Il Direttore dell’Istituto di Astronomia della Accademia Russa delle Scienze ammette l’esistenza di molte Civiltà Extraterrestri

Fonte: https://www.segnidalcielo.it/il-direttore-dellistituto-di-astronomia-della-accademia-russa-delle-scienze-ammette-lesistenza-di-molte-civilta-extraterrestri/

Emergenza maltempo, Legambiente: «Il Governo approvi subito il Piano di adattamento al clima»

Fonte: http://www.greenreport.it/news/clima/emergenza-maltempo-legambiente-il-governo-approvi-subito-il-piano-di-adattamento-al-clima/

Dal 2010 grossi impatti in 234 comuni, 394 fenomeni meteorologici estremi, 122 allagamenti, 54 esondazioni fluviali e 116 i casi di danni a infrastrutture  .

L’Italia è nuovamente sferzata da quella che ormai è l’eterna “emergenza maltempo” (che forse sarebbe meglio chiamare “nuova normalità”) che nelle ultime ore imperversa in Sardegna, dove una donna è morta e 57 persone risultano sgomberate, con moltissimi danni tra cui il crollo di un ponte nel cagliaritano. Ma situazioni critiche si registrano anche in Liguria e Piemonte. Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha evidenziato che «Il maltempo che sta mettendo nuovamente in ginocchio l’Italia, e in particolare la Sardegna, ci ricorda ancora una volta come sia sempre più necessario affrontare la sfida dei cambiamenti climatici con interventi mirati, politiche di adattamento e attività di prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico. Si tratta di azioni non più rinviabili ma soprattutto si deve arrivare al più presto all’approvazione di una strategia del Governo sull’adattamento al Clima e a nuove politiche per le città più a rischio chiarendo come si intende affrontare quest’emergenza, anche alla luce della chiusura della struttura di missione Italia Sicura».

Secondo i dati aggiornati di Legambiente, riportati nella mappa del rischio climatico www.cittaclima.it, «Sono 234 i comuni italiani dove, dal 2010 ad oggi, si sono registrati impatti rilevanti, con 394 fenomeni meteorologici estremi, 122 allagamenti, 54 esondazioni fluviali e 116 i casi di danni a infrastrutture causati da piogge intenseNel solo 2018 ci sono stati 105 eventi meteorologici estremi, di cui 49 allagamenti o alluvioni. Ancora più rilevante è il tributo che si continua a pagare in termini vite umane e di feriti: dal 2010 al 2017 sono, infatti, oltre 157 le persone vittime di questi fenomeni e oltre 45mila quelle che sono state sgomberate (dati Cnr)».

Legambiente aggiunge: «Sono le città l’ambito più a rischio per le conseguenze dei cambiamenti climatici e che l’Italia è un Paese tra i più delicati dal punto di vista idrogeologico con 7.145 comuni italiani (l’88% del totale) che hanno almeno un’area classificata come ad elevato rischio idrogeologico, e con oltre 7,5 milioni gli italiani che vivono o lavorano in queste aree. Molte grandi città italiane hanno visto ripetersi negli anni fenomeni meteorologici che hanno provocato danni alle infrastrutture, agli edifici e provocato morti e feriti. Sono 61,5 i miliardi di euro spesi tra il 1944 ed il 2012 solo per i danni provocati dagli eventi estremi nel territorio italiano. Secondo i dati di “Italia sicura”, l’Italia è tra i primi Paesi al mondo per risarcimenti e riparazioni di danni da eventi di dissesto: dal 1945 l’Italia paga in media circa 3.5 miliardi all’anno.

Zampetti conclude ricordando a politici nazionali e locali che «L’adattamento al clima rappresenta la grande sfida del tempo in cui viviamo. Il Paese ha bisogno di accelerare nelle politiche di mitigazione del clima e di riduzione del rischio sul territorio, ancora troppo frammentate. Non esistono più alibi o scuse per rimanere fermi: disponiamo di competenze tecnologie per aiutare i territori e le città ad adattarsi ai cambiamenti climatici e mettere in sicurezza le persone. Occorre dar avvio ad interventi rapidi e politiche di adattamento e di riduzione del rischio idrogeologico, a partire dai grandi centri urbani, attraverso nuove strategie, risorse economiche e un indirizzo forte a livello nazionale. Per questo è fondamentale programmare sin da ora interventi a lungo periodo, diffondendo anche una cultura di convivenza con il rischio che punti alla crescita della consapevolezza tra i cittadini dei fenomeni e delle loro conseguenze».

Cambio di stagione? Ecco gli alimenti ideali

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/cambio-stagione-alimenti-ideali.php

Mancanza di energia, spossatezza, sonnolenza, malinconia e riduzione della produttività. Sono questi alcuni dei sintomi che possono presentarsi nel periodo del cambio di stagione.  La buona notizia è che esistono alcuni alimenti alleati del buonumore e con un forte potere riequilibrante: dal latte alle mandorle, passando per il tonno e le banane.

“Esiste una stretta relazione tra cibo e umore e determinati alimenti hanno un forte potere riequilibrante – commenta Michelangelo Giampietro, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport – i cibi giusti sono quelli ricchi di specifici micronutrienti”. Ben venga, dunque, una dieta che contenga “i cibi utili”, ossia ricchi di vitamine del gruppo B, ferro, zinco, potassio e magnesio.

Ecco di seguito i 12 alimenti da prediligere in questo periodo dell’anno.

Latte

Come tutti i latticini, il latte contribuisce ad attenuare insonnia e nervosismo.

Frutta secca

La frutta secca è ricca di magnesio, scudo contro la stanchezza fisica e mentale.

Uva

L’uva è un toccasana per l’umore, ricca di vitamina D, vitamina E, zinco e Omega 3.

Pasta

La pasta è ricca di triptofano, precursore della serotonina, l’ormone che regola l’umore.

Banane

Le banane, ricche di potassio e magnesio, contengono anche il cromo, una sostanza che aiuta a regolare la serotonina.

Salmone e tonno

Questi pesci sono ricchi di Omega 3, acidi grassi essenziali che vanno ad agire sulla serotonina. Sono un vero antidepressivo naturale che va a regolare gli sbalzi d’umore.

Pollo

La carne di pollo è ricca di proteine, con pochi grassi e grazie alla vitamina B6 contrasta malumore e stanchezza.

Bresaola

La bresaola della Valtellina Igp ha proteine, vitamine del gruppo B e sali minerali ed è povera di grassi (2 g per 100 g di prodotto) ed è una buona fonte di triptofano.

Cioccolato

Il cioccolato è un ottimo cibo antidepressivo e aiuta a ridurre lo stress.

Avena

L’avena contiene zinco utile a contrastare la fatica e la perdita di energia.

Miele

Il miele ha proprietà antibatteriche e cicatrizzanti e favorisce la calma.

Lenticchie

Questi legumi sono versatili e nutrienti, con ferro, potassio e fosforo.

LA CONTRAPPOSIZIONE TRA GOVERNO E PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA videointervista ad Antonio de Martini da ” La Finanza sul web”

Fonte: https://corrieredellacollera.com/2018/09/24/la-contrapposizione-tra-governo-e-presidenza-della-repubblica-videointervista-ad-antonio-de-martini-da-la-finanza-sul-web/

Molti, a partire da Eugenio Scalfari e Sabino Cassese, gridano allo scandalo ed invocano un intervento risolutivo del Presidente della Repubblica per fermare il ciclone Salvini ed il “governo scassaburocrati” loro amici.

E’ la posizione diametralmente opposta a quella che costoro assunsero nel 1964  con le accuse di Golpismo fatte al Presidente Segni, al presidente del Senato Merzagora ed all’on Pacciardi che volevano un intervento del Presidente per impedire lo sviluppo dell’Idra del centrosinistra che , proprio a partire da quell’anno ( vedasi l’intervento di Pacciardi alla Camera sul bilancio dell’interno).

La sola costante è che sia nel 1964 che nel 2018 il centrodestra era fortemente maggioritario.

Ecco alcune ragioni che mi inducono a chiedere le dimissioni di Sergio Mattarella. Dovesse seguire una polemica, sono pronto a fornire altri elementi probanti.

Nella foto, la prima pagina dell’ESPRESSO, di quando Scalfari e Cassese consideravano un colpo di Stato promuovere un governo del Presidente.  Buona visione.

Copertina Espresso sul golpe de lorenzo

NASA, la Sonda SDO fotografa “Enorme Oggetto” sul Sole. Potrebbe essere quello fotografato dallo skywatcher italiano!

Fonte: https://www.segnidalcielo.it/nasa-la-sonda-sdo-fotografa-enorme-oggetto-sul-sole-potrebbe-essere-quello-fotografato-dallo-skywatcher-italiano/

Qualche giorno fa,  avevamo presentato le fotografie di un misterioso ed enorme oggetto che era stato immortalato accanto al Sole durante il tramonto del 29 settembre 2018. Le immagini erano state  registrate dallo skywatcher Stefano Farigu che si trovava sui Monti di Sinnai (Sardegna). Queste fotografie hanno fatto il giro del mondo e aperto dibattiti sui social, facendo discutere moltissimi appassionati di UFO e scettici.

Immagini concesse da Stefano Farigu

immagine tratte da Helioviewer.org- concesse da UFO Sightings Hotspot

Ora anche la NASA, attraverso la sonda SDO ha registrato la presenza dello stesso oggetto fotografato da Stefano Farigu. Le fotografie della NASA sono state registrate il 30 Settembre 2018, e il misterioso oggetto compare alle ore 01:06.

Si tratta di un corpo bianco di grandi dimensioni visibile nelle immagni SDO di helioviewer.org sulla parte superiore del Sole. Le immagini sono state diffuse grazie al sito UFO Sightings Hotspot che ci ha concesso gentilmente le fotografie e che pubblichiamo di seguito.

immagine tratte da Helioviewer.org- concesse da UFO Sightings Hotspot

L’oggetto visibile sul Sole è di enormi dimensioni e sembra sia fuoriuscito attraverso la corona solare per poi andare verso lo spazio in pochi secondi. Astronomi hanno suggerito che potrebbe trattarsi di plasma ma i ricercatori UFO lo escludono sostendendo che si trattava di un enorme nave aliena comparsa grazie a un WormHole o Stargate che si è creato sfruttando il potente campo magnetico e gravitazionale del Sole. Navi aliene o Plasma solare, la comparsa di questo enorme oggetto sul Sole ha lasciato basiti tutti i ricercatori.

A cura della Redazione Segnidalcielo

 

 

Gli spiriti non dimenticano. Il mistero di Cavallo Pazzo e la tragedia dei Sioux

Fonte: https://www.ibs.it/spiriti-non-dimenticano-mistero-di-libro-vittorio-zucconi/e/9788804680079?gclid=EAIaIQobChMInoy2j7Hs3QIVTdiyCh0WdwCXEAAYAiAAEgIXC_D_BwE

Editore: Mondadori
Collana: Oscar storia
Anno edizione:1998
Formato:Tascabile
In commercio dal:6 giugno 2017
Pagine:314 p., Brossura
  • EAN: 9788804680079

Nel ricostruire la vita del capo Cavallo Pazzo, il figlio del tuono e della grandine, che nel 1876 sconfisse il 7º Cavalleggeri di Custer nei pressi del Little Bighorn, Vittorio Zucconi ha scoperto molto più di un messia guerriero con una penna di falco rosso tra i capelli: ha incontrato la vita quotidiana, le donne, i bambini, gli amori, i riti e la disperazione di quello che fu un magnifico popolo di liberi cacciatori, i Lakota Sioux delle Grandi Praterie americane, distrutti dall’invasione dei bianchi. Ne è uscito “Gli spiriti non dimenticano”, un racconto struggente e meraviglioso, che nessun “viso pallido” potrà leggere senza un brivido di tenerezza e di vergogna. E senza cadere alla fine, come l’autore stesso, sotto l’incantesimo di Cavallo Pazzo, lasciandosi trasportare in un’avventura di straordinaria, emozionante intensità.

La Germania si radicalizza sempre di più

Scritto da: Fabio Lugano
Fonte: https://scenarieconomici.it/la-germania-si-radicalizza-sempre-di-piu/

La politica tedesca indica un andamento sempre più polarizzato dell’elettorato ed i partiti centristi appaiono sempre più spiazzati e messi da parte.

Se valutiamo l’andamento dei sondaggi nel tempo questo trend è chiaramente visibile:

Orami l’andamento è piuttosto chiaro: CDU e SPD in calo verdi e AfD in crescita, addirittura con un andamento dei primi quasi superiore a quello dei secondo. Paradossalmente i due partiti si sostengono: maggiore  è il supporto per un partito pro immigrazione come  i Verdi, maggiore è quello per AfD ed in mezzo si resta schiacciati. Un certo risveglio lo ha avuto anche la Linke, di sinistra, con il nuovo leader anti immigrazione vista come “Esercito proletario di riserva”.

Come indica questa tabella il gioco del secondo posto, dietro ad una barcollante CDU, è ormai a tre, con verdi, AfD e SPD che si giocano il posto, ma con la SpD che sembra leggermente in difficoltà rispetto agli altri due.

Si voterà domenica 14  in Baviera e ci sarà da ridere perchè CDU e SPD uniti perdono il 20% dei voti…

Ora in Baviera assisteremo all’improbabile nascita di una coalizione Nero-Verde (la CSU ha il colore nero) e probabilmente vedremo mettere un altro chiodo alla bara politica della Merkel. La teorica alternativa sarebbe CSU+AfD+FdP, ma siamo vicini alla fantascienza, proprio perchè segnerebbe la legittimità di AfD.

A livello nazionale rischia di riproporsi, dopo l’ennesima debacle della SPD una coalizione Giamaica, cioè CDU+Verdi+Liberali, ma è tutto da vedere. Probabilmente la Merkel, già sconfitta nel partito, cercherà salvezza a livello europeo.

 

L’epoca dei giganti. Evoluzione e statura umana

Scritto da: Sabina Marineo
Fonte: http://storia-controstoria.org/paleolitico/epoca-giganti/

Il tempo dell’Homo erectus fu anche l’epoca mitica dei giganti? Fra questi ominini che popolarono la terra sin dal Pleistocene – vale a dire a partire da circa due milioni di anni fa – e da cui discendono le tre specie più “recenti” Neanderthal, Denisova e Sapiens, c’erano molti individui di statura eccezionalmente alta. In alcuni casi raggiungevano i due metri. Erano creature dalla forza incredibile, con una prestanza fisica che avrebbe superato quella dei nostri atleti di oggi. Furono gli inventori della bifacciale, un utensile litico molto efficace, dato che venne utilizzato per centinaia di migliaia di anni. Il loro cervello poteva raggiungere i 1200 cm cubi ed erano in grado di costruire abitazioni, officine di lavoro all’aria aperta, lance da caccia dalla forma perfetta e, soprattutto, di controllare il fuoco.

Bifacciali: il miracolo della simmetria

Uno splendido esemplare di bifacciale che risale a ca. 450.000 anni fa. The Upper Galilee Museum of Prehistory, Hula Valley. Foto Guyassaf

Più di una volta, ammirando le splendide bifacciali (o amigdale), quegli oggetti di pietra dalla caratteristica forma a mandorla che dovevano essere una sorta di utensile multiuso, mi sono stupita delle loro dimensioni. Le bifacciali venivano, come dice il nome, lavorate da entrambi i lati e dimostrano una ricerca di simmetrica bellezza che lascia l’osservatore senza parole. In genere erano usate per tagliare la carne animale, lavorare le pelli, spezzare altri materiali. I nostri antenati le impugnavano alla base, le usavano tenendole strette nella mano.

Le più antiche, ritrovate in Africa, datano circa 1,5 milioni di anni e sappiamo che le bifacciali furono utilizzate fino a 200.000 anni fa. Un periodo di tempo lunghissimo che la dice lunga sulla loro efficacia. Evidentemente erano molto apprezzate. Il livello di armonia della forma raggiunto da questi oggetti si può capire confrontandole con gli utensili precedenti, per esempio i cosiddetti chopper, ciottoli tondeggianti scheggiati e taglienti, ed è senz’altro racchiuso nella simmetria. Un fattore che testimonia la ricerca estetica di forme armoniche e che suggerisce il raggiungimento di un elevato livello di pensiero astratto. Non solo. Anche la conoscenza del simbolo.

L’archeologo Jean Marie Le Tensorer fa un ulteriore passo avanti e afferma:

Il numero d’oro è un esempio di postulato dell’armonia. (…) In Siria un solo giacimento archeologico (…) ci ha lasciato più di 8000 bifacciali. Tenendo conto che questo sito è stato scavato soltanto per una ventina di metri quadrati, si può presupporre che tale orizzonte ospiti in totale da 60.000 a 70.000 bifacciali! Queste bifacciali presentano delle forme di grande purezza. Risalgono a 500.000 anni or sono e indicano una tendenza alla standardizzazione e alla riproduzione di un rapporto preferenziale larghezza/lunghezza. Questo rapporto è in media di 1:4. (N.d.A.: Vicino al numero d’oro). Per me si tratta di un rapporto armonico fondamentale creato dall’Homo erectus. La morfologia simmetrica della bifacciale non evoca forse la forma dell’uomo stesso e della sua mano? (…) In questo caso il corpo umano, emblema dell’armonia, sarebbe all’origine dell’immagine, la bifacciale sarebbe lo specchio armonico dell’uomo.”

Quando fabbricava questi oggetti meravigliosi, l’Homo erectus non badava dunque soltanto alla loro utilità, voleva anche possedere qualcosa di bello. Alcune bifacciali erano per lui talmente preziose, erano state lavorate con tale cura, da non essere nemmeno utilizzate nel quotidiano. Erano riservate esclusivamente all’uso di corredo funerario. L’esemplare forse più famoso in questo senso è la famosa “Excalibur”, un’amigdala di quarzite scoperta nel giacimento spagnolo di Sima de los Huesos insieme a resti ossei umani di 400.000 a.C. La bifacciale non presenta nessuna traccia di utilizzo e quindi doveva rivestire un’importanza prettamente rituale. Forse la prima offerta funeraria di cui siamo a conoscenza attualmente e che conferma la presenza del pensiero astratto in tempi già così remoti.

Prima della bifacciale: raffigurazione di un chopper, 1 milione di anni fa. Reperto del sito paleolitico di Dmanisi, Georgia. Disegno di José-Manuel Benito, pubblico dominio

Ma dopo il primo stupore provato per la bellezza e perfezione delle amigdale, l’osservatore è sopraffatto da un altro pensiero. Le bifacciali non erano soltanto oggetti dalla chiara efficacia nell’uso quotidiano e dall’indubbio valore estetico, potevano essere anche… molto pesanti.  Nel giacimento paleolitico francese Caune de Arago (Tautavel), in un orizzonte di 580.000 anni fa, si è recuperato un esemplare di ben 35 cm di lunghezza. Proviamo ad immaginarne il peso. In effetti, vedendo dal vero alcuni esemplari nelle vetrine dei musei, c’è da restare sbalorditi: che mani dovevano avere i nostri avi del Paleolitico per poterle comodamente impugnare e maneggiare? Ma con il passare del tempo tali utensili divennero sempre più piccoli. Proprio come la statura – e quindi la mano – di chi li confezionava.

I “giganti”

Nel lontano 1948 il team diretto dal paleontologo Richard Leakey ebbe la fortuna di scoprire in Kenya lo scheletro quasi completo del “Turkana Boy” (il ragazzo di Turkana o di Nariokotome). Un ritrovamento eccezionale. Alto e slanciato, questo individuo della specie Homo erectus stupì tutti gli esperti. Nel corso delle analisi ci si rese conto che misurava 160 cm di altezza ed era morto ad appena 7-8 anni d’età. Da adulto, il ragazzino avrebbe probabilmente raggiunto i 185 cm. Il bambino soffriva di malformazioni congenite che ne causarono la morte e tuttavia, sulla base delle analisi scheletriche, si poteva ipotizzare che anche questo giovane individuo, se pur malato, in vita doveva aver posseduto una forza a dir poco atletica.

Bifacciale del giacimento paleolitico di Olduvai, ca.1 milione di anni fa. British Museum – Foto Discott CC BY-SA 3.0

Altri esemplari di Homo erectus presentavano una statura di tutto rispetto che sfiorava i 2 metri (riscontrata in seguito ad analisi effettuate su resti fossili scoperti primariamente nell’Africa meridionale, vedi ricerche del paleontologo Lee Berger), mentre i Sapiens aurignaziani che popolavano l’Europa 40.000 anni fa potevano pur sempre vantare un’altezza media di 183 cm. Una misura che supera di molto la media attuale europea (175 cm). Tipici esempi in tal senso sono i resti fossili dell’uomo scoperto nel sito francese Abri Cro Magnon, con i suoi 183 cm, e gli individui delle sepolture nel giacimento dei Balzi Rossi, in Italia, alcuni dei quali – Uomo di Grimaldi e Uomo di Mentone – misuravano da 190 a 195 cm di altezza.

E bisogna precisare, per amore di correttezza, che il presunto Uomo di Mentone in realtà era una donna del Gravettiano spirata intorno a 24.000 anni fa all’età di circa 37 anni. Oggi è chiamata “Donna di Caviglione”. La giusta attribuzione sessuale si deve al professor Henry de Lumley. Dunque una donna molto alta, al di fuori dalla norma cui siamo abituati oggi. Se gli europei dell’Aurignaziano (47.000-35.000 a.C.) e del Gravettiano (29.000-20.000 a.C) erano ancora molto prestanti, già gli esponenti del Magdaleniano (17.000-11.000 a.C.) si presentavano più minuti, mentre presso le genti del Neolitico (10.000 a.C.) si è registrata una statura media di 162,5 cm.

Una considerazione a parte merita l’uomo di Neanderthal con la sua altezza media di 160 cm, perché in questo caso abbiamo a che fare con una specie umana che si è evoluta dall’Homo erectus heidelbergensis dopo centinaia di migliaia di anni della permanenza di quest’ultimo in Europa. Dunque la sua fisionomia bassa e tarchiata era il risultato di un adattamento alla situazione climatica dell’Era glaciale. Invece sia l’Homo erectus che l’Homo sapiens appartenevano entrambi a specie di più recenti origini africane, erano individui dalla corporatura alta e slanciata e dalla carnagione scura che meglio potevano sopportare le temperature elevate e le forti radiazioni solari presenti nel Continente nero.

C’è poi da aggiungere che non mancano esempi a riprova dell’adattamento fisico dell’uomo di Neanderthal sia al freddo ambiente glaciale che a quello caldo del Medio Oriente. Ci sono esemplari extra europei che presentano altezze superiori, come per esempio il Neanderthal i cui resti fossili sono stati scoperti nella grotta di Amud, in Israele, che misurava 180 cm di altezza. Anche il Neanderthal rinvenuto nella grotta israeliana di Kebara non si può definire di statura bassa con i suoi 170 cm. E in Israele vigevano altre condizioni climatiche, ben lontane dalle temperature europee dell’Era glaciale.

Scheletro dell’uomo di Grimaldi. Questo esemplare di Homo sapiens misurava ben 195 cm d’altezza. Fu scoperto nel giacimento paleolitico di Balzi Rossi. Musée d’Anthropologie préhistorique di Monaco – Foto Georges Jansoone CC BY 3.0

La statura e il problema della dieta

Ma perché, nel corso dei secoli e millenni, l’uomo è divenuto sempre più piccolo? Quali sono i fattori che possono portare ad una diminuzione oppure ad un aumento di statura? Solo il freddo o il caldo? No. Non solo i cambiamenti climatici globali, anche quelli nutrizionali. Perché ovviamente gli individui più piccoli hanno un fabbisogno energetico minore, dunque maggiori probabilità di sopravvivere in presenza della carenza di cibo. E perché allora ci fu una forte diminuzione di statura nel Neolitico, proprio quando il clima in Europa era diventato più mite e il cibo era presente in modo continuato?

Si potrebbe pensare che con la “rivoluzione” neolitica ci siano state maggiori possibilità di nutrire un numero più elevato di persone in modo regolare, ossia usufruendo a piene mani delle risorse agricole e di quelle fornite dall’allevamento del bestiame, due fonti più sicure della caccia che poteva presentare dei problemi in determinati periodi dell’anno oppure in seguito a particolari eventi naturali. Le genti sedentarie del Neolitico avevano poi, al contrario dei cacciatori raccoglitori nomadi (o seminomadi) del Paleolitico, la possibilità di immagazzinare le loro provviste. D’altra parte però, l’antropologo Jean-Luc Voisin fa un’osservazione molto interessante:

“Certo, la diminuzione della statura potrebbe essere dovuta ad un nuovo regime alimentare, ma nel Neolitico la nutrizione doveva essere meno ristretta che nel Paleolitico. In effetti l’agricoltura e l’allevamento permettevano di avere del cibo in modo continuato e dunque i periodi di carenza erano più rari. Tuttavia questo nuovo metodo di vita necessitava di un lavoro di tutte le braccia. Anche i bambini partecipavano al lavoro sin dalla più tenera età intraprendendo delle attività che, come si è dimostrato, bloccano il processo della crescita.”

Ricostruzione di un Homo sapiens aurignaziano sulla base di resti fossili della grotta rumena Pestera cu Oase. Si tratta del cranio più antico di Sapiens scoperto in Europa, Datazione calibrata: 40.500 anni fa, presenta caratteristiche morfologiche proprie dell’Homo sapiens e dell’uomo di Neanderthal. Analisi del DNA effettuate nel 2015 hanno infatti confermato che un antenato di quest’uomo vissuto 4-6 generazioni prima era il risultato di un’ibridazione Sapiens/Neanderthal. Questa ricostruzione è stata commissionata dal Neanderthal Museum di Mettmann dove si trova attualmente in esposizione permanente accanto a molte altre ricostruzioni di ominini magistralmente eseguite dagli artisti olandesi Adrie e Alfons Kennis. Il museo ha recentemente ristrutturato le sue sale esponendo queste ricostruzioni effettuate su base strettamente scientifica e secondo le ultime conoscenze. Foto: Reimund Schertzl

A tali considerazioni si aggiunge poi l’affermazione dello studioso Francois Marchal:

“In effetti se le condizioni di vita migliorano, la statura aumenta rapidamente come durante l’Impero romano, oppure come oggi. Invece se le condizioni peggiorano, anche la statura diminuisce, ciò che accadde alla caduta dell’Impero romano.”

La dieta dei cacciatori raccoglitori, più ricca di carne fresca, pesce, vegetali selvatici e meno ricca di farinacei, avrebbe favorito una crescita sana. Inoltre un cacciatore “lavora” meno ore al giorno di un agricoltore o di un allevatore di bestiame. Si è calcolato che in media bastassero tre, quattro ore giornaliere per la caccia (lo stesso vale per la raccolta di vegetali, radici, funghi ecc.) Il resto della giornata i cacciatori potevano dedicarsi ad altre occupazioni più o meno piacevoli. Chi mangia meglio e lavora meno diventa più grande?

Evoluzione o adattamento?

Bisogna poi distinguere, osserva Marchal, fra evoluzione e adattamento. Quando l’Homo sapiens giunse dall’Africa 40.000 anni fa, la sua statura era ancora alta. Poi, circa due decine di millenni dopo, la sua statura è diminuita. In questo caso abbiamo a che fare con un fenomeno evolutivo avvenuto in un lunghissimo arco di tempo. Al contrario, l’aumento di statura che è stato registrato in Europa da circa un secolo ad oggi non è evoluzione bensì adattamento, dovuto semplicemente ad un altro tipo di vita, ad un regime alimentare migliore. Il primo fenomeno, quello evolutivo, non è reversibile; il secondo, quello adattativo, sì.

Grotta di Caviglione, Balzi Rossi. Qui vennero alla luce importanti reperti dell’Homo sapiens del tipo Cro Magnon. Foto Lemone CC BY-SA 4.0

Ma aumento e diminuzione di statura sono anche legati all’aumento e alla diminuzione delle dimensioni del cervello. Il cervello di una donna è, in media, più piccolo di quello di un uomo. Un elemento che non ha nulla a che fare con l’intelligenza di una persona e che è strettamente connesso alle dimensioni corporee. Per logica, quindi, le dimensioni cerebrali variano di pari passo con quelle morfologiche. 100.000 anni fa il cervello dell’Homo sapiens misurava da 1500 a 1600 cm cubi. 12.000 anni dopo comportava 1450 cm cubi ed oggi ha un volume medio di 1350 cm cubi. Il volume del cranio dipende dalla morfologia globale dell’individuo.

Comunque i nostri progenitori della specie Sapiens non avevano soltanto un cervello più grande del nostro. Gli aurignaziani non erano soltanto più alti di noi, ma anche più atletici. Ed è probabile che non conoscessero l’obesità. Per nutrirsi, dovevano esercitare un’elevata attività fisica regolare. Il paleoantropologo Jean Jacques Hublin afferma:

“(…) per metabolizzare le proteine della carne e derivarne una quantità sufficiente di calorie, i cacciatori raccoglitori del Paleolitico dovevano aggiungervi dei grassi e del midollo, come testimonia la rottura sistematica delle ossa animali nella maggior parte dei siti paleolitici. Trovare della carne era importante, trovare della carne grassa ancor più. Ingrassare in alcune stagioni per vivere poi delle proprie riserve di grasso, era per i nostri antenati un vantaggio adattativo evidente.”

A questo punto si potrebbe obiettare: sarà pur così, d’altra parte però la loro vita non era lunga e superava raramente i 35 anni d’età. Sì, e tuttavia sembra che, in linea di massima, le popolazioni di cacciatori raccoglitori abbiano vissuto più a lungo e meglio di quelle sedentarie. Sicuramente queste ultime erano più esposte a malattie legate al lavoro della terra, al contatto continuo e molto ravvicinato con gli animali domestici, ad eventuali epidemie e alla nutrizione a base di farine che provocava maggiori problemi di natura dentaria.

Inoltre dobbiamo pensare che anche nel XIX secolo la durata media della vita umana era… di 35 anni. Sembra incredibile? Eppure non lo è. Risultati di studi internazionali dicono che soltanto nel 1990 si è arrivati a raggiungere una durata media della vita di 64 anni che, a detta degli esperti, si estenderà nel 2020 (nei Paesi occidentali) a 72 anni d’età.

Vediamo dunque che le cose sono cambiate in modo decisivo soltanto di recente. Appena 200 anni fa eravamo allo stesso livello dei nostri lontani parenti del Paleolitico. E allo stesso tempo possiamo renderci conto del motivo per cui questo eterno fantasma della morte abbia da sempre tormentato l’animo umano dando luogo, talvolta, a creazioni di somma poesia come l’Epopea di Gilgamesh, l’eroe sumero che partì alla ricerca dell’immortalità.

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WALL STREET JOURNAL: STRONG BUY ITALY

Fonte: http://icebergfinanza.finanza.com/2018/10/01/wall-street-journal-strong-buy-italy/

E venne il giorno del Giudizio Universale, il Governo, la sua manovra sottoposta al giudizio di un manipolo di imbecilli, che seminano panico e terrore, lo spread vola ovunque, i mercati bruciano miliardi sull’altare della Patria, un mondo quello dei media italiani, guidato e presieduto da perfetti cretini, che preferiscono affidarsi alle previsioni di uomini come Cottarelli, Alesina o Giavazzi che hanno una lunga storia di fallimenti dal Fondo monetario internazionale, sino alle leggendaria previsioni sulla Grande crisi del 2008.

La notizia del giorno è che Donald Trump vincerà anche le elezioni di medio termine, ieri ha messo a segno un colpo non indifferente con il probabile accordo bilaterale con il Canada…

Tornando a noi, loro invece sono molto più razionali, anche se la carta straccia anglosassone, spesso e volentieri è intrisa di conflitti di interessi, ma il loro ragionamento non fa una grinza…

La sintesi ve la faccio io, più importante è il sostegno all’euro degli italiani, ampiamente al di sopra del 50 %, non il 2,4 % o altre fesserie, i BTP cominciano ad avere rendimenti interessanti e quindi conviene iniziare a comprarli.

Noi invece continuiamo a suggerire prudenza al netto di qualche rimbalzo del gatto morto sui nostri titoli di Stato, suggeriamo di non dimenticare le analisi di Machiavelli.

Lle agenzie di rating non fanno più paura, al limite alimentano volatilità, tantomeno la commissione europea, alle prese con una serie di richieste analoghe in arrivo da tanti altri Paesi.

L’editorialista del WSJ osserva che gli spread e i mercati si agitano molto, più quando si materializza un serio rischio per l’euro, il pericolo di un euroexit qualunque, piuttosto che qualche virgola di deficit.

Quello che spaventa davvero gli investitori, è il pericolo che un debito in euro venga poi rimborsato in lire, alla luce di una eventuale ristrutturazione…

“Fino a quando la maggioranza degli italiani sostiene l’euro, le tensioni del mercato in Italia probabilmente passeranno. Gli investitori dovrebbero concentrarsi meno sul deficit e più sul sostegno degli elettori all’euro” (…) Neanche i dolorosi tagli che la Ue ha imposto alla Grecia sono stati sufficienti» per alimentare il sostegno a scaricare l’euro.

L’Europa ha ben altri problemi a cui pensare, ad esempio alla Brexit…

Altolà di Draghi: “Impreparati a una Hard Brexit

Più che la Brexit sono i rischi di un mancato accordo, ad allarmare la Banca Centrale Europea. In audizione all’Europarlamento, il Presidente della BCE Mario Draghi si è mostrato rassicurante sul quadro generale, ma ha messo in guardia da qualche zona d’ombra e dallo scenario di una Hard Brexit. “Sul piano finanziario l’impatto della Brexit non dovrebbe essere particolarmente significativo – ha detto Mario Draghi -. Delle eccezioni, in alcuni ambiti, potrebbero registrarsi rispetto ai derivati compensati. Oppure potrebbero registrarsene in caso di eventi improvvisi o di una hard Brexit a cui al momento non siamo preparati”.

A rilanciare lo spettro di un mancato accordo sulla Brexit, la bocciatura negli scorsi giorni incassata dal piano di Londra al vertice europeo di Salisburgo. “Nessun accordo – il commento rilasciato all’indomani dalla premier britannica Theresa May – è sempre meglio di un cattivo accordo”.

Dopo giorni e giorni utilizzati dalla stampa italiana a seminare zizzania e inventarsi chissà cosa, in una intervista al Sole 24 Ore, ricorda ai soloni nostrani che il debito scende solo attraverso la crescita, il resto sono chiacchiere da bar!

Faccio notare soprattutto ai lettori di questo blog, che nessuno sa ancora come verranno utilizzate nel dettaglio le risorse liberate dallo sforamento degli impegni sul deficit, nessuno sa come verrà erogato il reddito di cittadinanza e le altre manovre, NESSUNO tranne chi ci sta lavorando, e non dimenticate che la manovra passa anche dalle commissioni bilancio della Camera e del Senato. Spero sia chiaro il concetto.

Chi ha voglia di leggersela qui sotto la risposta del ministro Tria, la sua versione.

Holger Zschaepitz su Twitter

Sono qui con voi a fare un’intervista come ministro dell’Economia. Questa mi pare una risposta chiara alle voci su mie dimissioni, che non ho mai minacciato». Giovanni Tria esordisce così nel lungo colloquio che il 29 settembre ha concesso al Sole 24 Ore nel suo ufficio a Via XX Settembre al termine di un sabato pomeriggio di lavoro sulla definizione finale della Nota di aggiornamento al Def. Una Nota che punta a un obiettivo di crescita per il Paese all’1,6% per il prossimo anno e all’1,7% per il successivo, e mette in programma una discesa del peso del debito di un punto all’anno per i prossimi tre anni. «Non è una discesa forte – riconosce Tria – ma è maggiore di quella realizzata negli ultimi anni. E sarà garantita anche da una clausola di salvaguardia sulla spesa che sostituisce le clausole sulle entrate fiscali utilizzate finora in ogni manovra per scrivere obiettivi di deficit e debito poi sempre rivisti».

C’è un’interessante analisi di Eurointelligence,

La decisione significa che l’Italia è ora in aperta sfida alle regole del bilancio dell’UE. Ci sarà uno scontro con la Commissione europea, ma dubitiamo molto che questo problema si trasformi in uno scontro di vita o di morte. Questa aspettativa sembra essere condivisa dai mercati – che a un certo punto hanno comunque spinto lo spread italiano a 10 anni a 250 pb. Dubitiamo che la Commissione europea vorrà rischiare uno scontro che finirebbe per spingere ancora più elettori a sostenere la Lega e i Cinque Stelle alle elezioni europee del prossimo anno.

A tal proposito vorrei farvi notare quanto accaduto intorno all’apertura di Wall Street venerdì, sui nostri rendimenti del decennale…

Il problema è che al Governo sanno benissimo che una recessione globale, una nuova crisi è in arrivo, dopo la Yellen anche Feldstein, Martin Feldstein, colui che predisse che l’euro avrebbe portato a conflitti in Europa, sul Wall Street Journal scrive che …

Dieci anni dopo l’inizio della Grande Recessione, un’altra lunga, profonda crisi potrebbe presto rovinare l’economia statunitense. L’alto livello dei prezzi degli asset rispecchia oggi la precedente tendenza dei prezzi delle case che ha preceduto lo schianto del 2008; entrambi i pronostici riflettono lunghi periodi di tassi di interesse reali molto bassi causati dalla politica della Federal Reserve. Ora che i tassi di interesse stanno aumentando, i prezzi azionari diminuiranno, trascinando giù la ricchezza delle famiglie, la spesa dei consumatori e l’attività economica.

Molte conclusioni a cui giunge sui tassi non ci trovano d’accordo, ma alla fine la sintesi è che un’esplosione deflattiva è dietro l’angolo …

Sfortunatamente, non c’è nulla a questo punto che la Federal Reserve o qualsiasi altro attore governativo possa fare per evitare che ciò accada.

Più i tassi salgono e più sarà devastante la deflazione da debiti che ne deriverà.

Il mutuo a tasso fisso a 30 anni è salito per la quinta settimana consecutiva al 4,72%, un massimo non visto dal 28 aprile 2011 quando era del 4,78% e i tassi più alti si stanno ora rivolgendo contro i nuovi acquirenti di case, poiché i tassi più alti degli ultimi anni rendono gli acquisti di una casa proibitivi per i nuovi acquirenti.

Figurarsi cosa accadrà al mercato immobiliare, se la Fed continua ad aumentare i tassi, ma questa è un’altra storia, restate sintonizzati e godetevi l’incontro di oggi a Bruxelles e la svolta di breve del sentiment dei mercati sul nostro Paese.