Archivi categoria: Scienza e Tecnologia

Source: il pannello solare che estrae acqua potabile dall’aria

Scritto da: Nicoletta
Fonte: http://www.soloecologia.it/04122017/source-pannello-solare-estrae-acqua-potabile-dallaria/11139

Potrebbero essere una straordinaria risposta ai problemi di carenza idrica così diffusi, specie nei paesi in via di sviluppo – ma non solo! Sono dei pannelli solari capaci di trasformare in acqua potabile il vapore acqueo sospeso nell’aria. Si chiama Source (che infatti significa “Fonte”) si e sono nati dalle ricerche della start-up statunitense Zero Mass Water, con sede presso la Arizona State University. Ciascun pannello solare può estrarre fino a 10 litri di acqua al giorno, che potrebbero essere sufficienti per coprire il fabbisogno di 4 persone. Tutto ciò grazie a uno speciale materiale messo a punto dall’azienda che riesce ad assorbire l’umidità dell’aria in maniera molto efficiente. In pratica l’energia prodotta dal pannello quando è colpito dalla luce solare viene utilizzata per far evaporare nuovamente l’acqua, eliminare le sostanze inquinanti e riportarla allo stato liquido. Se ne ricava una sorta di acqua distillata che viene ulteriormente filtrata attraverso vari strati di minerali (soprattutto calcio e magnesio) per diventare potabile e gradevole al palato. Si può prelevarla da un rubinetto.

I pannelli sono già disponibili per l’acquisto negli USA. Per ribattere ai dubbi di molti esperti l’azienda ha sottolineato in un recente comunicato ufficiale che i pannelli Source “funzionano in quasi ogni tipo di clima (anche quelli più secchi, come quello dell’Arizona, del resto) e quasi ogni giorno dell’anno”. L’investimento non è economico: un impianto standard con due pannelli costa circa 4000 dollari + 500 dollari per l’installazione – ed è concepito per durare almeno 10 anni. Questo si traduce in un costo di circa 1,23 dollari al giorno e tra i 12 e i 30 centesimi di dollaro per ogni litro di acqua prodotto.

Accumulare energia senza perdite, grazie alle nanospugne

Scritto da: Nicoletta
Fonte: http://www.soloecologia.it/28112017/accumulare-energia-senza-perdite-grazie-alle-nanospugne/11135

Esistono molti sistemi per accumulare energia elettrica, ma hanno sempre l’inconveniente di essere affette da successive perdite. Le cose potrebbero cambiare grazie a una nuova scoperta nell’ambito delle nanotecnologie. Le nanospugne o materiali nanoporosi hanno l’aspetto di una pietra pomice, anche se su scala infinitamente più piccola. Sono fornite di minuscoli e numerosissimi pori, ovviamente invisibili a occhio nudo, in condizioni normali sono repellenti all’acqua. Se tuttavia viene applicata una pressione in un contenitore chiuso, mediante una sorta di pistone, l’acqua riesce a penetrare nei pori. Riducendo a zero la pressione, si formano delle bolle di vapore all’interno dei pori, che fanno espandere il contenitore e spingono fuori il pistone, in modo assai simile a quanto con la pompa che si utilizza per gonfiare le ruote della bicicletta. In pratica, i pori funzionano come delle ‘molle’ a livello molecolare. Il sistema cede così tutta l’energia ricevuta per spingere dentro l’acqua, senza alcuna perdita. Inoltre, la densità di energia immagazzinabile è molto alta.

La scoperta è tutta italiana: queste importanti caratteristiche sono infatti state dimostrate mediante simulazioni numeriche con supercomputer da un team di ricercatori dell’università la Sapienza di Roma, i cui resoconti sono stati pubblicati sulla rivista dell’Accademia americana di scienze (Pnas).

L’impiego delle nanospugne come accumulatori di energia può spaziare dall’ambito delle fonti rinnovabili di energia all’ingegneria aerospaziale, nella quale questo tipo di materiali potrebbero anche isolare ottimamente i materiali da trasportare.

Stop al diesel, arrivano i treni a idrogeno: un futuro migliore parte dalla Germania

Scritto da: Andrea Centini
Fonte: https://scienze.fanpage.it/stop-al-diesel-arrivano-i-treni-a-idrogeno-un-futuro-migliore-parte-dalla-germania/

A partire dal 2021 il trasporto pubblico della Bassa Sassonia, in Germania, sarà impreziosito da 14 treni alimentati a idrogeno. I Coradia iLint emettono solo vapore e acqua di condensa: sostituiranno i vecchi, rumorosi e inquinanti convogli diesel.
In Germania i pendolari viaggeranno su futuristici treni a idrogeno, che sostituiranno gli inquinanti e rumorosi convogli diesel. Per il trasporto pubblico tedesco si tratta di una vera e propria rivoluzione verde, considerando che questi treni emettono soltanto vapore e acqua di condensa. A suggellare questo cambio di rotta radicale un accordo firmato da vari enti e società per la consegna e la messa in funzione di 14 treni a idrogeno, gli azzurri Coradia iLint, che opereranno tra varie città della Bassa Sassonia a partire dal 2021. Tra i firmatari dell’accordo, oltre alle autorità competenti dello stato federato (Bundeslander) teutonico, il Gruppo Linde e la Alstom, un colosso industriale francese che opera nella costruzione di treni e infrastrutture ferroviarie.

Il primo treno a idrogeno effettuerà i viaggi sperimentali di test e collaudo a partire dalla primavera del 2018, e sarà affiancato da un secondo convoglio nel giro di pochi mesi. Per l’operatività definitiva sarà invece necessario attendere la fine del 2021, quando tutti i mezzi saranno assorbiti nei flussi quotidiani delle tratte regionali. I Coradia iLint rappresentano una sorta di evoluzione ecologica dei tradizionali Coradia Lint, in particolar modo del modello 54, uno dei convogli più venduti. La “i” posta innanzi al nome sta proprio a indicare l’idrogeno, o meglio, la cella a combustione che permetterà la futuristica trazione del treno.

Oltre a essere a impatto zero dal punto di vista delle emissioni e sensibilmente meno rumorosi dei treni con motore diesel, i Coradia iLint offrono prestazioni di tutto rispetto: la velocità massima di 140 chilometri orari, posti per 300 passeggeri e un’autonomia stimata attorno ai mille chilometri permetterà infatti di sostituire i vecchi mezzi senza alcun effetto negativo su orari o lunghezza delle tratte regionali. Tra le città servite vi saranno Buxtehude, Bremerhaven, Bremervörde e altre. Ma quello della Bassa Sassonia è soltanto l’esordio, dato che altri Land (Renania Settentrionale-Vestfalia, Assia e Baden-Württemberg) sono interessati all’acquisto dei mezzi.

Alstom fornirà i convogli, mentre l’infrastruttura necessaria per la ricarica sarà realizzata dal Gruppo Linde. L’accordo siglato dalla società francese con le autorità del trasporto locale tedesco, l’Ingv, prevede anche una manutenzione trentennale dei treni. Secondo gli esperti i Coradia iLint sono anche più sicuri dei mezzi con motori pieni di diesel, a parità di condizioni di pericolo. Insomma, i vantaggi sono molteplici e la speranza è che presto potremo vedere correre questi affascinanti mezzi anche sulle rotaie italiane.

 

La prima donna nello Spazio

Scritto da: Giulia Rocco
Fonte: https://oggiscienza.it/2016/06/16/prima-donna-spazio/

MULTIMEDIA – Alla fine di un segretissimo addestramento, il suo nome e il suo volto, nell’arco di poche ore, fanno il giro del pianeta, proprio come lei aveva fatto pochi giorni prima a bordo della capsula Vostok 6. Dopo il volo di Gagarin, l’Unione Sovietica consolida il suo primato in ambito spaziale con un ulteriore record. Valentina Tereškova è la prima donna a volare nello spazio ed è la perfetta immagine della propaganda del partito. La grande determinazione, la forte personalità e l’estrazione proletaria sono gli ingredienti perfetti perché questa giovane ventiseienne diventi un’eroina e rappresenti le virtù del comunismo.

Nel 1962 viene selezionata dalla Soviet Air Force insieme ad altre quattro ragazze, le prime della storia a entrare a far parte del corpo sovietico dei cosmonauti. Tra queste sarà solo Valentina a volare nello spazio. In seguito, Sergei Korolev, capo del programma spaziale sovietico, dirà a questo proposito: “le riserve erano più preparate, ma nessuna di loro poteva competere con la Terešhkova. Lei è capace di influenzare le folle, suscita simpatia e sa comparire davanti al pubblico”.

Dopo il suo volo spaziale la Terešhkova diventa ambasciatrice culturale e ricopre vari incarichi politici fino alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Nel 2013, durante il 50° anniversario dalla sua missione spaziale, l’ex cosmonauta dichiara di voler andare su Marte, con un biglietto di sola andata. Nel 2014, alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi, porta la bandiera olimpica.

Dal volo spaziale della Terešhkova si devono aspettare 19 anni per vedere un’altra donna partire per lo Spazio. È la sovietica Svetlana Savitskaya, impegnata nella missione sulla navicella Soyuz T-7 verso la stazione spaziale Salyut 7.

Il MIT mette a punto una nuova tecnologia per produrre cemento più ecologico

Scritto da: Nicoletta
Fonte: http://www.soloecologia.it/05102017/mit-mette-punto-nuova-tecnologia-produrre-cemento-piu-ecologico/11038

Sulla pagine delle News del prestigioso MIT di Boston ne hanno parlato con un bel gioco di parole come di A concrete solution, dove ‘concrete’ significa sia ‘cemento’, sia ‘concreto’. Si tratta di una scoperta sulle proprietà microscopiche dei materiali che potrebbe portare alla fabbricazione di un cemento al tempo stesso più resistente e più sostenibile.

La produzione dei materiali per la costruzione di edifici e ponti in cemento hanno un’impronta ecologica molto pesante. Si calcola che da soli contribuiscano a quasi il 6% delle emissioni globali di anidride carbonica. I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno scoperto una nuova soluzione per produrre cemento ispirata alla disposizione gerarchica dei blocchi di materiali naturali per le costruzioni. La scoperta è avvenuta analizzando una proprietà fondamentale del calcestruzzo a livello di atomi individuali, che contribuisce alla sua resistenza e durabilità generale. Hanno così creato un modello computerizzato per simulare il comportamento di tali atomi quando formano delle molecole all’interno del materiale di indurimento. Le simulazioni hanno rivelato che è possibile migliorare adesione e indurimento con additivi come ceneri vulcaniche, scorie di raffineria e altri materiali. In questo modo le strutture edili risultano più forti e al tempo stesso più sostenibili dal punto di vista ambientale. Sarà inoltre possibile implementare questo tipo di tecnologia usando materiali localmente disponibili o già precedentemente utilizzati per altri fini.

Buchi neri “golosi”: l’evoluzione della galassie è da riscrivere

Scritto da: Veronica Nicosia
Fonte: https://oggiscienza.it/2017/10/03/buchi-neri-evoluzione-galassie/

SCOPERTE – Perché le galassie attive di tipo I e quelle di tipo II mostrano una differenza di luminosità? Più brillanti le prime, più fioche le seconde, secondo la teoria del modello unificato a causare la differenza sarebbe il loro orientamento rispetto alla Terra. Un nuovo studio, frutto di una collaborazione internazionale di astronomi guidati da Claudio Ricci della Pontificia Universidad Catolica del Chile, smentisce però la teoria seguita finora. La differenza in luminosità non dipende dal punto di osservazione, ma dalla voracità del buco nero supermassivo che entrambe le tipologie di galassie attive ospitano.

Secondo il modello unificato i due nuclei galattici attivi avrebbero una struttura fondamentale e un profilo energetico simile. La differenza in luminosità, secondo la teoria, è dovuta all’angolo con cui puntano alla Terra: le galassie di tipo II sono inclinate abbastanza da essere “oscurate” dalla polvere che si trova intorno al disco galattico, facendo così apparire le galassie di tipo I più luminose. Ma il risultato dello studio pubblicato su Nature svela che in realtà le galassie di tipo I e quelle di tipo II sono molto diverse tra loro. La ricerca si è basata sulle osservazioni di 836 nuclei galattici attivi compiute dal telescopio Burst Alert, montato sul satellite Swift della NASA.

Entrambi i tipi di galassie ospitano nuclei galattici attivi, cioè buchi neri supermassivi nel centro galattico. Nel caso delle galassie di tipo I questo oggetto è più “goloso”, cioè risucchia una quantitativo maggiore di materia ed emette più radiazioni, rendendole così più brillanti. Lo spiega in un comunicato Richard Mushotzky, professore di astronomia della UMD e co-autore dello studio: “Il modello unificato è stato il prediletto in questi anni, anche se questa teoria non spiegava del tutto le differenze osservate nelle impronte spettrali delle galassie e molti hanno cercato un parametro aggiuntivo che riempisse queste lacune. La nostra nuova analisi dei dati in raggi X osservati dal telescopio Swift Burst Alert della NASA suggerisce che le galassie di tipo I sono molto più efficienti nell’emettere energia”.

I ricercatori hanno misurato la massa e il tasso di crescita dei nuclei galattici attivi e hanno confrontato i dati di Swift con le osservazioni di 12 differenti telescopi a Terra. “Il progetto è iniziato nel 2009 come parte del mio dottorato alla UMD”, commenta Michael Moss, ricercatore a Eureka Scientific Inc. e co- autore dello studio, “ed è radicalmente cresciuto con l’aiuto di oltre 40 ricercatori da tutto il mondo. Quando ho iniziato, ho passato un mese di notti solitarie al Kitt Peak National Observatory osservando poche dozzine di galassie. Non avrei mai immaginato che avremmo raggiunto un campione così grande, che però ci ha permesso per la prima volta di rispondere a tantissimi interrogativi”.

Confrontando i dati degli spettri a raggi X raccolti per le galassie di tipo I e quelle di tipo II, i ricercatori hanno così concluso che indipendentemente dall’angolo con cui la galassia si affaccia alla Terra, la prima tipologia di nucleo galattico attivo è così vorace da consumare una quantità di polvere prossima al disco galattico maggiore e quindi di riemettere una quantità maggiore di radiazioni.

Il risultato però pone ora una questione fondamentale. Per decenni gli astronomi si sono concentrati sullo studio delle galassie di tipo II, che essendo meno luminose rendevano meno difficili le osservazioni di stelle e nubi di gas che costituiscono il resto della galassia, pensando che il risultato sarebbe stato analogo per quelle di tipo I. Questo implica che i dati raccolti negli anni per questo primo tipo di galassie sono completamente da rivedere e analizzare con un’ottica del tutto nuova. Il prossimo passo da fare per gli astronomi sarà quello di comprendere le differenze tra i due nuclei galattici attivi, un passo che porta verso una migliore comprensione di come i buchi neri supermassivi influenzano l’evoluzione delle galassie che li ospitano.

@oscillazioni

Leggi anche: Cosa mangia un buco nero? È ghiotto di temporali galattici

Siccità: crearla e fingere che sia una operazione naturale!

Scritto da: Magda Piacentini
Fonte: http://www.primapaginadiyvs.it/siccita-crearla-e-fingere-che-sia-una-operazione-naturale/

In questa estate 2017 i geo-ingegneri, alias geo-guerrafondai, come in modo certamente più appropriato li definisce Rosalie Bertell, l’unica voce che ha correttamente scritto di loro, ci obbligano a tenere il diario giornaliero, perché ogni giorno, vivere e resistere, è una fatica peggiore di quella del giorno precedente.

Sono le ore 19,30 del 23 Agosto 2017, di fronte a me il tramonto: un sole ancora alto e forte, circondato da un alone di nebbia bianchiccia, illuminata e sparsa sulla cima delle montagne e nell’aria biancastra, spande una luce esagerata, fastidiosa, innaturale. Il cielo è bianco, come l’aria densa e carica di roba soffusa che staziona perenne su di noi. Non si vede l’ora che questo sole, arrogante e malato, se ne vada via e non si faccia rivedere con questo carico di fatica che ci impone, ma intanto il caldo, nonostante l’ora, è in risalita e non accenna a diminuire.

“Non ci sono le scie stasera” mi facevano notare, tentando di dimostrarmi le mie superstizioni “vedi non ci sono!!”

Si questa sera c’è la nebbia chimica, non so cosa sia meglio! Non so cosa gradire di più, quale delle due ci fa meno male!

Intanto, guarda caso, oggi ci siamo incontrate in tre persone tutte con gli stessi sintomi di un forte, grosso e persistente male alla fascia finale della schiena, da vedere le stelle in ogni posizione, capace di durare quasi una settimana. Da tempo i nostri poveri corpi fisici sono allo stremo: tutti abbiamo le gambe gonfie, la gola irritata, gli occhi che bruciano e respiriamo a fatica; ogni cellula dei nostri corpi sente e sa che sta vivendo una stagione innaturale, che non ci riguarda, che non è nostra, che non ci fa bene e che non accenna a cambiare! Ogni giorno, dal mese di Giugno in un andante in crescendo, caldo, sempre più caldo, senza un giorno di pioggia e aria sporca, sempre più pesante, secca e umida nello stesso tempo e, come una beffa, una strana arietta quasi freddina che si solleva dal nulla al primo accenno di formazione di nuvole e le dissolve in un attimo.

Il tanto decantato “riscaldamento globale” provocato dall’uomo, secondo la scienza ufficiale e quindi responsabile, sempre secondo le menzogne della scienza, di tutte le ondate di grandissimo caldo che abbiamo subito, in questa estate si è manifestato in tutta la sua potenza e persistenza. Tutti si lamentano, molti sembra capiscano che sotto c’è qualcosa di strano, ma pare che solo noi, che abbiamo studiato la Bertell, insieme a qualche altro che bazzica la rete, siamo a conoscenza senza dubbi che le ondate di caldo persisteranno fino a quando i padroni del clima non si decideranno a spegnare i riscaldatori ionosferici, perché la CO2, sporca ma non riscalda! Abbiamo il pianeta disseminato di riscaldatori ionosferici che sparano enormi quantità di energia sulla ionosfera, riscaldandola e mantenendo intrappolato questo calore dalla cappa chimica che ci garantiscono costante ogni giorno e ogni notte tramite le scie.

E le nostre attività sarebbero responsabili dei 40° o la natura si sarebbe rivoluzionata di sua spontanea iniziativa trattandoci da paese Africano!

Questa obbligata osservazione metereologica estiva mi aveva portato a scrivere il giorno 7 Agosto 2017, “… giorno memorabile e storico: si può di nuovo respirare!! Ripercorro la cronistoria del mio soggiorno montano di questa estate: l’app. che registra le mie camminate è drammaticamente terminata il giorno 23 Luglio, quando ho percorso gli ultimi 5,32 km, poi basta. Perché? Basta guardarsi intorno ed è tutto chiaro, tutto evidente sotto gli occhi: il cielo sempre più grigio, l’aria calda, umida sempre più irrespirabile, la temperatura sale di qualche grado ogni giorno e non scende nemmeno di notte. Non un alito di vento, non una goccia di acqua, da mesi! Stesse temperature da zero a 1500 m sul livello del mare, stesse temperature di giorno come di notte: sotto una campana di vetro, dentro a un forno a microonde + 35°+ 36°+ 37° fino a 40°, giorno e notte, hanno testato il nostro livello di sopravvivenza! Quindici giorni consecutivi senza il minimo cambiamento se non in salita: davvero una grande programmazione, grazie geoingegneria!!”

Quel 7 agosto sembrava fosse cambiato qualcosa, ma il risultato è rimasto identico, probabilmente hanno cambiato brevetto, adottando la strategia del venticello che dal nulla appare per dissolvere ogni ipotesi di acqua alla terra e la “siccità procede indisturbata, è salva e garantita”. Grazie di nuovo Geoingegneria, grazie a voi geo-ingegneri che assetate la terra e distruggete gli alberi; se noi, uomini incominciamo a stare abbastanza male, la natura sta molto peggio di noi ed è uno strazio vedere quanto sofferenza e quanto male riusciamo ad infliggere alla fonte principale della nostra ricchezza e della nostra salute!

Chissà quali grandi affari pensate di inseguire, quali grandi vantaggi, quale ricchezza da tanta irragionevole distruzione!

Dovremmo incominciare a capire, che se non c’è logica alcuna, c’è però un enorme piacere!

Qualcuno è proprio soddisfatto di quello che fa e gioca a tirare la corda un tantino sempre di più per vedere l’effetto che fa. Quello che più mi dispiace è la consapevolezza che il loro divertimento è doppio, avendo a che fare con la nostra umanità rammollita, che forse è meglio definire rincretinita. Hanno disegnato per noi un futuro raccapricciante, che di fatto non ci viene nascosto, al contrario ci viene proposto di continuo e verso il quale siamo perennemente sospinti con varie modalità, che noi semplicemente accettiamo, diventando i principali autori della nostra autodistruzione. Guardando un film o mangiando delle schifezze industriali, vaccinando i nostri figli o pagando delle tasse da cretini noi realizziamo il non futuro che qualcuno ha deciso per noi e siamo di fatto noi i primi distruttori della nostra civiltà.

Questo “noi” ormai ha bisogno di essere meglio definito: noi chi?

Dentro questo “noi” di fatto c’è il popolo che subisce e che tenta disperatamente di vivere in condizioni sempre più svantaggiate, non solo per la crisi economica, ma anche per la crisi climatica, alimentare, sanitaria, sociale e chi più ne ha, più ne può mettere. Popolo che subisce, ma che spesso e volentieri agisce contro se stesso e i propri interessi. Il contadino che utilizza in agricoltura pesticidi e fertilizzanti chimici o il genitore che non si informa e delega alla ASL la salute del proprio figlio, la casalinga che compra al supermercato, il giornalista che disinforma, il medico che si adagia o accetta i suggerimenti delle multinazionali, il politico che lavora per la propria carriera, di fatto siamo tutti noi che da popolo ingannato, ci trasformiamo in ingannatori, da corrotti a corruttori, da vittime a carnefici.

Dentro questa barca che affonda sempre di più ci siamo tutti, perché non riusciamo a distinguere e a vedere il ruolo della nostra collaborazione, ma in alto ci sono loro, alcuni, pochi, brutti volti, anche conosciuti, a capo del potere finanziario con in mano le redini del caos che vanno producendo! Buttano a perdizione banconote che rovesciano Stati sovrani, trasferiscono popoli, infangano verità e giustizia, ridono dell’onestà, corrompono ogni cosa che toccano, disprezzano il bene e godono un casino della distruzione del mondo che stanno effettuando giorno dopo giorno, ora dopo ora. E’ il loro momento, sono arrivati alla fine dei loro giochi e se li giocano tutti.

Ci dovrebbe essere ormai sufficientemente chiaro che ci hanno dichiarato GUERRA! Dovremmo riuscire a capirlo!

La guerra ha cambiato strategia, dice il generale Mini nei suoi scritti, le guerre di ultima generazione non debbono essere percepite come tali, per cui non saranno mai dichiarate ufficialmente, ma soltanto sferrate concretamente, tenendosi nascosti dietro le maschere che via via fanno più comodo e riescono a reggere il gioco: “esportare la pace” “combattere il terrorismo“distrarre le masse con tutti i mezzi possibili” “creare finte problematiche per poi poter offrire la soluzione” e altre mille quotidiane strategie che incidono sulla sicurezza, sulla tranquillità, sul benessere, sull’equilibrio, creando caos, destabilizzazione, paura, confusione, immobilismo e depressione. Il fatto che siano scatenate non da nazioni che vogliono la supremazia o da alleanze territoriali, come succedeva una volta, ma da gruppi di potere, famiglie, che noi stupidamente consideriamo, “importanti” non fa differenza: sempre guerra è.

Guerra senza limiti, viene chiamata nel gergo militare e senza fine.

I “geo guerrafondai” come li definisce la Bertell nel “Pianeta Terra, Ultima Arma da Guerra” cioè scienziati e tecnologi che si dedicano alle attività che subiamo quotidianamente, sono in effetti in grado di manipolare tutti gli elementi naturali: pioggia, fulmini, uragani, grandine, venti ed ogni altra manifestazione che noi siamo ancora abituati a definire “naturale” ma che di natura non ha più nulla. E non solo, non è tutto: hanno disseminato il Pianeta di ripetitori di onde elettromagnetiche, che usano come un sistema d’armi, sconosciuto anche alla scienza tradizionale, derivando da studi militari segreti, basati sugli studi sequestrati a Nikola Tesla e le onde elettromagnetiche interferiscono con le nostre onde cerebrali, emotive e mentali, modificano stati d’animo, percezioni e pensieri.

Guerra senza limiti, significa che non si ferma di fronte a nulla e che tutto e di più viene aggredito e distrutto. Distruggiamo l’ambiente per arrivare all’essere umano, obiettivo fondamentale, che non deve sparire del tutto da questa Terra o essere semplicemente ucciso, così come si conviene in ogni guerra tradizionale. Alterando le condizioni di vita in modo così pesante va da sé che in molti, soprattutto i più deboli, moriranno come previsto nel “Il piano Kalergi” nel “memorandum di Kissinger”, o secondo le dichiarazioni esplicite di Bill Gates. L’obiettivo fondamentale però che si persegue per l’essere umano è la sua trasformazione: l’uomo deve diventare qualcosa d’altro, rinunciando alla sua storia, alla sua organizzazione sociale, alla sua mentalità, alla sua Coscienza.

E per questo scopo iniziamo dai primi mesi di vita con l’imposizione di una massiccia, obbligatoria campagna vaccinale, che, nella migliore delle ipotesi, anche non provocasse nessun altro effetto collaterale, cosa smentita dalle stesse case farmaceutiche, ma volendo essere buoni a tutti i costi, anche il meno sapiente e meno scientifico della terra, non può non capire che un numero così elevato e inutile di vaccini, abbassa le difese immunitarie e proposto a tutta la popolazione indebolisce un popolo, trasforma al ribasso delle generazioni.

Guerra senza limiti: creiamo un ambiente ostile all’essere umano, indeboliamo le sue difese immunitarie, trasformiamo la sua alimentazione! I terreni pieni di alluminio e di metalli pesanti da ricaduta, non sono più adatti all’agricoltura tradizionale, bisogna ricorrere alla Monsanto che, guarda caso, previdente come è, è in grado di offrire sementi resistenti all’alluminio, si propone come la salvezza alimentare mondiale e garantisce all’industria farmaceutica clienti a vita!

Ma noi esseri umani ormai rincretiniti, grazie a Dio, non capiamo, non vediamo, non sappiamo!

Riempiamo le corsia degli ospedali, che sono sempre meno ospitali nei confronti degli ammalati e siamo tanto grati ai medici, che, poveretti, si prodigano in condizioni disumane e in breve tempo ci rimandano a casa, dove possiamo continuare a mangiare quelle schifezze che ci riammaleranno di nuovo.

Tutte le guerre, ogni tipologia antica o moderna che sia, hanno sempre preso di mira la cultura, ma questa tipologia bellica, estrema e super raffinata, è necessariamente andata oltre: ha azzerato la cultura umanistica con un progetto che dura da tempo, sostituendola con una cultura di stampo tecnologico, neanche scientifico, perché sotto la scienza, c’è la filosofia della scienza, che non è pane di questa gente e non deve esserlo nemmeno per noi. Quindi taglio netto con le radici della cultura umana, estremizzando questo processo fino alla mancata identificazione con l’essere umano!

Intanto non siamo più esseri umani maschile/femminile, uomo/donna ma genere” che addirittura può scegliere dove più gli aggrada di essere identificato, sostenuto in questa mistificazione dalla istituzione scuola, che pare si voglia concentrare sul confondere le idee ai ragazzini, non trovando niente di meglio da insegnare!

Questo uomo post-moderno, debole dalla nascita, insicuro della sua sessualità, con scarse capacità riproduttive, malaticcio e infelice, perché abitante di un pianeta privo di energia vitale, i cui colori vanno dal grigio chiaro al grigio scuro, depresso e sottotono, questo brandello di uomo che ha subito, senza capire, ogni sorta di sopruso e di violenza, deve arrivare a desiderare di essere una macchina e così facendo, ci arriverà in fretta, non sarà felice e non sarà più un uomo!

Passando dal chip sotto pelle, a un progressivo inesorabile trasferimento di coscienza alla robotica, noi finalmente saremo “le macchine”, e realizzeremo la fine ingloriosa dell’uomo, che invece di realizzare la sua natura divina, aderendo costantemente alla propaganda e alla menzogna, si ritroverà ad essere una macchina, senza libertà, senza futuro, senza identità, senza se stesso.

Questa è la guerra che stiamo combattendo, senza saperlo, ma anche senza volerlo sapere.

“La verità, vi renderà liberi” ma chi è disposto a volerla conoscere?

Bibliografia:

“Il pianeta terra, l’ultimissima arma di guerra”
della Dr.ssa Rosalie Bertell e la versione tedesca aggiornata “Kriegswaffe Planet Erde” (3° ed. 2016)

“La guerra spiegata a…”
Generale Fabio Mini

“ Perché siamo così ipocriti sulla guerra”
Generale Fabio Mini

Gujarat: India e Giappone lanciano il primo progetto di ‘treno proiettile’

Fonte: http://www.asianews.it/notizie-it/Gujarat:-India-e-Giappone-lanciano-il-primo-progetto-di-%E2%80%98treno-proiettile%E2%80%99-41775.html

Ahmedabad (AsiaNews) – È partito il primo progetto di “treno proiettile” in India. Questa mattina il premier indiano Narendra Modi e la sua controparte nipponica Shinzo Abe hanno tagliato il nastro dei lavori della ferrovia in Gujarat, lo Stato in cui Modi ha iniziato la carriera politica. ll treno, con una capienza di 750 posti a sedere, collegherà le città di Ahmedabad e Mumbai (500 km) in meno di tre ore, mentre ora se ne impiegano otto. Tecnologia e fondi sono forniti entrambi dal partner giapponese, leader mondiale per il trasporto ferroviario. Il progetto ha attirato il plauso degli ammiratori del premier, ma ha anche sollevato critiche sulla sicurezza della tratta. Per molti, prima di lanciarsi nell’ennesimo megaprogetto infrastrutturale, il governo di Delhi avrebbe dovuto risanare l’obsoleta rete del trasporto su rotaia, spesso teatro di incidenti e cronici ritardi.

Il progetto rientra in un accordo stipulato tra i due esecutivi nel 2015. Il varo dei lavori è avvenuto alla presenza del premier Abe, in visita di Stato in India. Il maggior carico della spesa (17 miliardi di dollari) spetterà proprio al Giappone, in rapida espansione in territorio indiano.

Il convoglio viaggerà ad una velocità massima di 350 km/h, il doppio di quella impiegata oggi dal più veloce treno indiano. La maggior parte del percorso ferroviario sarà su sopraelevata e circa sette chilometri saranno percorsi in un tunnel sotto il livello del mare. In tutto, la tratta avrà 12 stazioni e sarà ultimata nel 2022.

I sostenitori del progetto affermano che il “treno proiettile” servirà a diminuire i ritardi, ridurrà il traffico nelle città, attirerà investimenti e migliorerà la qualità delle infrastrutture lungo la rotta. D’altra parte, molti mettono in luce che il sistema ferroviario indiano è datato, in gran parte risalente a prima dell’indipendenza. Sarebbe stato più opportuno – è la loro opinione – investire sul rinnovo e sulla messa in sicurezza della rete di trasporto per evitare disastri simili a quello dell’Uttar Pradesh, che nel novembre scorso causò la morte di circa 150 persone.

Mimica Touch: l’etichetta di biogelatina che controlla la freschezza dei cibi

Scritto da: Nicoletta
Fonte: http://www.soloecologia.it/11092017/mimica-touch-letichetta-biogelatina-controlla-la-freschezza-dei-cibi/10971

Mimica Touch (già conosciuta come Bump Mark) è un’etichetta per la scadenza dei generi alimentari che fornisce informazioni in tempo reale sulle condizione del cibo contenuto nella vaschetta. Infatti, non sempre le condizioni ambientali a cui sono esposte le derrate sono ideali ma talvolta sono migliori delle attese. Secondo l’opinione di molti esperti le date di scadenza stampigliate sulle confezioni degli alimenti non sono perfettamente attendibili e spesso ci inducono a gettare nella spazzatura degli alimenti che in realtà sarebbero ancora buoni.

Alla base di tutto sta l’invenzione di una biogelatina, composta di proteine, capace di indicare la vera data di scadenza dei cibi, aiutandoci così a combattere lo spreco alimentare. La gelatina viene sotto una pellicola di plastica all’esterno della confezione degli alimenti, ma è ben sigillata e per questo motivo si degrada esattamente come il cibo contenuto all’interno. L’acquirente può toccare con il polpastrello l’etichetta e sentirne la durezza: quando la gelatina è sciolta può dedurne che l’alimento è scaduto e va buttato nell’umido. Per dirla in altre parole, Mimica Touch è semplicemente una copia di ciò che avviene al cibo dentro la confezione ed è quindi assai più precisa di una data di scadenza stampata.

L’invenzione ha già ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e proseguono le ricerche per trovare un tipo di sostanza analoga, ma non derivata da proteine animali che possa andare incontro anche alle esigenze di vegetariani e vegani.

 

I viaggi nel tempo non sono fantascienza

Fonte:http://siviaggia.it/notizie/viaggi-nel-tempo-in-italia-il-primo-prototipo/174013/

E’ tutto italiano il primo esperimento di viaggio nel tempo. Per ora scala piccolissima, apre delle possibilità

  Non più solo fantascienza: i cunicoli che permettono di viaggiare nello spazio e nel tempo, i cosiddetti wormhole, adesso possono essere costruiti in laboratorio: sebbene su una scala piccolissima, dimostrano per la prima volta che attraversare il tempo è possibile e, in attesa di futuri viaggi intergalattici, promettono di rendere più potenti gli attuali dispositivi basati sulle nanotecnologie.

Il prototipo, descritto online sul sito ArXiv e in via di pubblicazione sull’International Journal of Modern Physics D, darà luogo a un esperimento condotto in Italia, presso l’università di Napoli Federico II. “Abbiamo realizzato il prototipo“, ha detto il coordinatore del gruppo internazionale autore della ricerca, il fisico Salvatore Capozziello, dell’Università Federico II di Napoli, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e presidente delle Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (Sigrav).

I cunicoli dello spaziotempo erano stati previsti negli anni ’30 da Albert Einstein e Nathan Rosen, nella teoria nota come ‘ponte di Einstein-Rosen‘, e descrivevano gigantesche strutture cosmiche. “Il problema di partenza – ha osservato Capozziello – era spiegare l’esistenza di strutture che, come i buchi neri, assorbono tutta l’energia di un sistema senza restituirla: in pratica ci si trovava di fronte ad una violazione del principio di conservazione dell’energia”.

Una delle spiegazioni possibili, ha detto ancora il fisico, ipotizza che lo spaziotempo sia ‘bucato’: “è un’ipotesi molto affascinante e futuristica, che implica la possibilità di passare da una zona all’altra dello spaziotempo come di collegare fra loro universi paralleli”. Permettendo, appunto, di viaggiare nel tempo.

Il problema è verificare tutto questo con un esperimento. “La nostra idea – ha detto il fisico – è riuscire a simulare gli effetti gravitazionali a energie più basse e ci siamo chiesti se in questo modo sarebbe stato possibile riprodurre un wormhole in laboratorio“. Il prototipo è minuscolo. E’ stato ottenuto collegando due foglietti del materiale più sottile del mondo, il grafene, con legami molecolari e un nanotubo. La struttura ottenuta è neutra e stabile, nel senso che al suo interno non entra nulla e nulla fuoriesce, ma quando si introducono dei difetti vengono generate correnti in entrata e in uscita.

“Spostandoci su dimensioni cosmiche, potremmo considerare un osservatore che con la sua navetta si avvicina a un wormhole come un elemento capace di perturbare la struttura: in questo caso – ha osservato – sarebbe possibile passare da una parte all’altra del cunicolo spaziotemporale, così come trasmettere segnali da una parte all’altra”.

Se da un lato un cunicolo spaziotemporale ottenuto in laboratorio fa volare la fantasia, le possibili applicazioni sono molto concrete: “i foglietti di grafene permettono di controllare correnti in entrata e in uscita” e ora l’obiettivo è ottenere un prototipo riproducibile su scala industriale. “Produrre una struttura simile significa poter trasmettere segnali in modo estremamente preciso a livello di atomi”, ha osservato l’esperto. “Il progetto è in via di definizione con il gruppo di Francesco Tafuri, del dipartimento di Fisica della Federico II”. Si potrebbero ottenere, ad esempio, nanostrutture capaci di trasmettere segnali in modo istantaneo poiché la corrente elettrica passerebbe nel vuoto.