Scoperto UFO in fondo al mare?

Fonte: http://www.ditadifulmine.com/2011/08/scoperto-ufo-in-fondo-al-mare.html

Ai giornali piace spesso pubblicare titoli che possano attirare l’attenzione di noi curiosi, e un titolo come “UFO scoperto sul fondo del mare?” leggibile su LiveScience svolge bene il suo compito. A separare la leggenda metropolitana dalla realtà non è soltanto il “buon nome” del sito che riporta la notizia, ma anche Peter Lindberg, famoso per i suoi recuperi di relitti dal fondo marino.

Lindberg e il suo team hanno scoperto sul fondale del Golfo di Bothnia (tra Finlandia e Svezia) un oggetto circolare del diametro di circa 20 metri, posizionato a quasi 100 metri di profondità, descritto così dal suo scopritore: “Un grande disco, di circa 60 piedi di diametro. Si vedono un mucchio di cose strane facendo questo lavoro, ma durante i miei 18 anni di professione non ho mai visto nulla di simile. La forma è completamente rotonda”.

E’ difficile, come capita ogni volta, farsi una chiara opinione su quanto pubblicato dai tabloid svedesi e dalle centinaia di siti a tema ufologico, ma ad aggiungersi al mistero sulla natura di questo oggetto ci sono altri due elementi: il primo è la scansione sonar del “disco”, visibile nel video reso pubblico da Lindberg, una scansione che effettivamente mostra qualcosa di circolare, ma non contribuisce affatto a chiarirne l’origine.
Il secondo, invece, è rappresentato da una serie di segni nell’ambiente marino attorno all’oggetto che suggerirebbero che l’oggetto si sia spostato sul fondale per raggiungere la posizione in cui il team l’ha ritrovato.

Le ipotesi che sono nate sono le solite: formazione rocciosa di origine naturale, oggetto realizzato dall’uomo caduto per qualche motivo in mare e ora non più riconoscibile dalle sole immagini sonar, e ovviamente Oggetto Volante non Identificato, la spiegazione forse più affascinante ma anche la meno dimostrabile.

Iniziamo con il chiarire che la risoluzione del sonar utilizzato da Lindberg non ha una risoluzione tale da poter dire con certezza che l’oggetto del mistero abbia una forma perfettamente circolare. Secondo Lindberg, potrebbe trattarsi di una nuova Stonehenge, ma ora come ora non c’è alcun elemento che possa indirizzarci in una o l’altra direzione.

Non si può escludere affatto, quindi, che si tratti di una bizzarra formazione rocciosa che ha tratto in inganno il sonar di Lindberg. In assenza di prove, prenderei questa ipotesi come la più probabile, anche se non abbiamo ancora alcun dato in grado di sostenere o smentire questo scenario.

Il problema è che Lindberg non pare interessato ad approfondire la questione per ovvie ragioni economiche. “Non è nella nostra sfera d’interesse raggiungere questo oggetto, dato che potrebbe trattarsi di nulla per il quale varrebbe la pena di spendere soldi per dare un’occhiata, neppure se si trattasse di una nuova Stonehenge” spiega Lindberg.

Il recupero di relitti è un affare decisamente costoso, e che richiede mesi e mesi di attività: se l’oggetto dovesse essere realmente un pezzo di ingegneria aliena, credo che chiunque si assumerebbe il rischio di recuperarlo; ma se si trattasse di una formazione rocciosa, lo spreco di tempo e di denaro potrebbe essere sufficiente a far chiudere baracca e burattini a chiunque.

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