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Il MIT mette a punto una nuova tecnologia per produrre cemento più ecologico

Scritto da: Nicoletta
Fonte: http://www.soloecologia.it/05102017/mit-mette-punto-nuova-tecnologia-produrre-cemento-piu-ecologico/11038

Sulla pagine delle News del prestigioso MIT di Boston ne hanno parlato con un bel gioco di parole come di A concrete solution, dove ‘concrete’ significa sia ‘cemento’, sia ‘concreto’. Si tratta di una scoperta sulle proprietà microscopiche dei materiali che potrebbe portare alla fabbricazione di un cemento al tempo stesso più resistente e più sostenibile.

La produzione dei materiali per la costruzione di edifici e ponti in cemento hanno un’impronta ecologica molto pesante. Si calcola che da soli contribuiscano a quasi il 6% delle emissioni globali di anidride carbonica. I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno scoperto una nuova soluzione per produrre cemento ispirata alla disposizione gerarchica dei blocchi di materiali naturali per le costruzioni. La scoperta è avvenuta analizzando una proprietà fondamentale del calcestruzzo a livello di atomi individuali, che contribuisce alla sua resistenza e durabilità generale. Hanno così creato un modello computerizzato per simulare il comportamento di tali atomi quando formano delle molecole all’interno del materiale di indurimento. Le simulazioni hanno rivelato che è possibile migliorare adesione e indurimento con additivi come ceneri vulcaniche, scorie di raffineria e altri materiali. In questo modo le strutture edili risultano più forti e al tempo stesso più sostenibili dal punto di vista ambientale. Sarà inoltre possibile implementare questo tipo di tecnologia usando materiali localmente disponibili o già precedentemente utilizzati per altri fini.

Buchi neri “golosi”: l’evoluzione della galassie è da riscrivere

Scritto da: Veronica Nicosia
Fonte: https://oggiscienza.it/2017/10/03/buchi-neri-evoluzione-galassie/

SCOPERTE – Perché le galassie attive di tipo I e quelle di tipo II mostrano una differenza di luminosità? Più brillanti le prime, più fioche le seconde, secondo la teoria del modello unificato a causare la differenza sarebbe il loro orientamento rispetto alla Terra. Un nuovo studio, frutto di una collaborazione internazionale di astronomi guidati da Claudio Ricci della Pontificia Universidad Catolica del Chile, smentisce però la teoria seguita finora. La differenza in luminosità non dipende dal punto di osservazione, ma dalla voracità del buco nero supermassivo che entrambe le tipologie di galassie attive ospitano.

Secondo il modello unificato i due nuclei galattici attivi avrebbero una struttura fondamentale e un profilo energetico simile. La differenza in luminosità, secondo la teoria, è dovuta all’angolo con cui puntano alla Terra: le galassie di tipo II sono inclinate abbastanza da essere “oscurate” dalla polvere che si trova intorno al disco galattico, facendo così apparire le galassie di tipo I più luminose. Ma il risultato dello studio pubblicato su Nature svela che in realtà le galassie di tipo I e quelle di tipo II sono molto diverse tra loro. La ricerca si è basata sulle osservazioni di 836 nuclei galattici attivi compiute dal telescopio Burst Alert, montato sul satellite Swift della NASA.

Entrambi i tipi di galassie ospitano nuclei galattici attivi, cioè buchi neri supermassivi nel centro galattico. Nel caso delle galassie di tipo I questo oggetto è più “goloso”, cioè risucchia una quantitativo maggiore di materia ed emette più radiazioni, rendendole così più brillanti. Lo spiega in un comunicato Richard Mushotzky, professore di astronomia della UMD e co-autore dello studio: “Il modello unificato è stato il prediletto in questi anni, anche se questa teoria non spiegava del tutto le differenze osservate nelle impronte spettrali delle galassie e molti hanno cercato un parametro aggiuntivo che riempisse queste lacune. La nostra nuova analisi dei dati in raggi X osservati dal telescopio Swift Burst Alert della NASA suggerisce che le galassie di tipo I sono molto più efficienti nell’emettere energia”.

I ricercatori hanno misurato la massa e il tasso di crescita dei nuclei galattici attivi e hanno confrontato i dati di Swift con le osservazioni di 12 differenti telescopi a Terra. “Il progetto è iniziato nel 2009 come parte del mio dottorato alla UMD”, commenta Michael Moss, ricercatore a Eureka Scientific Inc. e co- autore dello studio, “ed è radicalmente cresciuto con l’aiuto di oltre 40 ricercatori da tutto il mondo. Quando ho iniziato, ho passato un mese di notti solitarie al Kitt Peak National Observatory osservando poche dozzine di galassie. Non avrei mai immaginato che avremmo raggiunto un campione così grande, che però ci ha permesso per la prima volta di rispondere a tantissimi interrogativi”.

Confrontando i dati degli spettri a raggi X raccolti per le galassie di tipo I e quelle di tipo II, i ricercatori hanno così concluso che indipendentemente dall’angolo con cui la galassia si affaccia alla Terra, la prima tipologia di nucleo galattico attivo è così vorace da consumare una quantità di polvere prossima al disco galattico maggiore e quindi di riemettere una quantità maggiore di radiazioni.

Il risultato però pone ora una questione fondamentale. Per decenni gli astronomi si sono concentrati sullo studio delle galassie di tipo II, che essendo meno luminose rendevano meno difficili le osservazioni di stelle e nubi di gas che costituiscono il resto della galassia, pensando che il risultato sarebbe stato analogo per quelle di tipo I. Questo implica che i dati raccolti negli anni per questo primo tipo di galassie sono completamente da rivedere e analizzare con un’ottica del tutto nuova. Il prossimo passo da fare per gli astronomi sarà quello di comprendere le differenze tra i due nuclei galattici attivi, un passo che porta verso una migliore comprensione di come i buchi neri supermassivi influenzano l’evoluzione delle galassie che li ospitano.

@oscillazioni

Leggi anche: Cosa mangia un buco nero? È ghiotto di temporali galattici

Gujarat: India e Giappone lanciano il primo progetto di ‘treno proiettile’

Fonte: http://www.asianews.it/notizie-it/Gujarat:-India-e-Giappone-lanciano-il-primo-progetto-di-%E2%80%98treno-proiettile%E2%80%99-41775.html

Ahmedabad (AsiaNews) – È partito il primo progetto di “treno proiettile” in India. Questa mattina il premier indiano Narendra Modi e la sua controparte nipponica Shinzo Abe hanno tagliato il nastro dei lavori della ferrovia in Gujarat, lo Stato in cui Modi ha iniziato la carriera politica. ll treno, con una capienza di 750 posti a sedere, collegherà le città di Ahmedabad e Mumbai (500 km) in meno di tre ore, mentre ora se ne impiegano otto. Tecnologia e fondi sono forniti entrambi dal partner giapponese, leader mondiale per il trasporto ferroviario. Il progetto ha attirato il plauso degli ammiratori del premier, ma ha anche sollevato critiche sulla sicurezza della tratta. Per molti, prima di lanciarsi nell’ennesimo megaprogetto infrastrutturale, il governo di Delhi avrebbe dovuto risanare l’obsoleta rete del trasporto su rotaia, spesso teatro di incidenti e cronici ritardi.

Il progetto rientra in un accordo stipulato tra i due esecutivi nel 2015. Il varo dei lavori è avvenuto alla presenza del premier Abe, in visita di Stato in India. Il maggior carico della spesa (17 miliardi di dollari) spetterà proprio al Giappone, in rapida espansione in territorio indiano.

Il convoglio viaggerà ad una velocità massima di 350 km/h, il doppio di quella impiegata oggi dal più veloce treno indiano. La maggior parte del percorso ferroviario sarà su sopraelevata e circa sette chilometri saranno percorsi in un tunnel sotto il livello del mare. In tutto, la tratta avrà 12 stazioni e sarà ultimata nel 2022.

I sostenitori del progetto affermano che il “treno proiettile” servirà a diminuire i ritardi, ridurrà il traffico nelle città, attirerà investimenti e migliorerà la qualità delle infrastrutture lungo la rotta. D’altra parte, molti mettono in luce che il sistema ferroviario indiano è datato, in gran parte risalente a prima dell’indipendenza. Sarebbe stato più opportuno – è la loro opinione – investire sul rinnovo e sulla messa in sicurezza della rete di trasporto per evitare disastri simili a quello dell’Uttar Pradesh, che nel novembre scorso causò la morte di circa 150 persone.

Mimica Touch: l’etichetta di biogelatina che controlla la freschezza dei cibi

Scritto da: Nicoletta
Fonte: http://www.soloecologia.it/11092017/mimica-touch-letichetta-biogelatina-controlla-la-freschezza-dei-cibi/10971

Mimica Touch (già conosciuta come Bump Mark) è un’etichetta per la scadenza dei generi alimentari che fornisce informazioni in tempo reale sulle condizione del cibo contenuto nella vaschetta. Infatti, non sempre le condizioni ambientali a cui sono esposte le derrate sono ideali ma talvolta sono migliori delle attese. Secondo l’opinione di molti esperti le date di scadenza stampigliate sulle confezioni degli alimenti non sono perfettamente attendibili e spesso ci inducono a gettare nella spazzatura degli alimenti che in realtà sarebbero ancora buoni.

Alla base di tutto sta l’invenzione di una biogelatina, composta di proteine, capace di indicare la vera data di scadenza dei cibi, aiutandoci così a combattere lo spreco alimentare. La gelatina viene sotto una pellicola di plastica all’esterno della confezione degli alimenti, ma è ben sigillata e per questo motivo si degrada esattamente come il cibo contenuto all’interno. L’acquirente può toccare con il polpastrello l’etichetta e sentirne la durezza: quando la gelatina è sciolta può dedurne che l’alimento è scaduto e va buttato nell’umido. Per dirla in altre parole, Mimica Touch è semplicemente una copia di ciò che avviene al cibo dentro la confezione ed è quindi assai più precisa di una data di scadenza stampata.

L’invenzione ha già ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e proseguono le ricerche per trovare un tipo di sostanza analoga, ma non derivata da proteine animali che possa andare incontro anche alle esigenze di vegetariani e vegani.

 

I viaggi nel tempo non sono fantascienza

Fonte:http://siviaggia.it/notizie/viaggi-nel-tempo-in-italia-il-primo-prototipo/174013/

E’ tutto italiano il primo esperimento di viaggio nel tempo. Per ora scala piccolissima, apre delle possibilità

  Non più solo fantascienza: i cunicoli che permettono di viaggiare nello spazio e nel tempo, i cosiddetti wormhole, adesso possono essere costruiti in laboratorio: sebbene su una scala piccolissima, dimostrano per la prima volta che attraversare il tempo è possibile e, in attesa di futuri viaggi intergalattici, promettono di rendere più potenti gli attuali dispositivi basati sulle nanotecnologie.

Il prototipo, descritto online sul sito ArXiv e in via di pubblicazione sull’International Journal of Modern Physics D, darà luogo a un esperimento condotto in Italia, presso l’università di Napoli Federico II. “Abbiamo realizzato il prototipo“, ha detto il coordinatore del gruppo internazionale autore della ricerca, il fisico Salvatore Capozziello, dell’Università Federico II di Napoli, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e presidente delle Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (Sigrav).

I cunicoli dello spaziotempo erano stati previsti negli anni ’30 da Albert Einstein e Nathan Rosen, nella teoria nota come ‘ponte di Einstein-Rosen‘, e descrivevano gigantesche strutture cosmiche. “Il problema di partenza – ha osservato Capozziello – era spiegare l’esistenza di strutture che, come i buchi neri, assorbono tutta l’energia di un sistema senza restituirla: in pratica ci si trovava di fronte ad una violazione del principio di conservazione dell’energia”.

Una delle spiegazioni possibili, ha detto ancora il fisico, ipotizza che lo spaziotempo sia ‘bucato’: “è un’ipotesi molto affascinante e futuristica, che implica la possibilità di passare da una zona all’altra dello spaziotempo come di collegare fra loro universi paralleli”. Permettendo, appunto, di viaggiare nel tempo.

Il problema è verificare tutto questo con un esperimento. “La nostra idea – ha detto il fisico – è riuscire a simulare gli effetti gravitazionali a energie più basse e ci siamo chiesti se in questo modo sarebbe stato possibile riprodurre un wormhole in laboratorio“. Il prototipo è minuscolo. E’ stato ottenuto collegando due foglietti del materiale più sottile del mondo, il grafene, con legami molecolari e un nanotubo. La struttura ottenuta è neutra e stabile, nel senso che al suo interno non entra nulla e nulla fuoriesce, ma quando si introducono dei difetti vengono generate correnti in entrata e in uscita.

“Spostandoci su dimensioni cosmiche, potremmo considerare un osservatore che con la sua navetta si avvicina a un wormhole come un elemento capace di perturbare la struttura: in questo caso – ha osservato – sarebbe possibile passare da una parte all’altra del cunicolo spaziotemporale, così come trasmettere segnali da una parte all’altra”.

Se da un lato un cunicolo spaziotemporale ottenuto in laboratorio fa volare la fantasia, le possibili applicazioni sono molto concrete: “i foglietti di grafene permettono di controllare correnti in entrata e in uscita” e ora l’obiettivo è ottenere un prototipo riproducibile su scala industriale. “Produrre una struttura simile significa poter trasmettere segnali in modo estremamente preciso a livello di atomi”, ha osservato l’esperto. “Il progetto è in via di definizione con il gruppo di Francesco Tafuri, del dipartimento di Fisica della Federico II”. Si potrebbero ottenere, ad esempio, nanostrutture capaci di trasmettere segnali in modo istantaneo poiché la corrente elettrica passerebbe nel vuoto.

I Biofotoni e la Vita

Scritto da: Richard
Fonte: http://www.altrogiornale.org/biofotoni-la-vita/

La società contemporanea per essere definita come una società “post industriale” orientata verso il cambiamento della conoscenza e della informazione necessita di abbandonare il modello scientifico e culturale riduttivo e lineare dello sviluppo industriale, quale elemento strategico del futuro della innovazione concettuale e cognitiva necessario per la sostenibilita’ eco-economica della vita naturale e sociale nella nostra epoca.(1) Un elemento sostanziale della trasformazione strategica del cambiamento che conduce verso la direzione della futura civiltà creativa della conoscenza, consiste nelle acquisizione scientifica del ruolo dei “biofotoni nella evoluzione della vita”. Quanto sopra implica l’impegno di Egocreanet (ONG c/o Incubatore della Universita di Firenze) per lo sviluppo e la disseminazione delle ricerche sui “biofotoni” i quali caratterizzano la esistenza di ogni essere vivente a distinzione del mondo materiale inorganico ed inanimato.

Al fine di mettere in evidenza il rapporto tra “biofotoni ed la Vita”, Egocreanet e collaboratori organizzano il convegno sul tema “BIOFOTONI ed ENERGIA per la VITA” presso la Accademia dei Georgofili in Firenze il 28. sett, 2017.

Lo sviluppo scientifico e culturale di questa tematica su BIOFOTONI E LA VITA, è indirizzata ad innestare un profondo cambiamento del sapere “meccanico- lineare” acquisito come modello semplificato e riduttivo, durante le epoca industriale, che oggi con ogni evidenza è ormai divenuto obsolescente ed in crisi. Lo scopo principale dell’evento ai Georgofili in Firenze, per il quale è stato ottenuto il Patrocinio della Regione Toscana e del Ministero delle Politiche Agricole, sara’ quello di creare una nuova consapevolezza capace di dare un importante contributo alla apertura nuovi scenari di ricerca e sviluppo sui biofotoni ecologicamente sostenibili e favorite contemporaneamente una nuova strategia culturale di educazione e formazione concettualmente innovativa sulla evoluzione della vita nel nostro Pianeta.(2)

Purtroppo la scienza contemporanea non e’ unitaria ma suddivisa in frammenti spesso incongruenti tra di loro: la fisica è suddivisa in modelli classici e quantistici, relativistici, gravitazionali, nano tecnologici ecc.. ognuno di essi limitato e spesso incoerente rispetto ad una visione unitaria della fisica. Inoltre molte sono le discipline e le iper- specializzazioni in biologia, genetica, epigenetica, e si annoverano diversi metodi di agricoltura, e ancora esiste una pluralita’ di approcci nutrizionali contrastanti ecc. ecc.., …. cosi che nell’insieme tale frammentazione la scienza di tradizione “meccanica-lineare”, normalmente non riesce minimamente a porre attenzione al tema transdisciplinare su BIOFOTONI e LA VITA, proprio in quanto la irradiazione misurabile di Biofotoni spontaneamente emessi da ogni essere vivente (batteri,funghi, piante, animali ed uomo) rappresenta un elemento fondante di un “Bio-vitalismo”, cioe’ di un nuovo paradigma non che comprende e valorizza la netta distinzione tra esseri viventi e materia inorganica ed inanimata.(3)

Decisamente importante nel dare inizio al nuovo paradigma è la elevata produzione di deboli emissioni di luce quantistica nel cervello. Sappiamo che il cervello e sede di un campo elettromagnetico che in particolare per tramite le “sinapsi bioelettriche” nelle dendriti (gap-junction) producono spark (scintile di luce quantizzata), causate dalla assimetrica distribuzione di ioni tra le due sezioni delle fessure sinaptiche. Tale emissione di “biofotoni”, permete la comunicazione interattiva tra varie aree del cervello,ed inoltre a livello degli emisferi cerebrali superiori stimola la produzione di endorfine necessarie alla attivita delle sinapsi biochimiche, mentre a livello cerebrale talamico e sub talamico stimola la produzione di neuro-ormoni che agiscono nel regolare le attivita corpo-mente.(4)

La emissione dei biofotoni come scintillazione bioelettrica è anche capace di attivare il nostro sistema percettivo, e pertanto pone un limite alla arbitraria separazione cartesiana tra “res-cogitans e res estensa” che ha permesso di concepire un modello meccanico dualistico, basandolo sulla separazione tra un “soggetto isolato, che vede e percepisce “oggettivamente” un modo esterno”, senza che il soggetto ne sia e partecipe ed evolutivamente complementare. Infatti il modo come lo vediamo, oggi sappiamo essere il risultato di una costruzione rappresentativa di una realta’ esterna che ancora non conosciamo nella sua essenza.I biofotoni come quanti di luce permettono infine al cervello di elaborare le informazioni epigenetiche agendo come un “quantum-computer” al fine di creare immagini suoni, colori ed altre sensazioni che di fatto sono quelle che percepiamo.(5)

La emissione di Biofotoni è una caratteristica funzionale del DNA proprio i quanto il DNA genera segnali di informazione genetica a distanza attuando una trasduzione quantistica delle sue proprieta’ piezoelettriche che vengono modificate durante la nella trascrizione DNA/RNA. Infatti acidi nucleici DNA e RNA (ed anche le metallo proteine) hanno proprietà elettrochimiche di natura piezoelettrica; pertanto il movimento che segue alla apertura ed allo svolgimento della doppia elica del DNA, nell’atto di formazione del RNA, trasforma ad ogni ciclo le proprietà di torsione piezoelettriche in segnali elettrochimici proprio in quanto la compressione e stiramento del DNA, produce fluttuazioni di polarizzazione della tensione bio-elettrica del DNA, che inducono la produzione di biofotoni, la quale fa seguito alla rottura e ricomposizione dl ponti ad Idrogeno che tengono assieme la doppia elica de DNA.

Di conseguenza Il DNA può comunicare a distanza segnali, che sono corrispondenti alla sezione di codificazione del DNA, quando essa viene copiata dal RNA. Tali segnali possono essere recepiti per risonanza-coerente ad es dal DNA-Mitocondriale (mt-DNA) o da altri operatori biologici capaci di recepire la codificazione/decodificazione dei segnali di luce quantica emessi dal accoppiamento DNA/RNA. Pertanto il DNA agisce non solo come memoria protetta della informazione genetica, trasferibile per contatto, ma anche come un sistema di comunicazione complementare a distanza di segnali di informazione della codificazione genetica. Questa informazione parallela “non locale” puo’ essere utilizzata
interattivamente ad es. dai ricettori del mt-DNA ovvero da enzimi ecc..) al fine di armonizzare il metabolismo e la duplicazione cellulare fino alla necessita di programmare la “apoptosi” della cellula.(6) In sintesi l a produzione di biofotoni rende la struttura piezoelettrica del DNA capace di comunicare a distanza mediante segnali quantici-coerenti recepibili da altri DNA ecc., pertanto la struttura del DNA diviene similare ad una antenna rice-trasmittente di dimensione nanometrica, capace di comunicare segnali a operatori biologicamente attivi che hanno in comune proprietà piezoelettriche ed elettrochimiche.(7)

Infine i Biofotoni emessi spontaneamente da ogni esser vivente, possono essere considerati una misura della “vitalita e del benessere” essendo protagonisti di una continua interazione fra il DNA (genoma) e il flusso informativo di natura epigenetica proveniente dall’ ambiente, il quale attiva/ disattiva la effettiva espressione del DNA.(8)

Inoltre la emissione di biofotoni è stata misurata come attivita’ complementare allo scambio di informazioni chimiche (quorum-sensing) tra vari microorganismi. Pertanto il network di popolazioni microbiche, produce una importante attivita biofotonica capace di trasferire la segnalazione epigenetica nell’ adattamento all’ ambiente dei sistemi biologici. Cosi la emissione spontanea di biofotoni del microbioma umano ed animale può essere considerata come un ‘sistema complesso di trasferimento della informazione epigenetica in grado di fornire armonizzazione a processi “fisiologici essenziali della vita” quali sono la regolazione del metabolismo, lo sviluppo e l’ invecchiamento attivo e la regolazione sistema immunitario.(9) In particolare la comprensione della azione dei Biofotoni nella ottimizzazione della influenza epigenetica sulla genetica delle piante, riveste oggi un particolare interesse anche al fine di comprendere la interazione tra piante e microorganismi e funghi (micorriza) che rende le radici delle piante un sistema intelligente capace di migliorare la produzione di cibo biologico di alta qualita’ nutrizionale.

Il Convegno organizzato da Egocreanet e collaboratori c/o la accademia dei Geoergofili in Firenze tra le altre tematiche su le nuove frontiere impresse dallo studio dei biofotoni sulla evoluzione della vita,e sulla genetica e la comunicazione quantistica, porra’ in particolare evidenza come i Biofotoni assumano importanza nello studio della simbiosi mutualistica tra piante, funghi e batteri micorizzali, nel contesto di ricerca del miglioramento della vitalita delle piante nel quadro delle moderne strategie di innovazione della produzione agricola tese ad elevato valore nutrizionale del cibo.(10)

Coloro interessati a partecipare e contribuire attivamente al convegno del 28/09/2017 potranno contattare Paolo Manzelli inviando una email a <egocreanet2016gmail.com> Fi-28/06/2017

Biblio online :
(1) Superamento del “meccanicismo “ biosferanoosfera.it

(2) Bioforoni e Vita: gsjournal.net

(3) Biofotoni e Cervello: edscuola.eu

(4) Nuovo biovitalismo: istitutobioenergia.it

(5) Quantum Brain & Art : dabpensiero.wordpress.com

(6) Biofotoni e DNA: neuroscienze.net

(7) DNA-ANTENNA: edscuola.it

(8) retedeldono.it

(9) Gut Brain Axis: caosmanagement.it

(10) Convegno 28/09/17; istitutobioenergia.it

Inventato metodo per innescare fotosintesi artificiale per pulire l’aria

Scritto da: Richard
Fonte: http://www.altrogiornale.org/inventato-metodo-innescare-fotosintesi-artificiale-pulire-laria/

L’inquinamento dell’aria, provocato in massima parte dalle attività umane, viene contrastato principalmente dalla fotosintesi clorofilliana, un processo portato avanti dalle piante che immette ossigeno nell’atmosfera privando poi quest’ultima di gas dannosi per l’uomo, in primis quelli serra.

Poter rendere artificiale un processo del genere risulterebbe ovviamente una manna dal cielo.

Fotosintesi artificiale

Un professore di chimica dell’Università della Florida Centrale sembra essere arrivato ad un punto di svolta per quanto riguarda questa sorta di “Santo Graal” dell’odierna ricerca nel comparto del contrasto all’inquinamento atmosferico.

Il professor Fernando Uribe-Romo e il suo team di studenti hanno creato un modo per innescare una reazione chimica in un materiale sintetico chiamato metal-organic frameworks (MOF).

Questi frammenti riescono a rompere letteralmente l’anidride carbonica trasformando quest’ultima in materiali organici innocui.

Questo processo, inoltre, invece di produrre sostanze utili per le piante produce combustibile solare e potrebbe dunque rivelarsi anche un metodo salvifico per la produzione di energia pulita e sostenibile. Secondo il professor Uribe-Romo si tratta davvero di una svolta in quanto ricreare materiali che assorbono un colore specifico della luce è molto difficile.

Negli anni passati numerosi ricercatori hanno provato con una varietà di materiali, ma quelli che possono assorbire la luce visibile tendono ad essere materiali rari e costosi come il platino, il rinenium e l’iridio che rendono il processo proibitivo. Uribe-Romo dichiara di aver utilizzato il titanio, un metallo comune non tossico, a cui ha aggiunto molecole organiche. Il processo ha funzionato e la reazione chimica ha trasformato il CO2 in due forme ridotte di carbonio (due tipi di combustibile solare) pulendo letteralmente l’aria,ecco il video:

Scienziati dell’Esercito USA pronti per ripetere l’esperimento di “Teletrasporto” di truppe militari!

Fonte: http://www.segnidalcielo.it/scienziati-dellesercito-usa-pronti-per-ripetere-lesperimento-di-teletrasporto-di-truppe-militari/

Era il mese di Aprile 2016, quando scienziati dell’esercito USA diffusero la notizia di un esperimento di teletrasporto testato con successo, trasferendo una squadra completamente attrezzata da un centro di ricerca e sviluppo del Massachusetts ad una zona di addestramento e formazione militare della NATO in Germania. La notizia era stata confermata attraverso il Natick Soldier Systems Center della US ARMY (notizia pubblicata ad Aprile 2016 dal NSSC).

Ora lo stesso team di ricercatori della US Army, è pronto ad effettuare altro esperimento di teletrasporto e lo farà tra un mese circa (Aprile 2017).

Il Teletrasporto sarebbe il processo di oggetti in movimento da un luogo all’altro con la trasformazione della materia in una qualche forma di energia e la sua successiva ricostituzione altrove, in base alla famosa formula di Einstein: E = m.c². E ‘importante notare che il teletrasporto come definito qui e nella fantascienza non ha alcuna relazione con il teletrasporto quantistico, un termine tecnico-scientifico utilizzato nella fisica quantistica per indicare il trasporto delle informazioni attraverso particelle quantiche di luce.

Risultati immagini per 'teleport' Soldiers Us Army

Molti conoscono l’idea di teletrasporto attraverso la serie di Star Trek, sulla base di racconti scritti da Gene Roddenberry, dove il capitano Kirk, Spock, McCoy e altri dell’equpaggio dell’astronave Enterprise, venivano trasferiti dalla loro nave alla superficie di un pianeta o ad altre navi con incredibile facilità. Il film La Mosca, tuttavia, aveva già esplorato questa idea relativa ad apparecchiature che consentono il  teletrasporto della materia, teoria che stava alla base di un racconto di George Langelaan del 1958.

Ritornando all’epidosio del teletrsporto del 2016, i nove volontari militari di ricerca umani, si trovavano presso l’Advanced Individual Training, stavano partecipando ad esperimenti nel Doriot Climatic Chambers della NSSC quando scomparvero e pochi istanti dopo si sono materializzati presso l’Area Formazione e addestramento (NATO-USA) di Grafenwoehr, ed erano completamente illesi. Le Doriot Climatic Chambers sono in grado di replicare qualsiasi clima o il tempo del mondo, ma non sono mai stati prima utilizzati in questo modo.

Risultati immagini per 'teleport' Soldiers Us Army

I funzionari Natick sono rimasti basiti e si sono esaltati dall’evento occorso, che promette un giorno di rivoluzionare il modo in cui le truppe americane e le attrezzature possono essere trasportati in tutto il mondo. Si potrebbe anche fare in ultima analisi,  una valutazione sul teletrasporto di truppe in alcune basi all’estero che sono obsolete, dove potrebbero essere sfruttate per i focolai di crisi in un batter d’occhio.

“Nessuno è più colpito di me da quello che è accaduto”, ha detto il Dr. Benjamin Storm, che gestisce le celle climatiche a Natick. «è stato un momento, mentre stavo parlando con i giovani soldati, da un tratto sono tutti svaniti nel nulla.”

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I soldati erano vestiti in tenuta da combattimento per l’esperimento rivoluzionario e monitorati da Storm e i suoi colleghi quando sono stati inviati da un continente all’altro. Ci sono alcune fotografie della manifestazione di teletrasporto che sono state registrate attraverso le telecamere e sono state rilasciate dall’esercito.

Dopo gli esami medici approfonditi effettuati in un ospedale militare, i soldati che hanno partecipato all’esperimento, sono ritornati negli Stati Uniti in servizio alla Natick. La Task Force prevede di ripetere gli esperimenti e registrare i primi risultati dal mese Aprile 2017 teletrasportando truppe dagli tati Uniti alla Germania. Ci siamo quasi, manca un mese.

Dalla struttura delle melagrane pile 10 volte più efficienti

Scritto da: Mariangela Martellotta
Fonte: https://www.architetturaecosostenibile.it/green-life/energie-rinnovabili/melagrane-pile-792/

Presso l’Università di Stanford degli ingegnosi studiosi, in collaborazione con il  National Accelerator Laboratory del DOE, hanno progettato un elettrodo che, simulando la struttura della melagrana, è capace di immagazzinare fino a dieci volte l’energia che le pile riescono normalmente ad accumulare.

Nasce dalla melagrana l’ispirazione per l’innovativa batteria più leggera, che rende dieci volte di più delle tradizionali batterie.

PRODURRE ENERGIA PULITA DALLA FRUTTA

Il professor Yi Cui, associato all’Università di Stanford e capo del team di ricerca, spiega così questa invenzione: “Abbiamo di fronte ancora un paio di sfide, ma questo design ci porta ad un passo dall’utilizzare anodi di silicio in piccole batterie, più leggere e più potenti di quelle attuali, per prodotti come telefoni cellulari, tablet e macchine elettriche. Gli esperimenti hanno mostrato il nostro anodo a melograno funziona ad una capacità del 97 per cento anche dopo 1000 cicli di carica e scarica, collocandosi così ben all’interno della gamma desiderata per operazione commerciale”.

Gli anodi in silicio possono arrivare a memorizzare una carica pari a quasi 10 volte quella della grafite presente nelle tradizionali batterie agli ioni di litio e per ricavare il silicio per il momento si sta valutando di estrarlo dal residuo dell’involucro dei chicchi di riso che sono composti per ben il 20% dalla sostanza organica costituita da diossido di silicio.

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Il silicio è fragile e dunque rischia di deformarsi o addirittura deteriorarsi durante la carica della batteria. Sono le parti di carbonio che tengono insieme le particelle di silicio e formano una struttura molto simile ai grappoli del melagrana (da questo l’idea del frutto) consentendo un facile passaggio per le correnti elettriche. I primi esperimenti hanno dimostrato che questo tipo di struttura ideata in laboratorio risulta la migliore dal punto di vista tecnico.

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Il risultato dei test dà ampi margini di guadagno sulle batterie alla melagrana ma è la loro realizzazione che ancora deve essere messa a punto per diventare poco onerosa. Occorrerà innanzi tutto semplificare  il processo e trovare una fonte meno costosa per il nano silicio e quindi le batterie che si ispirano al melograno potranno finalmente entrare in commercio.

Queste eco-batterie dopo oltre 1000 cicli di ricarica hanno una resa energetica ancora pari al 97% e la loro durata è stimata di tre anni: decisamente notevole se paragonata alle batterie al litio oggi in commercio con le più comuni tecnologie portatili.

Energia tachionica o energia punto zero: cos’è e come funziona

Sritto da: Dott. Walter Bottai
Fonte: http://www.naturopataonline.org/medicina-alternativa/bioenergia/15835-energia-tachionica-o-energia-punto-zero-cose-e-come-funziona.html

Energia tachionica

Energia tachionica o energia del Punto o campo zero

Indubbiamente negli ultimi cinquant’anni abbiamo assistito ad una rivoluzione tecnologica e dei materiali che è il frutto,  almeno in occidente, di 2000 anni di evoluzione del pensiero e delle conoscenze umane e forse anche di interferenze aliene.

Il padre del paradigma “ l’universo è solo energia”: Nikola Tesla

Ma è a cavallo tra la fine 800 e la metà del 900 che si sono poste le basi dell’evoluzione tecnologica. L’interpretazione newtoniana dell’universo macchina ha dominato e tutt’ora tutto sommato domina specie nel campo della medicina. Ma ritorniamo alla seconda metà dell’800 e precisamente al 1856, nasce Nikola Tesla in Croazia a Smiljan il 10 di luglio. Con lui nasce l’era moderna, Nikola Tesla il padre dell’era tecnologica misconosciuto dal mondo e dal modo accademico, di lui si evita di parlare, a scuola ci riempiono la testa di nomi quali Edison, Volta, Einstein, ma di Tesla se ne perdono le tracce. Tesla inventa l’energia elettrica alternata, il motore a induzione e una quantità di invenzioni e brevetti incredibile, ma soprattutto Tesla si accorge che lo spazio vuoto, il vecchio “etere” è in realtà pieno di energia, una quantità di energia che fa impallidire l’energia contenuta nella materia di tutto l’universo fisico. Tesla riusci a penetrare  il segreto dell’etere e nel 1931 in collaborazione con la Westinghouse electric ( supportata dalle sue invenzioni) e con la Pierce-Arrow ( nota casa automobilistica ) costruì la prima automobile elettrica a corrente alternata alimentata da un convertitore costruito da Tesla stesso che prelevava l’energia contenuta nell’etere tramite un’antenna, convertendola in energia elettrica.

Ovviamente non fu possibile produrre tale alimentatore, i cartelli del petrolio e dell’energia non lo avrebbero permesso, fu probabilmente solo uno sfizio che Tesla si tolse verso la fine della sua vita.

Etere, campo tachionico, energia del punto 0

Benchè il concetto antichissimo di etere fu ridicolizzato e negato anche da Einstein, va notato che l’etere, il cosiddetto vuoto spaziale, l’immensità che separa pianeti, stelle, galassie, non è un nulla, al contrario si potrebbe dire che l’universo fisico è un nulla se paragonato alla vastità del mezzo nel quale galleggia, l’infinito è molto di più di ciò che contiene.

Se si digita free energy su You tube appaiono una quantità di generatori di energia pulita, e se alcuni sono delle bufale moltissimi non lo sono. E’ oggi realmente possibile estrarre dall’etere energia a costo zero, ma ciò avverrà solo quando gli uomini avranno smesso di farsi la forca, credo si debba attendere ancora molto tempo.

Ma tornando al campo tachionico dobbiamo molto alle scoperte e ipotesi del fisico David Bohm, in parole estremamente povere e sintetizzando al massimo, secondo le acquisizioni della fisica e della meccanica quantistica,  il suo lavoro si riaggancia a quello  del fisico austriaco Erwin Schrödinger (1926 ) che,  in sintesi, metteva in evidenza che, due particelle per es due elettroni anche se molto distanti tra loro erano istantaneamente in comunicazione l’uno con l’altro come se la distanza non esistesse. Questa realtà è stata dimostrata più volte ed è come se l’apparente individualità sia in realtà illusoria perchè il “ vuoto ”,  “ vuoto ” non è, anzi è un campo che collega tutto misteriosamente istantaneamente.

Questo “vuoto” definito da David Bohm “ Potenziale Quantico ” o “ Campo di punto zero ” e da altri eminenti studiosi “ Campo Tachionico ”, è un Oceano di Energia come sosteneva appunto David Bohm. Certo è che Tesla se ne accorse  e fu sul punto di finire le sue ricerche per trasformare questa energia e diffonderla su tutto il pianeta senza fili, ma giustamente la controparte, rappresentata nel film “ il segreto di Nikola Tesla ” da Orson Welles, faceva osservare che il ruolo degli investitori sarebbe stato solo quello di vendere  antenne e poco di più, troppo poco per chi vuole avere il coltello dalla parte del manico.

Ma ritornando al nostro Daviv Bohm fisico e inevitabilmente filosofo, espresse in sintesi che nell’universo  esisterebbe un Ordine Implicito ( l’immanifesto dei Veda ) o il Vuoto Buddista che non si vede e che appare essere un nulla, e un Ordine Esplicito, il manifesto, la realtà fisico-fenomenica.

L’universo come un infinito ologramma

Tale  teoria dell’Ordine implicito è conosciuta come “modello olografico della realtà” in quanto si rifà alla realtà olografica. Un’immagine olografica ottenuta con una tecnica particolare permette di osservare un oggetto nella sua tridimensionalità, non solo, la proprietà di un’immagine olografica è che, se ne stacchiamo una parte, in quella parte si può vedere di nuovo l’immagine intera. Secondo Bohm l’”ordine implicito” rappresenta l’ologramma universale e l’ “ordine esplicito” è l’immagine che vediamo, ma a differenza di un’immagine olografica che è statica, l’universo è in continua mutazione, Bohm lo definì quindi Olomovimento contenente sia l’implicito che l’esplicito.

Ma nell‘ordine implicito esiste un qualcosa che trascende tempo e spazio in cui tutto esiste in una dimensione diversa. Ecco perché nell’infinitamente piccolo nel mondo subatomico si intravvedono alcune proprietà dell’ordine implicito, siamo al confine della realtà, una terra che non è totalmente esplicita né totalmente implicita. I citati esperimenti che prevedono una comunicazione istantanea tra particelle elementari, qualsiasi sia la distanza tra esse, venne interpretata da Bohm come la dimostrazione che ad un livello implicito tutto è collegato tutto è UNO in una terra senza tempo ne spazio dove il nostro esplicito presente, passato e futuro coesistono, dove tutto è contemporaneamente.

Universo energetico o Tachionico cosciente?

Nell’ordine implicito tutto esiste come progetto e come sostegno dell’ordine esplicito,

Ma se esiste un progetto esiste una mente e quindi possiamo definire questo campo 0 come un’istanza cosciente, una MENTE che contiene infinite piccole menti che si esprimono esplicitamente nella realtà fenomenica che ci sta davanti agli occhi.

Quindi tutto è coscienza a diversi livelli e secondo progetti diversi, tutto è espressione di una supermente che tutto contiene.

È forse per questo che la piccola mente umana, quando si fonde con la Coscienza universale, può fare i cosiddetti miracoli? Può vedere cose che normalmente non vede e intuire e apprendere direttamente senza l’ausilio della propria piccola mente? Può materializzare oggetti a suo piacimento? Può guarire, resuscitare e agire sulla materia? Forse ciò che ci pare reale è illusorio, del resto tutti i grandi Maestri spirituali sostengono che la realtà è solo un’illusione e che se perdiamo la convinzione di essere nel reale possiamo incominciare un cammino che ci porta al Reale immanifesto; del resto il Maestro Gesù diceva “ chi perde se stesso troverà se stesso, Io sono il cammino e la via “

Campo tachionico salute e malattia quale legame?

Vedremo in un successivo articolo se esiste la possibilità di usufruire di questa risorsa energetica da un punto di vista salutistico, per migliorare lo stato di salute ed energia individuali, vedremo se è possibile utilizzare l’Ordine implicito per migliorare la salute di noi esseri umani facenti parte dell’Ordine esplicito attraverso la tecnologia Tachionica.