Nuovo coccodrillo preistorico scoperto in lastre calcaree destinate ad una cucina

Fonte: http://www.ditadifulmine.com/

Succede anche questo nel bizzarro mondo della paleontologia. I fossili di un antico predatore, imparentato con i coccodrilli moderni, sono stati ritrovati in alcune lastre calcaree probabilmente destinate a diventare il controsoffitto di una cucina italiana.

Estratte dalle cave di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Verona, nel 1955, e dopo che i fossili al loro interno vennero identificati come appartenenti ad un’antica specie di coccodrillo, queste lastre vennero trasportate in due musei italiani, rimanendo pressochè sconosciute e non studiate fino al 2009-2010, anni in cui qualcuno ebbe la buona (e tardiva) idea di esaminare i reperti in dettaglio.

Ecco che si scoprì che i fossili, un cranio e alcune vertebre, appartenevano a un rettile sconosciuto, vecchio di 165 milioni di anni, e battezzato Neptunidraco ammoniticus. Pare sia il membro più antico della famiglia dei Metriorhynchidae, che racchiudeva gli antichi coccodrilli marini dai quali, circa 200 milioni di anni fa, si separarono gli antenati dei moderni coccodrilli.

Il Neptunidraco ammoniticus era diverso dai coccodrilli di oggi: era un animale marino, e non semi-acquatico, e probabilmente saliva sulla terraferma ben di rado. Era lungo circa 4 metri, con un corpo di forma idrodinamica e una coda più simile alla pinna di uno squalo che alla coda di un coccodrillo.

Si sospetta inoltre che il N. ammoniticus fosse dotato di pinne. “Era così ben adattato alla vita marina che gli era impossibile sopravvivere fuori dall’acqua” spiega Andrea Cau, co-autore della ricerca e paleontologo dell’Università di Bologna. “Per certi versi, era più simile ad un delfino che ad un coccodrillo”.

Come delfini e balene, infatti, il N. ammoniticus doveva risalire in superficie per respirare. E, come le tartarughe marine, avrebbe avuto la necessità di muoversi sulla terraferma una volta l’anno per deporre le uova.

La scoperta di questo nuovo antenato di coccodrillo non soltanto amplia la famiglia dei Metriorhynchidae, ma apre il campo a chissà quante scoperte che, per un motivo o l’altro, sono ancora nascoste nei musei di tutto il mondo. “Questo è solo un esemplare nel nostro museo, e abbiamo un milione di esemplari” spiega Federico Fanti, geologo del Museo Geologico Giovanni Cappellini in cui era custodita una delle lastre calcaree. “Il potenziale per nuove scoperte è enorme”.

Quanti fossili di animali ancora sconoscuti alla scienza si nascondono in scaffali bui e impolverati dei nostri musei, in attesa che qualcuno si accorga di loro e porti alla luce un altro esempio dell’antica biodiversità terrestre?

Attentati chiesa coopta

Fonte: http://www.cpeurasia.eu/1317/semplice-ritorsione-o-destabilizzazione-pianificata

Semplice ritorsione o destabilizzazione pianificata?

Per comprendere il valore e la funzione dell’attentato alla Chiesa copta-ortodossa di Alessandria d’Egitto, è necessario liquidare perentoriamente ogni ipotesi formulata dai mass-media occidentali, a partire dalle favole su alQaeda e l’estremismo islamico in generale. L’idea di uno “scontro di civiltà” tra un mondo libero e democratico, e una serie di Paesi caratterizzati da sistemi politici oppressivi e religioni oscurantiste, è solo una maschera “idealista” che cela gli interessi economici degli oligopoli euro-atlantici. Per cui ogni fatto non può essere interpretato secondo i canoni della politica nostrana, tesa a tutelare i profitti delle multinazionali, piuttosto che la libertà dei popoli, ancor meno della Cristianità. Porre in relazione fatti apparentemente sconnessi, indagare sulle molteplici cause e sui vari fattori che concorrono a determinare una situazione o un atto concreto (nel nostro caso un attentato), dovrebbe essere il “modus operandi” per coloro che intendono indagare seriamente e analizzare la realtà, piuttosto che modificarla per dimostrare la fondatezza delle proprie teorie.

La neutralizzazione dell’Egitto negli anni ‘80 ha consentito ad Israele di protrarre la propria esistenza nel corso del tempo. Il controllo dello stato egiziano è un perno fondamentale per la sicurezza dell’entità sionista, e l’attentato di Capodanno non può essere concepito al di fuori di questa strategia. Il declino dell’imperialismo americano e dell’idea stessa di globalizzazione unipolare a guida statunitense, coinvolge inevitabilmente anche l’avamposto mediorientale, costretto ad affrontare nuove sfide. Il triangolo Damasco – Ankara – Teheran sorto con il beneplacito di Cina e Federazione Russa, rischia di isolare Tel Aviv, la quale, dopo aver tentato di ostacolare il nuovo corso turco (1), non può rischiare di perdere anche l’Egitto, dove la penetrazione economica cinese è sempre più forte (2) e che si traduce inevitabilmente in relazioni politiche sempre più strette tra i due Paesi. In tale contesto è necessario per Israele e gli Stati Uniti, bloccare gli effetti dannosi del multipolarismo nella zona arabo-islamica. Infatti all’attentato terroristico di pochi giorni fa, devono essere associate due notizie inquietanti: la scoperta di una cellula di spie israeliane in grado di intercettare le conversazioni telefoniche di alte cariche dello stato egiziano e il rientro a Tel Aviv dell’ambasciatore israeliano Yitzhak Levanon (3) . E’ Ipotizzabile che l’ennesimo tentativo di seminare discordia tra comunità religiose, sia stato progettato per destabilizzare l’Egitto a vantaggio degli interessi di Usa e Israele, così come dichiarato da Hezbollah (4), oppure come ritorsione immediata all’individuazione della cellula del Mossad.

Intanto i cantori dello “scontro di civiltà”, inebriati dagli attacchi alle comunità cristiane orientali, continuano indisturbati nell’opera di manipolazione dell’opinione pubblica europea, preparandola a future crociate “democratiche”, ma questa volta rischiano l’estinzione.

Moczar

  1. http://www.eurasia-rivista.org/5502/crescenti-sospetti-sul-possibile-collegamento-tra-il-pkk-e-israele
  2. L’investimento di 1,5 miliardi di dollari in una Zona Economica nell’area del Suez, riflette il ruolo crescente della Cina in Egitto http://www.relooney.info/SI_Oil-Politics/Africa-China_29.pdf
  3. http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/87562-egitto-scoperta-cellula-di-spie-ambasciatore-israeliano-fugge-dal-cairo
  4. http://italian.irib.ir/notizie/politica/item/87826-hezbollah-strage-alessandria-serve-solo-interessi-usa-e-israele

SVELATO IL MISTERO DEL PANE ALL’LSD A PONT-SAINT-ESPRIT, ERA STATA LA CIA

Fonte: Ditadifulmine.com

Immaginate questo scenario: un intero paese in preda al terrore per via di allucinazioni. Sembra uscito dalla trama di un film di Hollywood, ma è successo realmente nel 1951 a Pont-Saint-Esprit, Francia, quando improvvisamente gli abitanti vennero colpiti da allucinazioni di massa.
Il mistero è durato quasi 50 anni, e solo ora si scopre cosa è successo realmente. LSD nel pane.
Non fu un episodio accidentale, non fu l’ergotismo che colpì secoli prima intere città del medioevo, ma una deliberata somministrazione di allucinogeni alla popolazione.
Un abitante del villaggio tentò di affogarsi per via del fatto che sentiva “la sua pancia mangiata da serpenti“. Un altro saltò dal secondo piano gridando “sono un aeroplano!“. Un ragazzino tentò di strangolare sua nonna. Il bilancio di morti ammonta a 17 vittime, colpite dalla “maledizione del pane” (Le Pain Maudit), mentre molti altri vennero ricoverati in ospedali psichiatrici per evitare che si uccidessero o si ferissero per l’improvvisa follia che li aveva colpiti.
Uno dei sopravvissuti, intervistato nel video “Le mystère du pain maudit“, racconta della sua avventura terrificante, e della sensazione di essere divorato da serpenti. Afferma che avrebbe preferito morire che avere quell’esperienza. Ma niente veleno fu trovato nel pane, nessuna sostanza tossica venne rilevata dalle analisi chimiche.
Il Time scrisse al tempo “i pazienti si rivoltavano nei letti, gridando che fiori rossi stavano sbocciando dai loro corpi, e che le loro teste erano di piombo fuso“. Giusto per darvi un’idea dell’assurdità della situazione…
Le prime ipotesi puntarono verso l’ergotismo, un malattia che si verifica per l’ingestione di cereali contaminati dalla segale cornuta, un fungo che provoca allucinazioni ed è stato la base per la creazione dell’LSD. Questa è una delle ipotesi avanzate da Steven L. Kaplan nel 2008, nel suo libro “Le pain maudit: Retour sur la France des années oubliées 1945 – 1958“.
Ma pare che questa ipotesi debba essere scartata, per via del fatto che nessuna traccia di segale cornuta è stata trovata. Si puntò allora sul mercurio, utilizzato in alcuni pesticidi che avrebbero contaminato il grano utilizzato per fare il pane. Ma anche questa ipotesi non regge.
Kaplan quindi portò delle ipotesi che purtroppo non davano alcuna spiegazione, ed il mistero rimase insoluto. Insoluto fino a quando, nel 2009, un reporter investigativo americano, H.P. Albarelli, scrisse il libro “A Terrible Mistake: The Murder of Frank Olson and the CIA’s Secret Cold War Experiments.”

Albarelli è un investigatore molto bene informato sulle attività “black” della CIA. Nel suo libro parte dall’omicidio dell’agente della Agency Frank Olson per arrivare, dopo un’indagine di sei anni, alla scoperta della causa delle allucinazioni di Pont-Saint-Esprit.
Frank Olson era un biochimico che lavorava per la Special Operations Division della CIA, e che “cadde” dal 13° piano di un edificio di New York nel 1953, due anni dopo le allucinazioni francesi. Pare che Olson fu drogato con LSD qualche giorno prima di morire gettandosi da un palazzo, probabilmente per il suo lavoro sulle sostanze allucinogene.
Ed analizzando i documenti relativi al lavoro di Olson, Albarelli è stato in grado di risalire alle cause delle allucinazioni di Pont-Saint-Esprit, scoprendo che furono causate dall’ utilizzo di LSD, deliberatamente inserito nel pane prodotto dai forni del villaggio.
Parlando con due ex colleghi di Olson alla S.O.D., Albarelli ha scoperto che l’incidente di Pont-Saint-Esprit faceva parte di un esperimento di controllo mentale della CIA e dell’esercito americano, parte di un progetto più ampio iniziato durante la Guerra di Corea mirato a verificare l’efficacia di allucinogeni per scopi bellici.
La conferma è arrivata anche da alcuni scienziati di Fort Detrick, che hanno affermato che vennero spuzzati aerosol di LSD nell’aria del villaggio francese, oltre che contaminati i prodotti alimentari locali.
Ma non è tutto. Albarelli è riuscito a trovare un’intercettazione telefonica di una conversazione tra un agente della CIA ed una società farmaceutica svizzera, la Sandoz Pharmaceutical (ora divisione della Novartis), nella quale viene citato il “segreto di Pont-Saint-Esprit“, e le cause che hanno portato all’epidemia di allucinazioni nel paese.
Pare che furono i ricercatori della Sandoz a concordare la storia dell’ergotismo, ormai dimostratasi un falso, ed a contaminare il cibo di Pont-Saint-Esprit.
Il documento principale dell’inchiesta sembra essere stato un fascicolo inviato ai membri della Commissione Rockefeller nel 1975, durante investigazioni sugli abusi della CIA. Contiene nomi di ufficiali francesi reclutati dalla Agency, e riferimenti diretti all’ incidente di Pont-Saint-Esprit. Oltre a riportare un dato inquietante: tra il 1953 ed il 1965, oltre 5700 soldati americani vennero sottoposti a sperimentazioni con allucinogeni.

Il ragno più velenoso del mondo

Fonte: http://www.ditadifulmine.com

Il ragno vagabondo brasiliano, del genere Phoneutria, non è grande come alcune tarantole, ma non fatevi ingannare dal suo aspetto. I suoi 15 centimetri di lunghezza (se misurati dalle estremità delle zampe) nascondono il veleno più potente di tutti i ragni del pianeta.

Chiamato anche il ragno della banana, per via del fatto che sembra gradire nascondersi nelle piantagioni di banane, è un aracnide che vorreste evitare a tutti i costi.
Il ragno vagabondo brasiliano è il nome generico per otto specie di ragni appartenenti al genere Phoneutria (dal greco “assassina”).

Il suo nome viene dal fatto che ama vagabondare nella foresta in cerca di una preda durante la notte. Non tende agguati o tesse una tela per la caccia. Non è per nulla intimorito dagli esseri umani e, se spaventato o minacciato, attacca in modo feroce, senza alcun timore.
E’ noto per la sua posizione di difesa: solleva le zampe anteriori, ed inizia a dondolare a destra e a sinistra, un atteggiamento che i lavoratori nelle piantagioni di banane hanno imparato a riconoscere e ad evitare.

Due delle otto specie di ragni Phoneutria sono responsabili della maggior parte dei morsi, anche perchè vengono trovati in zone densamente popolate del Brasile e dell’Amazzonia. La maggior parte dei morsi avvengono durante il giorno, dato che questi ragni si nascondono durante le ore diurne in qualsiasi buco o zona d’ombra, che siano piante, cespi di banane, scarpe o scatole.

Nonostante sia considerato il ragno più letale del mondo, è curioso notare come, nel 30% dei suoi morsi, non inoculi veleno, mentre in un altro 30% dei casi inietti solo una piccola parte del veleno. Sembra quindi che possa dosare la sua tossina per ottenere diversi effetti. Questo fa diminuire il suo grado di pericolosità a favore di altri ragni che, pur avendo un veleno meno potente, lo iniettano tutto nelle vittime, ed ogni volta che mordono.

Il veleno dei Phoneutria è considerato uno dei più terribili dell’intero regno animale. La maggior parte delle morti per morsi di ragno derivano proprio da morsi di Phoneutria, e bastano solo 0,006 milligrammi della sua neurotossina per uccidere un topo di 20 grammi di peso, e poco più per avere effetti letali su un essere umano.
La neurotossina, nota come PhTx3, agisce sulle sinapsi neurali e causa perdita di controllo muscolare, difficoltà respiratorie, paralisi ed asfissia.

All’inizio il suo morso è estremamente doloroso, soprattutto per i grossi cheliceri e gli alti livelli di serotonina contenuti nel veleno. E’ considerato uno dei morsi di ragni più dolorosi in assoluto, ed ottiene un effetto bizzarro sugli uomini, l’effetto-Viagra, dato che causa una potente e dolorosa erezione. L’erezione può durare diverse ore, e può portare all’impotenza.
Dato questo spiacevole effetto collaterale, che tutto sommato è relativamente secondario rispetto al fatto che si possa morire per un morso di Phoneutria, il veleno di questi ragni viene studiato per curare le disfunzioni erettili nell’essere umano.

Un’informazione rassicurante: dal 2004 non c’è stata nessuna morte per il morso dei Phoneutria, grazie allo sviluppo di un siero. Il loro morso inoltre non è adatto ad avvelenare grossi mammiferi, ma ottimizzato per piccole prede. E solo il 2,3% dei morsi si rivela tale da richiedere l’utilizzo del siero.

Ma la sua abitudine a nascondersi in ogni spazio oscuro è decisamente pericolosa. Un caso di morso è avvenuto in Inghilterra, dopo che un esemplare di Phoneutria fera, nascosto nel carico di banane di una nave, ha morso un addetto allo scarico merci del porto. Fortunatamente, grazie al tempestivo soccorso ed alla disponibilità di siero, l’uomo si è ripreso, ma non dopo una settimana di ricovero in ospedale.

Messico, i numeri della tragedia

Fontehttp://it.peacereporter.ne

Inarrestabile la violenza in Messico. I killer dei narcos non si fermano. Uccisi due clown di strada accusati di essere spie

I numeri della guerra intrapresa dai narcos in Messico devono far riflettere. Più di 12.650 persone sono state uccise dal “crimine organizzato” nel 2010 appena trascorso. Una cifra esorbitante. Il 52 percento in più rispetto all’anno precedente. Un omicidio ogni 40 minuti. Trentamila negli ultimi quattro anni. Dati impressionanti che evidenziano come la situazione ormai sia sfuggita di mano allo Stato centrale.
Una furia cieca quella dei gruppi criminali messicani. Una furia che non risparmia né donne né giovani. Una violenza che purtroppo è riuscita a mettere paura allo Stato messicano, incapace di contenerla.

Ultimo in ordine di tempo l’omicidio di due uomini, probabilmente uccisi dai sicari dei cartelli della droga, avvenuto in una zona particolare, nel sud est del Paese e non a nord, dove le cosche hanno maggior potenza e influenza. I due uomini erano clown di strada. Un lavoro che non sempre consentiva un lauto guadagno, secondo quanto raccontato dai familiari. Ma per i killer i due pagliacci erano solo spie dell’esercito. E per questo andavano puniti. Una punizione esemplare, considerando che accanto ai due cadaveri è stato fatto ritrovare un biglietto con la spiegazione dell’omicidio. “Questo mi è capitato perchè facevo la spia e pensavo che il ministero della Difesa mi avrebbe protetto”, si legge nel cartello firmato Fez (probabilmente la Forza Speciale de Los Zetas) posto sopra uno dei cadaveri. Non sapremo mai se i due uomini erano davvero spie oppure avevano fatto qualche sgarbo che doveva essere punito. Di fatto sono state colpite due figure che rappresentano l’allegria e la felicità e che si associano alla spensieratezza dei bambini. Forse un modo per precludere anche il loro futuro?

Il dato numerico in merito alle morti nel Paese non è da sottovalutare. Secondo gli investigatori della polizia messicana, infatti, i cartelli avrebbero cellule semi-dormienti in molti stati del Paese a partire da Perù ed Ecuador, capaci di organizzare produzione e trasporto di sostanze stupefacenti verso il nord del continente. E capaci anche di organizzare omicidi, sequestri, spedizioni punitive. Tutto per un miglior controllo del territorio. Tutto come se fossero i padroni della regione. Lo stato più colpito dall’ondata di omicidi è lo stato di Chihuahua. Da dicembre 2006 almeno 10.587 persone sono state assassinate dai killer dei cartelli. Il 57 percento delle vittime è stata registrata a Ciudad Juarez, una delle città più pericolose del pianeta.
La triste classifica degli stati più colpiti dalla violenza criminale dei narcos è lo Stato di Sinaloa dove nel solo 2010 ci sono stati più di 1.700 omicidi. E le forze di sicurezza? Certo è che a pagare sono state anche loro. Secondo un recente conteggio, infatti, sembra che la lotta al traffico di droga abbia causato almeno 755 vittime fra le forze di polizia e dell’esercito. Tutte o quasi sono avvenute in scontri a fuoco con le bande criminali.
In questo insieme tragico di dati uno colpisce particolarmente: quello che riguarda i minori vittime dei cartelli. Sarebbero 183 nel 2010 e oltre mille negli ultimi tre anni. Un dato che lascia senza parole.

Telescopio Fermi rileva antimateria nei temporali terrestri

Fonte: http://www.ditadifulmine.com

Abbiamo sentito tutti parlare della famigerata antimateria, della sua capacità di annichilirsi a contatto con la materia “comune”, e delle possibilità che lo sfruttamento dell’antimateria potrebbe offrire in futuro.
Ma se credete che sia possibile trovare anti-particelle solo nei pressi di particolari fenomeni cosmici, siete in errore: il Fermi Gamma-ray Space Telescope ha rilevato raggi di antimateria all’interno di tempeste terrestri.

Il fenomeno è decisamente bizzarro, tanto che non era mai stato osservato in precedenza da alcuno strumento scientifico. Gli scienziati ritengono che le particelle di antimateria si formino a seguito di flash di raggi gamma (Terrestrial Gamma Ray Flash, o semplicemente TGF) prodotti all’interno di temporali e tempeste, e sembrano essere associate al manifestarsi di fulmini e lampi.

“Questi segnali sono la prima prova diretta che i temporali creano fasci di particelle di antimateria” dice Michael Briggs, membro del Fermi’s Gamma-ray Burst Monitor all’Università dell’Alabama. Il Fermi Gamma-ray Space Telescope è progettato per monitorare i raggi gamma: quando l’antimateria collide con particelle di materia tradizionale, entrambe si annichiliscono all’istante, e si trasformano in raggi gamma.

Il Gamma-ray Burst Monitor ha rilevato raggi gamma con un’energia di 511.000 elettronvolt, indicatore del fatto che un elettrone si è appena annichilito con la sua controparte di antimateria, un positrone.

“In orbita per meno di tre anni, la missione Fermi ha dimostrato di essere uno strumento incredibile per sondare l’universo. Ora apprendiamo che può anche scoprire misteri molto più vicini a casa” afferma Ilana Harrus, scienziata dal programma fermi alla NASA.

La sonda ha dimostrato di poter monitorare questi TGF anche a distanze di migliaia di chilometri, come nel caso del TGF del 14 dicembre 2009, avvenuto in Zambia quando il Fermi era sopra l’Egitto, a circa 4500 km di distanza. “Anche se il Fermi non ha potuto vedere la tempesta, la sonda era magneticamente connessa ad essa” dice Joseph Dwyer, del Florida Institute of Technology. “Il TGF ha prodotto elettroni e positroni ad alta velocità, che hanno percorso il campo magnetico terrestre colpendo la sonda”.

Il rilevamento di positroni mostra che molte particelle ad alta energia sono spinte fuori dall’atmosfera in corrispondenza di un temporale. Gli scienziati ritengono che tutti i TGF emettano raggi di elettroni e positroni. “I risultati del Fermi ci avvicinano di un passo a comprendere come funzionino i TGF” dice Steven Cummer della Duke University. “Dobbiamo ancora capire cosa ci sia di speciale in queste tempeste, e il ruolo preciso che i fulmini giocano in questo processo”

Congo. Un paese al collasso

Fonte: http://www.dazebaonews.it

I due decenni di conflitto iniziati nel 1997 hanno portato un paese con alti potenziali di ricchezza quale  la Repubblica Democratica del Congo alla rovina.

Oggi benchè la situazione socio-economica nel Paese vada migliorando, sono ancora troppo visibili i segni dei conflitti precedenti e la situazione è ancora troppo instabile. La maggior parte dei 5 milioni  di morti che ci son stati nelle due decadi passate non sono certo per i caduti nelle zone di guerra.
Malnutrizione, collasso delle strutture sanitarie, crollo dei sistemi istituzionali, vittime di violenze, sono queste le maggiori cause delle perdite nel Congo RD. Problemi che persistono nonostante le tregue e accordi di pace firmati.
Innocenti. Persone che non hanno deciso se partecipare o meno al conflitto, che nella maggior parte dei casi  non sanno neppure quali siano le potenzialità del loro paese, le ricchezze che il sottosuolo possiede.
Problematiche sociali pesanti quelle presenti tuttʼora nella Repubblica Democratica del Congo.
Numericamente non quantificabili, difficile darne dei numeri e farne una percentuale di chi ancora occupa nella scala sociale un posto lontanamente immaginabile  alle realtà cui siamo abituati. Molti gli  IDP (Internal Displaced People ), persone che hanno  dovuto lasciare la propria casa per spostarsi in un campo profughi;  non si conoscono quanti sono gli orfani di padre e di madre, quanti i ragazzi abbandonati con accusa di stregoneria per
non caricarsi  le spese di un altro figlio;  non si sa quante sono le donne vittime di violenze sessuali;  non si conosce il numero di chi ancora non riesce a sfamarsi o di chi muore in prigione in condizioni a dir  poco dignitose  per dissenteria o per fame;  ancora più difficile quantificare le cause dei nati prematuri per  malattie quali malaria , AIDS o lavori pesanti delle madri nel periodo di gravidanza.

Dieci teorie per le stragi di pesci e uccelli

Versione originale

Nicholas West e Zen Gardner (redattore di Notizie Alternative su Before It’s News, e pubblica anche su ZenGardner.com)
Fonte; www.activistpost.com
Link: http://www.activistpost.com/2011/01/10-leading-theories-for-dead-birds-and.html/
6.01.2011

Versione italiana

http://ilupidieinstein.blogspot.com

http://ilupidieinstein.blogspot.com/2011/01/le-10-principali-teorie-per-uccelli-e.html

Traduzione a cura di DAKOTA JON

Un centinaio i corvi morti caduti, forse spaventati da fuochi artificiali?

ROMA – Piovono ancora uccelli, stavolta in Svezia: poco prima di mezzanotte di ieri, i residenti di una piccola località a sud del Paese hanno trovato sull strada circa 100 piccoli corvi morti. Lo riporta oggi il sito d’informazione svedese The Local.

Dopo i primi rilievi, il veterinario della contea ha spiegato che gli animali, che dormono in stormi sugli alberi, potrebbero essere stati spaventati e disorientati da alcuni  fuochi d’artificio esplosi nella notte, e potrebbero essere caduti in strada dove poi le auto li avrebbero uccisi.

La contea, che nel frattempo ha chiuso la strada e continua le ispezioni, procederà con un’autopsia, per capire la ragione esatta della ‘strage’, ed escludere malattie e quindi possibili contaminazioni.

Il capo dell’istituto ornitologico svedese ha spiegato che anche gli uccelli ‘caduti’ in massa nei cieli degli Usa i giorni scorsi hanno l’abitudine di dormire in grossi stormi. E in questo periodo dell’anno sono più deboli per via del freddo.

Gli uccelli sono notoriamente vulnerabili solo verso la fine della stagione fredda, quando privi dello strato di grasso dovessero trovarsi ad affrontare una recrudescenza dell’inverno ndr

Dieci teorie per le stragi di pesci e uccelli

DI NICHOLAS WEST E ZEN GARDNER
activistpost.com

Mentre i media mainstream tentano di minimizzare le recenti morti, che ora sono diventate globali, vale la pena di tenere traccia delle notizie su questa storia. Sentitevi liberi di aggiungere la vostra alla sezione commenti, e ci aggiorneremo di conseguenza.

Spiegazioni mainstream: Fulmini, grandine, collisioni a mezz’aria, linee elettriche e fuochi d’artificio di Capodanno per gli uccelli… invece malattia per i pesci. Questo risulta dando uno sguardo ai media mainstream. Gli uccelli sono incredibilmente sensibili al loro ambiente (si pensi ai canarini nelle miniere di carbone) e il pensiero che essi siano stati colti di sorpresa, o che abbiano “sbagliato” il loro modello di volo è palesemente ridicolo. E dove sono gli uccelli arrostiti da questi colpi di fulmini? E i pesci che muoiono nella stessa regione? Solo una fortuita “malattia”. Uno dei principali titoli deve essere sancito come il tentativo più triste di sensazionalismo, mentre rivela un’ovvia conclusione naturale Gli uccelli caduti probabilmente morti per un massiccio Trauma. Davvero?

Sciami meteorici: siamo in un periodo di intensi sciami meteorici stagionali, e parecchi utenti di YouTube hanno segnalato di aver udito bang sonici nell’area, che potrebbero essere indicativi di una locale onda d’urto. Questa potrebbe essere una causa naturale non-cospirativa, che ha effettivamente senso, ma è difficile collegare a questo sia gli uccelli che i pesci, a meno che essa non abbia prodotto una frequenza invalidante. C’erano in verità altre anomalie sonore, secondo il rapporto sopra evidenziato.

Nuova linea di faglia di Madrid: Un eccellente articolo di The American Dream ha raccolto dati sulle recenti attività sismiche lungo questa linea di faglia che corre lungo la sezione medio orientale degli Stati Uniti. Se consideriamo anche il metodo della fratturazione per ottenere gas, l’immensa attività geologica nella regione e il disastro dell’estrazione petrolifera della BP, che ha disperso il Corexit nell’atmosfera, noi potremmo attribuire a questo qualsiasi distruzione di massa nella regione. Tuttavia, siamo di fronte ad un evento globale, quindi potrebbe trattarsi dell’effetto collaterale di qualcosa di più grande, o di un fattore che ha contribuito direttamente.

Esperimenti del governo: La lunga storia degli esperimenti del governo è stata esposta da molti ricercatori. La componente strana di queste morti è che solo alcune specie sono state colpite, solo all’interno dell’intera regione. E alcune relazioni hanno indicato che gli organi di questi uccelli si sono liquefatti, e questo potrebbe indicare un possibile virus. Potrebbe questo indicare l’uso di armi biologiche specie-specifiche? E’ agli atti che si sono svolte discussioni su armi biologiche razza-specifiche; si è forse trattato di un test sulla possibilità di trasferimento?

Mutazioni OGM: Mike Adams di Natural News avanza un’ interessante teoria: quest’ultimo evento è locale, ma le morti stanno investendo più specie visto che anche le popolazioni di api e pipistrelli sono in calo. Adams sottolinea che la Monsanto ha una sede nell’Arkansas. E’ legittimo porsi domande.

Geoingegneria: Potrebbe l’irrorazione nella zona aver causato questo tipo di fallout? Forse qualcosa di nuovo è stato aggiunto alla miscela? Le scie chimiche si sono rapidamente trasformate da teoria cospirativa a fatto documentato. Tanto, che i poteri hanno dovuto ammettere l’esistenza del programma, ma secondo loro a scopo benefico. Tra il cloud seeding e possibili connessioni a HAARP, la ricaduta da scie chimiche deve essere considerata, specialmente perché il programma si svolge quasi in tutto il mondo. Rosalind Peterson è stata all’avanguardia nell’aver stabilito una connessione della Geoingegneria agli OGM come fonte combinata per l’esplosione di alghe che riducendo l’ossigeno potrebbero interessare un ampio spettro di sistemi naturali. Inoltre, alcuni ritengono che il sistema di spargimento delle scie chimiche permette anche la dispersione di agenti patogeni. Se ci sarà un focolaio di influenza aviaria o malattie nei prossimi giorni o settimane tra la popolazione umana, nelle zone dove sono caduti gli uccelli, potrebbe essere avanzata una connessione con le scie chimiche. Se questo accadrà, il contagio potrebbe essere attribuito ad una nuova, mortale influenza aviaria. Un’altra possibilità collegata alle scie chimiche è quella delle nanoparticelle.

HAARP: Uccelli e pesci possono essere sensibili ad impercettibili variazioni di frequenza. Un post interessante di YouTube da parte di un pescatore di lunga data, menziona la presenza di una lamina di “perla” dietro l’occhio del tipo di pesce tamburo interessato da questo evento. Ha fatto un appello a chiunque nella zona, per cercare segni di danni riguardo a questa lamina. Sia gli uccelli che i pesci si spostano in modo altamente coordinato, e questo indica che si muovono e comunicano attraverso frequenze. Potrebbe il dispositivo HAARP in Alaska aver mandato in cortocircuito i loro sistemi di navigazione? O, forse, questo è l’inizio di un effetto a cascata dovuto a decenni di inquinamento elettromagnetico da campi elettromagnetici e onde ELF, intorno al pianeta, provenienti da una vasta gamma di moderni mezzi di comunicazione?

Armi scalari: Queste armi ad energia diretta possono essere distribuite via satellite e creare una vasta gamma di “disastri naturali” che possono essere sintonizzati su determinate frequenze. E’ stato segnalato che il loro raggio d’azione è di diverse miglia. Ancora più pazzesco è che ci è stato detto che negli uccelli morti sono stati rilevati massicci traumi. Una delle abilità segnalate delle armi scalari è quella di creare uno scudo di Tesla di plasma, come una bolla, che potrebbe far esplodere tutto ciò che entra nel suo spazio aereo. Alcuni hanno ipotizzato che questa tecnologia è in piena operatività. Ma che cosa succederebbe se invece fosse ancora in fase sperimentale? Ricordate, questo sta accadendo anche in Sud America.

Progetto Blue Beam: Era il test di un generatore di suono per inscenare a livello globale un’invasione aliena? Questa è certamente “una realtà”, e la stessa NASA ha annunciato la sua preparazione per un tale scenario. Il Progetto Blue Beam, come la sua controparte HAARP, utilizza l’energia naturale presente nella ionosfera come dispositivo sia visivo che acustico. Ancora una volta, forse non sono nella fase definitiva, ma, come Tesla, hanno fatto un passo falso involontario.

Modifica Geomagnetica e altre modifiche della terra: Come chiunque può vedere dalla gamma di possibilità elencate sopra, siamo di fronte ad una serie di manomissioni dell’uomo. Tuttavia, a questo fanno da sfondo le anomalie che cominciano a prendere forma con l’apparente vagare del nostro polo magnetico, visto che anche il National Geographic ha segnalato che il Polo Nord magnetico sta migrando verso la Russia. Se aggiungiamo a questo un indebolimento della magnetosfera e la caduta dei livelli di ossigeno, allora le morti tra le specie più delicate fanno presagire un problema più ampio. Infine, un aumento di attività del sole e le tempeste magnetiche potrebbero indebolire il nostro habitat naturale globale.

La diffusa distruzione della natura dovrebbe indurci a guardare più intensamente al mondo intorno a noi e a mettere in discussione il nostro rapporto con essa e il nostro effetto su di essa. Forse questo è ciò che avremmo dovuto fare tutti insieme.

Haiti, il punto a un anno dal sisma

L’interesse scatenato dal terremono inferiore a quello per una trasmissione Tv. Haiti abbandonta sempre e comunque
Fonte: http://it.peacereporter.net
Scritto da Roberto Codazzi

Le elezioni che si sono tenute il 28 novembre è hanno visto, in un primo momento, il passaggio al ballottaggio della candidata Manigat e del cognato dell’attuale presidente, Jude Celestin, a scapito del candidato dell’opposizione Martelly sono ancora lontane dal trovare un risultato. I dati diffusio dalla Commissione Elettorale haitiana sono stati contestati nelle piazze e dagli organismi internazionali. Un riconteggio è stato affidato all’Organizzazione degli Stati Americani che, per il momento, si è limitata a spostare a data da definirsi il ballottaggio inizialmente previsto per il 16 gennaio. Se andrà bene si voterà a fine febbraio. Comunque, qualunque sarà il risultato del riconteggio c’è da aspettarsi grosse manifestazioni di protesta da parte dei sostenitori di Marltelly o di Celestin.
L’epidemia di colera che da ottobre colpisce Haiti non accenna a fermarsi, i morti registrati sono oltre 3.340 e gli infettatti si aggirano già oltre i 150.000. L’epidemia ha avuto origine, secondo molti esperti, all’interno della base nepalese dell’ONU e si è diffusa a causa delle inesistenti misure di igene presenti nei molti campi tende, organizzati o spontanei, presenti in gran parte del paese. Il virus non si è però fermato alla frontiera ed è giunto anche nella vicina Repubblica Dominicana contagiando 148 persone. I numeri in Repubblica Dominicana sono notevolmente sotto le stime realizzate dagli organismi internazionali, segno che le autorità locali stanno reagendo in maniera appropriata e che ordinanza come quella che vietano di bagnarsi ed usare l’acqua del Rio Masacre, al confine nord con Haiti, stanno portando ad un risultato. La prova del fuoco sarà la riapertura delle scuole.

Una stretta è stata data alle frontiere dove, solo nelle ultime ore, sono stati bloccati 550 haitiani che tentavano di entrare illegalmente, aiutati da buscones dominicani, in Repubblica Dominicana. Nei mesi scorsi alcune ordinanze ambigue del governo avevano limitato la possibilità di utilizzare manodopera haitiana nei settori dell’edilizia e del turismo.

Haiti, secondo i dati diffusi da Google, è stata la parola più cercata nella sezione news nel 2010. Questo perchè la copertura mediatica data durante il primo mese dal terremoto, con le immagini scioccanti delle città rase al suolo, è stata enorme. Se però si guarda il grafico della diffusione di queste ricerche nel corso dell’anno ci si rende conto che a partire da febbraio la linea si avvicina allo zero. Passata l’emozione iniziale Haiti riappare solo sporadicamente tra le notizie per il colera o per le elezioni. Per verificare il vero livello di interesso ho provato a mettere a confronto le ricerche effettuate in Italia su Haiti e su il Grande Fratello. Ecco il risultato.

Questo il reale interesse provocato da una tragedia che nel 2010, su 295.000 persone morte in disastri naturali nel 2010 ne ha uccisi, almeno, 222.570.
Intanto a Port-au-Prince la ricostruzione non è mai iniziata oltre il 92% delle macerie si trova esattamente dov’era il 13 gennaio 2010, si registrano almeno una cinquantina di sequestri al giorno, molti dei quali effettuati contro ragazze che vengono anche violentate. La comunità internazionale non ha elaborato una strategia comune per uscire dalla crisi, alcuni stati, volenterosi, hanno inviato veramente gli aiuti richiesti, ma sono pochi, la maggior parte dei donatori, Italia compresa, ha promesso e non mantenuto. E la situazione deve cambiare o imploderà con grande fragore.