Franz Friedrich Anton Mesmer

Tratto da: Enciclopedia delle discipline bio-naturali, Valerio Sanfo, ed.A.E.ME.TRA.
Fonte:http://www.aemetra-valeriosanfo.it/mesmerismo.html#Mesmerismo-Indice

Artefice della pratica mesmerica fu Anton Mesmer (1734-1815) medico e fisico austriaco dal cui nome fu coniato il termine “mesmerismo”.

Il pensiero di Mesmer oscillò tra spiritualismo e materialismo riunendo due dottrine: una di natura fisica e l’altra medica. Egli credette di aver rintracciato il rimedio universale: il fluido magnetico di natura biologica (e per questo, detto anche magnetismo animale).

La dottrina del magnetismo animale trova le sue origini già in Paracelso (1493-1541) che introdusse l’uso della calamita (magnetite) in Occidente quale uso terapeutico.

Si possono considerare altri precursori: Marsillo Ficino, Pietro Pomponazzi e Girolamo Cardano.

Dal 1776 Mesmer abbandonò l’uso della calamita e ricorse all’imposizione delle mani coniando il suo assioma: “Unica è la malattia, quindi unico è il farmaco che è il fluido universale o fluido magnetico; la crisi è il mezzo per superare la malattia”.

Prima a Vienna, poi a Parigi (dal 1778 al 1815) il mesmerismo divenne la terapia di moda. La famosa tinozza o Baquet e la sala delle crisi (la salle des crises) divennero lo scenario nel quale l’arte del mesmerismo si sviluppò e crebbe.

Ad una analisi contemporanea si possono rintracciare tre indirizzi principali nell’azione terapeutica di Mesmer: per suggestione ipnotica, tramite la psicoterapia, attraverso la bioenergia.

Il termine ipnosi non era ancora stato coniato, ma l’azione mesmerica induceva uno stato diversificato di coscienza, chiamato sonnambulismo, e la storia dell’ipnotismo riporta il termine ipno-magnetismo dalla scuola francese di Nancy, in particolare nella figura di Charcot (1825-1893).

I due fattori principali dell’ipnomagnetismo vengono individuati nella suggestione verbale e non verbale (comunicazione non verbale) e nell’energia fluidica emessa dall’ipnotista.

Durante le sedute mesmeriche si faceva uso delle proposizioni verbali, della musica (egli stesso suonava l’armonica a vetri): ingredienti sufficienti per intravedere in Mesmer un precursore della psicoterapia. D’altronde la crisi catartica (crisi mesmeriana) auspicata quale passaggio finale per raggiungere la guarigione è sicuramente un indispensabile elemento psicoterapico. Per quanto concerne la bioterapia, possiamo rintracciare diversi aspetti tutt’oggi condivisi dai cultori della cura attraverso l’imposizione delle mani. Per Mesmer la malattia è disarmonia, e il magnetizzatore è un “accordatore”.

La supposizione che il fluido magnetico fosse simile all’attività elettrica del sistema nervoso e che attorno ai nervi scorresse il fluido, riportano alla fisiologia tradizionale orientale con la presenza di appropriati canali nei quali circolerebbe l’energia vitale.

Le affinità tra questa energia e il fluido mesmeriano sono numerose; ad esempio la presenza di un codice binario della dispersione (mesmerismo negativo) e bonificazione (mesmerismo positivo), l’influenza dei passaggi magnetici (particolari movimenti effettuati con le mani in prossimità del corpo del paziente) sulla circolazione sanguigna.

Oggi la tecnica mesmerica si fonde più o meno consapevolmente con le metodiche d’azione utilizzate nella bioterapia in senso lato e più specificatamente nella pranoterapia.

Va ricordato che il fondatore dell’omeopatia, Samuel Hahnemann (1755-1843) condivideva il ricorso al mesmerismo affermando che l’Energia Vitale dell’operatore potesse riequilibrare il paziente, come leggiamo da un suo scritto: “…Questa forza curativa, così spesso negata o disdegnata per oltre un secolo… in virtù della quale la forte volontà di una persona ben intenzionata nei confronti di una malata, per contatto diretto o anche senza contatto e persino ad una certa distanza, può portare l’energia vitale del mesmerizzatore, sano e dotato di questo potere, all’interno dell’altra persona dinamicamente (= senza supporto materiale)…”

 

 

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