Category Archives: Salute e benessere

Il buon umore mantiene giovani

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/buon-umore-mantiene-giovani.php

Essere di indole positiva può aiutare a mantenere giovane il cervello rallentando la perdita delle proprie abilità mentali nel tempo. Al contrario, soffrire di disturbi depressivi accelera il declino cognitivo. È quanto suggerisce una ricerca svolta da Darya Gaysina e Amber John della University of Sussex e pubblicata sulla rivista Psychological Medicine.

Più precisamente si tratta della revisione dei dati di ben 34 lavori già pubblicati sull’argomento, per un totale di 71 mila persone coinvolte. Diversi studi, infatti, hanno evidenziato un’associazione tra disturbi depressivi e modifiche anatomico-strutturali del cervello, anche con restringimento dei volumi di alcune aree. In questo lavoro è stato ora indagato l’impatto dei disturbi depressivi a lungo termine sulle abilità mentali degli individui che già fisiologicamente declinano anno dopo anno.

È stato così riscontrato che il declino cognitivo età-dipendente è più rapido tra coloro che soffrono di disturbi depressivi o depressione maggiore. A questo punto, sostengono gli autori, è prioritario che i sistemi sanitari prendano in carico il disagio mentale sempre più diffuso (la depressione è un problema sempre più diffuso che può arrivare a interessare fino a una persona su 5) per aiutare a prevenire tanti casi di declino cognitivo e demenza vera e propria.

 

L’eugenetista Bill Gates compera Cochrane?

Scritto da: Marcello Pamio
Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/eugenista-bill-gates-cochrane.php

Cochrane Collaboration è una iniziativa internazionale no-profit indipendente, nata con lo scopo di raccogliere, valutare criticamente e diffondere le informazioni relative all’efficacia e alla sicurezza degli interventi sanitari. Ho sempre ammirato il gruppo Cochrane per via dell’oggettività e imparzialità nei loro rapporti. Un lavoro certosino portato avanti da circa 280.000 tra operatori sanitari (medici, epidemiologi, ecc.), ricercatori e rappresentanti di associazioni di pazienti in oltre 100 paesi del mondo.

Non avendo fondi per fare ricerca laboratoristica producono e sviluppano documenti di sintesi, denominati “revisioni sistematiche” sulla efficacia e sicurezza degli interventi sanitari di tipo preventivo, terapeutico e riabilitativo. In pratica analizzano, facendo pelo e contropelo, tutti gli studi pubblicati su un determinato argomento. Alla fine i risultati di queste revisioni sistematiche vengono pubblicate in un database elettronico chiamato «Cochrane Library».

I lavori sono eccezionali per via dell’assoluta trasparenza e indipendenza dai capitali privati, come per esempio quelli delle industrie farmaceutiche. Questo almeno fino a ieri…

Il 22 settembre 2016 nel sito ufficiale il Cochrane si annuncia che hanno ricevuto «una sovvenzione di $1,15 milioni dalla Fondazione Bill & Melinda Gates» (1). In pratica la donazione servirà per sostenere le attività del gruppo, con un focus specifico però sulla salute materna e infantile. Mark Wilson, CEO di Cochrane ha dichiarato che sono «lieti e onorati di ricevere questa concessione». (2) Forse ad essere più felici saranno le lobbies che con quattro spiccioli sono riuscite finalmente a togliersi una spina dal fianco. Una enorme spina che avevano impiantata da molti anni.

Cochrane infatti ha sempre dato molto fastidio al Sistema, proprio per la sua imparzialità e per le revisioni sistematiche, che guarda caso, sistematicamente dimostravano l’incompletezza e la fallacità di tanti studi scientifici pubblicati. Non ci sono molte istituzioni al mondo in grado di eseguire tali revisioni. Purtroppo da oggi c’è né una in meno…

Bill & Melissa Gates
Da molti anni la Fondazione Bill & Melissa Gates sotto la falsa veste della filantropia sostiene la campagna di depopolazione e le vaccinazioni di massa. Non è dietrologia questa, perché basterebbe leggere e/o ascoltare attentamente le sconcertanti dichiarazioni di William Henry Gates III, meglio noto come Bill Gates, per prenderne coscienza.

Per esempio un suo intervento a TED nel febbraio del 2010 fa letteralmente impallidire. Sul palco ha trattato il classico tema molto caro ai neo-eugenetisti: il riscaldamento globale. Ovviamente sono le attività umane a causare l’innalzamento del livello di anidride carbonica, e quindi del Global Warming, per cui è l’uomo (visto come un cancro) che sta portando alla distruzione l’intero pianeta! Se l’ipotesi di partenza è questa ovviamente la soluzione per risolvere questo gravoso problema e salvare il globo intero è la riduzione della popolazione mondiale. Il discorso non fa una piega, anche se sappiamo benissimo che il global warming è un’invenzione sinarchica per scopi demografici e di controllo sociale.

Il patron della Microsoft oltre alla semplice analisi fornisce pure una sintesi, cioè gli strumenti da adottare: vaccinazioni di massa e “servizi sanitari orientati alla riproduzione”, che tradotto farebbe più o meno “controllo delle nascite e aborti”.

Le sue parole esatte non lasciano spazio a dubbi:

«Prima di tutto, abbiamo la popolazione. Il mondo oggi ospita 6,8 miliardi di abitanti, e tale cifra sta crescendo speditamente verso i 9 miliardi. Ora, se davvero facessimo uno splendido lavoro in relazione a nuovi vaccini, sanità e servizi sanitari orientati alla riproduzione (aborti), noi potremo probabilmente ridurre quest’ultimo numero di una percentuale valutabile intorno al 15%».

Come detto per evitare il gravissimo riscaldamento globale è necessario ridurre la popolazione mondiale con farmaci/vaccini e aborti. Se fanno impallidire e scandalizzare ancora oggi i discorsi di Adolf Hitler sulla razza, cosa dovremo dire nell’ascoltare un miliardario che riprende in mano le teorie malthusiane sulla depopolazione?

Colui che ha costruito un impero miliardario sulla Silicon Valley, su computer che non sono certo ad impatto zero nell’ambiente, oggi è il paladino dell’ambientalismo radical chic. La realtà è molto diversa: abbiamo a che fare con un vero e proprio eugenetista con la fissa per il controllo delle nascite.

Domenica 13 maggio 2018 vari quotidiani hanno pubblicato a pagina intera il suo accorato appello: «SOS pandemia. Sistema globale per difenderci». (3)

Bill Gates si è rivolto ai grandi del mondo dicendo che si devono «creare in fretta vaccini e cure». (4) Ma per cosa?

Le sue farneticazioni sono state riportate pari-pari dai media mainstream totalmente prostrati al Sistema. Nessuna intervista (con qualche domanda scomoda) di qualche giornalista, solo banale traduzione delle sue parole. Neanche fosse il Dalai Lama.

«Se la storia ci ha insegnato qualcosa è che ci sarà un’altra pandemia globale che seminerà la morte. Quest’anno ricorre il centenario dell’influenza del 1918, che uccise circa 50 milioni di persone in tutto il mondo (…). Se oggi si diffondesse nell’aria un agente patogeno altamente contagioso e letale come quello dell’influenza nel 1918, nel giro di sei mesi morirebbero quasi 33 milioni di persone in tutto il mondo». (5)

E’ necessario investire su altri approcci «come farmaci antivirali e terapie con anticorpi». Il messaggio è chiarissimo!

«L’anno scorso alla conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera ho chiesto ai leader mondiali di immaginare che da qualche parte nel mondo ci sia un’arma, che esiste già, in grado di uccidere milioni di persone» (6)

L’oracolo di Seattle oltre ad uno scenario apocalittico fornisce la solita soluzione trita e ritrita: «sviluppare, testare e rilasciare nuovi vaccini nel giro di pochi mesi, invece che anni». (7)

Della serie: a che servono i test di sicurezza di un farmaco/vaccino? E’ tempo perso e milioni di persone rischiano la pellaccia nel frattempo. Meglio saltare i test e sperimentare direttamente sulle persone: tutto tempo risparmiato.

Conclusione

Il filantropo ha finalmente gettato la maschera…

Innanzitutto come fa Gates a prevedere che arriverà una nuova pandemia, calcolando con esattezza non solo i tempi (6 mesi) ma anche il numero di morti (33 milioni di persone)? Forse con i suoi 90 miliardi di dollari di patrimonio personale si è fatto costruire una sfera di cristallo che gli permette la chiaroveggenza Oppure ha accesso a informazioni che noi comuni mortali non possiamo immaginare? Informazioni per esempio sulla guerra biologica e/o batteriologica. Solo chi mette volutamente in circolazione agenti patogeni è in grado di sapere in anticipo le cose che accadranno…

A Monaco ha detto ai leader che “esiste già un’arma in grado di uccidere milioni di persone”, più che un appello sembra una vera e propria minaccia…

Dovremo seriamente preoccuparci per qualche epidemia causata da agenti patogeni coltivati nei laboratori militari di massima sicurezza? O rientra nel terrorismo mediatico il cui scopo è proseguire con le campagna di vaccinazioni di massa.

Paradossalmente se fosse vero il primo caso, stona alquanto la sua falsa preoccupazione per le sorti del mondo in preda ad un virus letale, visto che propugna la riduzione della popolazione. Per Bill Gates infatti gli abitanti del pianeta sarebbero cresciuti troppo causando il riscaldamento globale, quindi ben venga l’influenza Spagnola 2018 o qualche altro virus a decimare la popolazione…

Tornando alla Cochrane: quanto tempo impiegheranno per occuparsi anche loro di denatalità? Magari con una bella revisione che dimostri l’importanza dei vaccini per il controllo delle nascite…

Nel frattempo si sono messi in perfetta armonia con le nuove direttive. Qualche giorno fa, esattamente il 9 maggio 2018, hanno infatti pubblicato i risultati di uno studio controllato e randomizzato secondo il quale vi sarebbero «nuove prove che mostrano come i vaccini contro il papilloma virus umani (HPV) proteggono dalle lesioni cervicali le giovani donne in particolare tra i 15 e i 26 anni» (8)

Quindi secondo il Cochrane Collaboration i vaccini anti-HPV sono utilissimi perché proteggono le giovani donne dalle lesioni alla cervice uterina.

Poco importa se questi vaccini possono manifestare effetti collaterali gravissimi e devastanti; come pure poco importa se due tra i cinque autori dello studio sono stati consulenti delle industrie che spacciano farmaci e vaccini come la GlaxoSmithKline, Merck, e Janssen. (9)

Note

 

(1) http://www.cochrane.org/news/cochrane-announces-support-new-donor

(2) Idem

(3) «Il Piccolo», 13 maggio 2018

(4) Idem

(5) Idem

(6) Idem

(7) Idem

(8) http://www.cochrane.org/news/scientific-expert-reaction-new-cochrane-review-hpv-vaccine-cervical-cancer-prevention-girls-and

(9) Idem

Ipertensione: come ridurla con le tecniche di rilassamento

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/ipertensione-tecniche-rilassamento.php

Le tecniche di rilassamento, come la meditazione, riducono la pressione del sangue modificando l’attività di migliaia di geni. È quanto emerge da una ricerca condotta presso il Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) e Massachusetts General Hospital (MGH) di Boston e pubblicata sul Journal of Alternative and Complementary Medicine.

I ricercatori Usa hanno identificato i geni la cui attività cambia dopo otto settimane di training di rilassamento, geni legati al funzionamento del sistema immune, al metabolismo, ai ritmi circadiani, con un significativo impatto sulla riduzione della pressione del sangue.

Lo studio ha coinvolto 58 pazienti ipertesi, che non assumevano farmaci o ne avevano sospeso l’assunzione per diverse settimane prima dello studio. Per otto settimane tutti hanno partecipato a lezioni settimanali su tecniche di rilassamento (ad esempio respirazione diaframmatica, meditazione, ripetizione di mantra etc) da ripetere ogni giorno a casa con un’audioguida.

Dopo le otto settimane una parte di loro presentava una riduzione considerevole della pressione, sotto i limiti di riferimento (140/90 mm Hg). Con prelievi di sangue si è analizzata l’attività genica dell’intero campione. È così emerso che coloro che avevano visto ridursi notevolmente la pressione, presentano importanti variazioni nell’attività di quasi 2000 geni principalmente legati al metabolismo e al sistema immunitario.

Lo studio dimostra l’efficacia di una alternativa potenzialmente valida ai farmaci. “Tradizionalmente l’ipertensione è trattata con farmaci ma non tutti i pazienti rispondono alle terapie e per molti di loro gli effetti avversi sono troppo limitanti per continuare le cure farmacologiche”, ha spiegato l’autore del lavoro Randall Zusman; per questi pazienti “strategie alternative sarebbero impagabili”, continua: “Nel nostro studio abbiamo visto che le tecniche di rilassamento sono efficaci nel ridurre la pressione del sangue in pazienti ipertesi che non stano assumendo medicine”.

Garattini: “Metà dei farmaci in commercio sono inutili”

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/garattini-meta-farmaci-inutili.php

“Metà dei farmaci in commercio oggi sono del tutto inutili”. È quanto afferma Silvio Garattini, fondatore nel 1963 e direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” secondo cui dei circa 12mila farmaci oggi in commercio andrebbe eliminato il 50%.

L’assunzione di farmaci usati per malattie croniche (come le statine o gli antipertensivi) da parte di pazienti terminali, l’ozono per l’artrite, gli ultrasuoni per i disturbi muscolari, le camere iperbariche usate per disturbi per i quali non ci sono evidenze di miglioramenti, l’abuso degli integratori alimentari, privi di prove di efficacia. Questi alcuni esempi di trattamenti terapeutici inutili citati da Garattini in un’intervista all’Espresso.

Secondo Garattini “la medicalizzazione più spinta è nella diagnostica, perché oggi si prescrivono moltissimi esami ematochimici e funzionali inutili. Non a caso si parla di medicina difensiva, perché il medico dimostra così di aver fatto tutto ciò che era in suo potere per inquadrare quel paziente. L’Italia è tra i paesi in cui si eseguono più Tac e risonanze magnetiche. E lo stesso succede con i test genetici, dove la scoperta continua di nuovi marcatori nel Dna porta a esagerare la prescrizione di test”.

“Siamo vittime della pubblicità – afferma Garattini – e siamo convinti di poter vivere in eterno, evitando qualsiasi rischio di malattia, perché la pubblicità promette cose non vere. A forza di sentire che un certo farmaco serve, ci crediamo davvero. Ma così diventiamo tutti pazienti a rischio”.

Cosa fare dunque per cambiare questa situazione? “Smettere di inventare mongering diseases, cioè malattie che non esistono e che servono solo a vendere farmaci. Avere il coraggio di cambiare l’approccio alle polipatologie, specie nell’anziano, dove l’assunzione anche di 10 farmaci non migliora lo stato di salute perché non sappiamo come i farmaci interagiscono fra loro. E ridare allo Stato un po’ più di potere rispetto alle Regioni, migliorando l’informazione pubblica e rendendola capillare e corretta sin dall’infanzia. Non possiamo guarire tutto con i farmaci, ma buoni stili di vita possono evitare l’impiego di molti farmaci”.

Studio promuove il mais ogm. Ceccarelli: «Non è così che si analizza il problema»

Fonte: http://www.terranuova.it/News/Alimentazione-naturale/Studio-promuove-il-mais-ogm.-Ceccarelli-Non-e-cosi-che-si-analizza-il-problema

Una revisione dei dati esistenti ha portato quattro ricercatori pisani a concludere che il mais ogm non comporta rischi per la salute umana e l’ambiente. Ma il professor Salvatore Ceccarelli replica: «Conclusione frutto di un esame parziale del problema. Gli ogm fanno malissimo alla biodiversità e all’ambiente e ci sono ormai solide evidenze su questo».

È destinato a sollevare critiche e polemiche lo studio pubblicato su “Scientific reports” da quattro ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che hanno considerato i dati esistenti sulle coltivazioni ogm. L’analisi ha concluso che per il mais transgenico le rese sarebbero superiori ai raccolti convenzionali e che il suo utilizzo non comporterebbe rischi per la salute umana e l’ambiente. A replicare prontamente è il professor Salvatore Ceccarelli, già docente di genetica e miglioramento genetico all’università di Perugia e oggi consulente per diversi progetti di miglioramento genetico nel mondo. 

«Premetto che ad oggi esiste una mole significativa di evidenze che attestano i rischi che gli ogm recano all’ambiente e la letteratura sta producendo ricerche anche in merito agli effetti sulla salute – spiega Ceccarelli – ma voglio soffermarmi soprattutto sul fatto che non si possono avere pretese di affermazioni conclusive o definitive quando si considera solo una parte di un problema estremamente complesso».

«Come si fa spesso e come fanno spesso, bisogna dirlo, dalla parte opposta anche taluni ambientalisti, si considera sempre l’aspetto che più colpisce emotivamente l’opinione pubblica, che più ha efficacia sull’immaginario collettivo, cioè quello della nutrizione e della salute. Ma non si può dimenticare che, come ormai è stato dimostrato e sperimentato ovunque nel mondo si coltivino ogm, queste colture contaminano ciò che sta intorno e agiscono in maniera molto negativa sugli equilibri ambientali. Pensiamo, per esempio, alle erbe infestanti e agli insetti: chi produce e coltiva ogm lo fa per contrastare sia le une che gli altri. Ma, come vuole una ineluttabile legge biologica, gli organismi viventi si “organizzano” per nascere e crescere e se ciò viene loro impedito, in qualsivoglia modo, non faranno altro che modificarsi per resistere ai nuovi contesti così generati. Per gli ogm significa che si hanno, e questo accade già ed è già chiarissimo, erbe infestanti e insetti che si sono evoluti e modificati in modo da resistere alle nuove colture e a erbicidi e pesticidi impiegati di conseguenza. Quindi è un circolo vizioso, è un business che risponde perfettamente alla logica dell’obsolescenza programmata e che ci rende schiavi del bisogno di nuovi ogm per combattere sempre nuovi infestanti e parassiti. Nel totale spregio della biodiversità naturale che così viene irrimediabilmente compromessa. Per non parlare della schiavitù che si genera negli agricoltori, completamente succubi delle multinazionali che producono sementi ogm e relativi erbicidi e pesticidi. È così che vogliamo trasformare l’agricoltura? Ci sono molte alternative e soluzioni differenti che non hanno questi altissimi costi da pagare. Peraltro, con il diffondersi oggi delle tecniche di gene editing, tornare a promuovere i vecchi ogm suona quasi come anacronistico».

Tornando al tema della salute, il professor Ceccarelli aggiunge: «Riflettiamo anche sugli studi che oggi si stanno conducendo e pubblicando sul microbioma umano la cui preziosa importanza per il nostro sistema immunitario si fonda sulla ricchezza nutrizionale e la diversità di ciò che mangiamo. Come facciamo a mangiare diversità se si coltiva uniformità? È bene quindi fare molta attenzione prima di trarre conclusioni sulla base di analisi effettuate senza considerare attentamente tutti gli aspetti di problemi estremamente complessi».

Si legga anche lo studio comparso su Lancet nel 2015 che afferma come non ci sia consenso scientifico sulla sicurezza degli ogm

Un’altra lettura utile: “Ogm, vent’anni di fallimenti”

Molto interessante anche l’intervento del dottor Pietro Perrino in replica allo studio pisano

Sulla base dell’analisi di Infogm , nel 2017 la superficie europea coltivata con piante transgeniche è diminuita rispetto al 2016, passando da 136.338 ettari e a 130.571 ettari.

Interviene anche Greenpeace sottolineando come le colture OGM, «considerate una panacea per la produzione di cibo, costituiscano in realtà un freno per l’innovazione ecologica in agricoltura. Sottopongono l’agricoltura al controllo e ai brevetti di poche aziende agrochimiche e a rischi imprevedibili, a danno della biodiversità e del nostro made in Italy».

«La maggioranza delle colture OGM ha come caratteristica principale la resistenza agli erbicidi o a determinati parassiti, ma la vera sfida per l’agricoltura del futuro è la capacità di adattarsi a un clima che cambia, svincolandosi dall’uso di sostanze pericolose” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. «Mentre mancano colture OGM “resilienti” ai cambiamenti climatici, esistono tecniche di selezione molto più all’avanguardia ed efficaci come la Mas (Marker Assisted Selection – Selezione Assistita da Marcatori), che sfrutta la conoscenza del Dna per identificare le caratteristiche migliori delle diverse varietà, per effettuare gli incroci più convenienti, senza le problematiche degli OGM. La Mas sta già avendo brillanti risultati come varietà di frumento resistenti alla siccità e varietà di riso resistenti alle inondazioni, già coltivate dagli agricoltori» prosegue Ferrario.

«Bisogna investire fondi (pubblici e privati) per una ricerca che serva a sviluppare pratiche e soluzioni sostenibili e l’agroecologia sta già dimostrando il suo potenziale, come riconosciuto anche dai 400 scienziati di fama mondiale, membri dell’International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development (IAASTD), finanziata dall’ONU. La protezione delle colture deve avvenire con un approccio a più livelli: aumentando l’eterogeneità e la diversità dei paesaggi agricoli, tutelando gli habitat degli impollinatori e favorendo i naturali meccanismi di lotta biologica agli infestanti».

Ascolta l’intervista a Gianni Tamino su Radio Onda d’Urto

Gianni Tamino è docente di biologia generale e di fondamenti di diritto ambientale all’Università di Padova; è altresì docente del corso di perfezionamento in bioetica.

Tenersi per mano aiuta ad alleviare il dolore, parola della scienza

Scritto da: Dominella Trunfio
Fonte: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/26817-tenersi-per-mano-dolore

 Tenersi per mano aiuta ad alleviare il dolore soprattutto in alcuni momenti particolari della vita. A dirlo è un team di scienziati dell’Università del Colorado che ha pubblicato un nuovo studio sulla rivista Pnas che prova la sincronizzazione cerebrale fra coppie.
Una scoperta innovativa: tenersi per mano tra innamorati ridurrebbe le sofferenze del 34%. I neuroscienziati guidati da Pavel Goldstein hanno condotto un esperimento teso a dimostrare che insieme il dolore si supera meglio. E non è una questione di suggestione.

La ricerca  parla dell’empatia che si viene a creare tra innamorati che sincronizzano le onde cerebrali aiutando così chi sta soffrendo a patire di meno.

Lo studio

Sono state reclutate 22 coppie eterosessuali fra i 23 e 32 anni per dimostrare che può esistere una sorta di accoppiamento cerebrale in risposta al dolore fisico.

Alle donne è stato poggiato su un braccio un metallo caldo, secondo gli scienziati coloro che stringevano la mano al proprio partner, hanno sentito meno dolore rispetto a quelle che erano distanti dal compagno. Per Goldstein, la sofferenza fisica è stata addirittura inferiore del 34% .

Per arrivare a questa conclusione, l’esperimento è stato ripetuto in situazioni diverse e ogni volta il dolore è stato quantificato sia attraverso la testimonianza diretta della volontaria, sia avvalendosi dell’occhio esterno della controparte maschile.

Le registrazioni dell’attività elettrica dell’encefalo (EGG) di tutti i soggetti coinvolti, hanno poi fatto emergere che l’elettroencefalogramma delle donne che avevano sperimentato bassi livelli di dolore era quasi identico a quello dei rispettivi partner. Per questo, gli scienziati ipotizzano che tenersi per mano possa favorire il rilascio di sostanze chimiche nel cervello, che fungano da analgesici endogeni.

Leggi anche: Tenersi per mano: il modo in cui lo fate rivela che tipo di coppia siete

La ricerca tuttavia ha portato con sé qualche scetticismo. Flavia Mancini del Computational and Biological Learning Lab dell’università di Cambridge, ad esempio dice che occorrerebbe capire se il tutto funzioni sia con dolori brevi e profondi che con quelli cronici.

“Ciò che conta davvero è la connessione sociale non dovremmo lasciare gli altri soffrire nell’isolamento, con o senza un partner affianco”, spiega al Times Mancini.