Residenti extra UE: Attenti all’IVA

Scritto da: Angelo Paratico
Fonte: http://www.litaliano.it

Angelo Paratico, Hong Kong – Forse non tutti gli Italiani residenti in Paesi al di fuori della Comunità Europea sanno che quando rientrano in Patria, e vi fanno acquisti, possono riavere una parte dell’IVA che hanno versato.
Questo meccanismo è in vigore da decenni. È semplice, e funziona. Dunque la prossima volta che tornare, ricordatevi.
Io abito da molti anni a Hong Kong, e anche durante il mio ultimo rientro in Italia, avvenuto alla fine di Aprile del 2012, ho approfittato di questa opportunità per acquistare dei bellissimi vestiti di Ermenegildo Zegna. Venivano letteralmente svenduti da uno storico negozio di Verona, il Fuso d’Oro. A causa della crisi economica, purtroppo, si stanno ridimensionando.
Ebbene, vi ho speso 2000 euro. A Hong Kong quegli stessi vestiti mi sarebbero costati più del triplo. Come sempre faccio, alla cassa ho chiesto anche l’apposito foglio da loro compilato, che mi consente di riavere indietro una buona parte dell’IVA.
Il 3 maggio mi imbarcai su di un volo che da Verona mi ha portò sino a Monaco di Baviera. Da lì, cambiando aereo, sono rientrato a Hong Kong.
In una borsa a mano portavo i miei bei vestiti, con le loro etichette ancora attaccate, perché bisogna dimostrare che davvero si è fatto l’acquisto.
Come fatto altre volte, vado alla dogana tedesca, dove un doganiere esamina velocemente gli abiti e timbra la carta fornitami dal negozio.
Passo poi a uno sportello della Global Blue, una delle società che si occupano ufficialmente di queste faccende, per presentare la mia carta e incassare. Dopo aver fatto la fila, mi trovo davanti a una scortesissima signorotta tedesca. Esamina il foglio e mi dà 45 euro. Faccio notare che mi sembrano un po’ pochi, ma lei comincia a strillare, dicendo che loro sono una società che lavora su commissioni e mi intima di mettermi da parte. Confuso, mi ritiro e torno dai doganieri, i quali mi consigliano di rivolgermi alla polizia, se davvero penso che mi spetti di più.
Faccio un ultimo tentativo, tornando allo sportello. Quella, vedendomi ritornare, comincia a farfugliare che forse ha sbagliato. Mi ribatte la ricevuta, e questa volta mi ritorna la cifra corretta, 267 euro! Se andava, aveva le gambe. Questo è stato un tentativo di truffa. Tornato a Hong Kong mando una email di protesta al direttore di questa società, fornendo numero di scontrino, volo, ora, nome della persona. Sto ancora aspettando una risposta. Il mio non è stato certamente un caso isolato, dato che ricordo dei giapponesi dall’aria confusa che contavano i soldi che avevano ottenuto e che si grattavano la testa. Si badi bene che le cifre in gioco nel giro di una giornata sono enormi, eppure il controllo pare essere molto labile.
Devo dire che in vent’anni di aderenza a questa pratica, questa è la prima volta che ho avuto dei problemi. Spesso lo faccio a Roma e a Milano, dato che vanno sempre richiesta all’ultima stazione di uscita dalla Comunità, e mai ho avuto nulla da ridire.
Dunque, dimenticate questo singolo incidente, e quando ritornerete in Italia la prossima volta fatevi preparare la carta nel negozio in cui avrete fatto acquisti e poi incassate all’uscita.

 

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