Scoperte 8 navi nell’arcipelago greco di Fourni

Fonte:RPM Nautical Foundation 
Live Science 
Ministero greco della Cultura
Traduzione e fonte: https://ilfattostorico.com/2017/07/20/scoperte-8-navi-nellarcipelago-greco-di-fourni/

(Vasilis Mentogianis)

Una squadra di archeologi subacquei ha scoperto otto navi affondate nei pressi dell’arcipelago di Fourni, un gruppo di isole greche noto per conservare molti relitti di navi antiche.

Le nuove scoperte portano a 53 il numero totale di navi rinvenute a Fourni in un’area di 44 km quadrati. In tempi antichi, l’arcipelago era una tappa comune lungo le rotte commerciali del Mar Egeo dato che, in condizioni normali, i porti delle isole erano sicuri.

I ricercatori pensano che per migliaia di anni ci furono così tante navi ad attraversare la zona, che molte affondarono a causa delle tempeste.

(Vasilis Mentogianis)

Gli archeologi subacquei hanno iniziato a esplorare Fourni solo nel 2015, quando una squadra dell’Eforato Greco per le Antichità Subacquee e la RPM Nautical Foundation (un’organizzazione non-profit per la ricerca e l’educazione archeologica) avevano trovato 22 relitti. I sommozzatori sono poi tornati nel sito nel 2016 scoprendo altre 23 navi.

I relitti sono stati datati dal VI secolo a.C. (periodo arcaico greco) fino agli inizi del XX secolo. Non è rimasto molto delle navi di legno più antiche, ma il loro carico è ancora sparso su tutto il fondo marino. Le foto dell’ultima spedizione mostrano grandi collezioni di anfore – vasi di ceramica utilizzati per il trasporto di merci come vino, olio di oliva e pesce salato.

L’ultima indagine ha portato al ritrovamento di una nave con un carico di anfore della vicina isola di Chio; probabilmente affondò durante il periodo classico della Grecia (V – IV secolo a.C.). Un’altra nave romana proveniva invece dall’Iberia. È stata poi rinvenuta una serie di ancore risalenti tra il periodo arcaico e l’epoca bizantina. Erano fatte di pietra, piombo e ferro.

Vasi pontici (Vasilis Mentogianis)

(Vasilis Mentogianis)

Durante l’ultima spedizione a Fourni, durata dal 9 al 29 giugno, i ricercatori hanno mappato il fondale marino grazie a innovative tecnologie, quale l’ecoscandaglio multibeam, e documentato i relitti già trovati negli anni precedenti con fotomosaici di ortofoto e fotogrammetria 3D. Inoltre hanno prelevato una selezione di vasi e manufatti per la ricerca scientifica e la conservazione. La squadra ha già previsto una nuova spedizione per il 2018.

L’arcipelago di Fourni è composto da 13 piccole isole e isolotti tra le grandi isole egee di Samo e Icaria. Non ci sono mai stati grandi insediamenti a Fourni, ma si trovava lungo le rotte che collegavano il Mar Nero e il Mar Egeo a Cipro, il Levante e l’Egitto.

Anfora tardo romana (Vasilis Mentogianis)

(Vasilis Mentogianis)

(RPM Nautical Foundation)

Modello 3D di una nave romana (Vasilis Mentogianis)

(RPM Nautical Foundation)

La RV Hercules (Vasilis Mentogianis)

Il sottomarino a comando remoto (Vasilis Mentogianis)

(Vasilis Mentogianis)

 

Erasmo da Rotterdam

Fonte:http://biografieonline.it/biografia-erasmo-da-rotterdam

Erasmo da Rotterdam

L’umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam (nome latinizzato di Geert Geertsz) nasce a Rotterdam il 27 ottobre 1469. L’anno di nascita potrebbe anche essere il 1466, e la città natale è più probabilmente Gouda.

Firmerà i suoi scritti con lo pseudonimo di Desiderius Erasmus. La sua opera più nota è l'”Elogio della follia“.

La sua figura è spesso associata a Rotterdam, ma Erasmo vivrà in questa città soltanto la prima infanzia e nel corso della sua vita non vi tornerà più.

Figlio illegittimo di un prete, Roger Gerard, la madre Margherita è figlia di un medico. Erasmo rimane orfano nel 1483; i genitori gli permetterano di ricevere la migliore educazione possibile per l’epoca , frequentando le scuole monastiche di Deventer e s’Hertogenbosch. Viene ordinato prete nel 1492, anche se non sarà mai un attivo sacerdote. Il monachesimo sarebbe anzi stato uno temi principali della sua critica alla Chiesa. Nel 1495 si reca presso l’Università di Parigi per continuare gli studi. Chiede ed ottiene poi di essere dispensato dagli uffici sacri.

A partire dal 1499 viaggia in Francia, Inghilterra e Italia entrando in contatto con i più importanti centri culturali, tenendo lezioni, conferenze, e studiando gli antichi manoscritti. Il periodo trascorso in Inghilterra gli permette di conoscere e stringere amicizie con Enrico VIII, John Colet, Tommaso Moro, John Fisher, Thomas Linacre e William Grocyn. Insegna greco all’Università di Cambridge; anche se aveva la prospettiva di poter insegnare a lungo, Erasmo preferiva la vita dello studioso indipendente: con grande consapevolezza Erasmo eviterà ogni legame formale che avrebbe potuto limitare la sua libertà intellettuale e la sua libertà di espressione. In questo periodo Erasmo tiene corrispondenza con più di cinquecento persone di rilievo del mondo letterario e politico: la sua figura rapprsenterà il centro del movimento letterario della sua epoca.

La produzione letteraria inizia piuttosto tardi, soltanto quando finalmente arriva a ritenere di poter padroneggiare con sicurezza il latino. Erasmo da Rotterdam rimarrà per tutta la vita cattolico, tuttavia criticherà duramente gli eccessi della chiesa cattolica rifiutando persino il titolo di cardinale che gli verrà offerto. Nel suo trattato sulla preparazione alla morte chiarisce che la fede in Cristo e non i sacramenti e i rituali della Chiesa sarebbero l’unica garanzia per la vita eterna. Erasmo preparerà una nuova versione greca e latina del Nuovo Testamento.

Erasmo condivide molti punti della critica di Martin Lutero alla Chiesa cattolica. Lo stesso Lutero manifesterà ammirazione per la superiore cultura di Erasmo. Lutero avrebbe sperato in una collaborazione con Erasmo in un’opera che gli sembrava la continuazione della propria.

Erasmo perà declina l’invito a impegnarsi, adducendo come motivazione la propria volontà di non schierarsi per mantenere la propria posizione di guida di un movimento puramente intellettuale, scopo della propria vita. Erasmo riteneva che soltanto da una posizione neutrale si sarebbe potuto influenzare la riforma della religione. A Lutero tale scelta parve un mero rifiuto ad assumersi le proprie responsabilità.

Mentre il trionfo della riforma luterana conosce il suo apice iniziano anche disordini sociali che Erasmo già temeva: la guerra dei contadini, l’iconoclastia, il radicalismo che sfocierà nei movimenti anabattisti in Germania e Olanda. Erasmo si sentiva felice di esserne rimasto estraneo, tuttavia negli ambienti cattolici veniva accusato di essere il fomentatore di tali discordie. A dimostrazione della sua lontananza dalla riforma, quando Basilea, dove Erasmo risiede, nel 1529 adotta le dottrine riformate, si trasferisce nella vicina città Friburgo. Qui Erasmo continua la sua instancabile attività letteraria terminando l’opera più importante dei suoi ultimi anni l'”Ecclesiaste”, nel quale sostiene che la predicazione è l’unico dovere veramente importante della fede cattolica.

Erasmo da Rotterdam muore il 12 luglio 1536 a Basilea dove era tornato per controllare la pubblicazione dell'”Ecclesiaste”. Sebbene rimasto sempre cattolico viene sepolto nella cattedrale dedicata al culto luterano. Il 19 gennaio 1543 a Milano i suoi libri verranno bruciati insieme a quelli di Lutero.

Coscienza: come la mente altera la realtà

Fonte: http://www.naturalhealth365.com/consciousness-reality-2257.html
Traduzione Cristina Bassi per: www.thelivingspirits.net

“Il nostro mondo non è come appare. Piuttosto che un ambiente concreto ed oggettivo, è una “realtà virtuale” e una simulazione, piu’ simile ad un video game”.

(Natural News) Per il ricercatore della coscienza, Tom Campbell, il nostro mondo non è come appare. Piuttosto che un ambiente concreto ed oggettivo, Campbell sostiene che il mondo sia in verità una “realtà virtuale” e una simulazione, molto piu’ simile ad un video game.

Sentiamo spesso dire che le cose “non sono come appaiono”, giusto? Bene per molti fisici la risposta si è giusto fatta piu’ chiara.

Tutta la realtà si basa sulla coscienza

Campbell si batte per parlare delle molte domande senza risposta, attualmente presenti nella scienza e per esplorare il nostro scopo e collegamento ad una realtà piu’ grande, che chiamiamo “Il grande quadro”

Secondo Campbell, l’universo fisico è generato da una simulazione basata sulla probabilità, ovvero non basata sulla materia. Di fatto Campbell sostiene che ci sono multiple cornici di Realtà Virtuale, in cui noi esistiamo simultaneamente

E questo concetto, che Campbell chiama il cambio del paradigma, sta venendo accettato nell’area della fisica digitale e della fisica quantistica. Anche se il tutto risuona come un eco di antiche credenze articolate dai mistici, dai saggi e dagli shamani, Campbell dice che la sua teoria puo’ essere scientificamente verificata con degli esperimenti.

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Il nuovo paradigma di Campbell contempla esperienze paranormali, inclusa la precognizione, l’esperienza fuori dal corpo, i viaggi nel tempo e le esperienze pre-morte, che possono essere percepite come normali.

Dato che la nostra coscienza è già fuori dal corpo, non abbiamo bisogno di uscire dal corpo , ma di entrare nella nostra coscienza, fa notare Campbell.

Cooperazione, passione e amore sono necessari per la evoluzione

Gli esperimenti di meccanica quantistica suggeriscono che viviamo in una realtà computerizzata e la nostra coscienza è il computer. “Ad un certo punto” dice Campbell, “la coscienza diventa auto-consapevole.”

Ma, se la nostra comprensione resta frammentata causa le nostre credenze limitanti, anche la nostra realtà lo sarà.

Le persone vogliono che il mondo si basi sui fatti e che il materialismo sia la “giusta” teoria dell’esistenza, fa presente Campbell.

Ma – dice- questa visione può essere temporanea, ed il materialismo è una fase che la gente sta attraversando attualmente.

In realtà (senza fare giochi di parole) tutta la questione della nostra esistenza, dice Campbell, è amore. Il suo credo è che la realtà sia un sistema di allenamento, o un “allenatore”, e lo scopo del tutto è aiutarci a diventare grandi e trasformarci in amore.

“Siamo qui per diventare amore”

Chi è Thomas Campbell: un fisico, ricercatore della coscienza, autore e conferenziere internazionale, che ricerca sugli stati alterati di coscienza dal 1970, anno in cui creò esperimenti al Monroe Laboratories (di Bob Monroe) . E’ autore di :“My Big TOE,” una trilogia pensata per rivelare la sua teoria del tutto e per fare da ponte tra la metafisica e la fisica, con comprensione scientifica

 

Il mistero dell’Ufo che spaventò Mussolini e sparì in America

Scritto da: Gabriele Bertocchi
Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/mistero-dell-ufo-che-spavent-mussolini-e-spar-america-1376924.html

C’è una storia misteriosa di Ufo tenuta nascosta e sepolata dal regime fascista, guidato da Benito Mussolini.

È quella di un velivolo non identificato che si schiantò nei pressi del Lago Maggiore, in Italia.

Un avvenimento che, secondo Roberto Pinotti, fondatore e segretario del Centro ufologico nazionale, potrebbe ridefinire la storia del periodo pre-bellico e l’alleanza tra Mussolini e Hitler. L’Ufo – termine che al tempo dei fatti non era stato ancora coniato – si è schiantato al suolo il il 13 giugno 1933 al confine tra Piemonte e Lombardia, più precisamente a Vergiate, in provincia di Varese, non troppo distante dall’aeroporto di Malpensa. Tra i resti di quel velivolo, non solo rottami: vengono rinvenuti anche i corpi dei piloti.

La paura di Mussolini

L’unica traccia e testimonianza del primo caso ufologico in Italia è un dispaccio dell’agenzia Stefani, di carattere “riservatissimo”. La vicenda venne immediatemente secretata, anche se un ufficio, il Gabinetto RS/33, di cui faceva parte anche Guglielmo Marconi, continuò a occuparsi. Ora a provare a fare chiarezza è Roberto Pinotti, durante il convegno “Ufologia” ad Arona. Il professore ha spiegato che “i resti dell’Ufo, che nei disegni viene descritto come un velivolo cilindrico, con una strozzatura poco prima del fondo, con oblò sulla fiancata, da cui uscivano luci bianche e rosse, furono portati nei capannoni della Siai-Marchetti a Vergiate, dove rimasero per 12 anni. Così come i corpi dei piloti, conservati in formalina, a lungo studiati. Si sa che erano alti 1,80, avevano capelli e occhi chiari“.

Dalle fattezze dei corpi rinvenuti, Pinotti, come riportato su La Stampa, avanza la sua personalissima ipotesi, fondata sulla somiglianza tra i due alieni e i piloti tedeschi. “Il Duce credette, forse, che sarebbe stato opportuno allearsi con una potenza militare come quella della Germania nazista, capace di produrre un velivolo mai visto prima, piuttosto che averla come nemica“, afferma il segretario Centro ufologico nazionale.

I resti spediti negli States

Il mistero però negli anni è rimasto tale. Infatti, a guerra finita gli Alleati hanno preso in custodia quelle case e le hanno spedite in America. Ma il giallo non si risolve, anzi, come fa notare Pinotti si infittisce: “Stranamente le tre persone che erano a conoscenza del trasporto di quelle casse negli Usa sono morte, due in incidenti di mare, una suicida“.

Come è evidente ci sono ancora tante risposte mancanti. Ciò che è certo è che gli esperti sono concordi nel sostenere come la zona tra Lago Maggiore e Ticino è tra quelle con più segnalazioni di oggetti non identificati

 

I viaggi nel tempo non sono fantascienza

Fonte:http://siviaggia.it/notizie/viaggi-nel-tempo-in-italia-il-primo-prototipo/174013/

E’ tutto italiano il primo esperimento di viaggio nel tempo. Per ora scala piccolissima, apre delle possibilità

  Non più solo fantascienza: i cunicoli che permettono di viaggiare nello spazio e nel tempo, i cosiddetti wormhole, adesso possono essere costruiti in laboratorio: sebbene su una scala piccolissima, dimostrano per la prima volta che attraversare il tempo è possibile e, in attesa di futuri viaggi intergalattici, promettono di rendere più potenti gli attuali dispositivi basati sulle nanotecnologie.

Il prototipo, descritto online sul sito ArXiv e in via di pubblicazione sull’International Journal of Modern Physics D, darà luogo a un esperimento condotto in Italia, presso l’università di Napoli Federico II. “Abbiamo realizzato il prototipo“, ha detto il coordinatore del gruppo internazionale autore della ricerca, il fisico Salvatore Capozziello, dell’Università Federico II di Napoli, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e presidente delle Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (Sigrav).

I cunicoli dello spaziotempo erano stati previsti negli anni ’30 da Albert Einstein e Nathan Rosen, nella teoria nota come ‘ponte di Einstein-Rosen‘, e descrivevano gigantesche strutture cosmiche. “Il problema di partenza – ha osservato Capozziello – era spiegare l’esistenza di strutture che, come i buchi neri, assorbono tutta l’energia di un sistema senza restituirla: in pratica ci si trovava di fronte ad una violazione del principio di conservazione dell’energia”.

Una delle spiegazioni possibili, ha detto ancora il fisico, ipotizza che lo spaziotempo sia ‘bucato’: “è un’ipotesi molto affascinante e futuristica, che implica la possibilità di passare da una zona all’altra dello spaziotempo come di collegare fra loro universi paralleli”. Permettendo, appunto, di viaggiare nel tempo.

Il problema è verificare tutto questo con un esperimento. “La nostra idea – ha detto il fisico – è riuscire a simulare gli effetti gravitazionali a energie più basse e ci siamo chiesti se in questo modo sarebbe stato possibile riprodurre un wormhole in laboratorio“. Il prototipo è minuscolo. E’ stato ottenuto collegando due foglietti del materiale più sottile del mondo, il grafene, con legami molecolari e un nanotubo. La struttura ottenuta è neutra e stabile, nel senso che al suo interno non entra nulla e nulla fuoriesce, ma quando si introducono dei difetti vengono generate correnti in entrata e in uscita.

“Spostandoci su dimensioni cosmiche, potremmo considerare un osservatore che con la sua navetta si avvicina a un wormhole come un elemento capace di perturbare la struttura: in questo caso – ha osservato – sarebbe possibile passare da una parte all’altra del cunicolo spaziotemporale, così come trasmettere segnali da una parte all’altra”.

Se da un lato un cunicolo spaziotemporale ottenuto in laboratorio fa volare la fantasia, le possibili applicazioni sono molto concrete: “i foglietti di grafene permettono di controllare correnti in entrata e in uscita” e ora l’obiettivo è ottenere un prototipo riproducibile su scala industriale. “Produrre una struttura simile significa poter trasmettere segnali in modo estremamente preciso a livello di atomi”, ha osservato l’esperto. “Il progetto è in via di definizione con il gruppo di Francesco Tafuri, del dipartimento di Fisica della Federico II”. Si potrebbero ottenere, ad esempio, nanostrutture capaci di trasmettere segnali in modo istantaneo poiché la corrente elettrica passerebbe nel vuoto.

Cina: a Gibuti la prima base militare di Pechino all’estero

Fonte: http://www.asianews.it/notizie-it/Cina:-a-Gibuti-la-prima-base-militare-di-Pechino-all’estero-41275.html

Il ruolo principale della base è quello di sostenere le navi da guerra cinesi impiegate nella regione nelle operazioni anti pirateria. Anche Stati Uniti, Francia e Giappone hanno basi militari permanenti a Gibuti. L’ex colonia francese si trova in posizione strategica offrendo un accesso allo stretto di Bab el-Mandeb che collega il Mar Mediterraneo attraverso il Canale di Suez e il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano. Una delle corsie marittime commerciali più importanti del mondo in particolare per il petrolio.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina ha spedito delle truppe a Gibuti istituendo così la sua prima base militare all’estero. Ieri due navi da guerra cinesi hanno lasati di stanza. Oggi un editoriale sul quotidiano ufficiale Global Times sottolinea l’importanza strategica della nuova base militare di Gibuti nel Corno d’Africa. Lo stesso quotidiano afferma che il ruolo principale della base è quello di sostenere le navi da guerra cinesi impiegate nella regione nelle operazioni anti pirateria e umanitarie.

Le truppe cinesi hanno già marciato in parata nella giornata dell’indipendenza di Djibouti il ​​27 giugno scorso per celebrare l’anniversario per i 40 anni dalla fine della dominio francese nel Paese del Corno d’Africa .

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Geng Shuang ha descritto l’inaugurazione della base come parte degli sforzi in corso per aiutare la pace e la sicurezza nella regione africana. “Le forze navali cinesi sono presenti nelle acque al largo della Somalia, nel Golfo di Aden per condurre missioni di protezione e di scorta delle navi mercantili dal 2008”, ha dichiarato Geng. “La base militare aiuterà la Cina ad adempiere meglio agli obblighi internazionali nel condurre missioni di accompagnamento e assistenza umanitaria. Contribuirà anche a promuovere lo sviluppo economico e sociale a Gibuti”.

La Cina ha ampliato i suoi legami militari in tutta l’Africa negli ultimi anni. Secondo una relazione del Consiglio europeo sulle relazioni estere (Ecfr), la cooperazione con l’Africa sulla pace e la sicurezza è ora una “parte esplicita della politica estera di Pechino”. Più di 2.500 soldati e ufficiali di polizia cinesi sono già ora impiegati come caschi blu dell’Onu in tutto il continente africano, con le maggiori presenze nel Sud Sudan (1.051), Liberia (666) e Mali (402).

Anche Stati Uniti, Francia e Giappone hanno basi militari permanenti a Gibuti. L’ex colonia francese che ha una popolazione di meno di un milione di abitanti è in posizione strategica offrendo un accesso allo stretto di Bab el-Mandeb che collega il Mar Mediterraneo attraverso il Canale di Suez e il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano. Una delle corsie marittime più importanti del mondo per il petrolio.

La crescita non ha nulla a che fare con l’economia

Scritto da: Paolo Ermani
Fonte:http://www.ilcambiamento.it/articoli/la-crescita-non-ha-nulla-a-che-fare-con-l-economia

Ci bombardano e martellano costantemente che la crescita è cosa buona e giusta, ma noi non ci stanchiamo di ripetere che è impossibile una crescita illimitata in un pianeta dalle risorse finite. È un’ovvietà disarmante, come dire che la pioggia è bagnata. Che piaccia o meno, questi sono i fatti che non hanno niente di ideologico, sono la pura e semplice realtà.

Aurelio Peccei e il club di Roma lo dicono da ben 45 anni, da quando nel 1972 venne pubblicato il libro “I limiti della crescita” nella traduzione letterale del titolo originale in inglese. Quindi il dogma imperante a cui tutti ci dobbiamo prostrare è una stratosferica balla; infatti, una volta sfruttate tutte le risorse possibili e immaginabili cosa facciamo? Andiamo ad abitare su Marte? Le conseguenze della crescita sono che la terra e i mari sono già delle discariche. Visto che non si sta facendo molto per evitare questo epilogo, noi continuiamo e continueremo a dare l’allarme.

Quindi cosa c’entra la crescita con l’economia che significa gestione della casa ovvero della terra e conseguente salvaguardia della stessa, è un mistero molto più grande di quello di Fatima. Eppure è un fiorire di grandi economisti, di premi Nobel, professori universitari, politici, sindacalisti, persone serie in giacca e cravatta che continuano a ripetere questa assurda follia come se fosse assolutamente normale. Tutti che cercano il modo di crescere più velocemente cioè di accelerare ancora di più la corsa verso il precipizio e tutti convintissimi delle assurdità che dicono, con tanto di teorie, articoli, interventi, libri, tesi. C’è chi dice che il nodo al cappio va fatto in un modo, chi in un altro, chi dice che il patibolo dovrebbe essere più basso, chi più alto e continuano nella loro cecità senza tenere conto degli elementi base dell’economia che non sono quelli dei soldi da guadagnare ma di aria da respirare, acqua da bere, ambiente da preservare, tutti aspetti che la crescita sta compromettendo in maniera irreversibile. Seguendola non si arriverà nemmeno ai nipoti, perché è già un grosso problema di quale mondo si troveranno i nostri figli.

I cosiddetti esperti dicono che la crescita porta benessere e posti di lavoro. Quale benessere può essere quello che mina le basi della nostra stessa esistenza e ci porta all’estinzione? Dove sono i posti di lavoro visto che ci sono milioni di disoccupati? Addirittura quando aumentano i fatturati le imprese licenziano, figuriamoci se la crescita dà posti di lavoro.

Ma sempre più persone capiscono che le barzellette, per quanto raccontate da seri signori con linguaggio forbito, non reggono più, la devastazione è sotto gli occhi di tutti. Se vogliamo uscire da questa situazione dovranno esserci dei cambiamenti, ma non certo quelli che ci dice Renzi nei suoi vuoti slogan o quelli della pubblicità quando ti dicono che per essere te stesso devi cambiare automobile. I cambiamenti saranno radicali, profondi, senza giri di parole. Va costruita una società basata su presupposti e valori completamente diversi: non consumo ma salvaguardia, non crescita ma tutela, non concorrenza ma collaborazione, non individualismo ma comunità.

I partiti difficilmente faranno questi cambiamenti e la fiducia che i cittadini danno loro è ai minimi storici viste le percentuali ormai sempre crescenti di gente che non va più a votare; e se agli astenuti ci si aggiunge chi vota il Movimento 5 Stelle, risulta evidente che i sostenitori della politica come servizio per i comitati di affari sono ridotti davvero a poco, per quanto abbiano ancora in mano grandi poteri.

La crescita va bandita dal dizionario economico visto che riguarda solo lo sfruttamento indiscriminato di risorse e persone, di certo non ha nulla a che vedere con la gestione della casa e la sua salvaguardia.

Nella corretta gestione della casa rientra anche il fatto che i membri collaborino affinché la casa possa fare vivere tutti degnamente, la logica della crescita è invece l’opposto, dobbiamo competere, concorrere e schiacciare l’avversario per prevalere. L’ideologia della crescita si rifà infatti a concetti di concorrenza, competizione, sfruttamento. Come a dire che in casa un figlio o figlia deve schiacciare qualche altro figlio; quale genitore scellerato approverebbe una cosa del genere?

Altro aspetto che rende il concetto di crescita fuori da ogni logica e senso, sono i miliardi di persone che si rifanno a religioni secondo cui siamo tutti fratelli e sorelle e dobbiamo rispettarci e collaborare, salvo poi nel concreto seguire il dio denaro e ricorrere a leggi, ordinamenti e azioni che vanno in direzione opposta. Addirittura oltre alle religioni, ci sono pure ideologie che dicono che siamo tutti uguali e avremmo dovuto unirci insieme per costruire un bel sol dell’avvenire; però stranamente uno dei paesi che ha cercato di mettere in pratica queste belle parole, ed è il paese più popolato al mondo, ha costruito un immenso lager per i suoi schiavi lavoratori e in nome della crescita sta radendo al suolo ogni cosa che incontra sul suo cammino rendendo al confronto Attila un bambinetto dell’asilo.

Ma perché secondo l’ideologia della crescita devo sperare di prevalere su qualcun altro e quindi farlo fallire, gettarlo nella miseria, nella disperazione? Lo devo fare perché è diverso da me? Ha meno diritti di vivere dignitosamente da me? E’ inferiore?

Perché devo competere? Per fare felici gli azionisti? Per fare carriera e finire imbottito di psicofarmaci? Per indebitarmi e comprare tutto quello che mi dice la pubblicità?

Perché devo fare corsi con coach miliardari che inventano e utilizzano tutte le tecniche persuasive  e manipolatorie possibili con il solo unico obiettivo del successo, che poi significa fregare il prossimo? Ma il prossimo non siamo noi stessi?

Ma non sarebbe più sano, sensato e intelligente collaborare? Non si potrebbe lavorare affinché la gestione della casa sia tale e non renderla una landa di macerie?

E’ utopico? A me sembra molto più utopico pensare di sopravvivere continuando a devastare tutto seguendo il modello della crescita.

Luminari, santoni e guru economici vari, non siate così ignoranti e analfabeti alla vita da mettere la crescita in relazione all’economia, sono due aspetti incompatibili e quando non avrete più da mangiare, bere e l’intero pianeta sarà una discarica, forse ve ne accorgerete, forse.

Il nostro paese non deve crescere ma prosperare e solo senza l’ossessione della crescita si può veramente prosperare.

 

Giordano Bruno, tanto amato dall’esoterismo

Scritto da: C. Gily Reda
Fonte:http://www.clementinagily.it/wolf/2016/08/giordano-bruno-tanto-amato-dallesoterismo/

C’è un motivo chiaro dell’interesse per Giordano Bruno di chi ama il pensiero esoterico: il fatto che lui coltivasse lo stesso campo di interessi, l’ermetismo, bensì condividendolo con la filosofia di ascendenza aristotelica e platonica: dando tra l’altro sempre mostra di una memoria perfetta, tanto da essere accusato di plagio, quando citava le proprie conclusioni citando anche le fonti. Che erano Platone Averroè ed Aristotele, certo, ma poi anche i tomisti medievali e Lullo, i filosofi del Rinascimento e i testi ermetici. Molto vicino nel tempo a Ficino, Pico della Mirandola, Copernico… e spesso nei dialoghi cita tutti molto a proposito, nello specifico delle loro dottrine, interpretandone il senso nella sua propria originalità.  Nei tempi in cui non solo non c’erano i computer, ma scarseggiavano molto i libri ed erano costose anche le penne e carte, per non dire delle stampe e delle incisioni, la memoria non era solo una dote ma una capacità professionale indispensabile a tutte le professioni umanistiche, amministrative, giuridiche. Perciò Bruno come tanti metteva a punto macchine della memoria sempre più perfette: https://i0.wp.com/www.clementinagily.it/wolf/wp-content/uploads/2016/08/oscom.jpg

questa citata a sinistra, ben tondeggiante, è quella della sapienza, di Apollo, del Sole. Tutte queste ‘macchine’ giocano su simboli e analogie per guidare la memoria con le immagini: ecco la spiegazione per cui una filosofia razionale e profetica, adatta ai nostri giorni, suscita molto interesse negli esoterici.

Però: è una filosofia della luce. Convinta del potere della Ragione Umana e del dialogo aperto– che non è Divina ma sa argomentare.

Questo capirono i Giordanisti, questa setta basata su un’idea irenica della religione, di cui lo stesso Bruno parlò al tribunale dell’Inquisizione. L’indagò in tutte le sue ipotesi Frances Yates, la ricercatrice del Warburg Institute che approfondì l’importanza degli scritti ermetici di Bruno, cui ad esempio in Italia sino a quasi la metà del secolo scorso avevano fatto attenzione solo Felice Tocco e Antonio Corsano. Yates ne ricavò una complessa ricostruzione dell’arte della memoria elaborata dall’ermetismo, dedicando molti capitoli anche ad altri autori del Rinascimento.

Per illustrare la sua tesi sui Giordanisti, si chiedeva “Non può essere significativo che Giordano Bruno predicasse non solo ai luterani tedeschi ma anche ai cortigiani dell’Inghilterra elisabettiana?”:[1] tanta attività era accolta da coloro che, stanchi delle lotte di religione, creavano reti tese alla pace in Europa – e la tesi di Yates è che sette come i Rosacroce, i Giordanisti, i Massoni, organizzassero a proprio modo nel tempo una convinzione comune – tutte storie bensì ipotetiche per la loro natura segreta, ma tracciate da molte attestazioni. Ovviamente Bruno è diverso: l’anima ermetica e filosofica sono tutt’e due scritte, argomentate con simboli che, compresi e argomentati, si chiariscono: tutta la letteratura su di lui che ormai è internazionale e poderosa, lo dimostra. Questo non interessa chi guardi i libri di Bruno dal di fuori, ci vuole professionalità per seguire i motivi platonici aristotelici copernicani ed averroisti che s’intersecano nel suo pensiero originale: ciò che spiace al mondo superveloce.

Le due anime di Bruno si rispecchiano nella nova filosofia di Bruno, disse Schelling che seguì Jacobi nel ridare luce alla filosofia di Giordano Bruno all’inizio del 1800, dopo secoli di flusso carsico, segreto, che pure influì su tanti nel 6-700, dando qualcosa ad ognuno: un’altra storia ipotetica, vista la forza dell’Inquisizione e il rogo dei suoi libri. Ma molti libri furono conservati, portati in giro in Europa da un suo seguace, il Dicsonio del De la Causa Principio et Uno,[2] vale a dire quel Dickson, che con Toland (teorico inglese della religione naturale) diffondeva proprio il dialogo in cui Bruno parlava dell’istituzione di una nuova religione, Lo spaccio della bestia trionfante. I dialoghi sono la parte chiara del pensiero di Bruno, quella che Bruno definiva ‘la chiave’; parlava del mistero, dell’esoterico, solo nella parte che lui chiamava ‘le ombre’: quella trattata di più dagli esoterici contemporanei.

L’autodefinizione di Giordano Bruno sta in uno di quelli che lui chiamava ‘vessilli’, i simboli per la memoria, che in linguaggio nostro si può chiamare ‘slogan’ o ‘logo’: “A – GIORDANO con la chiave e le ombre”[3]. Per coloro che conoscono la filosofia e sono in grado di capire i simboli, essi sono un modo rapido per dire le cose, non sono la cosa in sé; sono il dito che indica la stella: conta la stella, non il dito. L’anima esoterica delle ombre, come in tutte le filosofie greche, si basa sul senso che si fa esplicito nella chiave, l’exoterica, la comunicazione misteriosa, che ognuno capisce a suo modo, assicurando il consenso senza entrare in polemiche con quel che non intende – perché qui occorre studio per non confondersi. Coloro che ignorano la filosofia e si fermano ai simboli, capiscono a lor modo la verità, riescono ad intendere solo se la loro mente è pura. È come quando Gesù parlava con parabole che poi spiegava ai discepoli, raccomandando loro di tenere per sé la spiegazione, di raccontare solo le storie e commentarle a seconda del senso comune del pubblico. Non si vuole un sapere per pochi, come spesso poi nelle associazioni variamente massoniche, è il segreto della comunicazione efficace, non ristretta a pochi sapienti, ininfluente sulla vita degli uomini. Il sapere esoterico, rigoroso, mantiene la comunicazione exoterica, comprensibile a tutti, in equilibrio.

Yates argomenta la sua tesi del legame di Bruno ai Rosacroce, intrecciati al lor nascere con i Massoni e chissà quanti altri credi in Europa. Se solo nel 1646 viene ufficialmente registrata in un documento l’iscrizione di Elias Ashmole alla loggia Massonica di Warrington, dando inizio alla vera e propria storia della Massoneria, il contenuto di un credo simile era già stati portato da Fludd e Vaughan in Inghilterra dalla Germania, dove Bruno scrisse molte opere. Mocenigo denunciò Bruno al Tribunale dell’Inquisizione perché, disse, voleva “farsi autore di nuova setta sotto nome di nuova filosofia” che voleva rinforzare i luterani tedeschi, non a caso aveva pubblicato a Francoforte i suoi noiosi libri in cui esponeva esotericamente le tesi dei dialoghi per gli amici – preparandosi a tentare nuove alleanze col potere – per cui tornò infine in Italia. Così non è incredibile che l’attività dei Rosacroce, che dà segno di sé intorno agli anni ‘10 del ‘600, fosse influenzata dai Giordanisti – già collegati nel nome ai simboli di rose bianche e rose rosse, di cui raccontò Shakespeare; che in Pene d’amore perdute mette in scena un personaggio di nome Bruno; il personaggio ha poche battute, ma coerenti con la sua filosofia e più ancora coi suoi dialoghi inglesi, capiti, ovviamente, a lor modo. E persino di Mozart, riferisce Yates, nel Flauto Magico si sentirebbe l’influsso dell’esoterismo ermetico, teso a rivalutare corpo e sentimenti.

Altrettanto frequente e forte fu la diffusione del culto egizio, evidente nella venerazione del sole, per cui ‘tutto il creato è uno specchio’ che riflette Iside ed Osiride. Vi si richiamava anche Campanella con la Città del Sole ed altri con Eliopoli. Athanasius Kircher professava una magia naturale simile a quella di Bruno, sviluppava la svolta religiosa tentata già da Pico della Mirandola, la sintesi delle tesi fondamentali delle grandi religioni antiche… Insomma, è tanto ampia la quantità di ipotesi e collegamenti tra elementi difficilmente confermabili per il carattere volutamente segreto delle sette, subito solidamente capeggiate da persone di potere, da far ritenere che nella nebbia si debba fare chiarore per affermare, ma ci sono troppi elementi per pensare siano tutte false piste. Si ricordi ad esempio la diffusione del simbolo egizio della piramide, dal Louvre al dollaro americano: certo Filangieri, Frankljn e Washington erano massoni.

Esiste però la possibilità di fare storia, se ci si basa su Giordano Bruno, in cui la parte esoterica è correttamente collegata alla parte exoterica, come nei filosofi greci dell’antichità. Bruno certo ambì al potere, ma non per motivi e modi personali: desiderava il potere di far cessare le guerre e di far vivere in pace gli uomini. Non optò per l’assassinio politico o la sommossa, frequentò le corti d’Europa, dove i potenti lo ascoltassero: e lo fecero dovunque. Ma il progetto di Bruno, la pace religiosa, la fine delle guerre, la comprensione dell’umanità riunita nella fede – era un ideale che ancora oggi sembra davvero difficile.

Proveremo perciò a seguire qualche percorso che faccia intendere i simboli che tanti amano senza sapienza filosofica, aumentando la confusione esteticamente. Ad esempio, il recupero di emozioni e corpo: facile confondere con qualche specie di satanismo, se si prescinde dal fatto che all’epoca la vita degli uomini e la concezione del sapere non era certo new age: oggi l’insistenza di Bruno andrebbe all’opposto, oggi Bruno direbbe che alle emozioni ed al corpo solo la ragione dà misura, l’argomentazione e lo studio guidano a non perdere l’equilibrio della mente. Allora la religione di Savonarola si opponeva al Magnifico Lorenzo, nei conventi si chiudevano i ribelli, il cattolicesimo imponeva il sacrificio come corretta interpretazione della Croce: il discorso opportuno, evidentemente, era diverso. Interpretare vuol dire capire un’espressione in relazione alla storia, che fa capire il tempo e il luogo in cui vien detta e va capita. Bruno diceva qualcosa del genere parlando dell’interpretazione letterale delle Scritture, a proposito di Copernico, nel dialogo La Cena delle Ceneri. Perciò la conoscenza si affida alla parola e alla ragione, quando non vuole restare incerta con i simboli. Che hanno però grande efficacia: proprio perciò, occorre usarli bene, come un’arma troppo potente.

GF GIORDANO BRUNO Gily Giordano Bruno, tanto amato dall’esoterismo

[1]   F. Yates, Giordano Bruno e la tradizione ermetica, Laterza, Roma Bari 1981, p. 447

[2] G. Bruno, Dialoghi Italiani, a cura di G.Gentile, 2 voll., Sansoni Firenze 1958 (Bari 1927.

[3] G. Bruno, Le ombre delle idee, Rizzoli 1997 p. 180. L’opera fu pubblicata con dedica ad Enrico II di Francia nel 1582, è la prima opera sulla memoria pubblicata e tramandata. Enrico II lo mandò in Inghilterra presso l’ambasciata francese – nel pieno della lotta tra Elisabetta I e la regina di Scozia, Maria Stuarda, ex regina consorte, moglie di Francesco II di Francia.

AMERICA E ITALIA: DISOCCUPAZIONE INVISIBILE!

Fonte: http://icebergfinanza.finanza.com/2017/07/10/america-e-italia-disoccupazione-invisibile/

La notizia del fine settimana è che in Italia abbiamo dovuto scomodare dotti, medici e sapienti per capire che c’è qualche milione di disoccupati invisibile…

Lavoro, in Italia 2 milioni di disoccupati “invisibili” alle statistiche

Lo studio della Fondazione di Vittorio, che ha preso in considerazione anche quanti tra gli inattivi si percepiscono in cerca di una occupazione. E conteggiando le forze di lavoro potenziali aggiuntive e i sottoccupati part-time il tasso schizza al 23,8%, dieci punti sopra la stima ufficiale

Ogni mattina in Italia, quando sorge il sole un fesso si sveglia, sà che dovrà correre più del furbo o verrà ucciso. Ogni mattina in Italia, quando sorge il sole un altro fesso si sveglia, sà che dovrà correre più del furbo o morirà di fame. Ogni mattina in Italia, non importa che tu sia un fesso o un altro fesso , l’importante per loro è che tu ti bevi tutte le panzane che l’Istat ti rifila.

Più o meno le stesse panzane che da circa otto anni rifilano regolarmente agli americani, la piena occupazione, la ripresa, lavoro per tutti.

Difficile prendere seriamente un Paese nel quale i suoi governanti fanno approvare dal parlamento il “bailin” e poi fanno di tutto per aggirarlo, che di nascosto firmano l’esclusiva Triton, eludendo Dublino, per avere tutti gli emigranti in Italia in cambio di un pò di flessibilità.

Ma lasciamo perdere occupiamoci di cose serie, davvero belli i dati di venerdì, un mese vanno giù e l’altro tornano su, prima revisioni negative e poi il mese dopo quelle positive, ovviamente si festeggia in ogni caso, prima perchè la Fed non aumenterà i tassi e poi perchè allora vuol dire che l’economia va bene.

Il miglior messaggio per il dato di venerdì è venuto dal dollaro e dai treasuries che non hanno preso sul serio i dati del BLS, solo gli psicopatici di Wall Street hanno continuato a festeggiare.

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Dunque 222.000 posti di lavoro e 47.000 posti di lavoro in più nelle revisione degli ultimi due mesi, eppure secondo il BLS oltre 221.000 lavoratori avrebbero dovuto lasciare il tempo pieno per un’occupazione a part-Time a causa del maltempo, l’avevano preparata ma li è andata male. L’aumento della partecipazione al lavoro ha fatto aumentare il tasso di disoccupazione.

Peccato che come sempre nonostante la crescita del lavoro che vi raccontano, i salari medi sono cresciuti solo del 1,5 % contro aspettative per il 3 %, il dato del mese precedente è stato ridotto dal 0.2% al 0,1 % con tanti saluti all’inflazione.

Interessante notare lo sforzo da parte del Governo che per compensare la debolezza del settore privato si è messo ad assumere e il proliferare dei soliti barman e camerieri.

Chiedo scusa se l’analisi è ironica, ma ormai non c’è più nulla da commentare o analizzare nel paese delle meraviglie.

Nel frattempo, per chi vuole perdere tempo con l’analisi macro, mentre fallisce l’ennesimo summit in casa di Angela, due importanti indicatori segnalano che il volo dell’araba fenice è ormai giunto a termine, il petrolio e le vendite al dettaglio, i consumi.

Venti miliardi di euro o poco più  è il nuovo surplus della Germania, continua a fare quello che vuole alla faccia dei fessi italici e francesi e il problema non è l’euro ma il fiscal compact vista l’inversione a U di Gentiloni e quella di Renzi che chiede ora di finanziare un massiccio taglio di tasse a deficit. Sai bellezza il problema non è l’euro mettitelo bene in testa è tuttaltro, dicono loro e intanto il Paese collassa.

I mercati ormai da sei mesi scontano utili nel settore energetico con i prezzi del petrolio intorno a 53 dollari di media, mentre si viaggia regolarmente a 45 da inizio anno, un problemino non da poco quando qualcuno incomincerà a svegliarsi. Non solo ci sono molti segnali che suggeriscono una pessima stagione nelle vendite anche e soprattutto nel secondo trimestre, conun vero e proprio crollo anche nel settore del lusso.

Niente inflazione e crescita reale decisamente sotto il 2 %, solo nel paese delle meraviglie si puà osare sperando in una nuova strepitosa stagione degli utili che sta nuovamente per iniziare con i fuochi artificiali venerdì, con JPMorgan Citigroup, Wells Fargo e PNC con le solite spettacolari aspettative, trainate dal settore energetico.

Un aiuto potrebbe arrivare dal dollaro debole ma forse è troppo presto per osservarne gli effetti già in questo secondo trimestre.  

In molti dimenticano che la crescita nominale del 2016 del PIL è stata sotto il 3 % il peggior risultato dal 1959, la domanda di credito è in calo, il credito al consumo anche se cercano di nascondervelo è in netta contrazione

Fonte: Haver Analytics, Gluskin Sheff

Come scrive Stephen McBride, un altro indicatore segnala che l’economia statunitense è su un pendio scivoloso è quello del calo delle entrate corporative, un calo che non si osservava dal lontano 2009, quando l’economia era in mezzo alla Grande Recessione.

Si tratta di un indicatore che ben difficilmente sbaglia, ha segnalato in anticipo ogni recessione degli ultimi 30 anni, tutte nessuna esclusa, come dice il nostro Lacy, non sbaglia un colpo dalla seconda guerra mondiale questo indicatore, suggerisce un netto deterioramento degli utili delle imprese, ma si sa, chi guarda più a queste cosuccie.

Mi fermo qui, abbiamo tante altre belle cosuccie da raccontarvi nel prossimo Machiavelli, un manoscritto tecnico, veloce, sintetico, ma una cosa sembra quasi certa, il volo dell’araba fenice si è definitivamente concluso.