Villa Almerico-Capra detta ‘La Rotonda’ – Vicenza

Fonte: http://www.magicoveneto.it/Vicenza/Vicenza/Villa_Almerico_Capra_La_Rotonda-1.htm

Commissionata al Palladio dal Cardinale Paolo Almerico nel 1570, era ancora non completata alla morte dell’architetto avvenuta nel 1580. Vincenzo Scamozzi realizza il tetto a cupola rotonda, da cui l’appellativo della villa, e la porta a termine nel 1585.
E’ uno degli ultimi capolavori del Palladio.

Libero da vincoli e sfruttando mirabilmente le simmetrie e la conformazione della lieve e rotondeggiante altura, egli può esprimere e allo stesso tempo concentrare tutte le sue idee. Una realizzazione dalla simmetria perfetta, senza apparenti lati focali, un’icona della monumentalità.

E’ sicuramente l’opera più famosa del grande genio, anche se, a detta di molti critici, non la più geniale e nemmeno la più bella. Sicuramente non è un edificio particolarmente adatto ad essere abitato, né, tantomeno, a svolgere il ruolo di residenza di campagna di un tipico proprietario terriero nell’epopea veneziana di terraferma, come lo sono quasi tutte le altre dimore (specie quelle non palladiane), dove la villa padronale è punto di riferimento attivo e direttivo delle proprietà terriere.

La ‘Rotonda’ è stata concepita principalmente come prestigioso luogo di rappresentanza e tranquillo rifugio di meditazione e studio per il ricco proprietario.
In questo sta il genio dell’artista: concretizzare le aspirazioni di apparire e stupire, da parte del committente, la sua cultura ed il suo concetto di bellezza assoluta, classicheggiante, in un oggetto – la casa – al tempo stesso simbolo di proprietà intimistica, rifugio privatissimo.
In questo senso la ‘Rotonda’ è opera compiuta che trascende le sorti del suo primo e, sotto questo aspetto, ‘unico’ proprietario per diventare icona di quella filosofia, quasi una versione ‘privata’ degli ideali rinascimentali.
Al tempo stesso è sunto e testamento dell’artista, che concretizza le esigenze della committenza mescolandole alle sue intuizioni, alla sua genialità, alla sua fantasia, alla sua percezione della classicità.

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