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San Gottardo. Cerimonia inaugurale consacrata al diavolo

Fonte: https://oltrelamusicablog.com/2016/06/10/san-gottardo-cerimonia-inaugurale-consacrata-al-diavolo/

Il 1° giugno 2016 le massime autorità europee, come Angela Merkel, François Hollande e Matteo Renzi, insieme al vasto pubblico hanno assistito alla cerimonia di inaugurazione del tunnel del San Gottardo in Svizzera. I festeggiamenti avrebbero però un significato nascosto, occulto e inquietante.

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Il tunnel del San Gottardo è una delle più grande opere infrastrutturali mai realizzate dall’uomo. La nuova galleria ferroviaria è lunga 57 chilometri, la più lunga al mondo, e consentirà ai treni di attraversare le Alpi svizzere, in particolare il massiccio del San Gottardo che divide la Svizzera tedesca da quella italiana. L’importanza strategica di questa infrastruttura è enorme, visto che lungo l’asse del Gottardo le merci potranno viaggiare in Europa con la massima velocità possibile tra il Nord e il Sud, in particolare tra Germania e Italia.

La cerimonia inaugurale, affidata al regista Volker Hesse, per la quale la Svizzera ha speso 9 milioni di franchi, ben 8 milioni di euro, sarebbe stata un oscuro e inquietante rituale satanico voluto dal Nuovo Ordine Mondiale e dalla Massoneria per dedicare l’opera a Lucifero. Questo è ciò che afferma il giornalista americano Rick Wilkes.
A fare eco alle sue parole anche il giornalista nostrano Maurizio Blondet che sul suo blog mostra e spiega la presenza del diavolo-caprone, di fantasmi alati e creature demoniache in una coreografia con ricorrenti allusioni rituali e sessuali. Il rito è stato così definito come il “bollino di approvazione degli Illuminati” su enormi mega-progetti come le Olimpiadi e le Grandi Opere.

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Sul web la polemica non si è fatta attendere. Decine di utenti hanno criticato il “cattivo gusto” di alcune parti dello show, dando però anche chiavi di lettura che possono aiutare gli spettatori a comprendere la performance teatrale (ammesso che vi sia qualcosa da comprendere): lo spettacolo sarebbe in parte ispirato ad antiche leggende locali, come quella che vuole che il primo ponte costruito sulle gole della Schoellenen (canton Uri) sia stato opera del diavolo, rappresentato appunto dal caprone.

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La cerimonia di apertura del San Gottardo ha trasformato, quindi, una grande opera di ingegneria in una cerimonia religiosa dedicata a Baphomet, ridicolizzando in qualche modo i lavoratori che hanno sacrificato la loro vita e le masse che viaggeranno attraverso il tunnel. Poi, le persone più potenti in Europa si sono alzati e hanno dato una standing ovation a questa cerimonia dedicata al vero dominatore delle élite occulte.

A.A.A.: Tristan de Cunha, l’isola più remota del mondo, cerca contadini

Scritto da: Francesca Mancuso
Fonte : http://www.greenme.it/vivere/lavoro-e-ufficio/18979-tristan-da-cunha-isola-pacifico-contadini

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Ricordate lo sperduto isolotto dell’Atlantico Tristan da Cunha, noto perché lo scorso anno si era messo alla ricerca di un insegnanteSelezionato il professore, adesso l’isola ha bisogno di un consulente agricolo.

L’annuncio di lavoro sta già facendo il giro del web e fa gola a chi, stanco delle tasse e della vita stressante, sta pensando di cambiare vita, all’insegna del “mollo tutto e vado a vivere su un’isola deserta”.

Proprio deserta Tristan de Cunha non è: vanta infatti 265 abitanti. Un paradiso lontanissimo. Un’isola vulcanica difficile da raggiungere visto che si trova nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, a 2.431 km da Città del Capo e 3.415 km da Montevideo. Tristan appartiene infatti al territorio britannico d’oltremare di Sant’Elena, 2.172 km più a nord. L’isola spera di ridurre la sua dipendenza dalle importazioni alimentari per diventare autosufficiente.

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Perchè la Svizzera è uno stato neutrale

Fonte: http://www.paginainizio.com/genio/perch%C3%A9-la-svizzera-%C3%A8-uno-stato-neutrale.html

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Alla Svizzera è riconosciuta la connotazione di stato neutrale in quanto si impegna a non schierarsi in caso di guerra tra altri Stati. Questa è una condizione scelta dal Paese stesso, per questo si parla di una scelta libera, permanente ed armata.

La neutralità le è stata riconosciuta con il trattato di Parigi il 20 novembre 1815, dopo la sconfitta di Napoleone. La Svizzera aveva già richiesto di essere neutrale, ma la Francia rifiutò; infatti, a partire dal 1798, la Francia occupò il territorio svizzero ed impose altresì un’alleanza militare.

La Svizzera confina con l’Italia, la Francia, l’Austria, la Germania e il Liechtenstein.

Prima di allora, precisamente all’indomani della fine della battaglia di Marigliano, la Repubblica Elvetica mantenne un profilo molto basso per quanto riguarda la politica estera. Nel 1515 la Svizzera stipulò infatti un trattato di pace con Francesco I° re di Francia e gli storici considerano questo atto come l’elemento cardine che ha dato vita alla neutralità del Paese.

Nel 1907, con la conferenza di pace dell’Aja, la Svizzera ha aderito ufficialmente alla neutralità in quanto ha firmato tutte le carte concernenti le convenzioni sui diritti ed obblighi della neutralità. Il diritto più importante che ne scaturisce è quello dell’inviolabilità del proprio territorio, a cui segue quello di non partecipare attivamente ad ogni forma di guerra e provvedere alla propria difesa. Questo tuttavia non impedisce alla Svizzera di fornire aiuti umanitari in situazioni di guerra.

Qual è la portaerei più grande del mondo?

Fonte: http://www.paginainizio.com/genio/qual-%C3%A8-la-portaerei-pi%C3%B9-grande-del-mondo.html

La portaerei più grande del mondo è la USS George H. W. Bush (CVN-77)

La portaerei più grande del mondo è la USS George H. W. Bush (CVN-77)

Come dice il nome stesso, una portaerei è una nave molto grossa il cui compito specifico consiste nel portare gli aerei. Si tratta di una nave militare, da guerra, che consente di spostare la potenza aerea di un paese senza dover ricorrere alle basi terrestri. E’ quindi una base aerea che si muove nel mare ed è per questo davvero molto grande.

Si pensi infatti che la portaerei più grande del mondo ha una pista di atterraggio e decollo lunga poco meno di 333 metri e pesa 102.000 tonnellate. Essa è l’ultimo modello di portaerei a propulsione nucleare della classe Nimitz ed è nota come USS George H. W. Bush (CVN-77) in quanto è dedicata al 41° presidente degli Stati Uniti.
La stima del suo costo iniziale raggiunge i 6,2 miliardi di dollari, la Northrop Grumman Shipbuilding Newport News venne incaricata agli inizi del 2001 per la sua realizzazione e il 6 settembre 2003 venne fatta una cerimonia per inaugurare l’inizio dei lavori sullo scafo. In tale occasione George H. W. Bush appose le sue iniziali su una lastra di metallo che, in seguito, venne saldata all’interno della nave.

E’ entrata in servizio il 10 gennaio 2009 nella base di Norfolk, in Virginia (Stati Uniti) ed è ora impiegata dall’United States Navy.
La USS George H. W. Bush (CVN-77) ha una struttura tale da ospitare fino a 80 mezzi aerei, 3.200 marinai e 2.480 aviatori.

Un miracolo d’amore: la storia di Lene Farinato

Scritto da: Dark Miryam
Fonte: http://italiaparallela.blogspot.it/

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Una sera, aprendo la mail di Italia Parallela, ci siamo imbattuti in una lettera che ci ha commossi tutti. E’ la storia di un padre, Mario, un fotografo professionista, che da pochi mesi ha perso la sua figlia minore, a causa di un collasso cardiorespiratorio. Ha voluto condividere con noi la sua esperienza, raccontandoci una storia che assomiglia tanto ad una favola.

Mario è autistico, soffre della sindrome di Asperger, e a causa di questa sua particolarità, in passato ha avuto molti problemi nell’intregrarsi con gli altri. Nato in una famiglia fortemente attaccata alle tradizioni del Sud Italia, fin da piccolo ha un dono: quello di poter vedere piccoli frammenti del futuro e comunicare con quelli che per lui sono molto più di semplici “amici immaginari”.
I genitori non vedono di buon occhio questa sua particolarità e lo sottopongono ad un esorcismo, un esperienza traumatica che lui stesso fatica a ricordare con precisione. Da allora niente più visioni o premonizioni…. Finchè un giorno, anni dopo, accade qualcosa che lo rimette in gioco.
La notte di Halloween nasce la sua secondogenita Lene, una bimba di appena 900 grammi che quasi pare morta: non respira, non piange… Ma all’improvviso inizia a gridare.
La madre Lucia ha un trauma post-partum a causa del quale vuole tenesi lontana dalla bambina: è convinta di aver dato alla luce un mostro.
E’ così che Mario inizia a prendersi cura in tutto e per tutto della bambina, allattandola artificialmente e aiutandola ad avere il suo primo contatto con il mondo esterno.
Lene è una bambina speciale: tutti le vogliono bene, tutti adorano questa creatura intelligente, curiosa e dolcissima. Una donnina. Riesce a capire chi le sta intorno con una semplicità disarmante.
Purtroppo un giorno a Mario viene diagnosticata una tremenda malattia: un tumore alla mascella causato da una mutazione genetica. La sua alterazione pare sia un fenomeno comune ai cosidetti bambini indaco, e Mario, facendo il cosiddetto uno più uno, si rende conto che tutti i doni avuti anni fa non erano solamente frutto di casualità o elevata sensibilità. Scopre inoltre che questa alterazione genetica è stata trasmessa anche a Lene ed alla primogenita Denise.
Mario ricorda ancora l’ultima telefonata con la piccola Lene.
“Le chiedo di passarmi la mamma, lei viveva con la mamma durante i periodi di scuola e con me i week-end ed il resto dell’anno, Lene si arrabbia e mi dice: Perchè vuoi parlare con la mamma, hai tutto il tempo che vuoi per parlare con lei adesso stai ancora un pò con me… immagino, nella mia ingenuità che sia uno sfogo per problemi con le amichette o per problemi a scuola, ma non non c’è nulla di tutto questo, allora pazientemente le dico, Lene, non fare la stupidina passami la mamma, lei si arrabbia quasi e mi passa al telefono Lucia, la mamma, parliamo un paio di minuti e poi ritorno a parlare con Lene, ora Lene è piu calma, ma mi parla in maniera strana, e la sento molto triste, quasi come se non potesse piu rivedermi, come se quella fosse l’utlima telefonata … la stessa notte alle 5,55 Lene entra in collasso cardiorespiratorio i suoi polmoncini si riempiono di liquido e muore annegata….”
Possiamo immaginare il profondo dolore di un padre alla perdita di una figlia di appena 11 anni. Leggendo la sua mail mi cadono le lacrime sulla tastiera. Non si puo’ rimanere impassibili di fronte ad un simile avvenimento. Mi metto nei panni di Mario, mi tremano le gambe. Durante il suo racconto ho vissuto gli sguardi di Lene, ho sentito la sua risata, mi ha contagiata.
Un giorno, mentre Mario si trova in fila dal dottore, la sua macchina fotografica del 1940 (che aveva con se) scatta casualmente una foto. E quando quella foto viene sviluppata i suoi occhi si riempiono di stupore.  In translucido appare il volto di Lene!
Questa è solo la prima di una serie (casualissima) di foto in cui appare la sua bimba.  Sono foto che hanno un che di  sconvolgente. In ognuna di esse, più o omeno nitidamente, appare il volto di Lene.
In seguito, Mario viene contattato da Alessandra Bertone, esperta di metafonia, ed assieme a lei riesce addirittura a stabilire un contatto verbale con la piccola, la quale, durante una seduta di metafonia, chiama distintamente il padre “Pii” e “Pigna”, i due soprannomi che lei gli aveva dato.
Non posso non credere alle parole genuine di questo padre. Ho visto le foto, che lui mi ha inviato via mail, e le trovo assolutamente autentiche. Non me la sento di pubblicarle sul sito, perchè mi sembrerebbe di gettare in pasto agli squali qualcosa di troppo privato e profondo. Tuttavia se qualcuno fosse interessato a vedere qualcosa ce lo dica e lo metteremo in contatto direttamente con Mario.
Non sono solita scrivere articoli inserendo così tanti interventi personali, ma questa commovente storia non mi ha dato alternative. Credo che questo sia un miracolo d’amore, il più grande di tutti. L’amore, quello vero, che non muore mai.

Il Garda come Lochness, il mostro Bennie tra leggende e cronache

Scritto da: Armando Bellelli
Fonte: http://www.ilcorrieredelgarda.info/2012/07/il-garda-come-lochness-il-mostro-bennie-tra-leggende-e-cronache/

Era il 17 agosto del 1965 quando decine di turisti e passanti in prossimità della Baia delle Sirene a Garda assistettero ad un fatto straordinario: di fronte agli occhi terrorizzati dei presenti, una gigantesca creatura acquatica, descritta come un serpente di colore marrone, lungo oltre 10 metri e provvisto di gobbe, affiorò e nuotò a lungo a pochi metri dalla riva.

Lo stesso animale viene poi avvistato nei giorni seguenti in più località, sia sulla sponda veronese che su quella bresciana. Contemporaneamente, le reti di molti pescatori vennero trovate dilaniate da un enorme predatore che divorò svariati quintali delle povere sardelle che lì erano intrappolate.

La notizia creò un’enorme scalpore e girò su molti quotidiani per diverse settimane, poi a poco a poco, i giornali smisero di parlarne. Ma non smetterono gli abitanti del lago, che da sempre vociferano dell’esistenza di “qualcosa” che abita le grotte subacquee negli abissi più profondi del lago, là sotto, dove la luce non riesce ad arrivare.

Lo storico Grattarolo ne parlava ancora nel ’500 nella sua “Historia della Riviera Benacense”. Alcuni studiosi dell’epoca provarono ad entrare nelle caverne che si aprono sotto l’isola Borghese, ma riaffiorarono immediatamente, dopo aver visto creature mostruose e smisurate che lì avevano posto la propria tana. Esseri che erano ben conosciuti dai frati dell’antico convento che lì un tempo sorgeva, che li temevano a tal punto da non osar di avvicinarsi più all’acqua. Un altro storico, il Coronelli, tre secoli più tardi scriveva di oscure e misteriose voragini che inghiottivano i malcapitati che vi passavano sopra.

Gli avvistamenti,più o meno eclatanti,continuarono e continuano tuttora: racconti di pescatori e dicerie di paese, che parlano di ombre smisurate sotto la superficie, pinne mostruose, anatre, cigni e addirittura cani spariti di colpo mentre nuotavano, trascinati sotto da “qualcosa”. Il lago di Garda, dà sempre dispensatore di prosperità per le genti rivierasche,a volte mostra quindi delle tinte fosche.

Ma davvero le sue profondità possono celare la presenza di animali di grandi dimensioni?Sicuramente esistono grandi lucci tra i canneti che possono raggiungere il metro e mezzo di lunghezza. Ancora lontani dalle dimensioni dei presunti mostri… Pesci siluro e storioni, anch’essi presenti nelle acque lacustri, possono tranquillamente superare i 3 metri di lunghezza. Voraci, ma innocui per l’uomo. Pochi anni fa il quotidiano “Bresciaoggi” diede notizia dell’avvistamento di un esemplare di siluro di oltre 5 metri a 25 metri di profondità da parte di due sub professionisti, a largo di Gargnano, sulla sponda bresciana.

Nel 2007 l’ennesimo avvistamento ,da parte di un pescatore, di fronte a Villa Canossa, a Garda… e negli scorsi anni in un casolare diroccato vennero ritrovati gli arnesi di un presunto “cacciatore di mostri” giunto nella zona. Il fatto ha ispirato un docufilm. E le voci continuano.

Quale sia la verità riguardo ai misteriosi abitatori delle profondità lacustri forse non la sapremo mai… E come il suo lontano e altrettanto innafferabbile cugino scozzese di Loch Ness, la nostra Bennie (da Benaco, altro nome del Garda) continuerà a nuotare indisturbata, affiorando di tanto in tanto, tra le brume mattutine del lago.

In Cina apre il primo villaggio clonato al mondo

Scritto da: Verdiana Amorosi
Fonte: http://www.greenme.it/informarsi/citta/7827-hallstatt-citta-clonata-cina

I cinesi hanno clonato un intero paesino austriaco. Si tratta della cittadina di Hallstatt, celebre per sue case color pastello costruite in riva al lago: talmente grazioso e a misura d’uomo da essere stato incluso nel patrimonio UNESCO. Talmente bello, green e turisticamente attraente che i cinesi hanno deciso di copiarlo totalmente, riproducendo l’impianto urbanistico e la sua architettura per costruirne una copia identica nella provincia meridionale di Guangdong.

Ad eseguire i lavori è stata la China Minmetals Corporation, per un costo complessivo di 940 milioni di dollari e un anno intero di lavori.

Alla faccia della biodiversità, della tipicità e dell’autenticità culturale!

Ma c’è di più: oggi il paesino clone – identico all’originale almeno nell’estetica – è aperto ai visitatori ed è diventato quindi una vera e propria attrazione turistica. E non solo.

Le case del villaggio cinese infatti sono state messe recentemente in vendita per 9000 yuan per metro quadrato, ovvero circa 1130 euro al mq.

Ma come l’avranno presa gli abitanti “originali” del paesino austriaco?

Non bene a quanto pare.

Secondo alcuni cittadini intervistati dalle TV cinesi, nei mesi scorsi ci sarebbe stata una squadra di spie cinesi che – abilmente mescolata ai turisti – ha scattato fotografie per immortalare la cittadina in ogni dettaglio e quando hanno saputo del progetto di clonazione sono rimasti alquanto delusi, soprattutto perché nessuno li aveva avvertiti.

Neanche il sindaco di Hallstatt, Alexander Scheutz, che una volta appreso il progetto di clonazione aveva subito esternato una sua forte preoccupazione: i cinesi avrebbero sicuramente copiato tutto. E così è stato.

Non penso sia stata una buona idea.ha detto un abitante locale alla TV cinese NTD – Hallstat è semplicemente unica, centro ricco di cultura e tradizione: cose di questo tipo non possono essere copiate. Ho dato un’occhiata alla relazione e dalle foto la copia sembra oltretutto diversa. Penso che tutto questo sia inaccettabile“.

E come si concilia il paesaggio alpino ricreato artificialmente con il clima della provincia cinese?

Evidentemente male, perché da queste parti le temperature di Hallstatt lasciano spazio ad un clima subtropicale, con tutte le relative conseguenze sul paesaggio, la natura, l’ambiente e la biodiversità.

Insomma, anche questa volta i cinesi hanno copiato e lo hanno fatto male ignari che ci sono cose, come l’identità culturale, che non si possono replicare ovunque!

Rivelazioni dei Maya 2012 e oltre – Riscriveremo la storia dell’uomo?

Scritto da: Salem
Fonte: http://www.nibiru2012.it

Nell’afosa estate del 2011 sul sito di intrattenimento hollywoodiano The Wrap, un articolo di Steve Pond getta una ventata di aria fresca e piena di speranza per tutti gli interessati all’argomento “Maya e il 2012”: il governo messicano ha deciso di rivelare al mondo documenti shoccanti riguardo il popolo Maya, tenuti segreti per oltre 80 anni.
Ma come mai proprio adesso, proprio a ridosso della fatidica data? Su questo ci torneremo in seguito. (Foto:L’attore Raul Julia-Levy)

La persona che ha fatto questo grande annuncio è l’attore messicano Raul Julia-Levy, figlio del famoso attore scomparso Raul Julia (il Gomez de “La Famiglia Addams”, il Mr. Bison di “Street Fighter”, NdA) il quale sarà uno dei produttori di un documentario in questione, “Revelations of the Mayans 2012 and Beyond” nel quale si dice verrano esposte le prove inconfutabili che il popolo Maya ha avuto contatti con gli extraterrestri. Raul Julia-Levy dice di essere venuto a conoscenza di queste informazioni dall’ex-presidente del Messico, Vicente Fox, un amico di famiglia, e che gli ci son voluti quattro anni di telefonate per avere l’OK finale dall’attuale presidente Felipe Calderon. Con lui, il ministro del turismo messicano per lo stato di Campeche, Luis Augusto Garcia Rosado afferma “I Maya erano soliti costruire una piramide sull’altra; nel sito di Calakmul gli operai dell’istituto nazionale di antropologia e storia hanno trovato nella piramide delle camere mai scoperte prima”.

Con il passare dei mesi, anche lo stato del Guatemala si è unito al progetto, dandogli sempre più forma e conferme che c’è molta carne al fuoco. “Il Guatemala, come il resto del Messico patria della civiltà Maya, ha tenuto nascoste per anni alcune scoperte archeologiche “scomode”, e che ora è arrivato il momento di renderle pubbliche con questo documentario” dice il ministro del turismo guatemalteco Guillermo Novelli Quezada.

Ok, fin qui tutto molto interessante, l’alone di misticismo cresce, le varie interviste di Julia-Levy  sul web continuano a fare hype ma nulla di più, solo parole… Ma le prove? Un qualcosa che possa dissetare la sete di sapere di migliaia di persone nel mondo? Ma certo, per tenere vivo l’interesse e sviare quelle voci di un “fake” che sempre di più si propagano nel web, ecco che il buon Raul pubblica una foto che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) dipanare ogni dubbio sulla veridicità della faccenda: una fotografia scattata nel sud del Guatemala nel 1930. Questa foto ritrae un monumento di un volto scavato nella roccia, nascosto nella giungla. Uno degli archeologi che collabora al documentario, Hector E. Mejida sostiene: “Questo busto, a prima vista dal cranio allungato, pare avere delle caratteristiche fisionomiche che non corrispondono a nessun popolo pre-ispanico vissuto in America centrale, e lo si potrebbe datare intorno al 3500 – 5000 avanti Cristo; misura 17 metri in altezza e 6 in larghezza, ma non si trova più in Guatemala, in quanto dopo la scoperta è stata trasportata e nascosta negli Stati Uniti”.
Questa è solamente una delle tante foto che Julia-Levy userà per il suo documentario; sulla sua origine, l’attore dice solamente che questa foto è stata pubblicata su un giornale locale alla fine degli anni ’30, le cui copie sono state subito ritirate dalla circolazione dal governo britannico.

(Foto: Il monumento ritrovato in Guatemala)

Come se non bastasse, Julia-Levy cala l’asso di bastoni, affermando che una delle menti più illustri di questo secolo ha intenzione di collaborare al documentario, nientepopodimeno ché Stephen Hawking (noto matematico, fisico e cosmologo, una di quelle figure che quando pensi alla scienza il suo nome è quello che ti salta in mente, NdA)  il quale avrebbe detto: “Avverto l’umanità che gli alieni sono là fuori; solo per il fatto che fossero amici dei Maya, non significa che siano anche amici nostri. Noi umani dovremmo evitare ogni contatto con loro ad ogni costo”. Sulla faccenda Stephen Hawking e la sua veridicità non ci sono conferme, in quanto una mail è stata spedita da The Wrap allo staff portavoce dello scienziato ma non si è ancora avuta risposta.

Passano i mesi, arriviamo alla fine di marzo del 2012; l’ormai auto definito Filmmaker Raul Julia-Levy è molto attivo sui vari social network, specialmente su Twitter dove poco alla volta snocciola informazioni sull’andamento del documentario; la preproduzione è stata molto lenta, ma le riprese iniziano finalmente il 5 di aprile. In un’intervista in particolare rilasciata ad una radio colombiana, Caracol Radio, Julia-Levy ci regala qualche informazione in più: una di queste scoperte archeologiche fatte nel Tempio delle Iscrizioni rivelerebbe un “friso” (che potremmo tradurre come fregio, NdA) di pietra, lungo 27 metri e alto 3, nel quale ci sarebbero raffigurati eventi molto trascendentali, compresa l’intera storia dell’uomo.

(Foto: Tempio delle Iscrizioni, Palenque)

Raul sostiene che la fine del calendario Maya non corrisponde alla fine del mondo così come ci è stata sempre raccontata, ma bensì la fine di un’era alla quale seguirà l’inizio di un’altra. Il suo scopo è quello di aiutare l’umanità ad un “risveglio delle coscienze”. Ma la sua più grande preoccupazione risiede negli antichi libri sacri del Consiglio Nazionale degli Anziani Maya del Guatemala, libri vecchi di 3750 anni mai rivelati al pubblico, nei quali si raffigura l’inizio del collasso della razza umana, che dovrebbe verificarsi nei prossimi 15 – 20 anni.

Possibile che tutte queste notizie di una pesantezza tale che se fossero vere potrebbero far riscrivere la storia dell’uomo, siano quasi pronte per essere rivelate al mondo? Possibile che i governi del mondo che, secondo i complottisti avrebbero tutti gli interessi a tenere allo scuro l’umanità, permettano lo sviluppo di questo documentario? No. Infatti non è (e non è stato) tutto rosa e fiori per Julia-Levy.

La realizzazione di questo progetto è stato un lungo parto: sono passati anni prima di radunare una squadra di archeologi e studiosi “fidati” interessati alla cosa; i continui rinvii della produzione non hanno facilitato le cose, soprattutto i tempi di produzione di History Channel, come lui stesso afferma, richiedono quattro mesi solo per la post-produzione. Vogliamo farci mancare anche furti dell’attrezzatura per le riprese? La tensione sale e i nervi saltano quando Raul si sfoga su Twitter per un furto di reperti importanti, il tutto riferito ad una donna che dice di rivendicarne il possesso; una causa legale in corso con questa figura potrebbe portare ulteriori ritardi, ma siamo fiduciosi.

All’inizio ci siamo posti una domanda: perché proprio adesso? Come mai siamo arrivati agli sgoccioli per un evento di tale portata?
Le malelingue diranno che è una mera questione di soldi, è solo speculazione per l’ennesimo film/documentario sul 2012… Beh, a sostegno di questa tesi c’è l’unica condizione posta dal governo messicano all’inizio di questa faccenda: il “film” (come veniva chiamato all’inizio, NdA) dovrà prima uscire nelle sale cinematografiche. Questo è quanto afferma Ed Elbert, co-produttore con Julia-Levy e Sheila M. McCarthy, il ché presume un certo ritorno economico per quanto riguarda l’incasso cinematografico e tutto il merchandising che ne conseguirà. Bella mossa da parte del governo messicano che assieme all’ufficio del turismo nazionale sta facendo una campagna pubblicitaria massiccia sfruttando i Maya.

Un altro punto a sfavore riguarda la presunta connotazione tra il romanzo che stava scrivendo anni fa Raul Julia-Levy “Chronicles of the Mayan Tunnel” e “Secrets of the Mayan time Machine” da cui sarebbe dovuto uscire anche un film in 3D con lui e Wesley Snipes come protagonisti; il caso ha voluto che Wesley Snipes sia finito in prigione per scontare una pena per evasione fiscale, e il progetto è stato abbandonato nell’estate del 2010, come Julia-Levy ha confermato.

Ormai viviamo in un era multimediale che ci ha abituato ad ogni cosa, il cinema e la televisione ci stanno bombardando di film, spot, serie TV che trattano di extraterrestri e catastrofi naturali e non, quasi come per dire “abituatevi, così quando ce l’avrete davanti sarete pronti ad accettarlo”; forse è un po’ questo il senso e lo spirito della crociata che sta portando avanti il buon vecchio Raul, un contemporaneo paladino della verità che vuole donare al mondo la conoscenza di cui tanto avrebbe bisogno per cambiare le cose.
E quindi? Si aspetta, naturalmente, è l’unica cosa che possiamo fare. Le riprese del documentario finiranno i primi di Maggio, poi ci saranno quattro mesi di post produzione e finalmente in autunno potremo vedere anche noi con i nostri occhi ciò che per secoli ci è stato precluso; oppure, nel caso tutto questo si rivelerà una grossa bufala, torneremo alla nostra vita di tutti i giorni, nulla sarà cambiato, vorrà dire che avremo scelto la pillola blu e che non ci interessava sapere quanto sia profonda la tana del Bianconiglio.

I NURAGHE, OPERA DI ATLANTIDE?

Scritto da: Giorgio Pastore
Fonte: http://www.croponline.org/

I Nuràghe sono uno dei più grandi misteri dell’archeologia. Secondo gli archeologi, risalirebbero al II millennio a.C. e sono da attribuire alle popolazioni sarde che occupavano l’isola in quel periodo. Ma molti sono scettici a proposito. Come avrebbero fatto, infatti, popolazioni primitive ad erigere opere così complesse e megalitiche. Una recente teoria vede i Nuràghe essere opera dell perduta civiltà di Atlantide. E, secondo alcuni, proprio la Sardegna non sarebbe altro che l’isola di cui Platone racconta nei suoi Crizia e Timeo. Infatti, nell’antichità, le famose colonne d’Ercole non erano situate dove noi le collochiamo oggi, cioè presso lo stretto di Gibilterra, ma altrove e più precisamente, tra la Sicilia e la Tunisia, in quanto il mondo di allora, del II millennio a.C., arrivava proprio lì. Fu Alessandro Magno il macedone ad estendere i confini del mondo conosciuto verso ow, così che gli uomini del suo tempo si videro costretti a spostare le colonne, ponendole tra l’Africa e la Penisola Iberica. Così, quando Platone dice: “oltre le colonne d’Ercole…”, dobbiamo intendere, oltre il canale di Sicilia. La Sardegna potrebbe essere stata al tempo, l’isola di Atlantide. Ma potrebbe anche esserci stata un’altra isola, ora scomparsa, tra questa e l’Africa. I sostenitori della teoria che vede la Sardegna essere stata Atlantide, pone l’accento sul fatto che il lato ow dell’isola sia stato devastato in tempi remoti da una gigantesca inondazione, probabilmente provocata dalla caduta di un meteorite nel Mediterraneo, più o meno tra la Spagna e la Sardegna. Inoltre, osservando le costruzioni etrusche in Toscana, non può passare inosservato il fatto che assomiglino molto, se viste dall’alto, ai circolari Nuraghe. Un caso? Non potrebbe invece essere che i superstiti di Atlantide emigrarono in Italia, dando vita così alla civiltà degli Etruschi? Ma sono solo ipotesi.

In nord Europa, specialmente in Inghilterra, esistono molte antiche opere in pietra, monumenti megalitici (dal greco mégas = grande, lìthos = pietra) risalenti all’età preistorica (precisamente al periodo neolitico, 8.000/3.000 a.C.). Più precisamente, si distinguono in:

– dolmen (dal bretone doul = tavola, men = pietra), costituiti da due grosse pietre verticali e da un architrave appoggiata sopra su di esse e destinati a servire da camere funerarie;

– trulli (dal greco trùllos = cupola), a forma cilindrica e dal tetto a cono, usati come abitazioni; 

– menhir (dal bretone men = pietra, hir = lungo), blocchi monolitici isolati l’un l’altro, alti alcuni metri. Ne conosciamo un esempio importante in Bretagna, a Carnac, circa 120 km a nor-ow di Nantes, dove i molti menhir allineati per lunghe file (alignements) devono essere serviti come monumento/osservatorio.

Più recenti, dell’età del bronzo (3.000/1.200 a.C.), sono i nuràghe, torri cilindriche dal diametro di circa 10 mt, dotate di uno o due piani comunicanti tra loro mediante una scala a spirale interna. Si pensa potessero servire come punti di difesa e come abitazioni dei capi locali. Uno tra i più conservati è quello di Torralba (Sassari). La Sardegna è la terra dei nuràghe. sull’isola ve ne sono stati eretti circa 7.000, tutti risalenti all’età del bronzo.

L’astronomia, per gli antichi, è stata una scienza fondamentale. Essi seguivano i movimenti degli astri nel cielo così come noi oggi sfogliamo il nostro calendario. avere tali punti di riferimento stagionali era molto utile per sapere quando seminare, quando raccogliere, mietere e celebrare certi riti. L’agricoltura era fondamentale nell’antichità, così come lo sarà ancora fino all’età moderna ed ancor oggi, riveste una certa importanza. Così come, era fondamentale rispettare i propri dei, svolgendo rituali legati al movimento degli astri, in particolar modo del Sole e della Luna. Non solo in Inghilterra, anche in Mesopotamia si adorava la dea della Luna (Sin) e, così come in Egitto, il disco solare (Aton). Ma il nome di queste divinità cambiava da tempo a tempo e da luogo a luogo. anche Stonehenge si pensa fosse legato in qualche modo al movimento degli astri ed al cambio delle stagioni e dopotutto, come abbiamo visto, tale cosa non può che sembrarci normale.

BREVE STORIA DEI MEGALITI

– Tardo V millennio a.C.: è l’era delle tombe a corridoio. Di solito, queste tombe, ricoperte da un tumulo, erano progettate in modo che durante il solstizio d’estate la luce del sole penetrasse all’interno, per oltre venti metri di galleria, fino ad illuminare la camera più interna. Ciò è la prova che già in epoca preistorica le popolazioni primitive possedevano alcune nozioni astronomiche.

– 3.500 a.C.: tempio di Gigantija, a Malta.

– 3.000 a.C.: tempio di New Grange (Irlanda). Tombe a Los Millares (Spagna).

– 2.500 a.C.: templi di Tarxien a Malta e megaliti nell’Europa centrale.

Inizio dei lavori a Stonehenge. Viene scavata la prima trincea circolare di 108 metri di diametro.

– II millennio a.C.: costruzione dei nuràghe in Sardegna. Ne verranno costruiti fino all’età romana (III secolo a.C.).

– 1.800 a.C.: Continua la costruzione di Stonehenge. Interessante notare che durante questa fase vengono erette una doppia serie di “pietre blu”, provenienti dai monti Prescelly, nel Galles, distanti via terra più di 300 km dal sito.

– 1.600 a.C.: Stonehenge viene completata mediante l’erezione dei triliti di arenaria, sia il circolo che il ferro di cavallo più interno.

– 1.000 a.C.: Teste colossali a La Venta, Messico.

– 1.000 d.C.: Vengono eretti i colossali “testoni” dell’isola di Pasqua, nel Pacifico meridionale.

Auto ferme sulla Napoleonica: «Creatura alta quattro metri e telefonini muti»

Scritto da: Daniele Paroni
Fonte: http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=181153&sez=NORDEST

UDINE – Fino ad ora di sagome sulla Napoleonica si erano viste solo le tanto contestate installazioni della Provincia di Udine inserite nel progetto Easy Foot (sicurezza stradale). Sabato sera però, stando alla segnalazione arrivata ad Antonio Chiumiento che si occupa da oltre 35 anni di avvistamenti di ufo, la sagoma aveva altre sembianze.

Testimone Leonard D’Andrea, operaio di Codroipo alla Caffaro, che era alla guida della sua auto quando, mentre percorreva la Napoleonica all’altezza della nuova rotonda di Mortegliano, si è visto costretto a fermarsi.

«Ho notato delle macchine ferme, mi sono accodato – racconta D’Andrea – sul momento pensavo a un incidente. Ma quando sono sceso, ho notato che davanti a tre macchine c’era una strana creatura che camminava lungo la strada. Era alta circa quattro metri ed era silenziosa».

D’Andrea voleva avvisare il padre ma i telefoni non funzionavano, non c’era campo. Poi ha preso la torcia e ha illuminato quella creatura grigiastra, notando che aveva le gambe leggermente incurvate in avanti con la parte posteriore formata da una sorta di tendini molto grossi. «Mentre la illuminavo, ha notato che la testa aveva una forma tondeggiante e che terminava a forma conica. Questa creatura “camminava” sulla strada, non curandosi minimamente delle auto ferme e delle persone – ricorda d’Andrea – Davanti a me c’era una Mazda con una famiglia. La madre ha tenuto nascosti i due figli dietro i sedili, mentre alle mie spalle due ragazze volevano chiamare il 113 ma i telefoni non andavano».

Poi la sagoma è fuggita in direzione di Lestizza, Leonard ha provato a seguirla ma senza successo. Altre persone che abitano nella zona hanno confermato di aver avvistato qualcosa di “strano”. Extraterrestre o buontempone bravo a “celebrare” il Carnevale?

Lunedì 13 Febbraio 2012 – 09:08    Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Febbraio – 18:55