Cos’è la “zona difensiva aerea” cinese

Fonte: http://www.iljournal.it/2013/cose-la-zona-difensiva-aerea-cinese/532883

japan-china-adiz-mapIl nome esatto di questa operazione avviata dal governo di Pechino all’inizio di questa settimana sarebbe “Zona d’Identificazione per la Difesa Aerea”, Adiz con l’acronimo. Ed è, secondo il governo cinese “Una pratica che dal 1950, oltre 20 Paesi, tra cui grandi potenze e Paesi confinanti con la Cina, hanno istituito zone d’identificazione per la difesa aerea.Il pattugliamento è in linea con la prassi internazionali e non sarà influenzato il normale traffico aereo internazionale.Le forze armate cinesi “sono capaci di controllare effettivamente la zona, e prenderanno misure per affrontare minacce aeree a protezione della sicurezza dello spazio aereo del Paese.Si tratta di una misura necessaria nell’esercizio della Cina dei propri diritti di autodifesa. Non ha un obiettivo in particolare Dichiarazioni ufficiali del Ministero della Difesa e del portavoce dell’Aviazione dell’Esercito cinese.

In sostanza con questo provvedimento la Cina ha chiesto, imposto meglio, alle compagnie aeree, ma anche a tutte le aviazioni militari di comunicare i piani di volo sulla zona del Mar Cinese Meridionale, che reclama come propria.

La zona difensiva comprende un pezzo se così si può dire del Mar Cinese orientale e meridionale che guarda caso, contiene anche le isole Dyiaou (in cinese) – Senkaku (in giapponese), quelle al centro di una annosa questione col Giappone.

Scrive il sito china-files.com

In realtà, sia Giappone sia Usa hanno già una loro Adiz e la Cina non fa che entrare nel club. Non è né una “no fly zone” né un allargamento dello spazio territoriale. Si tratta di una “zona di sicurezza” ampia quanto basta per scongiurare eventuali attacchi al continente provenienti dall’aria e implica che ogni aereo che la sorvola debba identificarsi con il comando di terra e, in caso, obbedire ai suoi ordini (come ad esempio quello di deviare la propria rotta).

Secondo i più avveduti critici della mossa “unilaterale” della Cina, la Adiz cinese si distinguerebbe da quella statunitense per un motivo molto evidente: da quanto si capisce, le norme cinesi per il sorvolo della zona non fanno distinzione tra aerei in volo parallelo rispetto alla costa della Cina e quelli che volano verso lo spazio aereo territoriale del Paese, a differenza di quelle Usa. Cioè, in pratica, se un aereo è diretto da tutt’altra parte ma passa comunque per la Adiz cinese, deve comunque sottostare alle regole stabilite da Pechino.

Il problema è che quella stabilita dalla Cina si sovrappone a quella nipponica già esistente, per cui, in teoria, chi vola su quella zona del Mar Cinese Orientale dovrebbe seguire sia le indicazioni del comando cinese sia di quello giapponese

Poi le violazioni. Hanno cominciato due bombardieri americani B-52, privi di armi, che hanno effettuato un volo proprio nella zona proibita, seguendo un programma stabilito da tempo hanno detto i vertici dell’aviazione Usa. Poi oggi due caccia giapponesi hanno fatto lo stesso. In nessuno dei due casi però, nonostante il mancato preavviso al governo cinese, c’è stata alcuna reazione da parte di Pechino.

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