Thor e i suoi fratelli, dalla Darpa arrivano i robot-eroi

scritto da : Antoninio Neri
Fonte: http://www.nextme.it/tecnologia/robotica/5052-robot-eroi-thor-darpa

robot-eroi

Entro la fine del prossimo anno i robot entreranno in azione nelle zone disastrate, e lo faranno camminando tra le macerie, su due gambe, proprio come noi umani. Rispetto all’uomo si muoveranno più lentamente e spesso saranno costretti a fermarsi, ma compenseranno queste lacune in velocità grazie ad una grande resistenza e “sacrificabilità”. Gli incendi di origine chimica, ad esempio, non possono certo bruciare i “polmoni” di un robot, ed anche un taglio con i raggi gamma non provocherà più alcun morto, perché rappresenterà solo un problema tecnico.

Questi “robot-eroi” riusciranno dove i loro colleghi hanno fallito a Fukushima, affrontando crisi che si svolgono in pessimi ambienti, con porte, scale, macerie avendo la possibilità di superare indenni innumerevoli ostacoli. Se i precedenti robot umanoidi riuscivano a malapena a scavalcare il bordo di un tappeto, questi sistemi saranno progettati per salire le scale ed entrare in veicoli autoguidati, aprire la maggior parte delle porte ed utilizzare utensili elettrici per martellare o segare quelle che non riusciranno ad aprire normalmente.

Dal momento che i disastri rovinano o addirittura mettono fuori uso le comunicazioni, i robot avranno un altissimo livello di responsabilità: ci saranno pochi sistemi teleguidati, comandati a distanza tramite joystick o guanti con sensori; questi umanoidi, infatti, riceveranno sempre ordini da utenti umani, ma utilizzeranno i loro algoritmi per decidere come afferrare correttamente un sega, dove iniziare a tagliare e per quanto tempo.

La “catastrofe” che i robot dovranno affrontare è una sorta di corsa ad ostacoli, che la D.A.R.P.A. (Defense Advanced Research Projects Agency, l’agenzia governativa americana incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare) ha costruito per RoboticsChallenge, il progetto lanciato lo scorso ottobre. La posta in gioco è un premio di 2 milioni di dollari, che verrà assegnato alla squadra il cui robot non solo avrà ottenuto i migliori punteggi nel testa a testa del dicembre scorso, ma che avrà avuto la meglio nella seconda competizione, che si terrà nel 2014. I robot dovranno svolgere otto compiti diversi, dimostrandosi abili sia in termini di mobilità che nella capacità a manipolare oggetti. Tutte abilità indispensabili per chi deve effettuare interventi d’emergenza.

Ma veniamo ai robot in questione: Charli-2 ha la faccia nera, lineamenti sottili, sembra un agente con il casco antisommossa. Il suo corpo (1,5 metri per 26,5 kg di peso) è in plastica bianca e lega, quasi interamente scoperto. Nonostante queste caratteristiche, Charli-2 si muove goffamente: testato su un piccolo campo da calcio, si muove con passi brevi e trema. Non riesce a piegarsi in vita, poiché non ha la flessibilità necessaria per passare dalla posizione eretta a quella chinata e viceversa.

Più interessante è il progetto Thor, un robot più evoluto. Anche se si tratta ancora di un work in progress, Thor ha due gambe in alluminio massiccio, il torso, le braccia, due attuatori ed una testa mai vista prima. Tutti i suoi componenti trasmettono una sensazione di grande resistenza. Questo robot è il prototipo di una macchina che sarà il definitivo THOR – Tactical Hazardous Operations Robot. Sia che il DARPA Robotics Challenge miri ad un robot ibrido frutto dei migliori componenti, la vera domanda non è se l’automa sarà pronto per la distribuzione: proprio come la Grand Urban Challenge (sempre della DARPA) ha velocizzato lo sviluppo di automobili-robot e alla fine ha portato alle Google Prius che si guidano da sole, la Robotics Challenge porterà ad un robot veramente intelligente. Dopo quella fase, bisognerà solo vedere quando e come i robot-eroi verranno impiegati stabilmente nella nostra società.

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