La guerra dei corvi in Giappone

Fonte: http://www.nytimes.com/2008/05/07/world/asia/07crows.html?_r=1&pagewanted=all
Traduzione: http://www.ditadifulmine.com/

E’ da molto che non scrivo un articolo sul Giappone e una delle sue particolarità, ed è con sommo piacere che oggi parlerò di una piaga metropolitana che colpisce Tokyo e altre grandi città nipponiche da almeno una ventina d’anni: i corvi.

Le aree metropolitane del Giappone stanno assistendo ormai da decadi ad una vera e propria invasione di corvi. Anche se non esiste una stima precisa del numero di corvi in ogni città giapponese, ogni abitante del Paese è in grado di dirvi che il loro numero è aumentato a dismisura a partire dagli anni ’90 del secolo scorso.
A Tokyo, si è passati da 7.000 corvi negli anni ’90 ad oltre 36.000 nel 2001. Grazie a campagne mirate all’abbattimento del numero di questi volatili, nel 2008 il numero era sceso a 18.000, ma si ritiene che molti corvi si siano spostati in aree meno più periferiche, falsando questo dato. Gli ornitologi ritengono che il numero totale dei corvi sia stato largamente sottovalutato, e che una cifrà più accurata si aggirerebbe intorno ai 50.000-100.000 volatili nell’area metropolitana di Tokyo.
All’origine di questa esplosione demografica di corvi, secondo gli esperti, c’è la spazzatura. Lo stile di vita occidentale ha fatto breccia nel mondo giapponese, e la crescente spazzatura che si accumula per strada e nelle discariche non ha fatto altro che calamitare un animale opportunista come il corvo.
Grazie all’abbondanza di cibi di scarto, i corvi sono cresciuti di dimensioni rispetto ai loro parenti stretti che continuano a vivere nelle campagne. Sono inoltre molto più aggressivi, e non sono mancati casi di aggressioni ad animali domestici o addirittura bambini.
I corvi non attaccano l’essere umano di proposito. Nei pochi attacchi che hanno visto coinvolti dei bambini, tentavano di afferrare un gelato o un lecca-lecca. Ma gli artigli e il becco di un corvo non sono di certo la cosa più piacevole del mondo, specialmente quando si scontrano contro la pelle delicata di un bimbo.
Quando si tratta di animali, invece, i corvi sembrano essere ben consapevoli di cosa stanno facendo: in alcuni casi hanno compiuto raid negli zoo di Tokyo, attaccando e portandosi via cuccioli di cani della prateria e di anatre.
I corvi responsabili di questa invasione appartengono alla specie Corvus macrorhynchos, ampiamente diffusa in Asia e nota per la sua straordinaria capacità di adattamento e di sopravvivenza.
Questi corvi si nutrono di ogni cosa sambri loro commestibile, che sia viva o morta poco conta. In aree urbane si sono dimostrati estremamente persistenti e audaci, arrivando ad uccidere galline domestiche e altre specie locali di corvo, e hanno il grosso vantaggio di avere ben pochi predatori in grado di limitarne il numero.
I tentativi di fermare la piaga dei corvi sono stati molti, ma hanno avuto scarso successo. Si iniziò con l’utilizzare sacchi della spazzatura gialli, un colore che i corvi non sembrano essere capaci di vedere, e di coprirli con reti a maglia fine, per evitare che i pennuti potessero portarsi via la spazzatura.
Ma i corvi si stanno dimostrando incredibilmente astuti. La Crow Patrol, una pattuglia istituita per monitorare e limitare il numero dei corvi di Tokyo, gioca costantemente una partita a scacchi con uno degli animali più intelligenti mai studiati. “Cercano di superarci in astuzia” spiegò Kazuhide Kyutoku, vice capo della pattuglia, in un’intervista del 2008 al New York Times. “Non sono intenzionati a lasciare il territorio agli esseri umani”.
I corvi, oltre a possedere una memoria da elefante ed essere capaci di riconoscere una persona e serbarle rancore per anni, sono probabilmente gli uccelli più intelligenti mai studiati dall’essere umano. E la loro astuzia non è di certo passata inosservata alla Crow Patrol.
I corvi, dopo pochi anni di adattamento alle strategie umane, hanno iniziato a costruire finti nidi per distrarre la Crow Patrol dalla loro posizione reale, e avere campo libero per la caccia di spazzatura.
L’invasione dei corvi non si limita soltanto a danni alla spazzatura o all’uccisione di animali di piccola taglia. Nel marzo del 2008, un frammento metallico utilizzato dai corvi per la costruzione di un nido su cavi dell’alta tensione causò un blackout dell’intero distretto di Kagoshima.
In un altro incidente di pochi mesi prima, 610 tra case e aziende sono rimaste senza corrente elettrica per 48 minuti quando il becco di un corvo si è incastrato su una linea dell’alta tensione.
Tra il 2006 e il 2008, Tokyo ha fatto registrare oltre 1.400 malfunzionamenti delle linee a fibra ottica causati dai corvi, che sembrano gradire la fibra per la costruzione dei loro nidi. A Tsuruoka, invece, una città nella prefettura di Yamagata, i corvi entrano nelle scuole per rubare il pranzo agli alunni, e bombardano insegnanti e allievi con escrementi che piovono dall’alto.
Sebbene siano stati catturati oltre 100.000 corvi negli ultimi 10 anni utilizzando trappole e gas velenosi all’interno dei sacchi dell’immondizia, la riduzione del numero non sembra aver diminuito l’aggressività di questi animali, che in molte città del Giappone continuano ad essere i padroni incontrastati dei rifiuti umani superando per intelligenza e voracità i ratti, animali opportunisti per eccellenza in ambienti urbani.

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