Elena Bonacini 
Fonte: il Giornale di Vicenza


Mario Pirani e Annalena Benini vincitori del Premio Piovene 2010 

Vicenza.
Cofondatore di Repubblica, politologo e uomo “d’intelligence” dell’Eni di Mattei lui; giovane, brillante ed ironica firma del Foglio di Giuliano Ferrara lei.
Mario Pirani e Annalena Benini sono i due vincitori del Premio giornalistico “Guido Piovene”, premiati ieri al Teatro Olimpico dal presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin e dal sindaco Achille Variati nella serata condotta da Bruno Vespa che ha visto sul palco la giuria del Premio, quasi al completo, composta dal presidente Enzo Bettiza, Giulio Anselmi, Carlo Rossella e Marcello Sorgi (assente Ferruccio De Bortoli).
Proprio Zonin ha ricordato come il premio, istituito 10 anni fa dalla Popolare, abbia «saputo riconoscere e valorizzare l’eredità della lezione di Piovene nel lavoro e nella testimonianza di alcuni grandi nomi, giovani e meno giovani, del giornalismo italiano». E sui giovani ha affermato che «hanno pienamente confermato il merito del riconoscimento ricevuto: da Pietrangelo Buttafuoco ad Aldo Cazzullo, da Massimo Gramellini a Mattia Feltri a Francesco Manacorda».
Nomi ai quali potrà ispirarsi la giovane vincitrice del “Piovene per i ragazzi”, Cecilia Beretta, studentessa di prima liceo al Pigafetta, premiata dal direttore de Il Giornale di Vicenza Ario Gervasutti.
Il giornalista e conduttore di Porta a Porta ha anche interrogato i colleghi sulla loro visione della stampa attuale: «Non è come affetta da rabbia? Non si sta un po’ esagerando?». «Il pregio di questo premio – ha sottolineato Bettiza – è proprio di non essere composto da una giuria di “rabbiosi”, che non premiano quindi tali giornalisti. È un premio puro, non influenzato dalla politica e per questo riservato e prezioso».
Variati si è soffermato proprio sull’importanza «in una democrazia sana, del giornalismo che ricerca la verità oltre le apparenze. Servono giornalisti con la “G” maiuscola».
Non è stata la prima in famiglia a ricevere il “Giovane Piovene”, ma la più giovane a farlo Annalena Benini, 35 redattrice de Il Foglio, e moglie di Mattia Feltri. «La sua è una prosa tersa – recita la motivazione -, priva d’infingimenti e artifici, proprio per questo implacabile. L’arma letale di cui si serve è l’ironia deformante, una sorta di lente d’ingrandimento con la quale racconta e irride il mondo che ci circonda». E al giornale di Ferrara, la Benini ha dichiarato tutto il suo attaccamento: «Da grande spero di continuare a fare questo lavoro, che per me è un privilegio».
Non solo professionale la motivazione che ha accompagnato la premiazione di Mario Pirani, «uno degli esponenti di spicco d’una generazione di giornalisti colti ed erratici che ebbero in Piovene un illustre predecessore. La stessa storia della sua vita densa, avventurosa, riassunta con briosi fremiti di verità nel suo recente libro autobiografico, evoca qua e là i tratti di certi tormentati personaggi dell’ultimo Piovene sempre in fuga da se stessi e in cerca di se stessi. Oggi premiamo lo sforzo lungo quanto ostinato di una coerenza che, per ammissione dello stesso premiato, ha dovuto e deve fare sempre i conti con la vanità di molte “illusioni” ancorché “ragionevoli”».

Proprio della sua vita da uomo d’intelligence di Enrico Mattei all’Eni ha parlato, intervistato da Vespa. «Non so se l’abbiano ucciso – afferma – può essere stato un incidente. Se però si è trattato di un attentato non c’entrano nulla le ipotesi fatte su americani e francesi per questioni petrolifere. Piuttosto avvenne durante la crisi di Cuba con le navi russe che si stavano avvicinando cariche d’armi e la Cia lo considerava l’unico in grado di convincere il Governo italiano a rimanere neutrale nella Guerra Fredda. Se è stato ammazzato è stata la mafia su istigazione degli americani».

L’Eugenetica di Bill Gates e la riduzione della popolazione

Scritto da Paul Joseph Watson , Prison Planet.com
Traduzione per The Living Spirits: Tatiana Coan * www.thelivingspirits.net
Fonte: www.disinformazione.it
autore:Alessandra Drago

La vera storia dietro a Bill Gates e “Le Giurie della Morte”

Scritto da Paul Joseph Watson , Prison Planet.com
Traduzione per The Living Spirits: Tatiana Coan * www.thelivingspirits.net

Il fondatore di Microsoft é un eugenista intransigente e ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione di usare vaccini dal valore di miliardi di dollari, che la sua fondazione finanzia per ridurre la popolazione mondiale.
L’appoggio di Bill Gates alle “giurie della morte” ha causato controversie tra i commentatori conservatori, ma il vero oltraggio dietro a questa storia non è stato completamente rivelato – il fatto è che Gates é un eugenista intransigente e ha invocato la riduzione della popolazione mondiale con l’uso di vaccini, che la sua fondazione finanzia per la bellezza di miliardi di dollari.
I commenti di Gates sulle “giurie della morte”, sono stati fatti effettivamente più di due mesi fa al Festival delle Idee di Aspen a Aspen in Colorado, ma essi hanno attirato l’attenzione solo quando il video fece la sua comparsa di domenica su parecchi siti conservatori, come pure sulla Breitbart TV e su The Blaze.
Durante una serie di domande e risposte, Gates insinuò che pazienti anziani che vengono sottoposti a costosi trattamenti medici dovrebbero essere uccisi e i soldi spesi in altro modo.

Gates affermò che c’era “una mancanza di volontà” nel considerare la questione di scegliere tra “spendere un milione di dollari sugli ultimi tre mesi di vita per quel tipo di paziente” o licenziare 10 insegnanti.
“Ma ciò viene chiamato la giuria della morte e voi non siete tenuti a trattare tale dibattito” aggiunse Gates.
L’appoggio del proprietario della Microsoft  per uccidere la nonna nel nome di spendere denaro altrove scuote e spiega perché così tanti Americani sono offesi dalla sanità di Obama che contiene, quale uno dei suoi principali componenti, un comitato di valutazione costi/benefici che sarà in grado di rifiutare cure a pazienti anziani, a dimostrazione del fatto che le giurie della morte entrano per davvero in vigore nonostante le campagne dei rappresentanti della classe dirigente e dei media per convincere il pubblico diversamente.

Anche se gli Americani saranno soggetti ai capricci delle giurie della morte, il governo federale “continuerà a richiedere ospedali per fornire trattamenti di pronto-soccorso a immigranti illegali alle spese dei contribuenti” denunciò il New York Times.
Comunque, il significato più ampio dei commenti di Gates é passato completamente inosservato da coloro che si erano tanto offesi per quello che aveva detto.
Gates è un eugenista reo-confesso che si é impegnato a ridurre drasticamente la popolazione mondiale nel nome di combattere il surriscaldamento globale. Questo è allarmante considerando il fatto che la fondazione Bill e Melinda Gates finanzia la produzione e la distribuzione di vaccini al terzo mondo.

Durante una conferenza TED (sono conferenze su tecnologia, intrattenimento e design) nel febbraio 2010, Gates ha dichiarato apertamente che i vaccini sarebbero stati usati per ridurre la popolazione mondiale e abbassare le emissioni di CO2.
Sostenendo che la popolazione mondiale sta raggiungendo i 9 miliardi, Gates disse: “se noi facessimo davvero un ottimo lavoro con nuovi vaccini, cure medico sanitarie, servizi medici di riproduzione (aborto), forse potremmo avere una riduzione del 10 o del 15 per cento.”

Un po’ come se un miglioramento delle cure sanitarie e dei vaccini, che si suppone salvino vite, porterebbe a una diminuzione della popolazione mondiale: é un ossimoro, a meno che Gates non si stesse riferendo ai vaccini per sterilizzare le persone, che è precisamente lo stesso metodo propugnato nel testo del 1977 Ecoscience scritto dal consigliere scientifico della Casa Bianca John P. Holdren, il quale parla di un “regime planetario” dittatoriale per mettere in atto misure draconiane al fine di ridurre la popolazione attraverso l’uso di ogni sorta di tecniche oppressive, sterilizzazione inclusa.

In verità, come ha rivelato Mike Adams di Natural News, uno degli attuali progetti della fondazione Gates ruota intorno al finanziamento di un “programma di sterilizzazione che userebbe penetranti raffiche di ultrasuoni dirette sui testicoli dell’uomo per renderlo sterile per sei mesi”.
“Ora, la fondazione sta finanziando un nuovo programma “ consegna di un vaccino che si attiva con la sudorazione” basato su nano particelle che penetrano la pelle umana.” scrive Adams, “la tecnologia viene descritta come un mezzo per “sviluppare nano particelle che penetrano la pelle attraverso i follicoli dei peli e che a contatto con il sudore umano si attivano per rilasciare i vaccini.”
Il sostegno del fondatore della Microsoft alle giurie della morte é un’ammissione scioccante, ma fa impallidire se si considera che Gates, uno degli uomini più ricchi del pianeta, che è solito incontrare altri miliardari per discutere sugli sforzi da fare per ridurre la popolazione, ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione a usare miliardi di dollari in vaccini per finanziare la diminuzione della popolazione mondiale nel terzo mondo, scopo che potrebbe essere raggiunto qualora i vaccini fossero progettati per sterilizzare forzatamente le persone, ovvero senza il loro consenso, o provocare aborti forzati.

Firenze, torna alla luce il teatro romano “sepolto” sotto Palazzo Vecchio

Fonte: Mensile del gruppo archeologico C.R.T.
scritto da: Michelangelo Zucchini
a cura di: Roberto Cegalin

Un grande teatro romano “sepolto” sotto le successive costruzioni e ampliamenti di Palazzo Vecchio. Ora l’antico teatro di Florentia torna alla luce,grazie ai sei anni di scavi finalmente ultimati e sarà il più antico “pezzo” del nuovo museo della città di Firenze che verrà trasferito dalla biblioteca delle Oblate proprio a Palazzo Vecchio.

Con la riscoperta del teatro romano inizia un percorso che porterà a Palazzo Vecchio il museo della città e il conseguente allargamento della biblioteca.

Il museo racconterà la storia di Firenze proprio partendo dalle fondamenta e arrivando fino alle terrazze di Palazzo Vecchio,affascinando cittadini e turisti con l’illustrazione della tradizione e dell’evoluzione millenaria della sede del potere cittadino.

Una equipe italiana torna a far splendere HIERAPOLIS

Fonte: Mensile del gruppo archeologico C.R.T.
scritto da: Michelangelo Zucchini
a cura di: Roberto Cegalin 

Sarà una missione archeologica italiana a ricreare una delle più fastose facciate teatrali in marmo dell’antichità. In Turchia,presso la città romano-ellenistica di Hierapolis(l’odierna Pamukkale) situata nella regione una volta denominata Frigia sta per avere inizio un ambizioso progetto: la ricostruzione della facciata teatrale costruita sotto il regno di Settimio Severo agli inizi del III sec. D.c., uno degli esempi meglio conservati dell’architettura c.d. “barocca” sviluppatasi nelle province orientali dell’Impero Romano.

La facciata,larga 47 metri e alta circa 30, composta da tre piani di marmi decorati in maniera splendida,crollò nell’orchestra del teatro a seguito di un terremoto avvenuto attorno la metà del VII secolo d.c. Dal 1957 una missione italiana scava per riportare alla luce le migliaia di blocchi di marmo rimasti sepolti dal sisma.

Vendevano le tre figliolette per pochi euro

Fonti:AGI, Agenzia Giornalistica Iitaliana

Terribile il dramma su cui hanno fatto luce i poliziotti della Sezione di polizia giudiziaria presso la Procura per i minorenni di Palermo che, in collaborazione con gli agenti del commissariato di Porto Empedocle (Agrigento), hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del padre di tre bambine e alla misura degli arresti domiciliari a carico della madre e di un altro uomo di 78 anni, conoscente della coppia, con l’accusa per tutti di aver costretto con minaccia e violenza le tre minori a compiere e subire atti sessuali, con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di persona minore di 14 anni.
Gli episodi sono avvenuti a Lampedusa. Per i genitori e’ scattata anche l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: infatti, lasciavano che il 78 enne arrestato abusasse delle figlie nella loro casa dietro il pagamento di danaro e le accompagnavano nei pressi del parco giochi o della scuola di Lampedusa facendole prostituire.
Le ordinanze sono state adottate dal gip di Palermo su richiesta del pm. Il padre e’ stato rinchiuso all’Ucciardone, mentre la madre e l’altro uomo sono stati condotti presso le rispettive abitazioni di Porto Empedocle e Lampedusa. Gia’ dal 2007 il nucleo familiare era sotto la lente dei servizi sociali, tanto che la forte situazione di degrado aveva indotto il Tribunale per i minorenni a provvedere all’inserimento dei minori presso una comunita’. E proprio nel corso di alcuni colloqui nella struttura, una delle ragazzine aveva raccontato raccapriccianti episodi di abusi sessuali compiuti da minorenni e maggiorenni a Lampedusa. Alle bambine venivano regalate delle somme di denaro che variavano dai 3 ai 10 euro. Soldi che poi davano ai genitori. La procura per i minorenni di Palermo, informata dei fatti, ha cosi’ dato incarico a dei consulenti tecnici di procedere all’audizione delle vittime che hanno confermato il drammatico scenario di violenze e di maltrattamenti. Genitori non solo sfruttatori della prostituzione delle loro figlie, ma anche responsabili di ricorrenti violenze sessuali (anche di gruppo) in un contesto di sistematici maltrattamenti fisici e di dolorosa omerta’ di cui portavano addosso i segni; infatti le bimbe venivano picchiate con bastoni e prese a morsi nelle gambe. Un padre seviziatore delle proprie figlie, con il consenso, la complicita’ e la divertita partecipazione della madre. Le bimbe hanno chiesto ai loro ‘salvatori’ di potere cambiare famiglia. (AGI) .

Massimiliano Frassi

Massimiliano Frassi è nato a Lovere (Bergamo) il 13.08.1969. Dopo la laurea ha deciso di impegnarsi attivamente nel sociale, operando dapprima nel campo dell’emarginazione grave adulta.
Successivamente diventa fondatore e presidente dell’Associazione Prometeo onlus che da anni si occupa di lotta alla pedofilia, sostenendo le vittime dei pedofili e lavorando per creare una presa di coscienza del problema da parte della società.
E’ autore di tre libri bestseller che hanno venduto oltre 150.000 copie in Italia e Svizzera, “I bambini delle fogne di Bucarest” (sei edizioni, con prefazione di Maria Rita Parsi), “L’inferno degli angeli” (quattro edizioni, con prefazione di Maurizio Costanzo) e l’ultimo “Predatori di bambini – libro nero della pedofilia” uscito in una nuova versione pubblicata da Macro Edizioni.
Suo anche il blog più letto in Italia, tra quelli aventi come tema l’infanzia violata: www.massimilianofrassi.splinder.com 
Frassi è stato promotore di una proposta di legge contro la pedofilia e tiene circa 200 conferenze all’anno. Molto amato dalla gente è invece da sempre duramente attaccato da movimenti pedofili italiani e stranieri.
Massimiliano Frassi è stato insignito di numerosi riconoscimenti tra cui il premio Kiwanis – We Build International 2000, la medaglia della Polizia di Stato, conferitagli dal Questore di Bergamo nel 2003 e la medaglia d’oro del F.B.I., assegnata a lui (ed alla Prometeo) dal responsabile della storica F.B.I. di New York nel 2004. La sua associazione (unico caso in Italia), nel 2006, ha conseguito il prestigioso Premio Livatino, intitolato al noto Giudice anti-mafia, “pro bene justitiae”.
Frassi è consulente nel campo del sociale, è assessore tecnico alla famiglia in un comune della bergamasca ed è stato nominato “difensore civico nel campo dei minori” dall’associazione nazionale difensori civici

La Cina cerca il «cacciatore di Yeti»

Dopo 30 anni riprende una ricerca internazionale

La Cina cerca il «cacciatore di Yeti»

Gli scienziati stanno reclutando personale «qualificato» nella provincia dell’Hubei

Dopo 30 anni riprende una ricerca internazionale

La Cina cerca il «cacciatore di Yeti»

 DI :G Elmar Burchia

Gli scienziati stanno reclutando personale «qualificato» nella provincia dell’Hubei

MILANO – Hai tra i 25 e i 40 anni? Sei una persona paziente? Fisicamente in forma? Con nozioni basilari di biologia e ti appassiona la fotografia? Allora potresti essere il candidato ideale per diventare un «cacciatore di Yeti». In Cina sta infatti per partire la prima spedizione internazionale dopo oltre tre decadi. L’obiettivo: scovare finalmente il leggendario Yeti, sulla cui reale esistenza si dibatte ormai da decenni. «Cerchiamo gente che sia convinta della cosa, perché abbiamo un sacco di lavoro che ci aspetta», ha sottolineato il responsabile del gruppo di ricercatori. E se Messner avesse avuto ragione?

TRA MITO E REALTÀ – A riferire dell’insolita offerta di lavoro è stata l’agenzia ufficiale cinese Xinhua. Il costo complessivo del progetto di ricerca si aggira su 1,5 milioni di dollari. La creatura pelosa delle montagne è presente in molte culture: oltre la Cina, gli Stati Uniti e anche sulle Alpi in Valtellina. In realtà dovrebbe oramai essere assodato che la creatura esiste solo nella mitologia. Ma il dilemma continua a non esser sciolto: esiste davvero o è solo una leggenda? Prove concrete della sua esistenza non ce ne sono. Solamente una paio di testimonianze e alcune foto sbiadite.

CACCIATORI CONVINTI – Un gruppo di ricerca in Cina intende ora dimostrare che lo Yeti esiste davvero. In queste settimane gli scienziati stanno reclutando personale qualificato nella provincia dell’Hubei (Cina centrale) per una spedizione nelle montagne della riserva naturale di Shennongjia. Come riferisce la Cnn, citando l’agenzia di Stato cinese, i candidati adatti dovrebbero avere tra i 25 e i 40 anni. Pochi per la verità i requisiti necessari: pazienza, conoscenze in biologia, competenze nell’ambito della fotografia, fisico allenato. «La cosa più importante è che troviamo membri che siano realmente convinti, perché abbiamo un bel po’ di lavoro davanti a noi», ha affermato Luo Baosheng, vice presidente dell’associazione «Uomo selvatico» di Hubei. Il progetto, in collaborazione con l’Università delle Tre gole, prevede di coinvolgere non meno di cento sostenitori. Nel frattempo gli organizzatori stanno raggranellando il denaro per sostenere i costi. «A bilancio mettiamo almeno 1,5 milioni di dollari», illustra Wang Shancai, archeologo presso l’Istituto di archeologia e beni culturali della provincia di Hubei. I finanziamenti dovrebbero arrivare da privati, società e istituzioni.

AVVISTAMENTI – Tuttavia, c’è da stare certi, le tecniche di persuasione che dovranno utilizzare gli ambiziosi scienziati dovranno essere più che efficaci. L’ultima ricerca dello Yeti in Cina fu sospesa quasi trent’anni fa. Senza risultati. Le prime notizie dell’esistenza dell’enigmatica creatura risalgono al 1832, quando un inglese che aveva vissuto in Nepal, riferì di convinzioni della popolazione locale. Nel 1953, anno della prima ascensione all’Everest, John Hunt, il capo spedizione di Edmund Hillary, raccontò di quanto gli venne riferito da un monaco locale, che aveva visto uno Yeti giocare nella neve nel posto dove la spedizione si stava accampando. Anche il grande scalatore sudtirolese Reinhold Messner ha raccontato di aver visto e fotografato ben tre esemplari di yeti sulla catena dell’Himalaya, un «incontro» avvenuto a 6 mila metri. Non sarebbe così diverso da come la gente lo immagina: sta sui due piedi, è tutto peloso, è alto circa due metri e con braccia e gambe relativamente corte.

REPERTI – Nelle foreste che la spedizione cinese ha vuole setacciare sono stati registrati in tutto più di 400 avvistamenti. Gli scienziati cinesi si sono dedicati al fenomeno dello Yeti a partire dagli anni Settanta. Già allora furono trovati capelli, escrementi, orme e un punto dove avrebbe dormito quella che i testimoni sostengono sia la mitica creatura. Nei primi anni Ottanta partì l’ultima spedizione, come racconta l’agenzia Xinhua. I ricercatori non trovarono nulla. Ora, con le nuove tecnologie a disposizione, sperano in una caccia più proficua.