L’ars retorica di Putin sulla Crimea

Fonte: http://www.iljournal.it/2014/lars-retorica-di-putin-sulla-crimea/569478

Nel discorso al parlamento di Mosca, il presidente russo ha fatto sfoggio della più classica arte della retorica politica, disegnando lui e la Russia come coloro che hanno impedito vittime e disastriShare

Dopo che ieri Barack Obama aveva parlato in tv per annunciare e confermare le sanzioni contro la Russia decise dagli Stati Uniti, oggi Vladimir Putin ha tenuto un discorso al Parlamento russo, la Duma.

 

Il referendum della Crimea per l’annessione alla Russia si è svolto nel pieno rispetto del diritto internazionale e che l’esito è del tutto convincente. Siamo qui per una vicenda vitale, storica. La Crimea è una parte inalienabile della Russia. La Russia non poteva non rispondere alla richiesta di aiuto della Crimea. Non rispondere sarebbe stato un tradimento. Se non avessimo preso sotto il nostro controllo la Crimea, ci sarebbero state vittime. Non c’è stato alcun conflitto armato, non ci sono state vittime, perchè è difficile, anzi impossibile, combattere contro la volontà del popolo.

Quanto accaduto a Kiev è stato un colpo di Stato di forze estremiste, ultranazionaliste e antisemite e le attuali autorità non sono legittime. Non abbiamo violato alcuna norma internazionale in Crimea e le forze armate russe non sono entrate in Crimea, c’erano già in conformità all’accordo con Kiev, non abbiamo neppure superato il limite previsto di 25 mila unita. Il trasferimento della Crimea all’Ucraina fu frutto di grosse violazioni e fu deciso dietro le quinte in uno stato totalitario, mettendo la gente di fronte al fatto compiuto. In Crimea ci saranno tre lingue: russo, ucraino e tataro.

La Russia intende adottare tutte le misure per ripristinare i diritti dei tatari di Crimea e riabilitarli. Anche questa comunità, come ha dimostrato l’esito del referendum, ha scelto la Russi. Abbiamo grande rispetto di tutte le etnie che vivono in Crimea. C’è stato un periodo della storia in cui questa etnia ha subito trattamenti ingiusti, ma loro hanno deciso di tornare alla loro terra

 

Il presidente russo ha dato disposizione di approvare la bozza di accordo tra la Russia e la Crimea per l’annessione di quest’ultima firmando un decreto che spiana la strada all’annessione della Penisola – a 70 anni esatti dall’inizio dell’offensiva dell’armata rossa che avrebbe portato al fine dell’occupazione nazista. Nel decreto firmato da Putin si prende atto della “volontà espressa dal popolo della Crimea nel referendum del 16 marzo 2014″ e si formalizza che da questo momento la Russia riconosce la penisola come “Stato indipendente e sovrano”. Mosca riconosce inoltre “uno statuto speciale” per la città di Sebastopoli, dove si è tenuta una consultazione parallela nell’ambito del processo di secessione dall’Ucraina.

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