Casta spaziale: un milione di euro per andare negli USA ad assistere al lancio “fantasma” di un satellite

Fonte: http://isegretidellacasta.blogspot.com/

Ora la Corte dei Conti vuole vederci chiaro e a Natale ha finalmente inviato le fiamme gialle a fare i controlli. La domanda è semplice e stupisce che nessuno se l’è posta prima: come fu che l’agenzia spaziale italiana organizzò un mega-tour in California con politici, militari e parenti per assistere al lancio di un satellite che non c’è mai stato!?
E, soprattutto, come riuscirono in pochi giorni a spendere oltre un milione di euro in viaggi ed alberghi per vip…!?
E chi erano quei politici con parenti in vacanza in USA a spese dei contribuenti? Qualche sospetto ovviamente c’è, a partire dalle relazioni dell’attuale capo dell’agenzia spaziale italiana, Enrico Saggese, amicissimo di Maurizio Gasparri e di Mariastella Gelmini, che per metterlo in quel ruolo silurò il precedente presidente, l’astrofisico Bignami.
Non senza polemiche, perchè Saggese viene dai piani alti di Finmeccanica ed è evidente il potenziale conflitto di interessi nell’amministrare una società pubblica committente della propria azienda di provenienza. Da cui portò pure un plotone di distaccati al modico costo di 550mila euro l’anno…
E tutto, come diceva la famosa sigla di Star Treck, “per esplorare mondi non ancora conosciuti”. Ma ne siamo sicuri!?

Lo sciopero generale in Belgio

Fonte: http://www.iljournal.it/2012/lo-sciopero-generale-in-belgio/303090

Per la prima volta dal 1993, in Belgio è stato organizzato uno sciopero generale. I principali sindacati del Paese sono in agitazione contro le misure di austerita’ adottate dal governo del premier socialista, Elio di Rupo.

Quando questa mattina i capi di stato e di governo si sono arrivati a Bruxelles per tentare di trovare un accordo politico sul Patto di bilancio e sulle misure da prendere per rilanciare la crescita, hanno trovato una città completamente bloccata. Scuole chiuse, fermi i mezzi pubblici, compresa la metropolitana, niente treni e edicole senza giornali. Da ieri sera sono bloccati i collegamenti ferroviari dell’alta velocità, non sono assicurate dunque neanche le tratte internazionali. Situazione meno critica negli aeroporti dove si registrano comunque diversi ritardi alcune cancellazioni. Per assicurare l’arrivo a Bruxelles dei capi di Stato e di governo dell’Ue, e’ stato attivato l’aeroporto militare di Beauvechain, situato a 40 km da Bruxelles.

Il piano di austerità
Il Belgio da tempo soffriva una situazione di conti pubblici non proprio in ordine ma per quasi un anno e mezzo, 540 giorni, è rimasto senza un Governo per la situazione di stallo che si è creata con le elezioni di giugno 2010. Un accordo è stato trovato soltanto il 6 dicembre scorso e il socialista, Elio di Rupo è riuscito a formare un nuovo esecutivo. Tra i primi provvedimenti di Rupo ha dovuto promuovere norme per riportare il deficit al di sotto del 3%. Una manovra da 11 miliardi di euro per il 2012 che prevede anche l’innalzamento dell’età pensionabile.

Da qui la protesta dei sindacati che hanno deciso di bloccare tutto per 24 ore “Abbiamo paura perché non sarà l’ultimo piano di austerità – spiega Said Ben Ali, leader del sindacato socialista Fgtb nella fabbrica Audi – Sappiamo di altri piani in arrivo. È per questo che siamo qui. Stanno puntando alle pensioni, ai benefici per il pensionamento anticipato, ai sussidi di disoccupazione e agli straordinari”.

I Servizi Segreti di Venezia

Scritto da: Paolo Preto
Fonte: http://www.sisde.it/sito/Rivista1.nsf/servnavig/17

L’autore, ordinario di storia moderna all’Università di Padova, ha voluto avvicinarsi al mondo dello spionaggio con gli strumenti che gli sono propri, costruendo il suo libro su un’impalcatura storica accuratamente documentata e seguendo una metodologia rigorosamente scientifica. Dopo aver ricordato nella premessa che nel passato c’è stato da parte degli storici un certo disinteresse nei confronti dello spionaggio, l’autore precisa che, sulla storia di esso, sono pesati pregiudizi storiografici quali “la carenza di documenti e la convinzione della sua scarsa influenza sulle grandi vicende politico-militari del passato”.
Pur tuttavia, il lavoro scrupolosamente svolto sulle fonti archivistiche ha radicato nell’autore la convinzione che “i documenti pertinenti allo spionaggio sono ancora in quantità e qualità più che sufficienti per una buona ricostruzione della storia dei servizi segreti”.
Il volume si presenta diviso in tre parti: nella prima di esse l’autore delinea una storia dello spionaggio, affrontando il problema da un punto di vista storico con l’esaminare minuziosamente i più antichi casi di attività spionistica fino al Medioevo e infine ricercando e illustrando i motivi che determinarono la nascita dei servizi segreti nelle città italiane e nelle grandi monarchie europee.
Nella seconda parte, alla quale l’Autore dedica lo spazio più ampio della sua ricerca, egli ripercorre la storia dei servizi segreti di Venezia, mentre nella terza l’indagine sullo spionaggio veneziano si sposta nel Settecento.
Inizialmente, un capitolo è interamente dedicato ai termini con cui nel corso di quattro secoli i veneziani hanno definito gli agenti segreti, e cioè spia, esploratore, confidente e alle espressioni che, pur possedendo una connotazione negativa, sono state usate meno frequentemente: referendario, confidente, emissario, delatore. Viene ricordato, tra l’altro, che il termine agente segreto entra per la prima volta nel linguaggio spionistico veneziano nel 1771, ad opera di Giacomo Casanova, per poi essere usato nuovamente, nel 1799, dal diarista Francesco Calbo.
L’attività spionistica veneziana, già assai intensa nel tormentato contesto politico medioevale, si sviluppò nei secoli successivi in un clima storico-sociale sempre molto acceso e il culto del segreto “permea l’ideologia politica del patriziato veneziano; la segretezza come fondamento del governo dello Stato, e quindi bene supremo da tutelare ad ogni costo, ispira una serie di norme prima ancora che nel 1539 nasca un’apposita magistratura per tutelarla e punire la violazione”. L’istituzione del Consiglio dei Dieci contro i traditori e i “propalatori” di segreti, con la segretezza del rito inquisitorio e spesso anche delle denunce e delle esecuzioni, chiarisce del resto l’osservanza rigida, “quasi ossessiva” del segreto da parte dei politici veneziani. Vengono ricordati dettagliatamente i numerosissimi casi di spionaggio, con le denunce, gli arresti, le torture, i processi, le condanne, talora le assoluzioni.
L’autore di questa ricerca, ricchissima di indicazioni, di nomi, di fatti e di particolari, ricorda, in questo mondo veneziano “dove spesso passioni politiche e venalità generano una torbida atmosfera di sospetto e delazione”, alcuni tradimenti, illustrati in maniera particolareggiata: quello di Girolamo Lippomano protagonista di una cupa tragedia politica di fine Cinquecento, di Angelo Badoer e di Girolamo Grimani.
Preto fornisce una serie di notizie minuziose sullo spionaggio straniero a Venezia, desunte dai documenti del controspionaggio e in particolare su quello turco, su quello degli Oscocchi, sull’inglese, sullo spionaggio della Chiesa nella Repubblica di Venezia e su quello degli altri Stati italiani. Ancora più particolareggiata l’analisi storica dello spionaggio spagnolo a Venezia.
In un altro capitolo del libro, l’autore, nel ricordare quanto ai servizi segreti sia necessaria la “fattiva collaborazione” dell’apparato dello Stato e dei cittadini, rievoca un originale metodo di comunicazione tra governo e sudditi: il raccordo, “memoriale sottoscritto personalmente o da terza persona per conto dell’interessato che un privato cittadino presenta al Consiglio dei Dieci (nel caso di privilegi industriali anche al Senato) su una materia di rilevante importanza per lo Stato” e richiama l’attenzione, inoltre, su una figura nota, seppur poco studiata, nella storia di Venezia: quella del capitan grande o Missier grande, “cioè il capo degli sbirri alle dirette dipendenze del Consiglio dei Dieci”, una sorta di coordinatore dell’attività dei confidenti o degli informatori che talvolta si esplicava in particolar modo nell’ambito dell’ordine pubblico e della delinquenza comune. Non viene neppure considerata trascurabile l’attività spionistica all’estero dei diplomatici veneziani, pronti a procurarsi notizie riservate e autori di operazioni spionistiche, sempre attentamente e doviziosamente documentate, che spesso si svolgevano alle dirette dipendenze del Consiglio dei Dieci.
Molto interessanti le pagine dedicate all’origine e all’evoluzione della crittografia moderna: Preto, infatti, ne ripercorre la storia, ricordando come “già nel mondo classico greco-romano l’uomo ha sentito l’esigenza di occultare i suoi messaggi per fini politici, economici e militari”. Dopo aver ricordato i vari sistemi di cifratura numerici e letterari e quelli in gergo, l’autore esamina le prime testimonianze di scrittura cifrata a Venezia e le invenzioni successive di altri codici segreti più o meno elaborati, confermando “l’abilità dei Veneziani nel comporre lettere cifrate di difficile penetrazione e nel decifrare i messaggi dei nemici” e ricordando “le colonne portanti” della crittografia veneziana.
In altro luogo, l’autore si sofferma sull’intercettazione delle lettere, praticata da Venezia nel corso di tutta l’età moderna; sullo spionaggio militare, i sabotaggi e la guerra chimica e batteriologica, sull’assassinio di Stato, con la puntuale descrizione delle modalità dell’azione; sull’uso, ampiamente documentato, dei veleni per risolvere i problemi politici.
Lo storico sofferma, inoltre, la sua attenzione su tre grandi operazioni segrete che ebbero come protagonisti Pietro Gallo, Marco Pace ed Andrea Barone; sullo spionaggio economico, commerciale ed industriale; su una poco conosciuta guerra contro i vetrai di Murano; sulle spie anticontrabbando; sullo spionaggio intellettuale che rappresentò uno degli strumenti attraverso i quali il Governo veneziano cercò “di assicurarsi il consenso dell’opinione pubblica e di garantire, all’interno e all’estero, l’immagine di uno stato “pacifico”, ben regolato, fondato sull’equità e la giustizia”.
Preto, dopo aver rivolto la sua indagine anche alle spie di sanità e di acque, nate dalla necessità, le prime, di raccogliere notizie in caso di gravi epidemie, le seconde “per acquisire informazioni su progetti dei confinanti, corrompere funzionari, sabotare opere idrauliche dannose ai suoi interessi”, esamina il mondo delle spie, considerando sotto un profilo rigorosamente storico il loro mondo variegato e non esprimendo pertanto giudizi morali su questa “ambigua” professione.
Vengono piuttosto ricordati numerosi personaggi che esercitarono la professione di confidente; uomini a volte colti, provenienti da molteplici esperienze civili e politiche, altre volte individui spinti essenzialmente da necessità economiche. Le categorie segnalate e ricordate da Preto sono quelle delle “spie onorate”, degli “uomini di lettere”, dei “mercanti”, dei “frati, preti, vescovi e cardinali”, dei “banditi”, delle “genti rotte e una varia umanità”, delle “donne” e degli “ebrei”.
Michelangelo Bozzini, Giovanni Cattaneo e Giacomo Casanova sono tre figure illustri di spie collocabili nel Settecento. Di essi Preto traccia il profilo umano e “professionale”, con la consueta abbondanza di particolari e di annotazioni.
Conclusivamente, l’opera si presenta come un’attenta e qualificata ricerca della storia dell’attività spionistica a Venezia, con particolare riguardo ai secoli XVI e XVIII. Il lavoro, supportato da un’indagine erudita e rigorosa e da un’ampia ricerca documentaria e testuale, costituisce un’opera pregevole, affrontata con un rigore scientifico che testimonia ampiamente l’appartenenza dell’autore al mondo accademico.
Il panorama offertoci è copioso e affascinante, ricco di notizie sorprendenti, a volte curiose, comunque sempre interessanti. Il volume si rivela, in definitiva, uno strumento dotto, utilissimo per cercare se non di comprendere, almeno di conoscere l’attività spionistica sin dalle origini.

Sulla cosiddetta Sindrome di Morgellons

Fonte:http://www.thecehf.org/
Tradotto da: http://freeskies.over-blog.com/

Fonte foto: http://www.express-news.it

Premessa:

La malattia denominata Morgellons prende il suo nome da una sindrome che colpì alcuni bambini in Francia nel 1600 con sintomi peculiari quali la crescita di anomali filamenti, al tempo definiti come ‘capelli neri’, dalla loro cute.

Ufficialmente la comunità scientifica è in fase di studio su questa sintomatologia senza aver ancora raggiunto una definizione univoca al riguardo. La sindrome di Morgellons viene quindi spesso trattata come un disturbo legato alla sfera psicologica od a fenomeni di parassitosi da vettori non meglio identificati; la ricerca è comunque in corso. I sintomi più frequenti di questa malattia invalidante sono stanchezza, eritemi e dolorose lacerazioni dell’epidermide, annebbiamento cerebrale e forti pruriti generalizzati. Al momento non si sa se sia contagiosa o meno: esistono infatti casi di famiglie intere affette da questa sindrome come casi in cui un singolo componente malato di una famiglia non ha trasmesso l’affezione ai suoi cari.

Le lesioni nella cute non appaiono generalmente purulente, probabile segno che non ci troviamo di fronte ad un fenomeno infettivo.

Alcuni laboratori privati o gruppi di studio indipendenti hanno affrontato il caso da anni e ne hanno riscontrato alcuni aspetti singolari. Per prima cosa dalle eruzioni cutanee degli affetti dalla sindrome emergono filamenti colorati e microscopici corpuscoli che, analizzati scientificamente, hanno rivelato la loro composizione artificiale, la loro resistenza a condizioni ambientali limite (elevate temperature) e la loro differenziazione in un’alta varietà di forme e colori. Ciò che colpisce il profano nel guardare le fotografie al microscopio di tanto materiale è l’incredibile nettezza dei colori delle fibre: rosse, nere, blu, trasparenti, indaco, verdi, etc. … . Altro aspetto importante da sottolineare è la presenza di piastrine di forma generalmente esagonale che presentano riflessi iridescenti e la consistenza del metallo o del quarzo. Come abbiano fatto queste fibre a formarsi ed a fuoriuscire dalla cute rimane ad oggi un mistero insoluto.

In alcuni casi, l’utilizzo di apparecchiature capaci di ottenere immagini con forti ingrandimenti ha rinvenuto sulle piastrine, alcune incisioni che sembrano coppie di numeri e lettere che pare rimandino a grossi centri di ricerca biomedica pubblici e privati ed a singoli ricercatori, scienziati o tecnici del settore. Questo aspetto, se confermato, proverebbe l’origine artificiale e ‘voluta’ della sindrome. Alcuni malati fanno risalire il loro ‘contagio’ all’avvicinamento ai cosiddetti fili di ragnatela presenti sul terreno a seguito di pesanti irrorazioni chimiche aeree (scie chimiche) e, in ogni caso, l’origine di tanto materiale è assolutamente ignota.

Alcune riflessioni:

Ci troviamo di fronte ad un rompicapo medico ed ambientale che assomiglia in modo preoccupante nei suoi aspetti esteriori a tutti gli scandali recenti che coinvolgono l’umanità. Come non intravvedere infatti le potenti armi della disinformazione all’opera? E dove c’è disinformazione, stiamone certi,  c’è sempre un problema imprevisto da nascondere. Allo stato dei fatti i malati sono decine di migliaia e non sono certo visionari. La medicina ufficiale non si pronuncia perché priva (o sarebbe meglio dire ‘privata’?) dei mezzi di indagine necessari per fare una ricerca estesa ed approfondita. Come non collegare tutto ciò all’incredibile vicenda che ha visto il Prof. Montanari (esperto mondiale di nanopatologie – patologie derivate da nanoparticelle) privato del suo potentissimo microscopio frutto di una colletta popolare?

Come fa un medico a diagnosticare un male se non ha i mezzi per conoscerlo? Come fa uno scienziato a fare ricerca se generalmente i medici tendono solo ad applicare protocolli di cura ufficiali, totalmente inutili se messi di fronte ad una patologia nuova e misteriosa? In realtà di misterioso questa patologia ha solo la finalità. Sappiamo che le fibre sono di origine artificiale e che vengono prodotte negli oscuri meandri dei grossi centri di ricerca nel campo biotech. Immaginiamo pure come possano essere distribuite in tutto il mondo: tramite le scie chimiche. Possiamo poi riscontrare la loro vitalità nel combinarsi in specifici filamenti coerenti, come a seguire un ordine preimpostato dai loro artefici.

Ci troviamo probabilmente di fronte a nano macchine, capaci di insinuarsi nei tessuti umani ed assemblarsi per mezzo di sofisticatissime procedure chimico-meccaniche. Le fibre e le piastrine sono eccezionalmente resistenti alla rottura ed alle alte temperature. La domanda principale da farsi è la seguente: ci troviamo di fronte a sensori ambientali sfuggiti al controllo che hanno interagito con l’uomo in modo inatteso oppure di fronte ad una intenzionale forma di intrusione nei nostri corpi di incredibili proporzioni? O meglio: è l’uomo il bersaglio di tanto lavorio?

Sembra che a far affiorare i sintomi sia una caratteristica peculiare del dna, comune ai malati. In questo caso solo alcuni esseri umani svilupperebbero questa ‘infestazione’ come una infermità. Ciò significherebbe che queste nano macchine sarebbero state progettate apposta per infiltrarsi nei nostri corpi in modo silente ed invisibile e che solo alcuni umani avrebbero sviluppato una reazione di rigetto come forma di difesa. Nel Morgellons assistiamo al paradosso che il malato è in realtà il soggetto da considerare sano? Se così fosse, la malattia presenterebbe aspetti formidabili e sottovalutati. Resta il fatto delle condizioni di vita difficilissime in cui versa il soggetto afflitto da questa sindrome dalla quale nessuno di noi dovrebbe sentirsi escluso, se non altro per pura solidarietà.

Ci troviamo di fronte ad una pratica di selezione genetica e controllo sistematico della popolazione? Se così fosse non sarebbe altro che l’ennesimo tentativo di irretirci e di servirsi di noi come una massa di automi senzienti, dementi ed irreggimentati; operazione che, con altri mezzi, è già purtroppo a buon punto. Oppure ci troviamo di fronte solo ad una forma di inquinamento indiretto ambientale e demenziale? Come al solito, dalle forme di inquinamento intenzionale che subiamo, possiamo trarre una qual consapevolezza del destino del mondo e della nostra specie. Ciò di cui prendiamo atto desta ovviamente molta preoccupazione. La conoscenza però resta la nostra unica arma di fronte agli attacchi multilivello che subiamo. Conoscere il nemico è infatti la prima e più importante forma di difesa in questo conflitto apparentemente impari che stiamo combattendo.

Libia: La Resistenza verde torna a Beni Walid

Fonte: http://selvasorg.blogspot.com/2012/01/libia-la-resistenza-verde-torna-beni.html#links

Foto : Mustafa Abdel Jalil minacciato dai suoi accoliti

Forze militari con la bandiera verde della Yamairia hanno sferrato un attacco alla base militare “Brigata 28 di maggio” situata nella parte centrale della cittá di Beni Walid. Citta’ che fu una delle ultime a cedere ai martellanti bombardamenti della NATO. La agenzia francese AFP non puó occultare
i fatti e fa riferimento a forti scontri militari, in cui 4 fondamentalisti sarebbero morti. La base é attualmente sotto assedio, e sono stati soccorsi 30 feriti. L’ordine della NATO e dei petro-emiri feudali non regna sulla Libia.
Dopo i forti incidenti nella roccaforte NATO di Bengasi, che hanno portato alle dimisssioni di alcuni “ministri” autoeletti, sta monta una rabbia sorda tra il popolo libico. L’impatto delle distruzioni, un’economia fiorente -fino ad un anno fa- totalmente distrutta, mancanza di acqua ed elettricita’, e nessuna delle grandi promesse mantenute. Non ci sono state ancora le strobettate elezioni, di nessun tipo: legali e nemmeno semilegali. La bozza di legge elettorale e’ discriminatoria e prevede che “a chiunque abbia avuto legami con Gheddafi o con l’anteriore governo sara’ proibito candidarsi alle elezioni”. Per controllare la fascia costiera dei giacimenti e degli imbarchi petroliferi -vero obiettivo dei mandanti dell’aggressione neocoloniale- sembra che alla NATO siano necessari nuovi investimenti e sbarchi di mercenari degli emirati.

30 anni dalla morte di una bimba. Ricordo di Marzia Savio.

Fonte: http://www.massimilianofrassi.it/blog/

Accadde all’incirca 30 anni fa, in provincia di Brescia.
Una bimba di 11 anni uscì di casa con la sua biciclettina. E quando la ritrovarono, furono passati 4 mesi ed il suo corpicino straziato sparpagliato dentro ad una decina di sacchi della spazzatura pieni di acido muriatico…….
Si chiamava Marzia Savio. Oggi avrebbe la mai età e chissà cosa sarebbe diventata. Sicuramente una madre bella e  generosa, come tutte le madri (quasi tutte se pensiamo alle eccezioni spesso qua denunciate.).
L’assassino di Marzia un salumiere, Alfio Torrazzina. Disse che l’aveva fatto per soldi, perché voleva un riscatto che gli permettesse di pagare i debiti. Fu arrestato, condannato all’ergastolo, ma siccome la legge non sempre è uguale per tutti e soprattutto per i pedofili e gli assassini di bambini la parola ergastolo ha significati propri, da parecchi mesi ha scontato la sua pena ed è libero, si dice in un bel paesino con vista mare.
L’ergastolo invece continua ad essere applicato per i familiari di Marzia, e per tutti quelli che l’hanno conosciuta, il cui dolore ancora vivo ha il sapore quello sì di una condanna a vita.

Questa una breve intervista al papà di Marzia, a cui va il nostro abbraccio più sincero:
http://www.teletutto.it/videonews/30_anni_dalla_morte_di_marzia_savio/11678.html?uidy_58=TTappl.videonews.dettaglioVideoNews&record=4901

Antonio Pappalardo, il generale dei Carabinieri scrive contro Monti

Fonte: http://www.elzevirista.org/

Incredibile presa di posizione del Generale Antonio Pappalardo, in sostegno del popolo e contro quello che definisce “un regime di parassiti, corrotti e ladri

Cari Amici,

informate tutti gli appartenenti alle Forze Armate e di polizia che il 15 gennaio u.s. è nato a Latina il Movimento civico spontaneo “Dignità sociale”, che comprende agricoltori, autotrasportatori, commercianti, artigiani, pescatori, uomini delle forze armate e di polizia, cittadini di ogni condizione sociale, con un preciso compito: salvare la nostra Patria da questo regime di parassiti, corrotti e ladri.

Vi invio Statuto, lettere al Capo dello Stato e al Ministro della Difesa in cui ribadiamo che militari e poliziotti, anche in servizio, si possono iscrivere al movimento.
Lunedì 30 gennaio alle ore 6,00 partiamo da Latina, strada Pontina, incocrocio con Migliara 47, quadrivio San Donato-Sabaudia, con trattori, autotreni, e ogni genere di locomozione (auto, moto, bici, e carrozze trainate da cavalli) per essere ricevuti dal Presidente della Repubblica (lettera allegata) per chiedergli:

– di invitare la magistratura ad indagare e processare coloro che hanno causato nel tempo 2.000 miliardi di euro, affamando il popolo; e possibilmente arrestarli;(…)

– di formare una nuova legge elettorale per consentire ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti in modo diretto, libero e personale, come impone la Carta Costituzionale;

– di sciogliere questo Parlamento di falliti, indicendo nuove elezioni perchè Monti non può stravolgere il Paese senza la legittimazione popolare.

Se verrà eletto potrà fare tutto, anche toglierci le mutande, ma con il consenso del popolo sovrano.

Venite tutti a Roma, al Circo Massimo.

Per la prima volta nella storia d’Italia il Popolo, senza bandiere di Partiti e di Sindacati, si muove compatto per riappropriarsi della propria dignità.

Tutti a Roma!

W l’Italia

Antonio Pappalardo

Strani suoni dalla terra…

Nota redazione della patatina fritta: Stanno circolando in rete tutta una serie di video e interviste relative a strani suoni che si registrano in vari luoghi della terra da qualche mese a questa parte… Non tutti sono veri ma nemmeno tutti sono falsi…

Per dovere di cronaca riportiamo qui una considerazione di Tom Bosco direttore della rivista  Nexus che ho conosciuto personalmente qualche anno fa e che stimo per la sua schiettezza e coraggio di opinioni.

Fonte: http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Misteri-irrisolti/IL-FENOMENO-GLOBALE-DEI-SUONI-MISTERIOSI/

In questi giorni nella rete Internet sta destando molta attenzione un misterioso fenomeno che ha cominciato a verificarsi in maniera consistente nella seconda metà del 2011 in varie località del pianeta, sino a dilagare letteralmente in queste ultime settimane. Malgrado stiano circolando testimonianze e registrazioni palesemente false, detto fenomeno è assolutamente reale, e ne ho avuto personalmente la prova quando si è manifestato persino nell’area in cui risiedo.

Allo stato attuale, credo che le due ipotesi più plausibili siano:
Un’intensa e anomala attività solare, che interagisce con la cosiddetta “Cavità di Schumann” innescando delle risonanze che si manifestano sotto forma di rombi, colpi e suoni, spesso simili a quelli di corni o strumenti a fiato (non a caso qualcuno ha evocato le “trombe dell’apocalisse”).
Uno spregiudicato utilizzo di tecnologie elettromagnetiche, in primis HAARP, per scopi di natura psicologica in operazioni volte a instaurare una volta per tutte un Nuovo Ordine Mondiale (in altre parole, si tratta delle fasi preparatorie del tanto vociferato Progetto Blue Beam).
Ritengo che sarà possibile farsi un’idea più precisa quando si verificheranno e incroceranno fra loro i dati relativi all’intensa attività solare delle ultime settimane con le località e le date degli eventi segnalati, insieme alle registrazioni disponibili delle emissioni HAARP, fornite dai gruppi di attivisti che ne controllano in continuazione l’attività. Sono certo che un’analisi di questo genere potrà chiarire cosa sta realmente accadendo, o perlomeno quello che NON sta accadendo.

Sarà inoltre interessante osservare l’atteggiamento dei grandi media al riguardo; al momento non mi sembra vi abbiano dedicato la benché minima attenzione, ma se e quando ciò avverrà, il modo in cui lo faranno ci fornirà preziosi indizi su cosa stia accadendo veramente. Sino ad allora… rimanete sintonizzati!

 

I fondali del Mare del Nord un immenso cimitero di Mammuth

Scritto da: Sirius_Cily
Fonte: http://www.nibiru2012.it/archeologia/i-fondali-del-mare-del-nord-un-immenso-cimitero-di-mammuth.html

I fondali del mare del Nord sono in realta’ un immenso cimitero di mammut e altre creature preistoriche. E da anni i pescatori olandesi, insieme a sogliole e merluzzi, tirano a bordo zanne, denti, femori fossilizzati, nonche’ manufatti creati dai nostri progenitori.

Un vero e proprio tesoro. Che spesso e volentieri finisce nelle mani di collezionisti privati attraverso il mare magnum di internet. Un gruppo di paleontologi ex pescatori si e’ pero’ coalizzato per far conoscere e salvare questo immenso patrimonio.

Il fatto e’ che il braccio di mare che separa la Gran Bretagna dai Paesi Bassi e dalla Danimarca era terra emersa fino a non piu’ di 7.500 anni fa. E a giudicare dai ritrovamenti era una specie di paradiso terrestre per le specie tipiche dell’epoca glaciale. “Un Serengeti con addosso la coperta”, dice all’Independent Dick Mol, uno dei pescatori-paleontologi che ha messo in piedi il network salva cimitero perduto. Vero e proprio centro nevralgico dell’intera operazione e’ il capannone di Urk, dove Mol e gli altri accumulano i reperti recuperati dai pescatori olandesi.

Ho fatto il pescatore per 17 anni”, racconta Albert Hoekman, il responsabile del capannone di Urk, “e c’e’ stato un tempo in cui ributtavamo in mare tutti i reperti che trovavamo nelle reti. Non avevamo idea di che cosa fossero”. Oggi Albert fa la spola una volta alla settimana tra i pescatori che rientrano dalla battuta di pesca. E si assicura che i pezzi piu’ interessanti siano messi da parte perche’ vengano esaminati dagli esperti. Il resto prende la strada di internet o dei collezionisti privati. Il suo e’ un contributo non irrilevante visto che negli ultimi anni i fossili del mare del Nord si sono dimostrati fondamentali per l’avanzamento delle nostre conoscenze del mondo preistorico.

“Un femore recuperato l’anno passato ha provato che una gigantesca tigre dai denti a sciabola viveva in queste zone circa un milione di anni fa. Molto piu’ a nord di quanto si pensasse”, scrive l’Independent. Ancora. “I frammenti del cranio di un uomo di Neanderthal dimostrano che i nostri enigmatici cugini erano qui attivi circa 60mila anni fa e decine di manufatti suggeriscono che le misteriose popolazioni del Mesolitico avevano impiantato nel centro del mare del Nord molti villaggi”.

Il rinnovato interesse per questo mondo perduto ha prodotto anche un libro – che ha ribattezzato l’area con il nome di Doggerland. Europe’s Lost World, scritto da un team dell’universita’ di Birmingham, mostra infatti i confini di quest’area un tempo abitata e grande come il Regno Unito.

Il cimitero dei fossili pare pero’ minacciato da una direttiva del’Unione Europea disegnata per mettere fine alla distruzione dei fondali marini, piagati sempre di piu’ dalla pesca a strascico. Al posto delle reti, dunque, in futuro potrebbero essere impiegati degli impulsi radio per stanare le sogliole che si nascondono sul fondo. Senza le reti, pero’, addio ai fossili. Spero – dice Mol – che il governo olandese mantenga in attivita’ qualche vecchio peschereccio per scopi scientifici. Quanti fossili ci sono ancora laggiu’? Io dico milioni”.

IL MITO DELLE PROTEINE.

Fonte: http://www.howtobegreen.eu/greendaily.asp?nk=il_vate79&idgd=148&oy=884

E’ evidente che il luogo comune, ampiamente diffuso, che soltanto la carne contenga le proteine necessarie alla sopravvivenza dell’uomo è una menzogna derivata dall’ignoranza o dalla mala fede. Legumi come i fagioli, la soia, le lenticchie e i ceci contengono in proporzione addirittura più proteine di una bistecca. I vegetariani, spesso, superano il fabbisogno giornaliero di proteine, e di fatto non hanno alcun problema nutrizionale. Anzi godono di ottima salute, proprio perché non mangiano cadaveri di nessun genere e non costringono l’organismo a lavorare in maniera innaturale.
L’unica cosa che si richiede ai vegetariani è una minima conoscenza dei cibi che ingeriscono, e questo per evitare che siano carenti o eccedenti di proteine. Niente altro. Il problema, in realtà, è come al solito l’enorme interesse economico che ruota attorno alla produzione di carne. Il sistema, ormai consolidato, difficilmente potrà cadere. Se l’uomo non vuole sapere, non saprà mai.