Virus del pensiero? Cosa sono e come difendersi

Scritto da :Marta Albè
Fonte: http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/17445-virus-del-pensiero
Fonte foto: Boston Magazine
virus del pensiero

Virus del pensiero, che cosa sono? Ve ne sarete accorti. I social media e gli spot pubblicitari sono ricchi di immagini, video, frasi e discussioni che catturano la vostra mente e che si depositano nei vostri pensieri come ospiti indesiderati.

Alcuni parlano dei virus del pensiero come di idee che possono “infettare” la mente e le emozioni. Sarebbe come uscire all’aperto o andare in un luogo affollato ed esporsi al virus dell’influenza. Accediamo ai social media, siamo online e nello stesso tempo siamo esposti ai pensieri di tutti.

Gli utenti dei social network che hanno bisogno di cercare e di trovare dei punti di riferimento nelle idee degli altri potrebbero lasciarsi trascinare più facilmente da questi pensieri, che possono diventare insistenti e ossessivi. Potrebbe esistere anche un rischio di manipolazione da questo punto di vista, legato soprattutto ai messaggi martellanti degli spot pubblicitari e delle campagne politiche.

Pensare con la propria testa e prendere delle decisioni da soli, in autonomia, sulla base del proprio intuito sembra sempre più difficile per chi si lascia trascinare dalla folla (siamo davvero tutti pecore o esistono ancora delle pecore nere capaci di andare contro corrente?). O meglio, forse non tutti sono in grado di farlo perché si lasciano influenzare troppo dai pensieri e dalle idee degli altri.

Basta aprire una qualsiasi pagina Facebook per imbattersi in discussioni chilometriche, scontri e litigi su qualsiasi argomento. Ormai online si discute su tutto senza pudore e senza limiti, fino al litigio e all’insulto. Ci si confronta su tematiche politiche o ambientali importanti ma si arriva a scontrarsi anche su argomenti molto futili, persino su quanto sale mettere nell’acqua di cottura della pasta o sull’ultimo scandalo nella vita di qualche personaggio famoso.

Come possiamo fare per difenderci da questi “virus del pensiero” che occupano la nostra mente inutilmente e che ci rubano tanto tempo prezioso? Forse, innanzitutto, dovremmo imparare a utilizzare i social network in maniera più intelligente.

Non ha senso scegliere Facebook – o altri canali online – come valvola di sfogo o come pretesto per innescare liti (con utenti che magari non conosciamo nemmeno di persona). Eppure dando un’occhiata a Facebook è evidente come situazioni simili siano all’ordine del giorno.

Riprendiamoci la nostra vita e le nostre idee. Creiamo dei punti fermi nel nostro modo di pensare e nello stesso tempo rimaniamo elastici per riuscire a comprendere le opinioni degli altri senza farci trascinare e nello stesso tempo senza ritrovarci a generare scontri inutili ad ogni costo su qualsiasi argomento.

Ricordiamo che è il nostro pensiero a generare la realtà (qui trovate un approfondimento interessante) e che in ogni momento possiamo analizzare le nostre emozioni per capire da dove nascano e prenderci il tempo per agire – con calma – di conseguenza. Ricordate che anche online ci si può chiarire in modo cortese ed educato. Il rispetto prima di tutto, ovunque

VACANZE ESTIVE 2015

LA REDAZIONE DELLA PATATINA FRITTA AUGURA A TUTTI I SUOI LETTORI BUONE VACANZE…..

CI RIVEDIAMO A SETTEMBRE!

Dividere il lavoro dalla vita privata

Scritto da: Valentina Cervelli
Fonte: http://www.iovalgo.com/dividere-lavoro-vita-privata-15528.html

Young woman shouting at boyfriend
Young woman shouting at boyfriend

Uno dei più grandi problemi di molte persone? Riuscire a dividere il lavoro dalla vita privata. Ed in tanti modi. Oggi vogliamo occuparci di quello base: ovvero di quel che accade quando i problemi di uno si riflettono nella sfera dell’altro.

Sembra facile riuscire a tenerli separati. Nella realtà dei fatti non è affatto così. Questo perché purtroppo per quanto possiamo essere delle brave persone, ed educate in un certo modo, riuscire a modificare il proprio atteggiamento intorno ad una certa casistica non è possibile. A meno che non si sia preparati. Bisogna tenere da conto di un particolare: non bisogna essere stanchi o eccessivamente stressati. Se lo si è, la divisione tra lavoro e vita privata diventa pressoché impossibile. Per quanto la si possa volere. Quel che bisogna comprendere però, è che se non ci si sforza nemmeno, il rischio di essere giudicati per quel che non si è… è ampio e difficilmente aggiustabile una volta in corso d’opera.

Giro di vite contro il fumo: ecco le novità previste per le sigarette

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/fumo-novita-sigarette.php

sigarette
Giro di vite contro il fumo: ecco le novità previste per le sigarette

Foto shock sui pacchetti e sigarette vietate con bambini in auto. Sono queste alcune delle novità sul fumo previste dal decreto legislativo del Ministero della Salute che recepisce la direttiva Ue sul tabacco. Il provvedimento dovrebbe ricevere il via libera già a metà settembre.

La direttiva prevede l’introduzione su confezioni e imballaggi delle ‘avvertenze combinate’ relative alla salute, composte da frasi e da un’immagine a colori, con informazioni utili come il numero verde Iss. Sui pacchetti di sigarette compariranno informazioni sulla dissuefazione dal fumo, citando il telefono verde contro il fumo dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e il sito del Ministero della Salute. Inoltre, non compariranno più sulle confezioni le indicazioni sul tenore di catrame, nicotina e monossido di carbonio ritenute “ingannevoli” per il consumatore.

Le avvertenze occuperanno il 65% (e non più il 30-40%) del fronte e del retro delle confezioni e dell’eventuale imballaggio esterno. Sono anche vietati tutti gli elementi “promozionali e fuorvianti” sui prodotti del tabacco come: riferimenti a benefici per la salute, a gusto o odore, elementi che possano indurre a credere alla minore nocività del prodotto o a sue proprietà energizzanti, curative o biologiche.

Saranno poi aboliti i pacchetti di dieci sigarette (saranno minimo venti). La direttiva prevede però una fase transitoria di applicazione: per i prodotti con aromi il cui volume di vendita in Ue è pari o superiore al 3%, come appunto le sigarette al mentolo, i divieti si applicheranno dal maggio 2020. Inoltre, fino al 20 maggio 2017 sarà autorizzata l’immissione sul mercato di alcuni prodotti non conformi al decreto.
Il provvedimento prevede quindi lo stop all’immissione sul mercato di sigarette e tabacco da arrotolare contenenti aromi – come mentolo, vaniglia, erbe, spezie – che possano modificare odore, gusto o intensità di fumo.

Il decreto prevede anche il divieto di fumo in auto in presenza di minori e donne in gravidanza e il divieto di vendita ai minori sigarette elettroniche con presenza di nicotina.

Honduras: ucciso attivista indigeno

Fonte: http://www.salvaleforeste.it/popoli-indigeni/4067-honduras-ucciso-attivista-indigeno-2.html

killer
Si chiamava Erasio Vieda Ponce ed era un leader della piccola comunità indigena dei Tolupán di Locomapa, nell’Honduras settentrionale, presumibilmente per mano di sicari assunti dai proprietari terrieri locali.  Erasio Vieda Ponce è la quinta vittima di un’ondata di omicidi mirati di attivisti indigeni della propria comunità, fatta oggetto delle minacce, della criminalizzazione fino all’omicidio a casa della sua opposizione alle compagnie minerarie e al taglio illegale di alberi nei loro territori.
Secondo i testimoni, Erasio Vieda Ponce è stato assassinato da due fratelli, Selvin e Marlon Matute, sui quali già pende un mandato d’arresto per l’omicidio di tre leader Tolupán commesso nell’agosto 2013. Malgrado il mandato di arresto, i due hanno continuato indisturbati a frequentare regolarmente Locomapa. Solo due mesi fa, un altro membro della comunità indigena è stato picchiato a morte dopo aver ricevuto minacce. Secondo il locale gruppo in difesa dei diritti indigeni, il Movimento per la Dignità e giustizia (Movimiento Amplio por la Dignidad y La Justicia – MADJ) le autorità locali non hanno fatto nulla per consegnare gli assassini alla giustizia.
Secondo Global Witness, l’Honduras è uno dei paesi più pericolosi per gli attivisti: il piccolissimo stato conta almeno 101 persone uccise tra il 2010 e il 2014. “I membri delle comunità indigene dell’Honduras vengono uccisi perché osano difendere dei loro diritti nella loro terra”, spiega Billy Kyte, di Global Witness. “A Locomapa, assassini continuano a circolare liberamente, regolarmente avvistati dalla comunità, senza che le autorità facciano nulla. Il Tolupán stanno pagando con il sangue per l’inazione del loro governo “.

Negli ultimi anni si è registrato un drammatico incremento di omicidi ai danni di attivisti impegnati nella difesa dell’ambiente. Almeno 116 attivisti ambientalisti sono stati assassinati nel 2014. Circa il 40% delle vittime erano indigeni, e quasi tre quarti degli omicidi sono stati commessi in Centro e Sud America. In Honduras – il paese più colpito  – morti e la violenza sono collegati all’espansione delle piantagioni, dello sfruttamento minerario e della costruzioni di dighe, mentre le leggi sulla tutela ambientale sono state abolite, e i killeer godono della quasi totale impunti.

La comunità indigena dei Tolupán dal 2009 si oppone  a un progetto minerario che ha occupato vasti terreni di Locomapa senza una previa consultazione delle comunità interessate. I membri della comunità Tolupán hanno inoltre denunciato i taglialegna illegali di saccheggiare le loro foreste.

Nell’agosto  agosto 2013 i fratelli Matute, presumibilmente assunti da una compagnia mineraria locale, hanno aperto il fuoco su una dimostrazione pacifica, uccidendo i leader indigeni Armando Funez Medina, Ricardo Soto Funez e María Enriqueta Matute. Molti membri della comunità hanno dovuto passare sei mesi nascosti fino a quando sono state concesse misure di protezione da parte della Commissione per i diritti umani inter-americana (CIDH). Uno di questi però, Luis de Reyes Marcia, è stato trovato ucciso il 5 aprile scorso, dopo aver presentato alla polizia una denuncia per minacce di morte. Il mese scorso la casa della moglie è stata di nuovo presa di mira a colpi di arma da fuoco da sconosciuti.