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Pazienza sempre, pregiudizio mai

Scritto da:Valentina Cervelli
Fonte: http://www.iovalgo.com/pazienza-sempre-pregiudizio-mai-16425.html

Pazienza? Bisogna averne tanta ed averla sempre. Al contrario del pregiudizio, nelle cui braccia non bisognerebbe cadere mai.  La ragione è molto semplice: bisognerebbe sempre puntare ad essere delle persone empatiche ed in grado di comportarsi adeguatamente in ogni settore della propria esistenza.

Questi sono concetti da ricordare molto importanti, soprattutto in un periodo socioeconomico come questo, dove sullo scranno più alto degli Stati Uniti e quindi come pessimo esempio per tutto il mondo, vi è una persona che con il suo comportamento ha totalmente squilibrato le masse sociali ed il loro comportamento: quando razzismo, maschilismo ed in generale la prepotenza diventano il “centro” delle cronache e spinte come esempi positivi è importante avere la pazienza di comprendere il perché ciò accada e rigettare il pregiudizio che scaturisce dagli stessi.

Può sembrare assurdo ma non perdere la pazienza consente di rimanere con i piedi per terra e con la mente abbastanza lucida al fine di comprendere come sia tutt’altro che auspicabile agire d’istinto, gettando alle ortiche qualsiasi possibilità di controbattere nel modo giusto. In un mondo come quello attuale dove la prevaricazione in tutte le sue forme sembra essere diventata la norma, essere in grado di combattere il pregiudizio è un punto di forza molto importante.  Perché è proprio quest’ultimo a fomentare la violenza ed a crearne di più ed in una società che necessita di menti pensanti ed aperte per combattere l’odio, rigettare tale tipologia di forma mentis diventa basilare per costruirsi ed aiutare a costruire esistenze sane e basate su saldi principi.

 

Frutta e verdura di agosto: ecco i prodotti di stagione

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/frutta-verdura-agosto-prodotti.php

I prodotti di stagione sono preziosi alleati contro il caldo ed il mese di agosto offre una grande varietà di frutta e verdura ricchi di acqua, fibre e antiossidanti. Ecco cosa portare in tavola.

Anguria
Regina tra i frutti dell’estate è l’anguria, tra le prime alleate anticaldo perché composta per il 90% di acqua ed è poverissima di calorie.

Gelso nero
Questi frutti piccoli e succosi sono ricchi di antiossidanti, ferro, e vitamine, cominciando dalla vitamina C. Per questo il gelso è considerato uno tra i migliori rimedi naturale contro il raffreddore.

Mirtilli neri
Il mirtillo è ricco di risorse preziose per la salute: antocianine (antiossidanti dal riconosciuto potere antitumorale), vitamine del gruppo B (alleate del buonumore) e di acqua, così aiuta a combattere la ritenzione idrica e il caldo.

Fichi d’India
Sono una preziosa fonte di fibre che aumentano il senso di sazietà e favoriscono la regolarità intestinale. I fichi d’India sono anche tra i più ricchi di vitamina C della stagione, e di minerali come magnesio e potassio e di antiossidanti.

Fichi
Da consumare con moderazione per le loro calorie (74 per 100 grammi), i fichi sono una preziosa fonte di fibre e di potassio.

Uva spina
Ricca di vitamina C, aiuta a proteggersi dalle infezioni, depura l’organismo, disintossica il sangue, ed è ricca di antiossidanti che prevengono l’invecchiamento cellulare. Inoltre è particolarmente dissetante.

Prugne
Note come alleate contro la stitichezza (in particolare quelle gialle, che hanno un più alto contenuto di fibre rispetto alle rosse, che invece sono più ricche di antiossidanti), le prugne sono anche una risorsa per combattere la stanchezza estiva  perché ricche di sali minerali.

Ribes rosso
Per le sue proprietà benefiche il ribes è tra i frutti più utilizzati nella fitoterapia. È un antiinfiammatorio, poi un potente diuretico perché è ricco di acqua. Inoltre è tra i frutti che contengono una delle concentrazioni più elevate di vitamine del gruppo A, B, C e K.

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Sono ricche di antocianine, potenti antiossidanti che rallentando il deterioramento delle cellule aiutano a prevenire i tumori e a bloccare i radicali liberi che causano l’invecchiamento, ma anche di vitamina C e di fibre, e sono tra i frutti detox più apprezzati anche perché aiutano ad eliminare il colesterolo cattivo dal sangue.

Lattuga
Ipocalorica (contiene 15 calorie per 100 grammi), ricca di fibre e glucochina che è una molecola che abbassa la glicemia, la lattuga è anche una fonte preziosa di sali minerali come ferro, sodio e potassio che aiutano a combattere il caldo.

Peperoni
Presentano invidiabili proprietà antiossidanti, in grado di combattere l’invecchiamento precoce, tumori e malattie cardiovascolari.

Ravanelli

Ottimi per arricchire di un retrogusto piccante le proprie insalate estive, i ravanelli possiedono dalle proprietà diuretiche e depurative.

L’anidride carbonica «sgonfia» le gambe

Scritto da: Andrea Sperelli
Fonte:http://www.italiasalute.it/copertina.asp?Articolo_ID=169

Durante la stagione calda il problema è particolarmente sentito dalle donne. Parliamo delle gambe gonfie o “a palloncino”, secondo una definizione comune. Le gambe pesanti e i piedi gonfi o doloranti, fenomeni che si manifestano con maggiore evidenza nel corso dell’estate, possono però essere trattati con l’anidride carbonica.
Stefania Bizzarri, responsabile dell’Ambulatorio di Medicina Estetica INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano, spiega: «Difficile trovare una donna che non soffra o non abbia mai sofferto di ritenzione idrica soprattutto d’estate. Quello dell’accumulo eccessivo di liquidi, infatti, è un problema molto comune nel sesso femminile e il calore aumenta il problema. Alla base c’è una cattiva circolazione sanguigna e soprattutto linfatica: se il sangue fatica a risalire verso il cuore e il sistema linfatico non riesce a depurare e a filtrare la linfa, si verifica un ristagno di liquidi e tossine nelle gambe».
«La situazione può essere peggiorata da una scarsa tonicità dei muscoli delle gambe e dalla sedentarietà: in questi casi, infatti, i polpacci non riescono a comprimere le vene e i piedi a svolgere la loro naturale azione di pompa. Consumare spesso cibi salati, assumere di frequente bevande alcoliche, essere in sovrappeso, stare per troppo tempo nella stessa posizione, indossare indumenti stretti, portare tacchi troppo alti, fumare, esporre le gambe a fonti di calore sono abitudini che non fanno che peggiorare la situazione».
Cosa si può fare allora? Una possibile soluzione è la carbossiterapia, metodo poco invasivo che si basa sull’utilizzo dell’anidride carbonica, che va iniettata sottocute.
«Il gas esplica una serie di effetti benefici. In primo luogo, stimola la motilità dei vasi, la cosiddetta “vasomotion”: di conseguenza, il sangue scorre con più facilità, la circolazione migliora e il drenaggio veno-linfatico (di liquidi e tossine) aumenta. In secondo luogo, aumenta l’ossigenazione. Il risultato? I tessuti ricevono più nutrimento, le tossine e le scorie vengono smaltite più velocemente e il gonfiore si riduce».
L’anidride carbonica peraltro non può rappresentare un pericolo per la salute in quanto il suo uso è molto limitato, oltre ad essere indolore. Il gas viene iniettato a circa un centimetro di profondità. Per qualche secondo la parte interessata si gonfia, ma il tutto si riassorbe in poco tempo. L’effetto è un miglioramento della circolazione e dell’ossigenazione, oltre a una riduzione della ritenzione idrica.
«I primi effetti – spiega Bizzarri – iniziano a manifestarsi al termine della seduta, ma si perfezionano nei giorni successivi al trattamento».

 

 

Quando il sesso uccide

Scritto da: Andrea Piccoli
Fonte:http://www.italiasalute.it/4850/pag2/Quando-sesso-uccide.html

Il sesso può anche uccidere. Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori del Tufts Medical Center di Boston, secondo cui non avere rapporti sessuali in maniera regolare e praticare attività fisica con il contagocce può rappresentare un pericolo grave per la salute del nostro cuore. Ad aumentare il rischio anche i tradimenti e il sesso occasionale.

La base della ricerca statunitense, pubblicata sulla rivista Jama dell’American Medical Association, è costituita dalla revisione di 14 studi precedenti, giungendo alla conclusione che il rischio di morte per chi fa sesso senza essere allenato aumenta di 2,7 volte. Al contrario, chi si dedica a un’attività fisica regolare può anche sperimentare notti di sesso infuocate senza rischiare più di tanto, come confermano le parole della ricercatrice Issa Dahabreh: “gli individui che praticano abitualmente attività fisica

agli effetti di stimolazione dello sport come del sesso”.

Per gli amanti che hanno anche una passione per lo sport il rischio è pressoché nullo, dal momento che per ogni sessione di allenamento di almeno un’ora il pericolo di un infarto durante il sesso diminuisce di circa il 35 per cento.

Un caso particolare è rappresentato dai rapporti extraconiugali. Pare che le scappatelle costituiscano un vero e proprio pericolo per le coronarie di chi vi si applica, probabilmente per lo stress derivante dai sensi di colpa e dalla paura di essere colti in flagrante o comunque di essere scoperti. Già un’altra ricerca del St. Thomas Hospital in passato aveva evidenziato questo pericolo. Il cardiologo Graham Johnson aveva spiegato: “il 75% dei casi di morte improvvisa durante l’attività sessuale riguarda persone coinvolte in una scappatella anche se va aggiunto che solo l’1% degli attacchi di cuore viene scatenato dal sesso”.

Come spiega anche Amy Thompson della British Heart Foundation in un’intervista al quotidiano inglese Daily Mail, “è importante distinguere fra le cause di un attacco di cuore e quelle che potrebbero potenzialmente scatenarlo. Lo studio mostra che il sesso può agire da fattore scatenante, ma questo non cambia il nostro punto di vista sui benefici dell’attività fisica. È stato dimostrato che, per aiutare il cuore a restare in forma, bisognerebbe fare 30 minuti al giorno di attività fisica moderata almeno cinque volte a settimana e il sesso non causa più stress che salire un paio di rampe di scale”.

 

Aloe Vera Proprietà e Benefici

Fonte: https://www.mr-loto.it/aloe.html

L’aloe vera cresce spontanea sui terreni secchi e calcarei ma può anche essere coltivata tramite i semi o per propaggine. L’aloe è una pianta grassa dalle cui foglie si estrae, con un lavoro manuale, un succo denso, chiamato gel.

Aloe vera: proprietà e benefici

Spesso chiamata la Pianta del miracolo, l’aloe vera è una pianta dalle molte risorse.

Le varietà di questa pianta sono molte, circa 200. Quella che ha maggior utilità per l’uomo, grazie alle sue proprietà medicinali, è l’Aloe Barbadensis miller, chiamata comunemente aloe vera.

 

L’aloe vera era conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà curative ed per i benefici sulla salute umana. Troviamo riferimenti a questa pianta nella Bibbia ed in antichissimi documenti. In questi scritti se ne tramanda l’uso a fini curativi presso le antiche popolazioni dell’Egitto e dell’India.

È sorprendente come l’uso che viene fatto oggi della pianta corrisponda all’uso che ne facevano gli antichi. Gli studi effettuati confermano che già più di mille anni fa se ne faceva un corretto uso.

Composizione Chimica

I principi attivi dell’aloe vera sono costituiti da antrachinoni catartici, conosciuti come veri sterminatori di malattie, hanno lo stesso effetto degli antibiotici ma con meno effetti tossici.

minerali: contiene fosforo, potassio, calcio, ferro, magnesio, zinco, sodio, cloro, alluminio, boro, manganese, bario, rame, cromo e silicio.

Le vitaminevitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B6, B12, vitamina C ed E.

Contiene i seguenti aminoacidi essenziali: Isoleucina, Leucina, Lisina, Metionina, Fenilalanina, Treonina, Triptofano, Valina. Questi invece gli aminoacidi secondari: Acido aspartico e glutammico, Arginina, Alanina, Glicina, Istidina, Prolina, Serina Tirosina.

L’aloe vera contiene inoltre Lignina, Aloina, Acido cinnamicoAntracene e molte altre sostanze. La composizione completa del gel e le sue proprietà non sono ancora state chiarite ma sono sicuri i suoi effetti benefici sull’organismo umano.

Stimola il Sistema Immunitario

In base a recenti studi si è dimostrato come l’aloe vera possa sensibilmente prolungare la vita dei pazienti affetti da tumore. Sembra che addirittura riesca a stimolare il loro sistema immunitario.

Tale proprietà è stata confermata in un esperimento effettuato su cellule di cancro umano. Un estratto di aloe vera e di lecitina è stato iniettato nelle cellule malate. I risultati hanno confermato il collegamento tra la pianta e l’attivazione del sistema immunitario.

Le cellule trattate hanno attivato una parte del sistema immunitario che, a sua volta, produce sostanze che attaccano il cancro.  Pare inoltre che l’aloe vera favorisca la crescita delle cellule normali.

Antitumorale

Secondo alcuni studi, l’aloe emodina avrebbe valide proprietà anticancro ed anti-virali. Un suo estratto etanolico sarebbe anche attivo contro i virus dell’herpes.

Studi riguardanti l’aloina A contenuta nell’aloe vera, hanno evidenziato le sue proprietà antinfiammatorie, anti ulcera e anti-tumorale.

L’aloina è una resina di colore giallo con tonalità variabili ed è presente sulla parte esterna delle foglie ma non nel gel. A contatto con l’aria e la luce questa resina si ossida, assumendo un colore scuro.

Le proprietà anti tumorali di questa sostanza si manifestano attraverso la stimolazione del sistema immunitario.

Proprietà Digestive

I prodotti a base di aloe vera possono fornire un grande aiuto per il recupero della salute. La sua assunzione è consigliata in caso di problemi digestivi, infiammazione dello stomaco, ernia iatale, gastrite ed ulcera gastrica

Si possono assumere compresse o gocce durante tutto l’arco della giornata. Non bisogna però superare gli 0,5 grammi. In dosi superiori la pianta a effetti lassativi.

Lassativa

Aloe ed aloina sono largamente impiegate come principi attivi nei preparati lassativi.  Spesso in unione con altre sostanze come la cascara e la senna.

Carminativa

L’acido cinnamico, presente in questa pianta, ha proprietà utili ad espellere il gas in eccesso che si forma nell’intestino.

Antisettica

L’aloe vera contiene ben 6 agenti antisettici ed è per questo che è molto efficace nel trattamento di funghi, batteri e virus.

 

Gengivite

Il suo succo contiene un tonico astringente che aiuta in casi di gengiviti e ulcere alla bocca. A tal scopo si utilizza il suo succo diluito al 50 % con acqua per effettuare risciacqui.

Mal di Gola e Tonsillite

Per il trattamento del mal di gola e della tonsillite di può utilizzare il preparato di cui sopra per fare gargarismi antinfiammatori.

Analgesica

L’olio di etere invece ha proprietà analgesiche ed anestetiche.

Osteoporosi

Il boro contenuto nella pianta permette al nostro organismo di migliorare il processo di assorbimento del calcio. Allo stesso tempo permette di evitare la dispersione del magnesio. Queste proprietà del boro si rivelano utili nella prevenzione dell’osteoporosi e dell’artrite.

Protegge la Pelle

L’aloe vera protegge la pelle dai raggi gamma e da quelli UV ed ha effetti benefici sulla pelle. Questa pianta è in grado di stimolare la produzione di collagene, mantenendo la pelle elastica e combattendo la comparsa delle rughe.

L’aloe vera ha inoltre ottime proprietà idratanti, utili nella cura della pelle secca. Da sottolineare la capacità della pianta di curare le ferite e le scottature.

È in grado di penetrare all’interno dei tessuti offesi, alleviare il dolore ed aumentare la circolazione sanguigna verso la pelle danneggiata.

Guarigione dalle Ferite

Secondo un rapporto del giornale americano di chirurgia ed oncologia dermatologiche, la convalescenza dopo interventi chirurgici viene notevolmente ridotta se trattata con aloe vera.

Un campione di persone affette da acne sono state sottoposte ad intervento chirurgico per risolvere il problema. Dopo l’intervento sui loro visi sono state applicate delle fasciature: su una metà del viso è stato applicato un normale medicamento, mentre nell’altra metà è stato utilizzato un composto a base di gel di aloe.

La metà trattata con l’aloe vera è guarita ben 72 ore in anticipo rispetto all’altra.

L’autore del rapporto, il dottor dermatologo James Fulton, dichiara di curare qualsiasi ferita con questa pianta perché accelera notevolmente la guarigione del tessuto.

Denti e Gengive

Da uno studio condotto in India emerge che il gel d’aloe vera può essere impiegato per tenere in salute denti e gengive.

Per arrivare a questa scoperta i ricercatori indiani hanno sperimentato il risultato dell’effetto del gel d’aloe vera e lo hanno confrontato con quelli dei  dentifrici tradizionali.

In base ai risultati ottenuti si è potuto constatare che il gel d’aloe vera non è da meno dei tradizionali dentifrici nell’eliminare la microflora batterica e la placca, con la differenza di non avere un effetto abrasivo sullo smalto dei denti.

In più, questo gel riduce l’eventuale dolore causato dalle infezioni o dalle infiammazioni alle gengive, grazie alle proprietà anti infiammatorie degli antrachinoni.

Il Gel di Aloe Vera

 

Le foglie contengono, nella loro parte interna, una sorta di sostanza gelatinosa che chiameremo gel a cui sono attribuite potenti proprietà terapeutiche. Si tratta di una sostanza completamente naturale in possesso di proprietà benefiche.

Il gel è impiegato nelle bevande analcoliche che vengono chiamate comunemente succo di aloe vera. Queste si producono diluendo il gel con acqua e mescolando il tutto con acido citrico e conservanti.

I prodotti del gel sono disponibili sia in forme liquide che secche.

In America il gel fresco estratto da questa pianta è conosciuto come il rimedio popolare più diffuso nel paese per le bruciature e le scottature e l’aloe viene anche chiamata pianta del primo soccorso, in quanto ha anche proprietà idratanti ed emollienti.

Controindicazioni

Sono molte le persone che chiedono informazioni su come reperire la pianta e come preparare bevande fai da te con le sue foglie.

Fate attenzione, perché le foglie di aloe vera sono molto ricche di aloina, che è una potente droga antrachinonica. Gli effetti di questa sostanza non sono ancora completamente noti. Se assunta in eccesso può provocare seri danni come crampi addominali, diarrea, urine rosse, epatite e può perfino provocare l’aborto.

Si consiglia quindi di acquistare il succo d‘aloe vera già preparato (accertarsi sempre della qualità) e privato di aloina.

Con l’uso topico questa pianta può dare luogo ad arrossamenti, bruciori e dermatiti sui soggetti sensibili. Si consiglia quindi di applicarla prima su piccole zone della pelle per verificarne la tollerabilità.

Curiosità

La pianta era usata dagli antichi egizi nei loro processi di imbalsamazione.

Nel 1862 venne ritrovato un papiro egiziano risalente al 1.500 avanti Cristo. Grazie a questa scoperta si scoprì come già allora la pianta e le sue proprietà fossero conosciute ed apprezzate. Veniva utilizzata anche da medici greci e romani.

Nel Papiro di Ebers, uno dei testi più antichi di medicina risalente al 1550 a.C. circa, vi sono alcune ricette a base di questa pianta per la cura di diversi  disturbi e malanni.

I cavalieri templari erano soliti consumare una bevanda a base di aloe vera e vino di palma a cui attribuivano proprietà energetiche e salutari.

Già Dioscoride, nel 1° sec. dopo Cristo, descriveva nelle sue opere le proprietà medicamentose del gel di aloe vera. Cura dei foruncoli, mal di gola, gengiviti, emorroidi erano solo alcune delle patologie per la cui guarigione veniva consigliato l’impiego di questa pianta.

Per l’uso cosmetico della pianta potete visionare questa pagina.

Stabilizzazione Gel d’Aloe

Il gel di aloe vera, essendo formato da polisaccaridi ed acqua, è una sostanza estremamente instabile. I suoi principi attivi si deteriorano rapidamente. Si rendono dunque necessari processi di estrazione e conservazione molto accurati.

Per questo motivo la moderna industria alimentare ha brevettato numerosi processi di stabilizzazione e concentrazione.

Tra questi, c’è un particolare tipo di liofilizzazione che permette di concentrare il gel di aloe di ben 200 volte (200:1), stabilizzandolo sotto forma di polvere. In tal modo, il gel di aloe vera può essere inserito in formulazioni deglutibili. Si trova in vendita in capsule è compresse. In tal modo si supera il problema del sapore che non a tutti risulta gradevole.

La paura di cambiare

Scritto da: Elena Cogo
Fonte: http://www.naturopataonline.org/sport-e-benessere/crescita-interiore/16650-la-paura-di-cambiare.html

Fiore Di Campo, Primavera Prato, Fiori, Fiori Selvatici

In una bellissima canzone Alex Baroni cantava … “per diventare libero, cambiare, cambiare…  Combatterò con le mie notti bianche… combatterò, devo ricominciare a inventare me … per diventare libero, cambiare, cambiare… e per non cadere più, cambiare… “

L’uomo è un essere abitudinario! amiamo avere le nostre certezze, conoscere bene la strada che stiamo percorrendo.. ciò che non conosciamo ci fa paura.  Esiste persino   un proverbio che dice “mai lasciare la strada vecchia per quella nuova” oppure ” chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa cosa lascia ma non sa cosa trova” che dimostra la nostra resistenza  al cambiamento! sì, abbiamo timore di cambiare persino la marca del dentifricio perché abbiamo paura di sbagliare a sceglierne uno nuovo… abbiamo paura di essere giudicati per questa scelta o di dover dare spiegazioni che magari non abbiamo!

Ma questa paura non deve bloccarci, non deve impedirci né di provare nuove strade né di abbandonare ciò che non ci fa più stare bene.

Cambiare è sinonimo di crescere, di evolvere … Se i grandi uomini della storia non avessero avuto il coraggio di tentare nuove strade, di cambiare la loro e la nostra vita l’essere umano non sarebbe mai evoluto, le grandi invenzioni non sarebbero mai avvenute, le grandi e le piccole opere non avrebbero mai preso vita.

Il cambiamento non è esclusiva di pochi ma è un bene prezioso per ciascuno di noi… cambiare oggetti, idee, strade, Abitudini, persone che ci circondano è aver voglia di crescere, di diventare grandi! è indice di grande Amore per sé stessi.

Cambiare soprattutto quando dobbiamo farlo in situazioni complicate non è affatto facile sebbene necessario per poter continuare a vivere. Quando viviamo situazioni o eventi che ci fanno stare male, che ci tarpano le ali abbiamo l’obbligo verso noi stessi di cambiare per ricominciare a respirare, a vivere.

Il cambiamento non è fatto di un singolo evento ma è un insieme di passi, un cammino che ci conduce verso un equilibrio migliore, verso un miglioramento della nostra vita.  Si può camminare da soli oppure lo si può fare accompagnati, insieme a qualcuno di cui ci fidiamo.

A volte i primi passi li dobbiamo fare assieme a qualcuno che ci conduce per mano per aiutarci a capire dove vogliamo andare.

Una regola fondamentale del cambiamento

Andare verso qualcosa, verso una meta e non fuggire da qualcosa o da qualcuno.

Prima di ogni cosa dobbiamo imparare ad accettare che abbiamo il diritto di lasciare andare ciò che ci fa male o che ci fa stare male e insieme dobbiamo imparare ad accettare l’idea di poter cambiare semplicemente per crescere.

Ciascun essere vivente ha diritto di essere felice, di stare bene… ha il diritto e il dovere verso sé stesso di cambiare e di Crescere per poter percorrere fino in fondo ed in modo completo la propria strada.

Cambiare è energia che si muove, è energia che cresce…

Pepe: 12 vaccini per legge è da nazisti, caso unico al mondo

Fonte: http://www.libreidee.org/2017/05/pepe-12-vaccini-per-legge-e-da-nazisti-caso-unico-al-mondo/

«Addirittura 12 vaccini, somministrati a bambini di tre mesi di vita? E’ da criminali incoscienti». Il senatore Bartolomeo Pepe si scaglia con decisione contro il decreto legge del governo Gentiloni, ora in discussione: ben 12 vaccini obbligatori, finò all’età di 16 anni, pena l’esclusione dalla scuola. E con pesanti sanzioni per i trasgressori, pecuniare (anche 7.500 euro) e non solo: si arriva fino a privare i genitori della patria potestà. «Siamo alla follia totale, al nazi-vaccinismo», tuona il senatore ex 5 Stelle ai microfoni di “Forme d’Onda“, web-radio: «Il sistema vaccini in Italia è fuori controllo, i bambini sono in pericolo». E attenzione: «Non esiste nessun paese al mondo con simili disposizioni: che non stanno né in cielo né in terra, a detta di Premi Nobel e virologi di fama internazionale». Attualmente, l’Italia – con 4 vaccinazioni obbligatorie – è già in testa alla classifica mondiale, insieme alla Francia. Segue il Belgio, con soli 2 vaccini obbligatori, mentre tutti gli altri paesi del pianeta hanno un solo vaccino obbligatorio, o anche nessuno. «E’ una cosa pazzesca: ora finalmente la gente si renderà conto di cosa c’è in ballo, di cosa sta accadendo», aggiunge Pepe: «E ricordiamoci che il vaccino contro l’epatite C fu introdotto anni fa con una tangente all’allora ministro De Lorenzo: il ministro è stato arrestato, ma il vaccino è rimasto, divenendo il quarto vaccino obbligatorio in Italia».

«Io non sono contro i vaccini, sono per il loro controllo», precisa Pepe, secondo cui in ogni caso «non esistono motivi di allarme, né pandemie». C’è stato il caso della meningite, «ma poi è rientrato, dopo una denuncia per procurato allarme»: Il senatore Bartolomeo Pepel’Italia è fra i paesi con meno problemi di meningite, e inoltre il trend è in calo. Poi è stato lanciato l’Sos addirittura per una presunta epidemia di morbillo: «Ho chiesto in Parlamento “quanti e morti e feriti abbiamo, per morbillo”, ma non mi hanno risposto», dice Pepe. «E’ un’epidemia ciclica, con un picco ogni tre anni. Ma non c’è nemmeno un morto, per morbillo». Eppure, «a fronte di una pandemia che non esiste», è stato fatto questo decreto d’urgenza «che non ha nessun motivo». Da noi, accusa il senatore, la farma-sorveglianza non funziona. «Veniamo da una storia di vaccini poi ritirati, ma che potevano essere ritirati anche prima, e invece sono stati somministrati anche per dieci anni, nonostante si sapesse che facessero male. Ci sono controlli insufficienti, problemi a far segnalare reazioni avverse. E non c’è trasparenza sui dati, che sono fermi al 2013: non si ha il quadro esatto della situazione».

Parecchie di queste reazioni avverse sono “scoppiate” con il caso del vaccino contro il “papilloma virus”, recentemente segnalato in televisione da “Report”, che ha evidenziato «guai seri per le ragazze che lo hanno assunto». Un problema che sarebbe innanzitutto di sicurezza sanitaria, come evidenziato da svariate ricerche, con «vaccini che sono stati a contatto con parti di Dna umano, feti abortiti, glifosato (un erbicida), formaldeide (un conservante, altrettanto cancerogeno) e sottoprodotti di metalli pesanti come alluminio e mercurio, che sono neuro-tossici: l’alluminio provoca l’Alzheimer, il mercurio crea disabilità mentali». Quali interessi nasconde l’industria farmaceutica? Inoltre, aggiunge Pepe, molto spesso a non vaccinarsi sono proprio gli operatori sanitari che lavorano negli ospedali: «Di cosa hanno paura? Sanno qualcosa che noi non sappiamo?». Se fossimo davvero in una reale situazione di epidemia, ragiona il parlamentare, dovremmo bloccare l’Italia – scuole, aeroporti – vaccinando qualsiasi persona che entrasse nel nostro paese. Sospetti: «La sensazione è che si stia avverando la profezia di Rudolf Steiner: creare vaccini per inibire l’evoluzione della coscienza. E’ palese l’attacco alle nostre coscienze: ci stanno provando con una serie di cose, anche con i vaccini».

Bartolomeo Pepe invita a osservare con attenzione gli studi, di ambito fisico, che rivelano l’esistenza della “memoria dell’acqua”, che ha la possibilità di memorizzare frequenze elettromagnetiche, rimanendovi influenzata. «E noi siamo fatti al 75% di acqua. Dio solo sa a cosa sono stati sottoposti, questi vaccini – a quali frequenze? Non oso immaginare cosa siano capace di fare, questi signori», dichiara il senatore, scandalizzato anche dalle misure repressive previste dal decreto legge: «Arrivare a togliere la patria potestà dei figli è pazzesco: questo nazi-vaccinismo sta dimostrando tutta la sua follia. Ripeto: siamo l’unico paese al mondo con 12 vaccini obbligatori, e senza il necessario controllo». L’Ema, la farma-sorveglianza, sempre secondo Pepe «è foraggiata dalle stesse aziende farmaceutiche». Addirittura, aggiunge, «abbiamo avuto casi di corruzione, a capo dell’agenzia di controllo del farmaco: l’imputato prima ha visto finire in prescrizione il suo processo, e poi è stato promosso, in sede europea, a capo della sorveglianza sui farmaci, sull’alimentazione e la veterinaria. Questo è il sistema-Italia: vengono lanciati falsi allarmi – vedi meningite e morbillo, entrambi rientrati – quindi si fa un decreto legge d’urgenza che non ha nessuna giustificazione».

Alcune vaccinazioni non sono sicure, insiete Pepe: quella sul “papilloma virtus” è stato ritirata in Danimarca e sconsigliata in Giappone. Alcuni vaccini sono inefficaci: «Si sono rivelati acqua fresca, anche se poi magari si inventano storie come quelle dell’infermiera “che non vaccinava”, per mascherare l’inefficicacia assoluta di vaccini somministrati a 7.500 bambini». Poi c’è il problema della “catena del freddo” per la conservazione dei vaccini, «che spesso si interrompe». Gli stessi vaccini, infine, non sarebbero tracciati: «Non vengono indicati i lotti di provenienza, sui libretti sanitari». Secondo Pepe, siamo nel paradosso assoluto: abbiamo migliaia di reazioni avverse, di cui le autorità negano l’evidenza. «Eppure abbiamo migliaia di casi di encefalopatie, bambini morti, persino militari – sottoposti a decine di vaccini prima di una missione – con problemi di leucemie, linfomi di Kodgkin e danni al Dna», aggiunge il senatore. «Mi domando: se un vaccino riesce addirittura a distruggere il fisico di un militare in perfetta forma, cosa può provocare, a un bambino di tre mesi, la bellezza di 12 vaccini? Non oso immaginarlo. E a tre mesi di vita – anche il peggiore dei pediatri lo sa bene – il sistema immunitario deve ancora formarsi: bisogna aspettare i tre anni. Anticipare i tempi è da criminali. E chi vuole praticare questo è un criminale incosciente, che non vuole il bene del bambino».

I benefici dell’Aloe: 10 motivi per utilizzarla

Fonte: https://www.macrolibrarsi.it/speciali/i-benefici-dell-aloe-10-motivi-per-utilizzarla.php


I benefici dell'Aloe: 10 motivi per utilizzarla


copri questa pianta medicinale: l’aloe è antitumorale, cicatrizzante, disintossicante. I molteplici usi dell’aloe su pelle e capelli ti sorprenderanno. E non perdere l’aloe da bere…

L’aloe è una pianta africana perenne.

I fiori sono di un rosso vivace, mentre le foglie assomigliano a “foderi di coltelli” secondo una tavoletta rinvenuta in Mesopotamia e datata intorno al 2.000 a.C.

La caratteristica principale di questa pianta è di avere le foglie carnose, ossia racchiudono al loro interno un gel dalle straordinarie proprietà.

Infatti tale succo contiene 200 composti attivi e oltre 75 nutrienti tra cui:

  • 20 minerali, inclusi calcio, cromo, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio, sodio, zinco.
  • 18 amminoacidi sui 20 necessari all’uomo
  • 12 vitamine, incluse A, C, D, E e il gruppo B
  • enzimi, necessari a tutti i processi vitali
  • saccaridi , saponine e steroli vegetali

Tutti questi elementi rendono l’Aloe una sorta di “guaritore naturale” utilizzato già dai popoli dell’antichità tra cui Egiziani, Assiri, Indiani, ecc.

Le proprietà dell’Aloe

  • Integratore alimentare. Come abbiamo visto, l’aloe contiene moltissime delle sostanze nutritive essenziali per un corretto mantenimento del corpo. Per questo Matt Traverso non esita a definirla un Superfood.
  • Depurante. L’aloe è in grado di disintossicare l’organismo dalle tossine. Non solo, i suoi saccaridi aderiscono alle pareti dell’intestino formando una barriera protettiva che impedisce l’assorbimento di sostanze dannose.
  • Lassative. L’aloe è un’alleata del sistema digestivo: stimola la flora batterica e l’eliminazione dei rifiuti, migliorando al contempol’assorbimento delle sostanze nutritive (ma non degli elementi dannosi). Per questo motivo riduce gli effetti collaterali dei farmaci sull’apparato digerente come acidità di stomaco, crampi e stitichezza.
  • Stimola il sistema immunitario. L’aloe contiene acemannano, uno zucchero dalle proprietà antivirali, antinfiammatorie e soprattutto antitumorali: infatti stimola la produzione di macrofagi, globuli bianchi che distruggono le cellule tumorali.
  • Antitumorale. Come abbiamo appena visto l’Aloe è particolarmente efficace nel prevenire differenti tipi di cancro (colon, prostata, seno, polmonni, ovaie e cervello). Non solo, questa pianta è un valido supporto a radioterapia e chemioterapia, in quanto ne limita gli effetti negativi come perdita di capelli, nausea, bruciature.
  • Lenitivo. L’aloe offre un sollievo immediato alle punture di zanzare ed altri insetti, di meduse e perfino di ortica. Il suo potere lenitivo si estende anche alle scottature (sia quelle in cucina sia quelle dovute al troppo sole)
  • Coagulante. L’aloe è in grado di riparare rapidamente tessuti e membrane, perciò viene utilizzata non solo sulle ustioni ma anche su ferite, eczemi e vesciche, per accelerare la guarigione.
  • Cura della pelle. L’aloe ha un ‘azione dermoprotettiva, idratante ed emolliente. Per questo motivo tale pianta viene abbondantemente utilizzata dall’industria della bellezza in saponi, creme e bagnoschiuma.
  • Cura dei capelli. L’aloe è un eccezionale balsamo in quanto rende i capelli lucidi, e protegge il cuoio capelluto. Inoltre può essere usata contro la forfora e la calvizie.
  • Cura dei Denti. L’aloe è un efficace battericida. Per questo può essere utilizzata all’interno di una corretta igiene dentale: pulisce i canali e contrasta la placca. Inoltre la sua azione coagulante è efficace anche sull’afte, e sulle ferite interne al cavo orale.

Antrachinoni, questi sconosciuti

L’aloe contiene Antrachinoni : fitonutrienti con proprietà antimicrobiotiche e antidolorifiche. Inoltre gli antrachinoni favoriscono l’assimilazione a livello intestinale, e fungono da lassativi. Proprio per il timore che possano indurre diarrea e dolori addominali, il limite degli Antrachinoni è fissato per legge a 50 ppm (ppm = parti per milione)

Aloe vera o Aloe arborescens?

L’aloe vera (Aloe barbadensis) e l’Aloe arborescens sono due diversi tipi di Aloe, dagli effetti benefici molto simili.

La differenza consiste nelle dimensioni nella foglia (e quindi nel risultato della lavorazione)

Aloe arborescens ha la foglia più piccola
Aloe vera ha la foglia più grande

Cosa significa?

Significa che per ottenere la stessa quantità di gel d’aloe occorre aprire più foglie di Aloe arborescens, piuttosto che di Aloe vera. Questo favorisce la possibile presenza accidentale di Antrachinoni nel gel.
D’altro canto l’Aloe arborescens è molto più povera d’acqua rispetto all’Aloe vera, pertanto ha una maggior concentrazione di principi attivi, e quindi il suo succo è di qualità superiore.

Controindicazioni

Oltre ai numerosi effetti benefici, l’Aloe, in caso di uso interno, può presentare effetti collaterali insoliti, che non vanno ignorati.

Per godere appieno delle proprietà di questa pianta occorre moderazione : un sovradosaggio di aloe può portare a disidratazione, spasmi allo stomaco e crampi intestinali. Pertanto è sconsigliato un utilizzo a lungo termine, è preferibile fare dei cicli di trattamento.

L’aloe non deve essere utilizzata da bambini al di sotto dei 12 anni e da donne in gravidanza e allattamento, ma anche durante il ciclo mestruale. Inoltre l’aloe può interagire con farmaci diuretici, digitalici, antiaritmici e cortisonici.

I dolcificanti fanno venire fame

Fonte: http://www.italiasalute.it/8697/I-dolcificanti-fanno-venire-fame.html

Utilizzare i dolcificanti in maniera prolungata potrebbe non essere una buona idea. Lo dice uno studio apparso su Cell Metabolism e firmato da ricercatori dell’Università di Sydney.
Lo studio, realizzato su modello animale, ha fatto luce sui cambiamenti che coinvolgono la percezione del gusto oltre alla regolazione dell’appetito nei soggetti che fanno un uso prolungato dei dolcificanti al posto dello zucchero.
Gli animali esposti per più di 5 giorni a una dieta con dolcificanti mostrano un consumo di calorie superiore del 30 per cento. «Quando abbiamo investigato sul perchè gli animali mangiano di più anche quando hanno abbastanza calorie, abbiamo scoperto che il consumo cronico aumenta l’intensità della dolcezza dello zucchero ‘vero’, e questo aumenta la motivazione a mangiare più cibo», spiega uno degli autori, il dott. Greg Neely. «Il meccanismo che abbiamo trovato fa parte di una risposta al digiuno che fa in modo che il cibo più nutriente abbia un sapore migliore se si hanno i morsi della fame».
I dolcificanti potrebbero avere peraltro anche un altro effetto controproducente. Secondo una ricerca pubblicata su Applied Physiology, Nutrition and Metabolism da un team della York University, in Canada, l’aspartame e le altre sostanze sintetiche utilizzate per addolcire il caffè hanno l’effetto di determinare alterazioni significative nei batteri intestinali, portando alla lunga a sviluppare un’intolleranza al glucosio e aumentando così il rischio di insorgenza del diabete di tipo 2.
Lo studio ha preso in esame i dati di 2.856 adulti che avevano preso parte al Third National Health and Nutrition Survey, un vasto studio prospettico sull’alimentazione dei cittadini canadesi.
In base alle loro abitudini alimentari, i soggetti sono stati classificati come «consumatori di dolcificanti» o «consumatori di zuccheri naturali». I partecipanti si sono poi sottoposti a un test per la tolleranza al glucosio, allo scopo di verificare il rischio individuale di sviluppare il diabete.
«Il nostro studio mostra che le persone obese che consumano dolcificanti artificiali, in particolare l’aspartame, possono avere una gestione peggiore del glucosio rispetto alle persone che non utilizzano sostituti dello zucchero», ha detto Jennifer Kuk, autrice dello studio.
Anche una ricerca pubblicata su Nature segnala l’effetto negativo prodotto da dolcificanti a base di aspartame, saccarina e sucralosio sul metabolismo. Secondo lo studio guidato dal dott. Jotham Suez del Dipartimento di Immunologia del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, i dolcificanti causerebbero alterazioni metaboliche tali da indurre un aumento dei livelli di glicemia.
I dolcificanti sono ormai diffusissimi perché consentono di non rinunciare al sapore dolce risparmiando tuttavia decine di calorie. Un cucchiaino di zucchero equivale più o meno a 20 calorie mentre una pasticca di dolcificante che ne fa le veci si ferma a 2/3.
Il team israeliano si schiera dalla parte dei detrattori sottolineando la capacità di queste sostanze di alterare il metabolismo producendo una condizione di intolleranza glucidica che apre le porte al diabete.
I ricercatori hanno analizzato su modello animale il microbiota intestinale, individuando anche in quella sede una modifica sostanziale della flora batterica intestinale rispetto ai topi del gruppo di controllo. Dopo il trapianto del microbiota dai topi con glicemia alta a quelli sani, i ricercatori hanno registrato un innalzamento dei livelli anche in questi ultimi.
A conferma delle loro intuizioni, i ricercatori hanno poi studiato il microbiota intestinale di oltre 400 persone scoprendo che la flora batterica di chi consumava i dolcificanti era notevolmente diversa da quella di chi invece consumava zucchero.
7 volontari che non consumavano dolcificanti sono stati arruolati per una sperimentazione su piccola scala. I soggetti hanno consumato i prodotti dolcificanti per una settimana. Dopo soltanto 4 giorni, la metà di loro mostrava livelli elevati di glicemia e una composizione alterata della popolazione batterica intestinale, esattamente ciò che succedeva nei topi.
Antonio Gasbarrini, gastroenterologo del Gemelli di Roma e studioso del microbiota intestinale, ha commentato intervistato da Repubblica: «La forza di questo studio è che ha dimostrato che i dolcificanti hanno modificato il microbiota intestinale e che questa modifica ha provocato un aumento della glicemia. I dolcificanti, quindi, possono modulare il microbiota, come del resto gli alimenti. È ormai provato che il microbiota, un vero e proprio organo, scambia informazioni con il cervello, il fegato e il tessuto adiposo. È un nuovo attore, possiede tre milioni di geni, oltre mille specie di batteri diversi e ha una potentissima attività metabolica e immunologica. La maggior parte di questi batteri si trova nel colon e nell’intestino tenue ed è nutrita soltanto dalle fibre indigeribili che arrivano nel colon. La novità è che da qualche anno abbiamo la tecnologia adatta per individuare il microbiota mentre prima ne ignoravamo l’esistenza e stiamo a poco a poco scoprendo quanto sia coinvolto in molte patologie».
Anche una ricerca della Purdue University pubblicata sulla rivista Trends in Endocrinology & Metabolism si pone sullo stesso binario di quella israeliana.
In questo caso, gli scienziati hanno analizzato l’apporto dei dolcificanti in sede di dieta ipocalorica. Ebbene, secondo lo studio i dolcificanti non darebbero alcun aiuto al soggetto in cerca di dimagrimento, ma aumenterebbero anzi le probabilità di insorgenza di alcune gravi malattie come la sindrome metabolica, il diabete e le patologie cardiovascolari.
La principale autrice della ricerca, Susan Swithers, spiega: «Dati recenti sia su esseri umani che su animali hanno in realtà fornito scarso supporto, per esempio, all’idea comune che le bibite dolcificate artificialmente promuovano la perdita di peso e prevengano le conseguenze negative sulla salute tipiche delle bibite zuccherate (sindrome metabolica, diabete, obesità, malattie cardiovascolari). Anzi un certo numero di studi suggerisce il contrario e cioè che le persone che consumano regolarmente bibite dolcificate artificialmente hanno un rischio più elevato rispetto a chi non le consuma, un rischio dello stesso ordine di grandezza di quello associato al consumo di bibite normalmente zuccherate».
Il rischio sta anche nell’effetto boomerang. Il consumo di prodotti dolcificati in maniera artificiale attenua la risposta dell’organismo sia a livello metabolico che cerebrale dal momento che non si riesce a soddisfare la voglia di dolce e non si stimola la produzione di insulina come avviene invece con lo zucchero.
L’esame della risonanza magnetica funzionale ha evidenziato che i dolcificanti stimolano i centri cerebrali del gusto molto di più del comune zucchero (glucosio e saccarosio) e in maniera assai diversa. Assumendo edulcoranti al corpo non pervengono quelle calorie che richiede e, pertanto, le persone sono indotte a ingerire altri cibi dolci, superando così il giusto apporto calorico giornaliero.
Esami condotti su animali hanno riscontrato in maniera evidente che quelli tra essi a cui venivano somministrati dolcificanti tendevano a mangiare e a ingrassare molto più e molto più velocemente delle bestioline che ingerivano lo zucchero normale. Tra le due categorie di cavie era diverso anche l’innalzamento della temperatura corporea, essendo più basso del dovuto nei soggetti che assumevano gli zuccheri sintetici.
I ricercatori hanno rilevato che rispetto ai ratti che mangiavano yogurt addolcito con glucosio (uno zucchero semplice con 15 calorie per ogni cucchiaino da tè), quelli che lo mangiavano con saccarina (zero calorie) finivano per consumare più calorie nel corso della giornata, mettendo su più peso e massa grassa. Il corpo non riusciva più a regolare correttamente l’apporto calorico, perché si interrompeva la connessione tra sensazione di dolcezza e cibi ricchi di calorie.
«I dati indicano chiaramente che mangiare cibo addolcito con un dolcificante artificiale privo di calorie può portare a un maggior acquisto di peso corporeo e adiposità, rispetto a quello che accade consumando lo stesso alimento, abbinato però a uno zucchero più ricco di calorie», scrivono gli autori.
Gli esperti di tutto il mondo hanno riscontrato risultati simili con varie molecole (aspartame, saccarina, sucralosio e altri), anche in numerosi test in vitro. Tutti comunque concordano sulla necessità di proseguire gli studi sull’uomo in maniera più approfondita e per un lungo periodo di tempo.
Alcune statistiche di consumo dei dolcificanti, rapportate a dati epidemiologici, non mancano di suscitare preoccupazioni: nel 1987 poco meno di 70 milioni di americani consumavano dolcificanti, ma nel 2000 il loro numero era salito a 160 milioni. Nello stesso lasso di tempo le persone obese negli States erano passate dal 15 al 30 per cento della popolazione totale.
Dunque, mentre si attendono nuovi risultati scientifici dalla ricerca e dalle sperimentazioni, è consigliabile consumare questi prodotti dolcificanti con molta cautela, considerando che il danno potrebbe non limitarsi alla linea, ma coinvolgere anche lo stato di salute. Infatti, chi intende perdere chili consumando prodotti “light” o surrogati di zucchero ingerisce sicuramente meno calorie, ma deve poi combattere contro un aumento di appetito, probabilmente al più tardi contro gli effetti di una persistente iperinsulinemia (rischio di diabete II), oppure contro gli effetti scomodi di una ipoglicemia reattiva.
Bisogna inoltre ricordare che gli edulcoranti sono usati anche per addolcire medicinali, colluttori e gomme da masticare e che ipotesi al vaglio degli scienziati imputano ad alcuni dolcificanti capacità di cancerogenesi.

8 segnali per identificare l’invidia

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/segnali-identificare-linvidia/

Oggi parleremo degli 8 segnali per identificare l’invidia e, quindi, le persone invidiose. A tal fine, inizieremo chiarendo cosa sia l’invidia. Chiamiamo invidia quel sentimento o stato mentale nel quale esistono dolore o infelicità derivanti dal non possedere quello che altri hanno, siano questi beni, qualità superiori o altre cose. Secondo la definizione della Treccani, l’invidia è un “sentimento spiacevole che si prova per un bene o una qualità altrui che si vorrebbero per sé”.

Avendone adesso ben chiaro il significato, vi invitiamo a domandarvi: “Come posso sapere se qualcuno prova invidia nei miei confronti?“. Sicuramente ognuno di voi sarebbe capace di rispondere a questa domanda in maniera molto diversa, per il fatto che ogni persona possiede già un modello di azioni apprese e interiorizzate riguardo a tale sentimento, a seconda della propria esperienza di vita.

segnali mostrati da una persona vittima di tale emozione, inoltre, possono essere molto lievi. Il trucco è notare se si ripetono di frequente con il passare del tempo. In tal caso, vorrà dire che questa persona che conoscete è invidiosa di voi.

8 segnali per identificare l’invidia

Ecco gli 8 segnali più significativi mostrati da una persona invidiosa:

  • Vi tarpa le ali. Supponiamo che vi capiti una cosa bellissima e, pieni di speranza, la comunichiate alla persona in questione, che, però, non farà altro che evitare di riconoscerne l’importanza, addirittura svalutandolo con frasi del tipo: “Ah, bene… buff, niente di che…”. Questo succede perché il fatto di sminuire l’importanza di eventi o cose delle persone che ci circondano ci fa vedere la nostra realtà migliore di quella del nostro amico che ha appena fatto un terno al lotto.
  • Vi critica in pubblico. Uno dei tratti più significativi di una persona che prova invidia è sottovalutare o fare commenti negativi su di voi davanti ad altri. Non sapete da dove gli vengano, ma nel riceverli, vi sentite feriti nell’animo.
  • La celebrazione forzata. Raccontate a questa persona la grande notizia e questa va estremamente su di giri, arrivando a replicare le vostre espressioni di gioia, la vostra gestualità, ecc. Tuttavia, notate che il suo sorriso risulta poco naturale e forzato e, in seguito, vi rendete conto che sta fingendo. Per quale motivo? Affinché la sua invidia passi inosservata.
  • L’aiuto fantasma. Vi dice che starà sempre al vostro fianco, sia nella buona sia nella cattiva sorte. Succede, però, che, quando più ne avete bisogno, quando state per ottenere ciò che vi renderà felici, questa persona “amica” sparisce con delle scuse. Viene da domandarsi:Allora perché mi ha detto che mi avrebbe aiutato qualora ne avessi avuto bisogno?”. Nonostante ve lo abbia promesso, può darsi che non vi aiuterà. L’invidia porta con sé molta cattiveria.
  • Vi ruba il merito. Un altro classico: supponendo che vi aiuti, davanti al resto dei vostri amici se ne uscirà con un “senza di me, non ce l’avrebbe fatta”.
  • Vi scoraggiano di continuo. Un’amicizia sana gode di empatia, supporto e cura reciproca. A tal riguardo, una persona invidiosa ha sempre dei ma” o alcune frasi che vi fanno passare ogni voglia.
  • Improvvisamente sparisce dalla vostra vita. Tutto vi sta andando alla grande, sotto ogni aspetto, ma da un giorno all’altro il vostro amico o amica sparisce dalla faccia della terra, senza avvisare. Cominciate a vedervi molto meno e trova sempre delle scuse per non incontrarvi. Succede che la vostra attuale felicità gli ricorda che la sua vita è una grande frustrazione, che preferisce non cambiare in modo da non andare avanti, decidendo piuttosto di allontanarsi.
  • Critica gli altri. Quando il vostro amico, davanti a voi, critica altre persone con cui ha un legame, è sicuro che parlerà male anche di voi. Quindi domandatevi, agendo poi di conseguenza: “Perché io dovrei essere un’eccezione?”

Cosa fare se nella vostra cerchia c’è qualche vittima dell’invidia?

Il primo consiglio è quello di impiegare l’empatia. Risulta molto positivo fermarsi a riflettere su cosa abbia portato il nostro amico a provare questo sentimento tanto negativo, che gli sta arrecando un grave danno emotivo. Magari può anche darsi che con questa persona ci stiamo comportando in modo poco appropriato.

È anche bene tenere in considerazione le sue esperienze “negative” e se queste lo abbiano potuto portare ad agire così. Se sta attraversando un periodo complicato, è normale che non riceva entusiasta le nostre buone notizie.

Un’altra prova da raccomandarsi in tali circostanze è parlare con questa persona riguardo a ciò che vi causa disagio o dolore. Arrivare a capirsi è sempre la cosa migliore in un rapporto, di qualunque tipo esso sia; di gran lunga meglio che fare supposizioni, finendo per giudicare direttamente il vostro amico.

Come ultima opzione, nel caso vi trovaste sulla difensiva, è bene porre un po’ di distanza, riconsiderando tale amicizia. Può darsi che vi troviate di fronte ad un legame tossico.